Brasile 2014: l’Argentina non delude, 3 a 1 sul Paraguay e balza in testa

il “Pocho” Lavezzi, uno dei migliori in campo

Di Maria, Higuain e Messi i giustizieri della selecciòn albirroja.

Pronti via e le cose si mettono subito male per i ragazzi di mister Pelusso, infatti a seguito di una carambola all’interno dell’area del Paraguay la palla raggiunge il limite dell’area e finisce sul mancino di Angel di Maria, che supera Villar con un bellissimo sinistro a giro che si infila sotto la traversa. Se il Paraguay aveva in programma di difendersi e di colpire di rimessa ecco che subito l‘Argentina li obbliga ad un cambio di strategia. La reazione del Paraguay c’è anche se un pò estemporanea, e sfruttando un’indecisione di Braña, che colpisce goffamente il pallone con il braccio dentro l’area di rigore, il Paraguay raggiunge il pareggio, firmato da Fabbro al 17′. L’Argentina ha un minuto di smarrimento dopo il gol del pareggio, ma ritrova quasi subito la stabilità e riprende saldamente in mano le redini della gara. Al 30′ arriva il raddoppio argentino, con un’azione tutta in profondità, partita dai piedi di Maria, passata per quelli di Lavezzi e conclusa con un gran destro in corsa dal Pipita Higuain fino a quel momento passato inosservato sul campo di gioco. Il terzo gol arriva al 63′ e porta la firma dell’immancabile Leo Messi, che pochi minuti prima si era visto negare la gioia del gol dal palo, ma che ha potuto festeggiare grazie ad un perfetto calcio di punizione dalla distanza, imparabile per Villar. A questo punto la partita è chiusa, il Paraguay si getta in attacco spinto più che altro dall’orgoglio che da un concreto piano di gioco, e la partita si trascina così fino alla fine.

La squadra di mister Sabella ha dimostrato grande solidità, e che il modulo iper-offensivo con quattro attaccanti è sostenibile, anche grazie alla presenza a centrocampo di Fernando Gago, vero e proprio metronomo, abile sia in fase di costruzione che di rottura. Note positive anche dal Pocho Lavezzi, che ha giocato a tutto campo, ed è stato decisivo. Nota stonata la prestazione di Braña, che non solo ha goffamente causato il rigore del momentaneo pareggio, ma ha disputato una partita mediocre sotto tutri i punti di vista.

Per il Paraguay il quadro è piuttosto negativo, la squadra ha dimostrato di non avere una vera e propria identità di gioco, confermato dal fatto che le uniche occasioni sono arrivate da situazioni d’attacco abbastanza casuali o da tiri dalla distanza.

Adesso la classifica vede la selecciòn guardare tutti dall’alto in basso con 13 punti, una lunghezza di vantaggio sul Cile, che ha osservato un turno di riposo, e sull’Ecuador vittorioso sulla Bolivia. L’Uruguay travolto 4 a 0 dalla Colombia di Falcao è fermo a quota 11.