Attenti a quei due: Diego e Damião, prove di titolo al Flamengo

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A maggio, quando Muricy Ramalho venne esonerato, in casa Flamengo tirava aria pesante. Di contestazione, visto che i tifosi storcevano il naso e fischiavano allo stadio senza interruzioni, ma anche sulla scelta della società di affidare la panchina a Zé Ricardo.

Il neo tecnico invece ha smentito tutti, ridisegnando la squadra e inserendo – man mano – i nuovi acquisti della sessione estiva. Acquisti importanti, interessanti, ma  completamente da rilanciare. Di questa categoria fanno parte Diego e Leandro Damião, sbarcati a Rio de Janeiro per dar man forte ad un reparto – quello offensivo – troppo leggero e poco prolifico nonostante gli straordinari fatti da Guerrero.

IL GRANDE IMPATTO – Due presenze, due gol in 166 minuti giocati e due assist. Diego Ribas da Cunha è tornato in Brasile per rilanciare l’ultima sua fase di carriera, e con i rubronegros sta letteralmente dominando i campi del Brasileirão. Nell’ultima uscita il Flamengo ha battuto 3-1 la Chapecoense, e Diego è stato il protagonista, segnando la rete dell’1-0 e propiziando il rigore del raddoppio. Dopo ottime esperienze in Turchia e Germania, l’ex Juventus ha scelto Rio de Janeiro per rilanciarsi, rifiutando la proposta del club che lo lanciò: il Santos. “Tornare al Santos presupponeva un progetto serio – ha detto Diego – non posso fare una scelta esclusivamente di cuore, ma devo fare ciò che mi sembra giusto“. L’ex “meninho da Vila” ha ben chiare le prospettive con il suo nuovo club: “Dobbiamo entrare in Libertadores. Possiamo farcela – ha concluso Diego – stiamo giocando bene e non ci precludiamo nulla“.

BENTORNATO LEANDRO – Due gol, entrambi su rigore, ma per ora va bene così. Percorrere tutte le tappe della storia calcistica di Leandro Damião significa sviscerare nove esperienze in altrettante stagioni; questo perché la punta di scuola Internacional, dopo un ottimo inizio, si è perso tra infortuni e cartellino non facilmente piazzabile, svenduto proprio dal Colorado ad un fondo di investimento. Quando a luglio si è prospettata la possibilità del Flamengo, Damião non ci ha pensato due volte, mettendosi subito a disposizione di Zé Ricardo e della squadra. I due gol su rigore sono serviti a sbloccarsi, anche psicologicamente, dopo un anno e mezzo passato a bocca asciutta e un’esperienza traumatica al Betis. Schivo, poco incline ai riflettori, Damigol a 27 anni potrebbe aver trovato la dimensione adatta ad esaltare le sue caratteristiche. L’unico dubbio è di natura tattica: può giocare con Guerrero? Probabilmente è una coesistenza difficile, in quanto entrambi sono animali d’area, ma Zé Ricardo pare stia lavorando anche a questo.