Argentina – Bou e Romero stendono l’Independiente: Racing con un piede in Libertadores

La gioia del Racing dopo il gol di Romero (Foto: Tyc Sports)

L’ultima volta era successo il 10 giugno del 2001. Nell’ultima giornata di quel Clausura, con un rigore di Maximiliano Estevez, il Racing vinceva al Libertadores de America quello che sarebbe stato l’ultimo clàsico vinto in casa dell’Independiente per molti anni. Quattordici, per la precisione. Fino a questa notte, quando la striscia di imbattibilità interna del Rojo si è fermata di botto. Dal Chanchi Estevez a Gustavo Bou, da Mostaza Merlo a Diego Cocca: il Racing torna a zittire il Libertadores de America e vince un clàsico dall’importanza capitale. Perché se è vero che un derby è sempre importante, è vero anche che alcuni sono più importanti degli altri, e che se oltre all’onore in palio c’è un posto in Copa Libertadores, allora vincere quel derby vale di più che il semplice sfottò per le vie di Avellaneda. Il Racing si porta a casa un clàsico che, in realtà, dura circa 37 minuti: poi, in meno di trecento secondi, prima Bou e poi Oscar Romero tirano fuori due perle che valgono lo 0-2 finale. Un risultato che porta il Racing a un passo dai preliminari della prossima Libertadores e lascia l’Independiente con un pugno di mosche in mano. E con la quasi certezza che anche nel 2016 il Rey de Copas sarà costretto a lasciare a qualcun altro il suo scettro.

La gioia del Racing dopo il gol di Romero (Foto: Tyc Sports)
La gioia del Racing dopo il gol di Romero (Foto: Tyc Sports)

E pensare che in quei primi 37 minuti la squadra che aveva fatto meglio era stata quella di Pellegrino. L’ex tecnico del Valencia deve fare i conti con l’assenza pesantissima di Jesus Mendez, il re del centrocampo del Rojo, e punta su un 4-2-3-1 con Pisano, Cebolla Rodríguez e Benitez dietro all’unica punta Vera. Stesso modulo per Cocca, che deve rinunciare a Milito (espulso incomprensibilmente contro l’Estudiantes) e si schiera con Oscar Romero a supporto dell’unica punta Bou. Ma i problemi del Racing riguardano soprattutto l’inizio azione: Aued è marcato a turno da uno dei trequartisti dell’Independiente, e quando la palla non passa per i piedi dell’ex Gimnasia il Racing fa una fatica terribile a costruire dal basso. Senza contare che l’Independiente va a un altro ritmo e ha in Pisano e Benitez due esterni velocissimi che non rinunciano mai alla giocata. Infatti al 10′ il Rojo va vicino al gol, quando Vera porta a scuola Lollo e mette dentro un pallone che Benitez deve solo spingere, ma sul quale arriva prima Gaston Diaz, che si butta in scivolata e evita un gol fatto. Il Racing fa quel che può, ma non riesce mai ad accompagnare Bou, obbligato a fare a sportellate da solo per buona parte del primo tempo. Eppure, alla prima mezza occasione, la Pantera fa centro con un gol che mostra tutto il suo repertorio: la forza, nel tener botta contro Pellerano, la tecnica, nel tunnel con cui si beve Victor Cuesta e la freddezza, con cui batte (aiutato da una deviazione) Diego Rodríguez. Un capolavoro.

Subito dopo il gol, Oscar Romero lamenta un problema al piede destro. Chiede il cambio, ma poi si gira verso la panchina e fa: “Dejame un ratito màs”. Lasciami in campo ancora un po’. Cocca obbedisce e, poco più tardi, Romero realizza il gol del 2-0. Una meraviglia anche questa. Il paraguayo segna un gol assurdo, arginando il pallone con il destro e calciando con il sinistro praticamente senza muovere il piede d’appoggio. Il mancino dell’ex Cerro sbatte sul palo e entra in porta, zittendo per la seconda volta il Libertadores de America e sancendo il black out del Rojo. Pellegrino prova a mischiare le carte nell’intervallo, inserendo Lucero e Aquino, ma la partita si chiude definitivamente al sesto minuto della ripresa. Diego Martin Rodríguez entra con il piede a martello sulla caviglia di Bou e si becca il rosso diretto. In dieci l’Independiente tenta comunque una reazione d’orgoglio, e ha anche due mezze occasioni con Vera e Tagliafico, Ma non è serata. Solo un’impresa, adesso, potrà salvare il Rojo, che domenica prossima va al Cilindro per gara -2. Servirà talento ma anche un po’ di fortuna. E, magari, anche un Gustavo Bou che non faccia per forza il fenomeno.

Si sono giocate, tra stanotte e sabato, anche le gare d’andata della liguilla Pre-Sudamericana. Tante, tantissime polemiche a Lanus, in una serata che era cominciata con i cori per Barros Schelotto (all’ultima alla Fortaleza da allenatore del Granate) e che è finita con tutto il Gimnasia La Plata a rincorrere l’arbitro Laverni. Che, va detto, ha le sue responsabilità. Nel primo tempo, infatti, non vede un rigore grande come una casa per il Lobo, e poi ne concede (giustamente) uno al Lanus, che però Aguirre si fa parare. Ma il top si raggiunge a 8′ dal termine, in occasione del gol decisivo del Granate, viziato da un fuorigioco di ben cinque (!) giocatori: il capitano Velazquez ringrazia e segna l’1-0 finale, ma il ritorno a La Plata sarà un inferno. Scintille anche a Bahia Blanca nella sfida tra Olimpo e Estudiantes. Vince il Pincha 1-0, grazie a un gol della Gata Fernandez che piega un Olimpo che chiuderà addirittura in nove uomini. Un altro 1-0 arriva da Santa Fe, dove il Belgrano passa sul campo del Colon grazie allo scavetto in apertura di Fernando Marquez. Vittoria esterna, infine, anche per il Banfield, che passa 3-2 in casa dell’Aldosivi grazie alle reti di Villagra, Bianchi Arce e Lucas Viatri.