Argentina – Lanùs in paradiso! Quattro schiaffi al San Lorenzo: Granate campeòn

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Fiesta Granate! Il Torneo Transiciòn 2016 va, strameritatamente, al Lanùs di Jorge Almiròn, la squadra, per distacco, migliore del semestre, sotto ogni punto di vista. Un dominio totale per tutto il campionato, concretizzatosi ieri notte nella partita più importante, la finale contro il San Lorenzo. Al Monumental, come del resto durante tutto l’anno, non c’è stata storia: dominio tecnico, fisico e di gioco. Risultato? Quattro cachetazos, come dicono in Argentina. Quattro schiaffi al glorioso San Lorenzo, che cercava il titolo numero sedici della storia. Invece, è arrivato il secondo della storia del Lanùs, che vince divertendo e facendo divertire. E insegnando al calcio argentino che risultati e bel gioco possono convivere.

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La serata del Monumental è una di quelle che nella memoria dei tifosi del Granate (ma anche di quelli del Ciclòn) rimarrà scolpita per sempre. Il Lanùs non si limita a battere il San Lorenzo, ma gli impartisce una lezione di calcio memorabile. La squadra di Almiròn (a cui va il grosso del merito di questo trionfo) gioca esattamente come di solito non si giocano le finali: senza speculare nemmeno per un secondo, ma attaccando (e dominando) dal 1′ al 90′. La prima mezz’ora è imbarazzante per la differenza che si vede in campo. Al 2′, dopo un’azione devastante del sublime Almiròn (una sorta di Di Maria paraguayano), Sand, da due passi, spara addosso a Torrico. Al 18′, Junior Benitez, che non doveva giocare (era favorito Mouche), la sblocca con una girata di testa impeccabile su cross di Velazquez. Ma il Lanus non si ferma, anzi accelera. Passano due minuti e Benitez sfiora la doppietta. Poi, trenta secondi dopo, è Laucha Acosta, in spaccata, a rischiare il 2-0. Il San Lorenzo sembra un pugile barcollante, che prende cazzotti su cazzotti ma rimane ancora in piedi. Ed è lì che il Lanùs si placa, regalando al Ciclòn, per un quarto d’ora, l’illusione che ci possa essere una partita.

Ed è in quei quindici minuti finali del primo tempo che il San Lorenzo finalmente riesce a uscire dal bunker e a giocarsela alla pari. Di occasioni, però, se ne contano una, anzi mezza: un destro al volo di Cerutti respinto non con troppa difficoltà da Moretti. Sembra il preludio a una reazione, e invece, non appena ha inizio il secondo tempo, il copione torna quello del primo tempo. Dopo meno di un quarto d’ora, Angeleri buca l’intervento su Sand, regalando un’autostrada ad Almiròn. Per l’ex Cerro è un gioco da ragazzi puntare Caruzzo e beffare sul suo palo un Torrico non irreprensibile. E’ il 2-0, che chiude la partita e apre il massacro. Il terzo gol parte ancora una volta dai piedi di Almiròn, fino ad arrivare al cross di Ayala per Sand che, in fuorigioco, batte Torrico. E’ la firma più attesa e più bella sulla vittoria del campionato, quella del capocannoniere del torneo, tornato a casa a 36 anni credendo in un sogno e finendo per regalarselo. Poi, dopo l’assist per il primo gol di Velazquez e il gol del Pepe Sand, arriva anche il contributo del terzo calciatore presente nel 2007, nel primo titolo della storia del Granate: Lautaro Acosta. Il gol del Laucha arriva quasi a tempo scaduto, ancora con la collaborazione del disastroso Angeleri, che spiana la strada all’ex Boca verso il gol del 4-0 finale. Una mattanza. Per Guede, la prima stagione da tecnico del San Lorenzo si era aperta con un 4-0 rifilato al Boca in supercoppa e si è chiusa con uno 0-4 nella finale-scudetto. Per Almiròn, invece, è la vittoria della carriera, e che sa di rivincita dopo l’esonero con l’Independiente di un anno fa. In un anno ha plasmato una squadra che unisce gol e risultati, spettacolo e concretezza. Ha vinto e ha divertito. Ha lanciato giovani e esaltato gli anziani. Per questo e per mille altri motivi, il titolo del Lanùs è soprattutto il suo.

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Si festeggia a Lanùs, ma si festeggia anche a La Plata. O perlomeno nella metà biancorossa della città. E’ l’Estudiantes, infatti, la terza squadra ad assicurarsi un posto nella prossima Libertadores (oltre, ovviamente, a San Lorenzo e Lanus). A Cordoba, nello spareggio contro il Godoy Cruz, è decisivo un golazo di Cavallaro dopo un quarto d’ora per regalare al Pincha un posto nella prossima Copa. Il Godoy Cruz, privo dei suoi tanques Garcia e Ayovi (entrambi espulsi domenica scorsa nel clàsico de Cuyo), non sarà in grado di creare uno straccio di palla-gol per tutti i novanta minuti. E così, al novantesimo, può partire la festa dell’Estudiantes. Il suo successo, unito a quello del Lanùs, sembra confermare la superiorità del Gruppo B tra i due gironi di questo strano Torneo Transiciòn. Dal prossimo anno, finalmente, si ritornerà al campionato a girone unico. Nella speranza che una formula così non ritorni mai più.