Brasileirão, uno sguardo alla stagione 2011: top, flop, e qualche statistica

Calciosudamericano.it vi propone una carrellata sulla stagione di Série A appena conclusasi, con uno sguardo alle statistiche e uno sguardo ai migliori e peggiori della stagione, secondo le nominations fatte di domenica in domenica.

 

La stagione calcistica brasiliana si è conclusa domenica scorsa, con la vittoria del quinto titolo da parte del Corinthians: in sei mesi di campionato federale molte cose sono accadute, e calciosudamericano.it ve ne fa una carrellata attraverso le statistiche del torneo, la selezione dei migliori e la galleria dei peggiori di questo campionato.

STATISTICHE DI SQUADRA – Cominciamo dal rendimento diviso tra le due metà della stagione: se nel girone d’andata il Corinthians è stata la squadra capace di fare più punti (37), seguita a breve distanza da Flamengo (36) e dalla coppia São Paulo-Vasco da Gama (35), nel ritorno è stato dominio assoluto del Fluminense, con 38 punti, ben quattro più di Vasco e Corinthians. A fornire le peggiori prestazioni sono stati América Mineiro (13 all’andata) e la coppia formata da Avaí e Ceará (14 al ritorno). Miglior rendimento casalingo quello del Coritiba, 43 punti; stadio di casa indigesto per l’Avaí, autore di soli 19 punti alla Ressacada. Ospite più scomodo è stato il Corinthians, 30 punti lontano dal Pacaembu, facile invece ricevere Atlético Paranaense ed América Mineiro, 9 punti appena.

Miglior attacco del 2011 è quello del Fluminense, con 60 reti all’attivo; di contro c’è l’Atlético Paranaense, con solo 38, seguito dal Palmeiras, 43. Miglior difesa quella del Corinthians (36), titolo però per lungo tempo in mano al Palmeiras, che ha chiuso con 39; peggior retroguardia quella dell’Avaí, 76 segnature subìte. Il fatto che i due opposti nella difesa siano anche la prima e l’ultima in classifica è un dato significativo, che si discosta dalla tradizione brasiliana: anche qui l’equilibrio arretrato inizia ad avere preponderanza sulla prolificità offensiva. Il miglior saldo in differenza gol è delle prime due in classifica, Vasco e Corinthians (+17), il peggiore quello dell’Avaí (-31); stessi nomi per quanto riguarda gli estremi della Media Inglese, +1 per le prime, -30 per l’altra.

Infine, ecco il dato sui pareggi: se l’anno scorso il Botafogo aveva impattato più di metà delle gare giocate, quest’anno c’è andato vicino il Palmeiras: segno ‘x’ su ben 17 incontri; a fargli da contraltare il Fluminense, le cui gare senza vinti né vincitori son state solo 3.

STATISTICHE PERSONALI (da GloboEsporte) – Iniziamo, ovviamente, dal titolo di capocannoniere: bomber del 2011 è il santista Borges, autore di 23 reti, di cui due su rigore; segue Fred (Fluminense), fermatosi a 21 con tre penalty all’attivo. Marcelo Lomba (Bahia) è stato il portiere più spesso impegnato in parate difficili: ben 80, media di oltre due a partita; l’attaccante più “beccato” in fuorigioco è stato Deivid (Flamengo), 30 volte off-side. Capitolo falli: il più tartassato è stato – manco a dirlo – Neymar, affrontato con le cattive ben 150 volte in questa stagione; il giocatore più falloso invece è stato Willians (Flamengo), autore di 93 infrazioni. Il mediano rossonero vanta però anche un dato positivo: è lui quello che ha recuperato il maggior numero di palloni, 131, una media di oltre tre per incontro. Il giocatore col maggior numero di passaggi sbagliati è stato il gremista Douglas, ben 182 errori in costruzione. Capitolo disciplina: qualcosa come 18 sono i cartellini gialli comminati a Bruno Silva dell’Avaí, mentre il premio di più espulso va – ex-aequo – a Gilson (América) e Serginho (Atlético Mineiro), cacciati dal campo tre volte a testa.

ARBITRI (da GloboEsporte) – C’è stato parecchio lavoro per i direttori di gara quest’anno: una pioggia di cartellini gialli (2.058 in tutto), una grandinata di rossi (142, quasi quattro a giornata) e 116 rigori fischiati. La partita più cattiva è senza dubbio Corinthians – Palmeiras, dell’ultima giornata: sei gialli e quattro rossi; l’incontro con più ammoniti Santos – Coritiba (17^), con 15 sanzioni.

NOMINATIONS – Veniamo alla rubrica settimanale sui migliori e i peggiori della settimana, e tiriamo le somme: la squadra più nominata nelle trentadue puntate (sei mancano all’appello: quelle in cui, per un motivo o per l’altro, non si è potuto indicare qualche nomination) di questa rubrica è il São Paulo, riscontrato 20 volte, seguito a ruota da Vasco da Gama e Botafogo, con 19. Di contro solo 6 sono state le chiamate in causa del Coritiba.

La squadra con il miglior bilancio tra indicazioni positive e negative è stata – ovviamente – il Corinthians campione: seguono però da vicino l’Atlético Goianiense ed il Figueirense. L’altra faccia della medaglia è l’América, che ha chiuso con più note negative  che positive; non troppo distanti si piazzano Atlético Paranaense ed Avaí.

Il giocatore più spesso a podio in questo campionato è stato Diego Souza (Vasco), con 4 primi posti; Ronaldinho e Márcio Rozário (Flu) sono entrati più volte tra i “cattivi”, due nominations a testa.

TOP 11 – Siamo alla Squadra dell’Anno: in ossequio alla tradizione brasiliana, il modulo adottato da questo dream team sarà il 4-2-2-2. Allenatore, ovviamente, Jorginho (Figueirense), tecnico dei miracoli: la sua squadra, attestata come praticamente spacciata prima di inizio stagione, ha lottato fino alla fine per un posto in Libertadores.

In porta metteremo Fernando Prass (Vasco), che ha vinto la concorrenza di Fernando Henrique (Ceará) su cui pesa la retrocessione. Per il terzino destro vale lo stesso ragionamento: a Boiadeiro (Ceará) è stato preferito Fágner (Vasco), le cui prestazioni oltretutto sono sempre state più costanti. Sulla sinistra invece non c’è partita: qui la rivelazione Cortês (Botafogo) ha sbaragliato la concorrenza. Per il ruolo di centrale la scelta è caduta sulla coppia Dedé (Vasco) – Mário Fernandes (Grêmio), volti nuovi autori di una brillantissima stagione; menzion d’onore anche per Réver (Atlético Mineiro), uno dei pochi a non affondare con il resto della sua squadra.

I due mediani selezionati sono Paulinho (Corinthians) ed Assunção (Palmeiras): il primo è una delle rivelazioni del torneo, il secondo ha sempre saputo sfruttare la propria enorme esperienza per dare tranquillità alla sua squadra, riuscendo a strappare buoni voti anche nel momento più buio della stagione alviverde. Anche qui menzioni d’onore, per Casemiro del São Paulo e Ralf del Corinthians. Per il ruolo di meia c’è una fila interminabile, anche perché il ruolo di fantasista ha tanti interpreti in Brasile: giudichiamo Diego Souza (Vasco) e Oscar (Internacional) i migliori, con Ronaldinho escluso dall’undici titolare per i troppi saliscendi nelle sue prestazioni; impossibile però non accennare almeno alle ottime stagioni di D’Alessandro (Internacional), Lucas (São Paulo) ed Elkeson (Botafogo).

Fila ancor più lunga per il ruolo di migliori attaccanti: la nomination d’obbligo va al tandem Borges (Santos) – Fred (Fluminense), primi due in classifica marcatori, ma non si può non pensare dove sarebbe arrivato Leandro Damião (Internacional) senza quel mese d’infortunio nel suo momento più brillante. E poi ci sono Neymar (Santos), fermato da un rendimento incostante, Abreu (Botafogo), Liédson (Corinthians) e Julio César (Figueirense), per una “panchina” dal gol garantito.

FLOP 11 – La Flop 11 avrà la stessa tattica della selezione dei migliori, solo che i giocatori qui chiamati non daranno le stesse garanzie: colpa forse anche dell’ostinata presenza in panchina di Scolari (Palmeiras), uno che ha rifiutato di lasciare il proprio posto anche quando la sua squadra stava precipitando dalla zona Libertadores a quella retrocessione.

Portiere di questa triste squadra è Fábio (Cruzeiro), una certezza solo dodici mesi fa, così come il suo secondo, Victor (Grêmio), uno che a giugno bazzicava in nazionale. Terzino destro un piuttosto impacciato Léo Moura (Flamengo), seguito a ruota dallo spesso disastroso Cicinho (Palmeiras); centrali Fabrício (Atlético PR) e Welinton (Flamengo), con un Gum (Fluminense) fin troppo spesso pronto a subentrare. A sinistra invece va Eron (Atlético MG), mai autore di partite sufficienti, finché ad un certo punto non ha del tutto perso il posto in squadra.

Nel ruolo di volante inseriremo l’avaiano Bruno Silva, 31 presenze e 18 ammonizioni, e il flamenguista Willians, che si è fatto notare più fuori che dentro dal campo. Si sarebbe potuto inserire anche Denílson, sbarcato con le migliori aspettative al São Paulo ma mai veramente decisivo.  Come uomini di fantasia inseriremo Valdivia (Palmeiras) e Montillo (Cruzeiro), mancati alle rispettive squadre nei momenti decisivi.

Terminali offensivi di questa selezione sono infine Miralles (Grêmio) e Kléber (Palmeiras): il primo ha deluso parecchio le aspettative, chiudendo la stagione con la miseria di due reti; il secondo ha passato più tempo a far polemica con la società che in campo, e non perché sia stato poco utilizzato.