Argentina: il Boca crolla ancora, sorridono River e San Lorenzo

L’ormai noto agguato ai calciatori del River nel superclásico di Libertadores rischia di essere stata la peggiore trovata che i “tifosi” del Boca potessero mai partorire. Che la genialata del petardo urticante facesse del male solo agli Xeneizes lo si era capito fin da subito, ma le conseguenze dei fatti della Bombonera sono andati oltre le già dure sanzioni della Conmebol. Non solo, infatti, il Boca ha dovuto dire addio alla Libertadores, ma, da quel fatidico superclásico, non vince più in campionato. Dopo il capitombolo interno con l’Aldosivi (0-3), gli uomini di Arruabarrena crollano ancora, questa volta sul campo del Vélez. A far piangere il Boca è dunque un ex come Miguel Angel Russo, che dopo una lunga crisi, centra la seconda vittoria consecutiva. Il tecnico del Vélez deve ringraziare soprattutto il suo “arquerito” Alan Aguerre (classe 1990) che, sullo 0-0, nega due volte il vantaggio al Boca sulle conclusioni di Osvaldo e Chavez. Poi, subito dopo l’uscita dal campo di Osvaldo (all’ultima con la maglia del Boca?), il Vélez passa con Cubero, prima che nel finale Pavone metta il punto del 2-0, che costringe il Boca a salutare la vetta della classifica.

Da quella fatidica notte della Bombonera, invece, il River Plate non smette più di vincere. Dopo il trionfo in terra brasiliana contro il Cruzeiro, i Millonarios trovano il successo anche in campionato, nella sfida al vertice contro il Rosario Central. Quella del Monumental era la gara dei ritorni: prima quello del “Chacho” Coudet, attuale tecnico del Central, ma ex beniamino dei tifosi della Banda (segnò in un Boca-River 0-3, a proposito di superclásicos alla Bombonera); e poi quello di Pablito Aimar, che, a distanza di quindici anni, tornava a vestire la maglia del River. Solo quindici minuti per l’ex Valencia e Benfica, che però bastano al Payaso per deliziare il Monumental con uno splendito tunnel ai danni Dominguez. C’è anche una partita, però, che, come detto, la vince al River, grazie ai gol di Téo in apertura (un delizioso tocco sotto dopo uno splendido assist di Pisculichi) e di Mayada nel finale. Il Rosario Central esce dal campo sconfitto per la prima volta in questa stagione, ma può recriminare per le tante parate di Barovero e – soprattutto – per il rigore non concesso dopo una folle gomitata di Funes Mori ai danni del povero Marco Ruben.

In attesa che il River recuperi la sua partita contro il Tigre, in testa alla classifica c’è il San Lorenzo. Nella gara che apre la quattordicesima giornata, il Ciclón passa 1-2 sul campo del Quilmes, grazie al gol di Villalba e all’autorete del portiere del Cervecero Benitez. Sorride anche il Racing, che vince 1-2 sul campo dell’Aldosivi. I gol li segnano Acuna e Lollo, ma il vero eroe è Saja che, dopo l’espulsione che è costata all’Academia la Libertadores nella gara contro il Guaraní, compie una parata miracolosa al minuto numero 96, che mantiene il Racing a -4 dalla vetta. Chi frena, invece, è il Belgrano, sconfitto sorprendentemente in casa (0-1) dal Gimnasia La Plata.

Torna finalmente a sorridere anche l’Independiente. Dopo la sconfitta nel clásico contro il Racing e le conseguenti dimissioni di Almirón, il Rojo torna alla vittoria battendo 1-0 il Tigre grazie al cabezazo di Lucas Albertengo. Con lo stesso risultato, l’Unión ha la meglio sul Godoy Cruz: decide il solito Malcorra, con una splendida punizione. Finiscono in parità, invece, Newell’s-Banfield (1-1), Estudiantes-Colón (0-0), San Martín-Defensa y Justicia (2-2) e Sarmiento-Argentinos (0-0). Infine, ennesima sconfitta per Nueva Chicago, che crolla in casa (0-2) contro il Temperley.