Argentina – Clásicos sin goles: ridono solo Lanús e San Lorenzo

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Il turno di campionato più atteso del semestre si è rivelato, probabilmente, il più deludente di tutti. Ben sei gli 0-0 della giornata, alcuni dei quali nei derby più sentiti. Nessun gol alla Bombonera come ad Avellaneda, a Rosario come a La Plata. Ma qualcuno che segna e regala emozioni c’è. Il San Lorenzo, ad esempio, che piega l’Huracán e si mantiene in vetta nel Girone B. Il Godoy Cruz, che risponde proprio al San Lorenzo e continua a sognare una finale storica. L’Unión, che fa suo il clásico con il Colón. E poi il Lanús, che vince un derby infinito contro il Banfield, allunga sull’Estudiantes e mette un piede e mezzo nella finalissima di campionato.

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Partiamo dal match più caldo, quello che paralizza un paese anche quando, come ieri, conta poco o nulla per la classifica. Un Boca-River è sempre un Boca-River e per questo i due allenatori mettono in campo i loro titolari, nonostante gli ottavi di finale di Libertadores siano alle porte. Lo spettacolo offerto, però, è modesto. Nonostante l’espulsione rapida di Pablo Perez, che, dopo undici minuti, colpisce con un calcio il costato di Balanta, sembri costringere le due squadre a rompere ogni tatticismo, in realtà la gara offre ben pochi spunti. Il Boca si compatta dietro, mentre il River prova a fare la partita, ma solo con D’Alessandro riesce a costruire qualcosa. Il Cabezón calcia da ogni posizione, chiama più volte agli straordinari Orión e propizia anche il gol, giustamente annullato, di Ivan Alonso. Il Boca, invece, non è mai pericoloso e si accontenta di uno 0-0 che salva la faccia e non compromette nulla. Finisce 0-0 anche ad Avellaneda, nella notte dell’ultimo clásico di Diego Milito. Il Principe viene omaggiato di due standing ovation: la prima al minuto 22, il suo numero, la seconda al 70’, quando esce per far spazio a Oscar Romero. E’ proprio quel cambio a dare uno strappo a una partita fin lì piatta e noiosa. Negli ultimi venti minuti il Racing assedia la porta dell’Independiente, che si salva solo grazie al suo portiere, Campaña, autore, nel finale, di quattro parate una più incredibile dell’altra. La più miracolosa è l’ultima, su Lisandro Lopez, che salva il Rojo da una sconfitta ma lo allontana pericolosamente dalla vetta nel Girone B. Così come si allontana il Rosario Central, che, come l’Independiente, va più vicino alla sconfitta che alla vittoria nel clásico contro il Newell’s. La Lepra ha due grandi occasioni negli ultimi cinque minuti: la prima con Maxi Rodriguez, che si vede negare la gioia del gol da una super parata di Sosa, la seconda con Nacho Scocco, che invece salta Sosa ma che, al momento di tirare, viene ostacolato da Salazar. Il Central si salva, ma scivola a -5 e, forse, deve rimandare, anche quest’anno, l’appuntamento con la gloria.

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Appuntamento con la gloria che invece il Lanús vede sempre più vicino. Nella “finale scudetto” del 29 maggio ci sarà con buone probabilità il Granate, vittorioso sabato in un derby incredibile con il Banfield. Le cose, per la banda di Almirón, si mettono male subito, con Marcone, il metronomo del centrocampo del Lanús, che riesce a prendersi due gialli tra il 16’ e il 18’, lasciando i suoi in dieci con settanta minuti da giocare. Ma nel finale di primo tempo, il Granate rischia comunque di andare avanti, quando Gomez, appena entrato nell’area del Banfield, si tuffa anche piuttosto palesemente: l’arbitro ci casca e fischia il calcio di rigore. Ma il Pepe Sand si fa ipnotizzare da Navarro, e il punteggio rimane 0-0. Ci vuole una nuova scossa per il Lanús, che arriva al 59’, quando Erviti tocca il pallone con la mano e si becca il secondo giallo, lasciando in dieci anche il Banfield. Un secondo dopo, Victor Ayala lascia partire un tiro direttamente dal Paraguay, il paese dove è nato, bucando la porta di Navarro. Un gol pazzesco, a cui fa seguito, nel recupero un altro grandissimo gol di un altro paraguayano, Miguel Almiron, che con un cucchiaio dolcissimo chiude i conti e lancia il Lanús verso la finale. Poche ore più tardi, a La Plata, l’Estudiantes viene bloccato 0-0 dal Gimnasia in un clásico in cui succede pochissimo per tutti i 90 minuti. Il Pincha scivola così a -5: una distanza incolmabile se davanti hai questo Lanús.

Se nel Girone B la situazione in vetta è ben delineata, nel Girone A l’equilibrio regna sovrano. In vetta ci sono Godoy Cruz e San Lorenzo, entrambe appaiate a 24 punti ma con il Tomba che gode di una miglior differenza reti. Entrambe hanno vinto nel weekend una partita tiratissima. Il San Lorenzo fa suo un clásico con l’Huracán non bellissimo dal punto di vista del gioco ma pieno zeppo di emozioni. La prima al 10’, quando l’Huracán va a un centimetro dal gol del vantaggio: il destro di Mariano Gonzalez colpisce la traversa, rimbalza sulla linea e poi sbatte ancora sulla traversa, facendo perdere non pochi anni di vita al pubblico del Nuevo Gasometro. Il gol-vittoria il San Lorenzo lo trova dopo un’ora di gioco con Blandi, ma la vera notizia del giorno è un’altra: il rigore sbagliato da Ortigoza, il secondo in tutta la sua carriera. Il Gordo poteva chiudere i conti e invece spedisce il pallone sulla traversa. E costringe il San Lorenzo a difendersi dall’assedio dell’Huracán, che si procurerebbe anche un rigore per un fallo di Caruzzo su Ábila, che l’arbitro però non vede. Non meno emozionante il successo del Godoy Cruz, che in una delle sue partite più brutte riesce comunque a trovare i tre punti. Il San Martìn colpisce ben due traverse, entrambe con Toledo, ma deve arrendersi allo splendido calcio di punizione di Santiago Garcia che permette al Tomba di rimanere in testa a sole quattro giornate dalla fine. Alle spalle della coppia di testa c’è l’Arsenal Sarandí, che spreca una chance clamorosa non andando oltre lo 0-0 contro un Defensa y Justicia in dieci uomini dal 20’. L’Arse resta così terzo a -3, e sabato va a far visita al Godoy Cruz per non perdere l’ultimo treno che porta alla finale.

Va all’Unión il clásico di Santa Fe, che bissa così il successo dell’andata ottenuto sul campo del Colón. Un Colón che si presentava a questo derby dopo una settimana tremenda, in cui gli scontri avvenuti tra i giocatori e un gruppo di tifosi avevano messo fuorigioco per la partita Alan Ruiz, il giocatore più forte della squadra, e portato alle dimissioni di allenatore e presidente. In campo non c’è storia dal punto di vista del gioco, anche se l’Unión riesce a trovare il gol della vittoria solo all’86’, quando Lucas Gamba sfrutta l’assist di tacco di Riaño e buca Broun per l’1-0 finale. Prossimo avversario dell’Unión sarà l’Aldosivi, piegato a Bahia Blanca dall’Olimpo in uno degli anticipi del venerdì: finisce 2-1 per l’Aurinegro, vittorioso grazie alle reti di Gaona Lugo e Troyansky, prima del gol che accorcia le distanze di Dinenno. Vittoria fondamentale in chiave promedio per l’Atletico Rafaela, che supera in rimonta il Patronato, passato in vantaggio grazie a un altro rigore trasformato dal suo portiere, Sebastian Bertoli. Ma la Crema la ribalta nella ripresa, grazie ai due gol di Anselmo e al punto del 3-1 finale firmato Pussetto. Vince, infine, anche il Vélez, che supera 1-0 l’Argentinos Juniors: è un colpo di testa di Lautaro Gianetti a stendere il Bicho, che, se oggi finisse il campionato, riuscirebbe nell’impresa di essere l’unica squadra della stagione a retrocedere in B.