Brasile – Oswaldo de Oliveira lascia il Flamengo: è il 31° cambio di panchina

Oswaldo de Oliveira non è più l’allenatore del Flamengo. Un divorzio comunicato dal club rossonero sotto forma di rescissione consensuale nelle prime ore del sabato, a un giorno di distanza dalla sfida (inutile) che il Fla affronterà contro l’Atlético Paranaense per la penultima giornata del Brasileirão. Un cambio di panchina come gli altri, ma solo apparentemente: si tratta infatti del numero 31 (tra esoneri e dimissioni) in 36 giornate di campionato, il che consente di avvicinare il poco invidiabile record di 32 stabilito 5 anni fa, nel 2010, prendendo in considerazione solo il torneo a 20 squadre istituito nel 2006. Mentre, per quanto riguarda il Brasileirão por pontos corridos, ovvero senza playoff, in vigore dal 2003, il primato è costituito dai 41 (41!) cambi di panchina del medesimo anno.

4 allenatori in 12 mesi

A terminare la stagione ad interim sarà Jayme de Almeida, storico assistente che nel 2013 regalò al Flamengo, da primo allenatore, la Copa do Brasil. Poi, per il 2016, arriverà un nuovo condottiero: i nomi più caldi sono quelli del Patón Edgardo Bauza, che ha lasciato il San Lorenzo dopo un biennio di trionfi ma che a Rio è considerato parecchio caro, e soprattutto di Muricy Ramalho, di nuovo in pista dopo quasi un anno trascorso ai box a causa di qualche problema di salute. Di certo, al Fla dovranno trovare stabilità dopo un 2015 trascorso sulle montagne russe: ha iniziato Vanderlei Luxemburgo, ha proseguito senza brio Cristóvão Borges, ha preso le redini Oswaldo. Licenziato, di fatto, al termine di un ruolino di marcia di due vittorie, altrettanti pareggi e 7 ko nelle ultime 11 giornate.

Galo, Levir lascia in lacrime

Muricy, considerato il favorito per la panchina del Flamengo, dovrà aspettare le elezioni in programma a inizio dicembre per conoscere il proprio futuro: in corsa per la presidenza c’è anche Eduardo Bandeira de Mello, l’attuale numero 1 che spera di fare il bis. Intanto, sull’ex allenatore del San Paolo ci sono anche l’Internacional e l’Atlético Mineiro. Che nelle ultime ore ha salutato Levir Culpi, in lacrime nella conferenza stampa d’addio al termine di due anni belli e vincenti: nel 2014 il successore di Cuca ha conquistato la Recopa Sudamericana e la Copa do Brasil, quest’anno ha portato il Galo nuovamente in Libertadores. Ma il club ha deciso di non rinnovargli la fiducia per la prossima stagione.

L’esempio del Corinthians

Si conferma, così, la voracità di presidenti e dirigenze sempre più mangia-allenatori. Con una postilla clamorosa: con l’addio di Levir Culpi, che nelle ultime due giornate non siederà in panchina per volontà propria (sarà sostituito da Diogo Giacomini, tecnico ad interim), il Corinthians rimane l’unica squadra del Brasileirão ad avere scelto un allenatore a gennaio e ad averlo mantenuto sino a dicembre. E sì che di momenti duri ne ha affrontati: l’eliminazione dallo statale, dalla Libertadores e dalla Copa do Brasil, l’avvio complicato in un campionato poi dominato. Si è tenuto Tite nonostante le turbolenze e i risultati gli hanno dato ragione.