Bolivar campéon! All’Academia l’Apertura boliviano: decisivo il 3-0 al Blooming

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Avevo detto che sarebbe stato importante rimanere concentrati fino alla fine. Beh, siamo stati premiati“. Cesar Azkargorta, tecnico del Bolivar fresco campione nazionale, commenta così a caldo il semestre e – più in genereale – il 2014 della sua squadra. L’ “Academia paceña” si aggiudica un appassionante testa a testa con l’Oriente Petrolero, avendo la meglio durante la passerella finale del “Tahuichi Aguilera” di Santa Cruz de la Siera, dove il 3-0 rifilato ad un Blooming già in vacanza ha dato l’ufficialità del 19° titolo per la Celeste.

PERCORSO IN CRESCITA – Ucciso dalle fatiche di Copa Libertadores (dove, va detto, la pausa mondiale ha scompigliato le carte e ridotto le speranze per accedere ad un’eventuale finale), il Bolivar ha iniziato il semestre singhiozzando parecchio. Fino a metà ottobre infatti la squadra navigava a metà classifica avendo già collezionato tre sconfitte nelle prime otto uscite, ma dal 4-3 al Blooming (guarda caso, il cerchio si è chiuso proprio contro la squadra che aveva rigenerato i ragazzi di Azkargorta) in poi lamusica è cambiata. Una sola sconfitta, il filotto di quattro successi nel rush finale, un clasíco stravinto contro i rivali di The Strongest ed il secondo pareggiato in rimonta, tanto per non farsi mancare nulla. Con l’apice del 3-0 finale, firmato dal solito Juanmi Callejon, Capdevila e Juan Carlos Arce. Il tutto mentre The Strongest consolidava il suo terzo posto finale, battendo 2- a La Paz un Oriente Petrolero con più di duemila fans al seguito.

ATTACCO MIGLIOR DIFESA – La scalata alla vetta del Bolivar è coincisa con l’esplosione definitiva del reparto offensivo. Con 15 gol segnati, dei quali solo uno su rigore, Juanmi Callejon si è laureato “pichichi” della Primera boliviana, risultando un fattore determinante per la vittoria finale. A tre reti da lui, in classifica marcatori, troviamo Carlos Tenorio, bomber ecuadoregno preso sul mercato invernale dalla ex gestione Claure per provare a vincere la Libertadores e vera arma letale dopo un breve periodo di ambientamento. “Subito avevo problemi a giocare in altura – disse Tenorio qualche mese fa in un’intervista al Debértanto che spesso dopo gli allenamenti mi fermavo negli spogliatoi con una bombola di ossigeno“. Poi è letteralmente esploso, ed insieme a Callejon ha messo in porta più del 50% delle reti totali della squadra. Il resto lo ha fatto una squadra ricca di talento e messa in campo secondo canoni europei, nella quale hanno dato un enorme contributo il portiere 22enne Quiñonez, il centrale paraguagio Cabrera, il mediano classe 1994 Saavedra e l’esterno Rudi Cardozo, uno che oggi rappresenta il più spinoso caso di mercato in casa Bolivar. Oltre, ovviamente, al “basco” Azkargorta, boliviano d’adozione tanto da essere costantemente interpellato per le questioni che riguardano la nazionale locale.

FINALE THRILLING – Non solo Bolivar – Oriente. L’Apertura appena conclusosi ha mandato in archivio un semestre ricco di spunti. Soprattutto riguardanti la classifica, dove i punti conquistati verrano inseriti nella “tabla acumulada” nella quale spiccano già i pessimi risultati di Universitario de Pando e Sport Boys Warnes, entrambe chiamate ad un inizio 2015 con il piede sull’accelleratore per recuperare il terreno perduto. Poco sopra troviamo il Petrolero de Yacuiba, il Nacional di Potosì e gli ormai ex campioni dell’Universitario (autori di un campionato anonimo). Tra le sorprese in positivo merita una menzione il Jorge Wilstermann, quarto e in lotta per il titolo fino ad un mese fa. Il Bolivar, con la vittoria di ieri, si è anche assicurata un posto nella Copa Libertadores 2016 dove verrà accompagnata dalla vincitrice del Clausura e, come terza, dalla miglior classificata nella graduatoria totale.

  • Manuel

    Complimenti al Bolivar che torna al titolo,squadra storica e probabilmente anzi direi di sicuro quella con più tradizione.. sinceramente non capisco però il sistema di qualificazione alla Libertadores,secondo me è sbagliato che chi vince a dicembre 2014 il torneo giochi la Libertadores solo nel 2016 e non la prossima! Regolamento assurdo, ma non è l’unico caso in Sudamerica!

  • Francesco Madeo

    Nel corso della telecronaca di River-Atletico Nacional, ho saputo che Franco Armani, portiere argentino che gioca da diversi anni in Colombia, ha deciso di richiedere la cittadinanza colombiana e nel 2015 verrà chiamato da Pekerman in Nazionale (visti i problemi fisici di Ospina e il ritiro di Mondragon). Volevo sapere se è possibile che per Juanmi Callejon (ma anche per gli altri due spagnoli del Bolivar) succederà la stessa cosa. La Bolivia avrebbe tanto bisogno di giocatori di esperienza e qualità, che ovviamente non hanno alcuna chance di essere convocati da Del Bosque.

  • http://andreabracco.blogspot.it/ Andrea Bracco

    @Manuel Credimi o no, proprio ieri parlavamo al telefono io e Davide (il redattore del Perù) sull’argomento Libertadores. Vincere un campionato a dicembre per poi aspettare un anno prima di giocare la Libertadores non ha senso. Soprattutto in Sudamerica, dove le squadre cambiano nel giro di pochi mesi (vedesi lo stesso Bolivar ed il Defensor pre e post mondiale). Sono d’accordo: non ha senso. Come dici tu, non è l’unico caso in Sudamerica, ma accade quando anzichè giocare una stagione in un solo anno la accavalli con semestri in due anni diversi.

    @Francesco Da quello che ne so io Juanmi il prossimo anno può richiedere la cittadinanza e giocare per la Verde, dato che nel 2015 compirà i due anni necessari in Bolivia. Ha già fatto sapere che valuterà attentamente la cosa e che in passato Evo Morales in persona gli ha chiesto di accettare l’eventuale chiamata. Stesso discorso per Capdevila. Sono d’accordo che la Bolivia avrebbe bisogno di giocatori esperti, ma fossi in loro inizierei a curare meticolosamente i settori giovanili per arrivare ai fasti di fine anni 80 inizio dei 90.

  • Francesco Madeo

    A giudicare dalle rose del campionato boliviano (età media fra le più alte al mondo), c’è ben poco a livello giovanile. A parte i già noti Quinonez e Chumacero, forse sono degni di nota i soli Saavedra del Bolivar (che hai citato nell’articolo), Azogue dell’Oriente Petrolero, Maygua e Arrascaita (infortunato da tempo) sempre del Bolivar.
    Per la Bolivia (così come per Venezuela e Peru) non c’è speranza di qualificarsi ad un Mondiale con il maxi-girone: in 18 partite distribuite in 2 anni i valori vengono fuori, e queste tre nazionali possono al massimo lottare per evitare l’ultimo posto. La “grande” Bolivia che hai menzionato sicuramente era più forte di quella attuale (con giocatori come Etcheverry, Baldivieso, Erwin Sanchez), ma riuscì a qualificarsi a Usa 94 a causa di un sistema di qualificazione più semplice, di un allenatore europeo (che nel contesto sudamericano di 20 anni fa poteva fare la differenza) ma soprattutto grazie alla “naturalizzazione” di molti giocatori: Trucco, Cristaldo, lo stesso Quinteros ora allenatore dell’Emelec in realtà erano argentini…

  • Manuel

    Bè la nazionale boliviana in effetti è la più debole solitamente in sudamerica meriterebbero di più, forse con qualche naturalizzazione farebbero un pochino meglio ma qualificarsi rimarrà sempre quasi proibitivo(i miracoli alle volte capitano) per i giocatori se hanno questa possibilità da regolamento,io direi perchè no??? sempre bello giocare sfide internazionali anche in nazionale e se lo consentono e te lo chiedono è normale pensarci seriamente!

    Sul Venezuela non sono propriamente d’accordo totalmente, ultimamente è in netta crescita anche se ci vorrà ancora tempo per migliorare e ovviamente progetti a riguardo!