Brasile 2014 – Cile, che bel debutto! 3-1 all’Australia

Foto: La Tercera
Foto: La Tercera

Per il Cile la prima non è solo buona, ma ottima. La vittoria, ottenuta non senza sofferenza, ha fornito la prova delle capacità dei cileni di dedicarsi al proprio gioco con sicurezza e scioltezza, sapendo anche subire le azioni australiane, che miravano al pareggio, senza scomporsi più di tanto e reagendo a ogni attacco avversario. Sánchez ha dimostrato ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno) le sue doti di realizzatore e di trascinatore, sottolinenando l’ottimo stato di forma in cui si trova con un gol e una serie di azioni pericolose difficilmente contenute dagli oceaniani. Il 4-3-3 di Sampaoli ha dimostrato una discreta efficacia difensiva e la consueta pericolosità offensiva; il possesso di palla del Cile nel primo tempo s’è avvicinato al 70%.

Sciolto il dubbio Vidal, che parte titolare, Sampaoli preferisce Jara ad Albornoz nei tre di difesa insieme a Isla e Medel, a centrocampo il consueto schieramento Mena-Aránguiz-Díaz-Vidal e in attacco il tridente Valdivia-Vargas-Sánchez. L’Australia risponde con la difesa a 4, un centrocampo guidato da Bresciano (ve lo ricordate?) e l’attacco con Cahill, Oar e Leckie a cercare d’impensierire i 3 difensori cileni. I primi minuti iniziano con leggera titubanza da parte del Cile, con la logica emozione d’un debutto mondiale. Al 12′ Sánchez segna: azione di Aránguiz inseguito da Ryan sul lato dell’area, cross nel mezzo, rimbalzo su Vargas e gol di Sánchez che si trova da solo in area. Al vantaggio segue subito il raddoppio: classica azione in velocità del Cile, con scatto fulminante di Sánchez che passa a Valdivia. Il numero 10 prende la mira e mette un fantastico destro all’incrocio dei pali. L’Australia non rimane a guardare e inizia a spingere, cercando di segnare e ridurre così le distanze. Le incursioni di Leckie si fanno sempre più pericolose e gli oceaniani concretizzano al 35′. Cross dalla destra di Franjic, bel colpo di testa di Cahill che svetta su Medel e batte imparabilmente Bravo. Da qui in avanti inizia una leggera flessione del Cile, che pure aveva dominato gran parte del primo tempo: mancano gli spunti, mentre all’Australia non manca la forza agonistica. Al 51′ Cahill segnerebbe pure il gol del pareggio, ma era in fuorigioco. Ancora una volta la difesa cilena soffre sui palloni alti, data la non eccelsa statura fisica dei suoi elementi (Isla, Medel, Jara: non c’è un vero difensore centrale di ruolo, il classico dominatore dell’aria). Decisive la mossa di Sampaoli di cambiare Vidal con Gutiérrez e Valdivia con Beausejour: lo juventino era stanco e risentiva ancora del dolore al ginocchio; Valdivia stava calando e doveva essere sostituito per dare freschezza all’attacco. I nuovi ingressi ridanno energia al Cile che ricomincia a venir fuori, sostenendo con maggior tranquillità le fiammate australiane. All’87’ entra pure Pinilla che poco dopo va vicino al gol, negatogli da Ryan: la respinta finisce sui piedi di Beausejour che con un sinistro rasente da fuori area chiude la questione: 3-1 e vittoria cilena meritata. Beausejour è il primo cileno a segnare in due Mondiali diversi.

Un Cile abile nelle combinazioni offensive, talvolta un po’ emozionato ma sempre presente con la testa e le gambe. Ottime le partite di Díaz e Sánchez (migliore in campo), da rivedere la linea difensiva più per tenuta che per capacità (ci vuole almeno un centrale vero), discreta la prestazione del centrocampo che ha saputo tenere piuttosto bene le offensive australiane, bene al solito l’attacco con Vargas un po’ in ombra e Valdivia bene a tratti ma in calo sulla distanza.

IL TABELLINO

Cile (3-4-3): Bravo 6,5; Isla 6,5, Medel 6, Jara 6, Mena 6; Aránguiz 6, Díaz 7, Vidal 6 (60′ Gutiérrez 6); Valdivia 6,5 (68′ Beausejour 6,5), Vargas 6 (87′ Pinilla sv), Sánchez 7,5. CT: Sampaoli.
Australia (4-3-3): Ryan; Franjic (49′ McGowan), Spiranovic, Wilkinson, Davidson; Bresciano (78′ Troisi), Milligan, Jedinak; Cahill, Oar (68′ Halloran), Leckie. CT: Postecoglou.
Gol: 12′ Sánchez, 14′ Valdivia, 35′ Cahill (A), 92′ Beausejour.
Arbitro: Noumandiez (CIV)

  • giovanni

    Ecco le mie pagelle

    Bravo 6
    Un rinvio non propriamente pulito da cui nasce il gol degli australiani
    però si riscatta in almeno un paio di interventi soprattutto quello su Bresciano nella ripresa

    Isla 4
    Non è titolare nel suo club Juventus,
    non può essere titolare della nazionale.
    Spinge male e difende male,
    il buon Francesco Madeo ci segnalò Mirko Opazo all’epoca
    ci poteva stare nella lista dei 23,
    in futuro Stefano Magnasco (Groningen)
    potrebbe essere la soluzione che andava già provato in amichevole come si è fatto con Albornoz,
    il presente invece offre solo Fuenzalida come alternativa

    Medel 4
    Impresentabile come centrale,
    il gioco aereo non è il suo forte, deve ritornare a fare ciò che gli compete:
    centrocampista a mordere le caviglie stile Ringhio, non a caso Pitbull è il suo soprannome

    Jara 5
    Rispetto a Medel se la cava leggermente meglio
    l’unico centrale puro, ma anche lui soffre non poco la fisicità di Cahill e Leckie

    Mena 5
    Primo tempo propositivo,
    nella ripresa cala di rendimento e vanifica quanto di buono aveva fatto

    Diaz 6
    L’unico a mantenere in equilibrio il centrocampo,
    prezioso in fase di contenimento
    fa quel che può ma i compagni non lo aiutano

    Aranguiz 5
    Decisivo con l’assist in occasione del primo gol
    timido,
    lentamente scompare dalla scena

    Vidal 4
    Prestazione deludente, non è in condizioni fisiche idonee e si vede
    da giocatore maturo dovrebbe chiamare la sostituzione e accomodarsi in panchina,
    invece quando esce dal campo reagisce come un animale.
    Presuntuoso

    Valdivia 6
    Buon primo tempo grazie al gol e qualche spunto interessante,
    anche lui reduce da infortunio che limita le sue giocate,
    non in grado di stare in campo per tutto l’incontro

    Alexis Sanchez 6
    Meriterebbe di più non solo per il gol,
    ma non gioca per la squadra cerca spesso l’azione personale
    ignorando Vargas,
    in nazionale lo spirito di squadra dovrebbe prevalere sui propri interessi.

    Vargas 4
    Si vede poco e combina poco o nulla,
    lui e Sanchez non si passano la palla per motivi di gelosia probabilmente,
    se non va a segno contro la Cenerentola del Mondiale
    diminuiscono le possibilità di laurearsi capocannoniere del torneo.
    Peccato

    Beausejour 6
    Entra bene a gara in corso
    Non sempre preciso quando si propone ma è almeno
    un pò vivace, sufficienza meritata soprattutto per il gol del definitivo 3-1
    Potrebbe soffiare il posto a Mena, anche se in fase di copertura non è una garanzia di fiducia

    Gutierrez 5
    Con il suo ingresso la squadra dovrebbe soffrire di meno soprattutto in mezzo al campo,
    ma invece di aiutare il povero Diaz
    si butta in avanti a testa bassa forse a scopo di incrementare il vantaggio in ottica differenza reti.

    Pinilla s.v.
    Pochi minuti,
    grazie ad una sua giocata non finalizzata bene nasce il gol che chiude il match

    Sampaoli 4
    Se questo è il vero Cile,
    la Spagna ha trovato l’avversario morbido per rialzarsi facilmente,
    i suoi ragazzi giocano bene solo 20 minuti
    ci si aspettava la classifica goleada,
    invece finisce 3-1 solo alla fine e soffrendo tanto.
    Da rivedere e correggere tutto l’assetto difensivo,
    tra Vidal e Valdivia uno è di troppo,
    una staffetta tra i due forse sarebbe stata l’idea migliore,
    contro gli australiani Pinilla con la sua fisicità probabilmente avrebbe fatto comodo dall’inizio
    e in fase difensiva con il tipico lavoro sporco sacrificandosi per i compagni.
    Sveglia Sampaoli!

  • Francesco Madeo

    Dalle tue pagelle sembra che il Cile abbia perso con 4 reti di scarto come la Spagna… L’Australia non è Tahiti, a parte il primo quarto d’ora ha giocato una buona partita. Il Cile ha un grosso limite a cui né Sampaoli né il miglior allenatore al mondo può ovviare: nessun giocatore di movimento dell’undici titolare supera il metro e ottanta. Pinilla è un giocatore da ultima mezz’ora, può far rifiatare la squadra conquistando qualche punizione e aiutare nel gioco aereo, farlo giocare dall’inizio non mi pare una buona idea, non si integra bene col resto della squadra (fatte le debite proporzioni, ricorda Ibra ai tempi del Barça). Vidal al momento della sostituzione probabilmente era arrabbiato con se stesso, in quanto sa che non può rendere al meglio in un Mondiale che avrebbe dovuto vederlo fra i protagonisti. Male Edu Vargas, ottimo Valdivia, giocatore che ha ottenuto poco in carriera rispetto alle sue potenzialità…

  • giovanni

    Cile ha vinto ma non ha convinto.
    Australia nei primi 20 minuti sembrava una squadra amatoriale con tutto il rispetto,
    ero pronto a dare 7 e 8 ai cileni in attesa della tripletta di Vargas,
    Australia invece ha saputo reagire con semplicità colpendo i punti deboli dell’avversario
    ma resto convinto che i simpatici Socceroos rimarranno a 0 punti e termineranno come peggiore ultima tra tutti i gironi differenza reti compresa.
    L’altezza è come l’altura è un fattore importante ma non determinante.
    Bolivia nelle qualificazioni non ha vinto tutte le partite in casa avendo l’altura a favore,
    Ecuador invece le ha vinte tutte
    come mai Ecuador è ai Mondiali e Bolivia no?
    Fattore campo conta più del fattore altura se lo sai sfruttare.
    Altezza conta relativamente certo se sei un nano come Medel di testa non la colpisci quasi mai,
    se l’altezza fosse la soluzione a tutti i problemi difensivi nel gioco aereo,
    sarebbe semplice schierare tutti i giocatori che superano 1.80 cm ma non è così.
    Contano ancor prima dell’altezza,
    senso della posizione,
    marcatura stretta,
    concentrazione,
    rubare il tempo all’avversario nello stacco aereo.
    I più grandi attaccanti della storia cilena sono Ivan Zamorano e Marcelo Salas
    che non superavano 1.80 cm di altezza come facevano a colpire la palla di testa, i difensori avversari che hanno incrociato nella loro carriera erano tutti sosia di Maradona?
    Marcelo Salas soprannominato El Matador non era un nano ma un mezzo nano sì 1,73cm
    ho detto tutto,
    aggiungi alla lista il tedesco Karl-Heinz Riedle che un vero panzer non era,
    lo stesso Cahill a 1.80cm non arriva, giusto per rendere l’idea.

    Sampaoli non è un tecnico da nazionale al momento, oltre a schierare i calciatori fuori dalla loro naturale posizione vedi Medel ecc
    gioca solo in un modo non ha soluzioni alternative,
    cercare sempre l’azione elaborata è snervante e non sempre produttiva come soluzione,
    a volte un lancio lungo o un bel cross dalla fascia può essere invitante per la spizzata o il colpo di testa del classico centravanti,
    Pinilla non ha giocato mezzora ma una manciata di minuti ma ha fatto più di Vargas che ha giocato 87 minuti
    da dove è nato il gol di Beausejour,
    da una conclusione di Pinilla respinta dal portiere,
    vedi che il centravanti può tornare utile
    e perchè no dall’inizio?
    Noi questo non lo sappiamo, sappiamo invece che Sampaoli gioca solo in una maniera come ti dicevo,troppo schematico e questo può essere un limite.
    Sampaoli è la bella o brutta copia di Mourinho a seconda dei punti di vista,
    si trasforma in ultras quando i suoi segnano,
    ma se l’arbitro o il guardalinee gli fischia contro o gli sbandiera un fuorigioco inesistente si arrabbia e da vero gentleman
    offende la terna arbitrale tirando fuori chi li ha messi al mondo dimenticandosi di sè forse,
    tipico insulto in salsa argentina che ormai ha fatto scuola.
    Vidal è uno scostumato, si presenta brillo in allenamento con la nazionale e viene punito come ben saprai,da pentito è stato perdonato ,
    che bell’esempio di professionista
    io sono per la tolleranza zero e più disciplina a livello di club,
    figuriamoci quando difendi i colori di una nazione intera, del tuo popolo
    della tua patria e di chi con più umiltà è andato a cercare fortuna altrove e non guadagna quanto un calciatore.
    Ti stupisci della carriera di Valdivia
    io no,
    ha raccolto quanto meritava,
    a parte gli infortuni che lo hanno tormentato abbastanza,
    ma lui in nazionale è stato punito già due volte con l’esclusione e ha ricevuto l’indulto
    insieme con Vidal tanto per cambiare
    e in precedenza a ubriacarsi e far danni in hotel
    con palpeggiamenti alla cameriera.
    Passarella da ct della nazionale argentina non voleva i “parrucconi” obbligava i suoi calciatori convocati a tagliarsi i capelli,
    neanche a me stanno simpatici quelli con la “parrucca”,
    ma se sono obbligato a scegliere
    preferisco un capellone limitato, volenteroso e puntuale agli allenamenti
    che invece uno scostumato, prepotente, casinista e indisciplinato non m’importa
    se sia dotato o meno tecnicamente,
    in campo si scende sempre in 11 al fischio d’inizio.

  • Manuel_7

    A dire la verità a me è sembrato che il Cile giocasse con Medel e Jara centrali di difesa tra cui spesso si abbassava Diaz mentre Isla era molto alto sulla fascia destra così come Mena a sinistra quindi non come è scritto nell’articolo.

    Comunque anche se molto scientifica a me piace l’idea calcistica di Sampaoli, vedere Bravo sistematicamente fuori area ad iniziare l’azione e giocare così tanti palloni anche se non sempre perfetto come in occasione del gol australiano, vedere centrocampisti impiegati in difesa perchè più adatti a giocare il pallone gli esterni da ali aggiunte calcio sempre propositivo senza dare punti di riferimento, poi sono d’accordo che si dovrebbe mantenere un certo equilibrio e che troppe licenze poetiche non è il caso prendersele, occorre un difensore centrale che abbia centimetri e abilità nel gioco aereo, il Cile visto contro una squadra limitata come l’Australia non ha convinto si doveva fare di più, comunque aspettiamo la gara con la Spagna per tirare le somme.

    Giovanni ho dimenticato di scriverlo nel post precedente, aspetto con impazienza le pagelle dell’Ecuador.

  • http://futbolistasseleccionperuana.blogspot.com Andrea Ridolfi Testori

    Manuel_7: avevo riportato la formazione come l’avevano riportata alcuni media cileni; effettivamente, riguardando gli schieramenti, era un 4-3-3 e non un 3-4-3, il “punto e virgola” andava dopo Mena e non dopo Jara. Ho corretto.

    A.R.T.

  • giovanni

    Ecco le mie pagelle

    Dominguez 6
    Altro che Banguera, ecco un vero portiere decisivo soprattutto nel primo tempo
    sulle bombe di Inler dalla distanza e sicuro sia nella presa che nelle uscite.
    Non è colpevole sui gol
    anche se forse gridando como un loco avrebbe potuto avventurarsi in uscita rischiosa in termine di incolumità fisica
    scontrandosi con Gruezo, diciamo che i compagni di squadra hanno tradito la fiducia che il buon Dominguez aveva riposto in loro.

    Paredes 4
    Fisicamente ricorda un pò Cuadrado, per velocità un pò Zuniga
    ma tecnicamente è abbastanza limitato.
    Dovrebbe andare a ripetizione da Benarrivo, Torricelli
    e cavallo pazzo Claudio Grimaudo della mitica Salernitana di Delio Rossi,
    terzini por non molto dotati tecnicamente ma che con la corsa e la voglia di migliorare hanno calcato
    campi importanti della massima serie qualcuno anche in Nazionale
    ma giocando soprattutto per la squadra.
    Paredes corre a vuoto, quando spinge in avanti si dimentica di passare il pallone al compagno libero,
    non è Maradona e lui lo sa.
    Perde il duello con Rodriguez,
    colpevole sui gol, fa la bella statuina sul palo in occasione del primo,
    e lascia completamente sguarnita la fascia destra nel raddoppio elvetico.
    Infantile.

    Erazo 5
    Sorprendente la sua prova soprattutto nel primo tempo, annulla Drmic che non combina niente,
    ma in difficoltà con Seferovic, dovrebbe piazzarsi lui che è quasi imbattibile sembra nel gioco aereo sul palo anzichè Peredes, e nel gol beffa non è ben piazzato dietro.
    Peccato rovina una bella prestazione, calo di rendimento e di concentrazione
    ma è comprensibile per uno che non giocava più titolare nel suo club Flamengo.

    Guagua 4
    Giocatore d’esperienza molto criticato in patria dove non lo vogliono più vedere in nazionale
    e non hanno tutti i torti, nel primo tempo pur soffrendo nel complesso aveva retto bene,
    ma nella ripresa soffre la vivacità di Mehmedi,
    il gol che sa quasi di eliminazione è colpa sua soprattutto, si dimentica la marcatura su Seferovic.
    Addio.

    Ayovi 6
    Fisicamente ricorda Armero, bravo quando si propone in avanti e soprattutto in copertura,
    nella ripresa scende un pò di livello la sua prestazione, Shakiri e soci salgono in cattedra e lui va un pò in difficoltà.
    Piedi buoni, scodella una bella palla in mezzo in occasione del momentaneo vantaggio per Ecuador.

    Gruezo 5
    Raccoglie la pesante eredità di sostituire una colonna del centrocampo come Castillo.
    Non male la sua prova macchiata però dal grave errore sul gol di Mehmedi.
    Mal posizionato, forse non doveva essere lui a trovarsi lì a saltare nella sua area, tanto è vero che non ci prova neppure.
    Impacciato.

    Noboa 7
    Chi è l’ha detto che Ecuador è Valencia y 10 mas?
    Ieri il vero trascinatore è stato Noboa,
    centrocampista che sa unire la quantità alla qualità,
    sa difendere e impostare il gioco, lancio millimetrico al bacio.
    Pronto per una liga più competitiva di quella russa.
    Oggetto di mercato.

    Valencia 5
    Meriterebbe ancor di meno
    non spinge
    e non aiuta sulla fascia il povero Paredes,
    giocatore simbolo della nazionale
    ma come i grandi giocatori spesso assenti nell’arco dei 90′
    con un guizzo può risolverti la partita
    e proprio nel finale si sveglia
    regalando una palla d’oro ad Arroyo che spreca incredibilmente.
    Sveglia bell’Antonio e trascina la squadra tu che puoi.

    Caicedo 6
    Sinceramente non credo meritasse la sostituzione,
    vero che un attaccante si giudica dai gol che realizza,
    ma lui secondo le esigenze del ct Rueda ha giocato più per la squadra che per il gol personale,
    lavorando bene di sponda per i compagni
    e partendo lontano dall’area di rigore avversaria,
    sarebbe stato più intrigante vederlo saltare di testa e battere a rete su cross di Antonio Valencia
    cosa che non è avvenuta purtroppo .
    Generoso.

    Enner Valencia 6
    18 gol nella liga messicana sono un bel biglietto da visita,
    attaccante moderno svelto e rapido con un tecnico come Zeman capace di far segnare una mezza pippa come Vignaroli in un 4-3-3 a vocazione offensiva,
    facilmente lotterebbe per il titolo di capocannoniere anche nella nostra serie A.
    Segna ma potrebbe fare doppietta,
    deve essere ancor più concreto anzichè il tocco dolce come il miele
    certe volte è necessario il tocco di giustezza senza badare all’estetica ma più alla concretezza.
    Interessante tuttavia.

    Montero 6
    Se Valencia non è più forte di Farfan come qualcuno dice,
    Montero lo può diventare coincidenza vuole che si chiami Jefferson come il peruviano.
    Per le movenze ricorda un pò Lavezzi che spacca le difese avversarie
    come l’argentino in comune credo che non abbia un buon feeling con il gol,
    dovrebbe essere meno egoista e non intestardirsi troppo nell’azione personale,
    le qualità ce le ha, bravo a saltare l’uomo
    se non riesce a migliorare la media gol realizzativa,
    può lavorare in termini di assist.
    Esce stremato.

    Rojas 5
    Perde tutti i palloni che tocca,
    un quarto d’ora da dimenticare.
    Col senno di poi era meglio se rimaneva seduto in panchina.

    Arrojo 4
    In un quarto d’ora riesce a far più danni della grandine a Firenze.
    Come Rojas fa rimpiangere Montero mezzo morto che forse aveva ancora birra in corpo,
    così anche il fresco Arroyo fa rimpiangere il lavoro sporco di Caicedo.
    Vuole fare tutto da solo, tarda a calciare in porta in più di un’occasione
    ignorando chi è libero alla sua sinistra.
    Incredibile l’ultima palla che si divora
    e quando tiri in porta?
    Anche alle stelle al limite era l’ultima occasione
    e invece di permettere alla sua squadra di schierarsi meglio
    in difesa,
    concede una ripartenza veloce che sa tanto dell’antico proverbio:
    gol mangiato
    gol incassato.

    Rueda 5
    La squadra è questa, c’è poco da inventare.
    Dominguez per Banguera era ora.
    Ma la differenza è nei cambi.
    Sostituiti i giocatori più positivi,
    lasciando in campo chi non era in giornata favorevole vedi Antonio Valencia.
    Martinez è più concreto di Arroyo per Caicedo.
    Ibarra non credo sia più scarso di Rojas.
    Avrebbe potuto effettuare una sostituzione in più,
    magari rinforzare ulteriore il centrocampo
    visto che gli elvetici con l’ingresso di Mehmedi avevano preso il sopravvento sul piano del gioco.
    Sconfitta che brucia ,
    l’eliminazione ormai ad un passo,
    sarà contento Francesco Madeo che aveva pronosticato il NON raggiungimento degli ottavi di finale per
    Ecuador probabile a questo punto
    e Messico che invece è partito bene.

    Metto qui le pagelle non vedo l’articolo della partita
    la redazione starà piangendo perchè hanno vinto gli elvetici
    gol del successo in perfetto orologio svizzero.
    Scherzi a parte ,peccato davvero io spingevo Ecuador è andata male purtroppo.
    Comunque lo stesso complimenti al sito per il lavoro che fa e per la possibilità a noi utenti che ci permette di commentare qui e confrontarci c’è sempre da imparare nella vita , grazie mille!
    Un saluto a Manuel_7 benritrovato mi fa un enorme piacere leggerti di nuovo, buona serata e goditi i Mondiali!