Brasile, Estaduais ai nastri di partenza: riflettori sul Paulistão dei campioni e dei delusi

Inizierà questo week-end la stagione dei tornei statali, format caratteristico del calcio brasiliano e modello unico nel suo genere: si parte subito con i tornei di Rio e soprattutto San Paolo, dove c’è grande attesa per un campionato che si preannuncia esplosivo

 

Calcio brasiliano, tutto pronto per la stagione numero centoundici: come ogni anno saranno i campionati statali ad aprire l’annata sportiva, segnata dalla Conf Cup in programma a giugno. A partire da questo week-end tutti i principali tornei (ad eccezione del Mineirão, che inizierà con le canoniche due settimane di ritardo) scenderanno in campo per la prima giornata. Grande attesa per due tornei in particolare: da un lato il Campeonato Paulista, unico palcoscenico in cui sarà possibile assistere a tutti i classici derby; dall’altro la Copa do Nordeste, torneo con le principali squadre degli stati tropicali, che torna a disputarsi dopo tre anni.

Il Brasile è una federazione di 27 stati, ciascuno col proprio campionato

IL PIÙ ATTESO – Qualcuno lo ritiene persino più competitivo del campionato federale, senza dubbio è il più affascinante dei ventisette tornei statali: il Paulistão è l’Estadual per eccellenza. Nessun altro torneo riesce ogni anno a caricarsi di nuove e sempre più interessanti prospettive, nessun altro vanta lo stesso numero di squadre professionistiche. Il 2013 poi lo renderà ancora più unico: solo qui infatti sarà possibile vedere tutti e sei i grandi derby paulisti, dato che il Palmeiras disputerà la Série B. Proprio il Verdão è, assieme al Corinthians campione del mondo, la squadra più attesa: dopo l’incredibile 2012, iniziato con la vittoria in Copa do Brasil e terminato con la retrocessione, la squadra allenata da Gilson Kleina ha il dovere di fare un torneo di primissimo livello, ma dovrà pure non perdere di vista la Copa Libertadores che comunque disputerà, in qualità di campione della coppa nazionale. L’impresa si preannuncia durissima: si tratta di contendere il titolo alla grande favorita, il Corinthians, che ha rinforzato la squadra vittoriosa nel Mondiale con giocatori del calibro di Pato e Renato Augusto; togliere Santos e São Paulo dal novero delle favorite, poi, è pura follia. D’obbligo infine mettere in conto i vari Ponte Preta, Bragantino, Guarani, Mirassol, São Caetano e via dicendo, squadre sempre pronte allo sgambetto. Anche quest’anno se ne vedranno delle belle, dalle parti di San Paolo.

CHE DIRE DEL CARIOCA, altro campionato zeppo di grandi? Dalle parti di Rio la puntata più facile è sulla riconferma del Fluminense, campione uscente sia dello stato che della federazione: attenzione però al nuovo corso del Flamengo, partito senza grandi squilli sotto la nuova presidenza Bandeira (più cessioni che acquisti, in effetti) ma con un ritrovato entusiasmo. Sulla carta i rossoneri non sembrano in grado di competere con gli arcirivali, bisognerà però tener conto dell’effetto-Libertadores. Meno “problematiche” dovrebbero essere Botafogo e Vasco da Gama, entrambe in netto ribasso rispetto alle ultime annate. Due nomi per le possibili outsider: il Bangu, che l’anno scorso andò vicino al colpaccio in Taça Rio, e il Resende, formazione che da qualche anno dà più di un grattacapo alle prime.

NEL GAUCHÃO siamo forse di fronte ad un bivio: se il Caxias saprà riconfermare quanto di buono fatto vedere lo scorso anno si potrà parlare di fine (o più probabilmente sospensione) dell’interminabile duopolio Internacional – Grêmio. Lo scorso anno infatti i granata riuscirono a vincere la prima fase (superando l’altra grande sorpresa, il Novo Hamburgo), arrivando a giocarsi la finalissima con l’Internacional; quest’anno l’Inter non avrà l’impegno in Copa Libertadores, e dunque potrà concentrarsi interamente sul campionato di casa. Dall’altro lato c’è il Grêmio, che invece in campo internazionale ci dovrà essere ma che non può nemmeno permettersi un altro disastro come quello del 2012. Con queste premesse spazio per colpi di scena non sembra essercene, ma è proprio così che si potrà capire il reale valore delle “altre”.

CHE FINE HAN FATTO LE GRANDI NORDESTINE? Molti altri tornei iniziano, o sono addirittura già iniziati: fatta eccezione per il Mineirão, il quale prenderà il via con le due consuete settimane di ritardo (il 2 febbraio), e per i tornei amazzonici, solitamente in campo a settembre, tutti i restanti hanno preso o prenderanno il via in questi giorni. Scorrendo il calendario però saltano all’occhio molte assenze importanti: nei tornei di Bahia, Ceará, Pernambuco, Paraíba, Alagoas, Rio Grande do Norte e Sergipe non ci saranno le formazioni migliori, in campo solo dalla seconda fase. Cos’è accaduto? Non si tratta di un cambio di formula, ma di un gradito ritorno: dopo tre stagioni torna infatti a disputarsi la Copa do Nordeste, competizione in cui si affrontano tutti i maggiori club dell’area ecuatoriale. Un torneo storicamente di grande fascino e competitività, in grado di rivaleggiare con i maggiori tornei statali, un’occasione unica di vedere il meglio del calcio nordestino. Campione uscente è il Vitória, vincitore dell’edizione 2010 e squadra più titolata con cinque successi: quest’anno il torneo sarà fine a sé stesso, ma dall’anno prossimo assegnerà un posto in Copa Sudamericana. Motori subito caldi, dunque: il grande calcio torna anche a Nord-Est.

UN VELOCE SGUARDO ANCHE AL RESTO DEL PROGRAMMA: probabilmente ci si troverà di fronte all’ennesima lotta a due nei tornei di Paraná e Goiás, campionati ormai da anni di competenza delle due principali formazioni delle rispettive capitali; più movimentato si annuncia il Catarinense, dove l’unica squadra rimasta nella Série A federale, il Criciúma, dovrà vedersela con un’agguerrita pattuglia di cadette, Figueirense e Avaí su tutte. Hanno già preso il via, ma come detto senza i top team, i tornei di Ceará e Paraíba, mentre tutto è iniziato senza assenze nel Pará e nel Distretto Federale.