Argentina – Disastro Boca, perde anche a Lanus. Alario salva il River, disfatta San Lorenzo

L'urlo di Pepe Sand (www.losandes.com.ar)

Il Torneo Transiciòn 2016 è una caduta dei giganti continua. Le domeniche passano, ma la sostanza non cambia: quest’anno, in Argentina, non c’è spazio per le grandi. Lo dimostra anche l’ultimo weekend, nel quale, con la dovuta eccezione dell’Independiente (che supera tra le polemiche il Patronato), deludono tutte. Dal River, che acciuffa il pari solo nel recupero contro il Banfield, al San Lorenzo, che prende tre schiaffi a Quilmes. Fino ad arrivare al Boca, che nella notte in cui poteva rientrare nella corsa al primo posto, ne esce forse definitivamente: sul campo del Lanus, gli Xeneizes cadono 2-0, scivolando a -8 proprio dall’ex squadra dei Mellizos.

L'urlo di Pepe Sand (www.losandes.com.ar)
L’urlo di Pepe Sand (www.losandes.com.ar)

Non poteva che arrivare a Lanus la prima sconfitta di Guillermo Barros Schelotto da allenatore del Boca Juniors. Nella serata del loro ritorno a casa, la Fortaleza riserva ai Mellizos un particolare “ben tornati”. Prima del fischio d’inizio è tutto un applausi e canti per i gemelli che al popolo granate hanno portato la Copa Sudamericana nel 2013. Poi, però, c’è la partita, e la musica cambia parecchio. Pronti-via, e il Lanus è già avanti 2-0. Dopo 75 secondi, il Granate colpisce una prima volta con l’ex di turno Lautaro Acosta, che, dopo un dialogo involontario con Tobio, lascia partire un destro che beffa Orion sul suo palo. Poi, al 4′, arriva il 2-0: il calcio d’angolo di Velazquez si trasforma in una mischia furibonda in area di rigore risolta dal Pepe Sand, che si butta a corpo morto sul pallone e con il petto sigla il gol che fa esplodere la Fortaleza. In quei quattro minuti a tinte granata si decide una partita che il Boca non sarà mai in grado di rimettere in discussione. Eppure al 6′, subito dopo il gol di Sand, gli Xeneizes hanno una grande occasione con Tevez, che al limite dell’area piccola calcia clamorosamente addosso a Monetti. Prima dell’intervallo il Boca colpisce anche una traversa con Lodeiro, ma è incredibilmente l’ultima occasione del match per una squadra che palesa ancora difficoltà enormi nel fare gol. Né il cambio di allenatore, né la presenza dal primo minuto di Osvaldo (che ieri praticamente non si è visto mai) sono bastati a risolvere i problemi offensivi di un Boca che in questa stagione ha segnato solo in quattro delle dodici gare disputate. Numeri impietosi, ai quali corrisponde una classifica che vede gli Xeneizes praticamente già tagliati fuori dalla lotta per il titolo. Sono diventati otto adesso i punti di distacco dalla vetta, rappresentata proprio dal Lanus di Almiron. Un Lanus che, al contrario del Boca, non ha problemi in fatto di gol, né di risultati. E, in più, non ha nemmeno le coppe. Per questo e per molto altro ancora, nel Sur si comincia a sognare.

Delusione River (www.tn.com.ar)
Delusione River (www.tn.com.ar)

Se il Boca annaspa, non si può dire che le altre grandi argentine abbiano granché da sorridere. Di certo non fa festa il River, che contro il Banfield domina per lunghi tratti della partita ma non va oltre il pari, peraltro acciuffato solo nel recupero. Nell’ultima gara di Vivas sulla panchina del Taladro prima dell’arrivo dell’ex Boca Julio Falcioni, è un altro ex degli Xeneizes, il Tanque Silva, a zittire il Monumental in avvio di ripresa con un grandissimo colpo di testa che batte Barovero. Nel primo tempo, il River aveva sfiorato più volte il vantaggio anche grazie alla grande prestazione di D’Alessandro, che aveva colpito un palo e si era conquistato un rigore, calciato però in curva da Mora. Nella ripresa, il forcing del River viene parzialmente premiato dal colpo di testa di Alario, che nel recupero salva capra e cavoli anche grazie alla non perfetta attuazione del portiere ospite. Ma per il Millo è un punto che serve a poco, visto che vede allontanarsi a ben otto lunghezze la vetta della Zona A, rappresentata dal sorprendente Godoy Cruz. E’ invece a -5 il San Lorenzo, che però non vince da un mese e a Quilmes subisce una batosta di rara memoria. Nel sud-est di Buenos Aires finisce 3-0, grazie a un super Ezequiel Rescaldani che apre e chiude una goleada a cui contribuisce anche Matias Orihuela, autore del secondo gol. Per gli uomini di Pablo Guede una sconfitta che sarà difficile da dimenticare. Soprattutto dopo il pareggio in settimana con il Gremio, che ha messo il San Lorenzo con un piede fuori dalla Libertadores.

In vetta alla Zona A, come detto, c’è la sorpresa Godoy Cruz. Il Tomba vola a quota 17 punti (3 in più del Central, che stanotte ospita il Sarmiento), anche grazie all’1-0 con cui sabato ha piegato l’Olimpo. Decisivo ancora una volta l’uruguayo Santiago Garcìa (sesto gol in campionato), che poco dopo il quarto d’ora segna il gol che permette al popolo mendozino di continuare a sognare. A soli tre punti dal Godoy Cruz c’è l’Independiente, che, pur giocando male, batte 2-1 un Patronato furioso per l’arbitraggio. Dopo l’iniziale vantaggio ospite di Carrasco, infatti, al Rojo viene concesso un rigore non troppo solare (trasformato da Denis), che porta addirittura all’espulsione di Andrade. Pur in superiorità numerica, l’Independiente non riesce ad assediare la porta del Patronato e solo nel finale trova il punto del 2-1 con Victor Cuesta, che, dalle parti del Libertadores de America, mantiene vivi i sogni di titolo. Nella Zona A non è da sottovalutare nemmeno il Velez, lontano cinque punti dal Godoy Cruz ma con una gara da recuperare. Gli uomini di Bassedas si confermano squadra da trasferta con il 2-3 ottenuto sul campo del Belgrano (Velez avanti 0-3 fino a 20′ dal termine), che iscrivono anche il Fortìn nella lista delle pretendenti al primo posto.

Nella Zona B, invece, la sopresa si chiama Atletico Tucuman. Il Decano, neopromosso, è a soli tre punti dal Lanus, e sabato ha certificato lo stato di disgrazia dell’Argentinos Juniors, sconfitto 0-3 alla Paternal e sempre più ultimo in classifica (solo due punti in otto gare). Prova a inserirsi nella lotta al titolo anche l’Huracàn, che è lontano sei punti dalla vetta ma ha due gare da recuperare. Contro il Temperley, il Globo va sotto di due gol dopo mezz’ora, ma poi fa partire una rimonta strepitosa iniziata con il gran gol di Mariano Gonzalez e poi definita dalla tripletta del solito Wanchope Abila, che fissa il punteggio sul 4-2. Gode, e ne ha ben donde, anche l’Union, che stravince il clàsico di Santa Fe contro il Colòn proprio nella tana dei rivali. Il Cementerio de los Elefantes viene ammutolito dai gol di Britez, Soldano e Malcorra, che stendono il Sabalero e regalano ai tifosi dell’Union la gioia più grande.