Siamo alle ultime battute della Copa América 2011, edizione in cui non sono certo mancate le sorprese: le due più belle si giocheranno questa sera il terzo posto, antipasto della finalissima in programma domani. Perù e Venezuela arrivano a questa partita già ampiamente soddisfatte e senza nulla più da chiedere: sarà una grande partita.
Se qualcuno ha avuto l’ardire di scommettere su una tra Perù e Venezuela nelle prime quattro del torneo, oggi si ritroverà sicuramente una discreta somma tra le mani: queste due nazionali dovevano infatti recitare la parte delle cenerentole in un torneo dove tutti si aspettavano grandi cose dalle nazionali di Argentina e Brasile, imbottite di fenomeni. Quando però le due big hanno deluso, sepolte probabilmente più dall’enorme pressione del pubblico e dei media che da proprie incapacità, sono uscite queste due selezioni piccole, arrivate in punta di piedi a giocarsi addirittura l’accesso alla finale: alla fine la Copa América se la giocheranno Uruguay e Paraguay, ma anche avere la possibilità di arrivare al terzo posto è un traguardo importantissimo. Calcio d’inizio alle 21 ora italiana (diretta Sky), arbitra Wilmar Roldán.
SFORTUNA… – Costa Rica e baby-Messico a parte, alla vigilia Perù e Venezuela erano date come le due formazioni meno competitive in gara. In effetti, erano proprio le quattro selezioni appena menzionate quelle destinate, sulla carta, a lasciare la coppa già alla fase a gironi, con Ecuador e Bolivia date un poco più papabili per l’accesso ai quarti. Il “declassamento” del Perù è in realtà recente: è stato proprio nel ritiro pre-Copa che la Blanquirroja ha perso i suoi due elementi migliori, Claudio Pizarro e Jefferson Farfán, con Juan Manuel Vargas in dubbio sino all’ultimissimo istante sempre per un problema fisico. Con due stelle e mezzo in meno, ai peruviani restava solo Paolo Guerrero: proprio l’attaccante in forza all’Amburgo si è caricato la squadra sulle spalle, segnando i gol decisivi per la qualificazione; quando poi anche Vargas è tornato a pieno regime, per la squadra di Markarián ha iniziato a filare tutto liscio come l’olio, consentendo di raggiungere addirittura le semifinali eliminando una delle favorite, la Colombia.
…E TRIPLA SFORTUNA – La storia del Venezuela ha invece origine in un radicato luogo comune, che vuole la Vinotinto nazionale-materasso del continente, come e più della Bolivia: del resto solo dalla parti di Caracas il calcio non è lo sport più popolare, ampiamente superato dal baseball. Tuttavia negli ultimi anni il movimento calcistico del paese settentrionale è notevolmente cresciuto, portando alla storica qualificazione ai quarti di finale nel 2007 e all’emergere di diversi talenti interessanti. I tempi non sembravano ancora maturi per l’exploit, ma una combinazione di situazioni favorevoli ha alla fine portato tra le prime quattro anche i venezuelani, che tra l’altro avrebbero ampiamente meritato la vittoria nella semifinale contro il Paraguay ma sono stati fermati per ben tre volte dal palo, pagando poi dazio ai rigori.
COSA C’È IN GIOCO? – Nonostante le due selezioni possano ampiamente dirsi soddisfatte di quanto messo in mostra finora, prestazioni che hanno fatto ricredere tutto il mondo calcistico, sia Venezuela che Perù vogliono fortemente questo terzo posto. Chi ne ha forse più bisogno è la nazionale peruviana, movimento calcistico un tempo importante che però negli ultimi anni è precipitato nelle gerarchie sudamericane, chiudendo addirittura all’ultimo posto le qualificazioni per i Mondiali dello scorso anno: riuscire a tornare sul podio potrebbe davvero essere il punto di rinascita per il calcio andino, che ha una necessità quasi disperata di risultati per non perdere affezionati in patria. Al contrario il Venezuela ha solo da guadagnare: ormai l’impresa è stata compiuta, e vincere la finalina servirebbe soprattutto per dare ulteriore visibilità al calcio in patria, per cercare di strappare magari qualche atleta (e qualche fetta di finanziamenti statali) al baseball, per crescere ulteriormente nei prossimi anni e – perché no – tentare di ottenere la prima qualificazione ai mondiali.
GIOCO SERIO… OPPURE NO? – La partita ha quindi una sua importanza in ogni caso, si direbbe: e il CT peruviano Sergio Markarián ci tiene a ribadirlo in conferenza stampa. Però lo stesso allenatore uruguagio in qualche modo si tradisce, annunciando che in questa gara sarà dato ampio spazio a chi ha giocato meno: «questa partita per noi sarà seria» ha detto «perché non sarebbe dignitoso regalare la partita. Il terzo posto ci interessa: farò comunque molti cambi, perché voglio provare delle cose in vista delle qualificazioni ai prossimi Mondiali». Il mister non ha però voluto dare la sua formazione, in cui comunque mancherà sicuramente lo squalificato Vargas.
NO COMMENT – Markarián ha tenuto una lunga conferenza stampa prima dell’incontro, mentre Farias al contrario non si è fatto vedere: segno che il giovane CT (39 anni appena) sta lavorando molto su questo incontro, e sta probabilmente anche valutando se lanciare ancora i titolari o imitare il suo collega e provare qualche soluzione nuova. Un’assenza è comunque sicura: Grenddy Perozo, difensore, ha riportato un infortunio al piede sinistro contro il Paraguay e non è disponibile; probabile il forfait anche di Arango, non al meglio. Rientrerà invece Tomás Rincón, dopo la squalifica che gli aveva fatto saltare la semifinale.
PROBABILI FORMAZIONI
PERÙ (4-4-2): Fernández; Revoredo, Acasiete, Rodríguez, Vílchez; Advíncula, Ballón, Cruzado, Yotún; Chiroque, Guerrero. CT: Markarián.
VENEZUELA (4-4-2): Vega; Rosales, Rey, Vizcarrondo, Cíchero; Arango (Di Giorgi), Rincón, Lucena, González; Maldonado (Rondón), Fedor. CT: Farias
ARBITRO: Wilmar Roldán (COL)



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