Calcio argentino in lutto, è morto Julio Humberto Grondona

79175760_grondona_164813cJulio Humberto Grondona, presidente dell’AFA, la federcalcio argentina, è morto oggi all’età di 82 anni per un aneurisma all’aorta. Entrato in mattinata al Sanatorio Mitre per precauzione, avrebbe dovuto essere operato, visto anche il rapido peggioramento delle sue condizioni di salute, ma si è spento alle 12.50 argentine, poco prima di finire sotto i ferri.

A capo del calcio argentino fin dal 1979, tempi di dittatura militare, e vicepresidente della Fifa dal 1988, Grondona ha potuto festeggiare durante i suoi 35 anni di presidenza un campionato mondiale (Messico ’86) e due secondi posti, l’ultimo raggiunto poche settimane fa in Brasile. Sette lustri di potere, da Videla a Cristina Kirchner, scandali e polemiche impossibili da riassumere in poche righe. Fondatore con il fratello Héctor dell’Arsenal di Sarandí, il cui stadio non a caso porta il suo nome, presidente dell‘Independiente di Avellaneda tra il ’76 e il ’79, protagonista di aggressioni ad arbitri e uscite infelici, accusato, tra le altre cose, di riciclaggio di denaro sporco, Don Julio, signore e padrone del calcio argentino, ha dettato legge fino all’ultimo, lasciando in eredità una discussa riforma dei campionati che prevede una massima serie da ben 30 squadre. Negli ultimi tempi aveva cominciato a pensare al ritiro, ma è morto da presidente, come aveva in qualche modo preannunciato in passato (“Me van a tener que sacar de la AFA con los pies para adelante).

Immediatamente è stata proclamata una settimana di lutto, durante la quale non si giocherà: rinviato, quindi, l’inizio dell’ultimo torneo corto, previsto inizialmente per questo fine settimana. Ad assumere temporaneamente la carica di presidente dell’AFA è Luis Segura, presidente dell’Argentinos Juniors, che resterà fino a quando, entro 90 giorni, si terranno nuove elezioni.

 

  • Manuel

    RIP!