Argentina – Taconazo di Martinez: vince il Racing, Boca a picco

Cinque partite. cinque sconfitte. La bestia nera di Rodolfo Arruabarrena si chiama Racing Club, che, da quando il Vasco siede sulla panchina del Boca, ha sempre battuto gli Xeneizes. Compreso ieri, quando, in una partita bloccata e con pochi spunti, è bastata una delizia di Roger Martinez a far riaffiorare intorno al Boca tutti quei dubbi che la vittoria sul Newell’s di una settimana fa sembrava aver estirpato per sempre.

www.losandes.com.ar
www.losandes.com.ar

L’immagine che, oggi, campeggia su tutti i quotidiani sportivi argentini è quella del delizioso colpo di tacco dell’attaccante colombiano. Classe 1994, Roger Martinez è stato fortemente voluto da Sava quest’inverno e la dirigenza, che lo aveva acquistato già nel 2013, strappandolo proprio al Boca, l’ha subito riportato a casa, dopo le esperienze in prestito con Santamarina de Tandil e Aldosivi (con cui, l’anno scorso, aveva segnato e vinto alla Bombonera). E si può dire che Sava ci abbia visto giusto, se è vero che Martinez già mercoledì scorso, alla prima occasione da titolare, aveva contribuito con un gol alla vittoria in Libertadores contro il Bolìvar. Ieri, poi, è arrivato il fiore all’occhiello, con il golazo che ha steso il Boca e regalato al Racing il primo successo in campionato. L’episodio che decide la gara arriva dopo nemmeno dieci minuti: il cross di Pillud attraversa tutta l’aria di rigore e arriva all’altro terzino, Grimi, che mette dentro un pallone basso e teso sul quale Martinez si avventa nel modo meno convenzionale, girandosi su sé stesso e colpendo il pallone di tacco. Cata Dìaz e Oriòn beffati, e Racing in vantaggio. E’ in realtà l’unica emozione di un primo tempo noioso e, in generale, di una partita piuttosto spenta. Colpa anche di un Racing che da lì in poi non si affaccerà più dalle parti di Oriòn, abbassando di molto il baricentro e accettando di dedicarsi a una partita di pura sofferenza. Non a caso, i migliori in campo, al termine del match, saranno i due leader del centrocampo Cerro e Aued, insieme al portiere Ibanez. Proprio quest’ultimo, ieri chiamato a sostituire l’indisponibile Saja, è decisivo in una dei pochi pericoli creati dal Boca, quando a tu per tu con Chavez compie una parata monstre che mantiene avanti il Racing. L’altra occasione del Boca capita sempre a Chavez, di gran lunga il migliore in campo tra gli Xeneizes, che con un bel sinistro a giro sfiora l’incrocio dei pali. Per il resto, se escludiamo qualche mischia in seguito ai vari calci piazzati, il Boca crea davvero poco. Il problema più grande, per il Vasco Arruabarrena, è quello dei gol. Tolto il 4-1 al Newell’s di domenica scorsa, il Boca ha segnato un solo gol in sei partite ufficiali, quello di Tevez a San Juan. L’assenza di Osvaldo, ancora fuori per una frattura al piede, si fa sentire non poco. E difficilmente DaniStone tornerà disponibile giovedì, quando, in una Bombonera vuota per i fatti ormai noti nel Superclàsico dell’anno scorso, Boca e Racing torneranno ad affrontarsi per la Copa Libertadores. Quindi, fra una settimana esatta, gli Xeneizes saranno ospiti del River al Monumental. Per il Vasco, praticamente, è la settimana della verità.

Non fa più notizia, invece, il Rosario Central. La squadra di Coudet è ormai a buon diritto la sesta grande d’Argentina. Ieri quello di Santa Fe poteva essere un impegno difficile, sul campo di un Colòn che comunque aveva avuto un ottimo inizio di stagione. Come non detto: 0-3 e Central in testa. Del resto, un tridente con Lo Celso, Ruben e Larrondo (quest’ultimo lontano parente di quello “ammirato” in Italia, tanto da guadagnarsi il soprannome, probabilmente un pochino avventato, di Zlatan Larrondo) lo possono vantare ben poche squadre in Argentina. Nel trionfo di ieri compaiono tutti e tre. Dopo cinque minuti è il pibe Lo Celso (già corteggiato da Juventus e Roma) a sbloccare la pratica con un magnifico sinistro al volo su cross di Marco Ruben. Nella ripresa i ruoli si invertono: Lo Celso pesca Ruben, che con un destro terrificante va vicino a rompere la porta di Jorge Broun e fa 2-0. Poi, nel finale, il Central chiude la partita quando Larrondo si procura il rigore che Marco Ruben trasforma con freddezza. Tutto molto facile per una squadra che giovedì va sul campo del Palmeiras a caccia della prima vittoria in Libertadores. In patria, invece, questa squadra sembra avere pochi rivali. E il primo posto nella Zona A è lì a confermarlo.

Nella Zona B, invece, a lottare per la vetta della classifica ci sono due sorprese. Con Boca e Racing piuttosto lontane, in testa al momento c’è il Lanus, che nella notte, dopo quattro vittorie in altrettante gare, conosce il primo stop del suo campionato. A San Juan, il Granate non va oltre il 2-2, contro un San Martìn che passa in vantaggio con il bel gol di Dening. A cavallo tra i due tempi, Aguirre e il solito Josè Sand ribaltano la situazione, prima che il cabezazo di Toledo ristabilisca la parità e impedisca al Lanus la prima mini-fuga. Al secondo posto, a solo un punto dal Granate, c’è infatti il neopromosso Atletico Tucuman, che, in cinque partite, ha perso una sola volta, proprio contro il Lanus. Per il resto, quattro vittorie, compresa quella netta di ieri contro l’Atletico Rafaela. Spinto, come al solito, dai trentamila del Monumental Josè Fierro, l’Atletico vince 3-0 grazie ai gol di Romat, Luis Rodríguez e Menendez, che inguaiano un Atletico Rafaela giunto alla quarta sconfitta consecutiva. Respira, invece, l’Olimpo, che dopo quattro sconfitte in altrettante gare batte 2-1 l’Arsenal e trova i primi punti stagionali. Decisive le reti di Moiraghi e Troyansky, prima dell’inutile gol dell’Arse firmato Gonzalo Bazan.