Brasileirão riaperto, anzi no: Cruzeiro ko, ma perde pure il San Paolo

Luan decisivo per l'Atlético Mineiro
Luan decisivo per l’Atlético Mineiro

Per analizzare meglio quanto successo in Brasile negli ultimi 4 giorni, bisogna andare a spulciare qualche almanacco. E gli almanacchi dicono che il Cruzeiro non perdeva due partite di fila da un anno, con Vasco e Bahia nel 2013, ma quando il titolo era già matematicamente assicurato. Stavolta, il trionfo della Raposa potrebbe invece essere messo in dubbio. Anche se lo 0-3 col Flamengo viene compensato, come a metà settimana, dal ko del rivale più prossimo, il San Paolo. Al Maracanã, la squadra di Marcelo Oliveira ne prende 3 senza reagire dal Flamengo, spinto dalla forza di più di 40mila spettatori. “Abbiamo regalato i gol” dice il tecnico mineiro, e ha ragione: Egídio perde banalmente il pallone che porta alla comica autorete di Dedé, Manoel e Fábio non si intendono e consegnano su un piatto d’argento il raddoppio all’argentino Canteros. Solo per la cronaca il bel 3-0 al volo di Gabriel, questo sì interamente costruito dal Fla. I punti di vantaggio su chi insegue sono ora 6. E chi insegue è nuovamente l’Internacional, che si scrolla di dosso la cinquina buscata dalla “Chapecozembe” battendo al Beira Rio il Fluminense: Fred pareggia nel finale il vantaggio di Alex, ma pochi secondi dopo è Valdívia, quello meno bravo (forse), a infilarsi per il 2-1 finale. E il San Paolo? Spreca l’occasione della vita per portarsi a -4: gioca bene all’Independência, imbriglia l’Atlético Mineiro, crea parecchio, ma si fa trovare impreparato nell’azione che porta al decisivo gol di Luan. Restando mestamente a -7 dalla capolista.

FOGO EROICO – Fino al Flu, ottavo, tutti possono sognare l’approdo in Libertadores. Il problema è che il 28mo turno, per le formazioni coinvolte nella corsa, è una gara a chi fa peggio. Perdono tutte: il Santos ne prende 3 dal Criciúma senza reagire, ma i ko più clamorosi erano già arrivati dagli anticipi del sabato. Come quello del Corinthians, che a Manaus si fa sorprendere da un rigore di Wallyson e dalla volontà del Botafogo, quasi eroico nel portare a casa i 3 punti nonostante i noti problemi societari e il rosso all’ex viola Bolatti. Ma anche il Grêmio, al Pacaembu contro il Palmeiras, la combina grossa. E la combina grossa Barcos, che segna su rigore tra gli insulti della sua ex tifoseria e poi si fa cacciare per doppia ammonizione nella ripresa, facendo provocatoriamente il celebre gesto del pirata al momento dell’uscita dal campo. Senza di lui, i gaúchos vanno a fondo: Pablito Mouche segna con una zampata il suo primo gol nel Brasileirão, il classe ’96 João Pedro raddoppia con un sinistro da fuori. E per il Verdão, spacciato solo qualche settimana fa e ora a +4 sulla zona rossa, è il terzo hurrà di fila.

UN CAMPIONATO NEL CAMPIONATO – Chi sale e chi scende. Il Goiás non si ferma più: 3-0 al Coritiba e ottavo centro in campionato del ventenne Erik, attaccante rapidissimo col fiuto del gol di un veterano. Mentre lo Sport, dopo aver cullato sogni di Libertadores, deve bruscamente tornare alla realtà: l’1-2 interno col Vitória è il quarto ko nelle ultime 4, e a nulla serve il primo centro pernambucano della stella Diego Souza. Col successo della Ilha do Retiro, i rossoneri baiani escono dalla zona retrocessione e vi spingono i rivali del Bahia, battuti dalla Chapecoense e da un destro da distanza chilometrica di Tiago Luís. Occhio anche al rientro in gioco del Figueirense, spompato dopo un periodo d’oro e ora nuovamente con il segnale di allarme acceso: l’Atlético Paranaense trae forza dalla nuova Arena da Baixada e va di goleada contro i catarinensi grazie anche alla doppietta dell’ex QPR Dellatorre. In un campionato nel campionato, quando di giornate alla conclusione ne rimangono 10, dall’ultimo posto occupato da Botafogo e Coritiba al dodicesimo del Palmeiras corrono appena 5 punti. Un’inezia.