Argentina, Guida al Clausura 2012 – Belgrano, dove osano i Pirati

La nostra Guida al Clausura 2012 ci porta oggi a Cordoba, dove risiede una delle società più interessanti dell’intero panorama calcistico argentino. Il Belgrano, che è passato alla storia come la squadra che ha fatto retrocedere il River Plate nello spareggio Promociòn, è più di una neopromossa che punta a salvarsi, nonostante abbia perso il suo uomo migliore. Un tecnico preparato ed un gruppo solido sono l’amalgama giusta per una squadra che può, e vuole, togliersi qualche sfizio importante.

Il titolo può sembrare un concentrato di qualunquismo, che prontamente cerchiamo di eliminare: no, il Belgrano di Cordoba non è solo la squadra che ha eliminato il River, come da molti viene considerato in Italia, ma un club con una dignità che torna nella massima serie dopo un’assenza di quattro anni (2006/07). E nello scorso Apertura lo ha ampiamente dimostrato con dei risultati concreti. Un esempio? Lo 0-0 della Bombonera, dove i Pirati hanno sfoderato una prova grintosa mixata ad orgoglio e preparazione tattica meticolosa. Merito del tecnico Ricardo Zielinski, per tutti El Ruso, che ha saputo infondere lo spirito giusto ai suoi ragazzi e ha consacrato due giocatori di un certo livello come Franco Vazquez, fresco acquisto del Palermo, e Cesar Pereyra che con i suoi gol è entrato di diritto nella Top-11 dell’Apertura.

IL MERCATO – Si è cercato in lungo ed in largo il sostituto per il Mudo Vazquez, ma le finanze del club non hanno permesso sforzi eccessivi e dunque i vari obiettivi – tra i quali Pablo Aimar, Ariel Montenegro, Federico Insua e Edwin Cardona – sono sfumati uno dopo l’altro. Se al servizio del Picante Pereyra non si può mettere della fantasia, perchè non mettergli un supporto? Le precarie condizioni fisiche di Andres Silvera hanno portato la dirigenza Pirata ad ingaggiare Marco Perez, colombiano ai margini dell’Independiente, che lascia Avellaneda per incomprensioni con il tecnico Ramon Diaz. A parte Vazquez, il gruppo rimane quello che nello scorso semestre ha fatto scintille, quindi i tifosi possono dormire sonni tranquilli e sperare nell’esplosione di Matias Gimenez, scuola Boca, che in provincia deve ritrovare lo smalto perduto tempo fa.

LA SQUADRA – Partito Franco Vazquez, Zielinski dovrà ridisegnare il suo scachciere senza trequartista e ripartirà dal 4-4-2 utilizzato sul finire del Clausura, quando il Mudo giocava puntaper gli infortuni a raffica del Cuqui Silvera. Tra i pali, posto riservato all’idolo del Gigante de Alberdì, Juan Carlos Olave che dirige una difesa di molta sostanza in cui figurano – da destra a sinistra – Hernan Grana, l’uruguagio Daniel Lembo con Gaston Turùs in mezzo e Claudio Perez sulla corsia mancina. I quattro di centrocampo sono il punto di forza del Belgrano, la parte di squadra dove il gioco si sviluppa la maggior parte delle volte; sulla fascia destra gioca il rigorista Cesar Mansanelli mentre a sinistra galoppa l’ex Independiente, Federico Mancuello, un mancino interessante che a Cordoba si è rimesso in gioco dopo le tante panchine con i Diablos Rojos. In mezzo agiscono l’eterno Guillermo Farrè e l’uruguagio Ribair Rodriguez, quando non si fa espellere, con alternative importanti come Juan Carlos Maldonando, Esteban Gonzalez ed il giovane Lucas Parodi. In avanti, Marco Perez affiancherà il Picante Cesar Pereyra, chiamato alla consacrazione dopo essersi laureato capocannoniere del Pirata nell’Apertura.

FORMAZIONE (4-4-2): Juan Carlos Olave, Hernan Grana, Alejandro Lembo, Gaston Turus, Claudio Perez; Federico Mansanelli, Ribair Rodriguez, Guillermo Farrè (Esteban Gonzalez), Federico Mancuello; Marco Perez, Cesar Pereyra (Nestor Silvera). All. Ricardo Zielinski