Brasile: da Gustavo Nery a Mineiro, ecco la Top 11 dei disoccupati

Storie di disoccupati di lusso. Anche il Brasile, se volesse, avrebbe la propria Equipe Romagna: basta mettere insieme quei giocatori che non hanno più un contratto e si allenano in attesa di uno squillo del telefono che annunci buone nuove. Il problema è che molti sono fermi da tempo immemore, ormai, e puntare su di loro, anche a causa dell’età spesso avanzata, rischia di essere un azzardo troppo grande. Un abbozzo di Top 11 dei senza squadra, comunque, si può tracciare.

Gustavo Nery ai tempi del Corinthians

Portiere e difesa. Tra i pali, senza scomodare un Dida ormai prossimo alla pensione (ma il Bahia sembrava averci fatto un pensierino un mese fa), scegliamo l’ex Corinthians Marcelo (27): erede di Fabio Costa nel Timão, si è poi perso tra Ponte Preta, Ituano e Bahia, prima di essere ripescato, a metà 2010, dall’Atletico Mineiro. Un paio di prestazioni disastrose, e come non detto: panchina e contratto rescisso. A destra, l’ex vascaino Elder Granja (28), che visse il momento migliore della carriera nel 2006 (Libertadores e Intercontinentale con l’Internacional). Al Palmeiras fu inserito tra i tre migliori laterali destri del Brasileirão. Poi, il rapido declino tra Atletico Mineiro, Sport, Vasco e Atletico Paranaense, ultimo club in cui ha giocato, nel 2010. Al centro, ecco Luiz Alberto (33), in Europa con le maglie di Saint Etienne e Real Sociedad. Prodotto flamenguista, ha ottenuto i risultati migliori con i rivali del Fluminense, con cui arrivò in finale di Libertadores nel 2008. Traumatica l’esperienza al Boca, dopo la quale è rimasto fermo per più di un anno. Lo vuole l’Atletico Paranaense per portare esperienza nella retroguardia. Con lui il 33enne Fabiano Eller, che ha avuto più squadre che le classiche camicie. Ha giocato a San Paolo (Santos, Palmeiras), Rio (Fla, Flu, Vasco), Porto Alegre (Inter, con cui ha vinto 2 Libertadores e l’Intercontinentale del 2006). È stato in Spagna, Turchia e Arabia. Potrebbe far comodo a una carioca: ha infatti affermato di voler tornare a vivere (e a giocare) a Rio de Janeiro. Sulla sinistra, Gustavo Nery (33), rivelazione del San Paolo e campione del Brasile col Corinthians nel 2005 dopo una toccata e fuga nel Werder Brema. In quel periodo arrivò in Nazionale, ora invece non ha una squadra da fine 2009, quando retrocesse col Santo Andrè al culmine di una parabola discendente iniziata nel Saragozza e proseguita nel Fluminense e nell’Internacional.

Mineiro con la Seleção

Centrocampo e trequartista. In mezzo al campo, il nome più importante è quello di Mineiro, ex centrocampista di São Caetano e (soprattutto) São Paulo: miglior centrocampista del 2006 con la maglia del Tricolor, volò in Europa e arrivò persino a vestire la maglia del Chelsea. Da quando lo Schalke 04 lo ha rilasciato, non ha più trovato una squadra che lo accolga, anche se l’Avaì ci aveva fatto un pensiero qualche tempo fa. Potrebbe essere ancora utile, ma ha già 35 anni. Con lui Juliano Belletti (34), pluricampione con Barcellona (gol in finale di Champions nel 2006) e Chelsea, prima di svernare al Fluminense lo scorso anno. Ha già dato, ma la sua esperienza potrebbe giovare a una pericolante. Tra le linee Gil Ribeiro, per tutti Gil. Che scomodava paragoni importanti, ai tempi del Corinthians, e col suo sinistro incantevole li meritava tutti. Poi ha girovagato senza troppi guizzi tra Giappone, Cruzeiro, Nastic (Spagna), Internacional, Botafogo e Flamengo. Rilasciato dal Fla a metà 2010, è ancora in cerca di una squadra. Non è tardi: ha solo 30 anni.

Leandro Amaral, ex Flamengo

Attacco. Di Denis Marques (30) ci si ricorda soprattutto per la rabona effettuata in un’azione magnifica, che avrebbe portato Marcos Aurelio a segnare contro il Nacional Montevideo, in Copa Sudamericana. Indossava la maglia dell’Atletico Paranaense, con cui visse il proprio momento d’oro. Discreta l’esperienza giapponese, pessima quella al Flamengo, dove giocò poco e male nel 2009, venendo cacciato l’anno successivo. Il trentenne Ilan Araujo era tornato lo scorso anno all’Internacional dopo cinque stagioni più che discrete in Francia, con Sochaux e Saint Etienne (oltre a una comparsata in Premier col West Ham): a Porto Alegre, però, poche chances e rescissione del contratto. Potrebbe finire al Vitoria, in B. Infine, l’ex fiorentino Leandro Amaral (33) è il simbolo della sfortuna: sarebbe ancora un buon attaccante, ma da tempo è costantemente bersagliato dagli infortuni, che lo hanno costretto più volte a meditare l’addio al calcio. La sua ultima squadra è stata il Flamengo, lo scorso anno. Potrebbe tornare utile a qualche squadra della massima serie, problemi fisici permettendo.