Brasileirão: Cruzeiro a +11 sulle seconde, Corinthians umiliato

Emerson Sheik: Corinthians seppellito dalla Portuguesa (foto: Lance!Press)

Emerson Sheik: Corinthians seppellito dalla Portuguesa (foto: Lance!Press)

Senza freni. Mancano ormai gli aggettivi per descrivere la strepitosa cavalcata del Cruzeiro, ormai vicinissimo a conquistare il suo terzo titolo dopo la Taça Brasil del 1966 e il Brasileirão del 2003. 10 anni dopo, la squadra di Marcelo Oliveira ricorda quella allenata all’epoca da Vanderlei Luxemburgo, e capace di conquistare 100 punti in 46 giornate. Il successo in casa dell’Internacional, l’undicesimo nelle ultime 12 uscite di campionato (in mezzo, solo lo 0-0 in casa del Corinthians della scorsa domenica) consacra una squadra che, secondo un matematico brasiliano, ha ora il 94% di possibilità di arrivare prima di tutti gli altri. “Credo che non ci sia mai stato un vantaggio così ampio negli ultimi campionati, è ovvio che ci dà tranquillità. Ma ancora non è finita” predica l’allenatore. Comunque sia, i punti di vantaggio sulle seconde, che adesso sono Grêmio e Botafogo, sono 11. Merito delle reti di Nilton (giunto a quota 7, ed è un centrocampista) e Willian, che piegano la resistenza dell’Inter, privo dello squalificato D’Alessandro. In mezzo, solo il momentaneo pari del giovane Otávio, che proprio all’andata aveva messo a segno il suo primo gol da professionista. E pure l’ostacolo Colorado è superato.

L’INGRATO VARGAS – Al secondo posto, riecco il Grêmio. Basta un colpo di testa in inserimento di Edu Vargas a spezzare la monotonia di una partita deludente e a ricacciare verso il basso il San Paolo, squadra che più di tutte aveva tentato di ingaggiare il cileno, in inverno, prima che lo stesso decidesse di accasarsi a Porto Alegre. Gaúchos di nuovo con i 3 punti in tasca dopo un ko e due pareggi, e pienamente in corsa per un posto in Libertadores. Terzo rimane il Botafogo, perché l’Atlético Paranaense si suicida in casa (primo ko tra le mura amiche), contro un Vitória rinato con Ney Franco, in un match dai contorni incredibili: baiani avanti per 3-0 all’intervallo, ma il Furacão pareggia nella ripresa con la doppietta di Ederson e una rete di Roger, prima di subire altre due reti nel finale per il definitivo 3-5.

TITE CONFERMATO – Corinthians sempre più in basso. E stavolta, vittima di un’umiliazione che in tempi recenti ha pochi precedenti. A Campo Grande, nel Mato Grosso do Sul (località scelta per punire il Timão, dopo gli incidenti avvenuti tra i suoi tifosi e quelli del Vasco lo scorso 25 agosto), la Portuguesa si impone con un clamoroso 4-0. Primo tempo da dimenticare: lo scatenato Gilberto, ora vice-capocannoniere dietro a Ederson, ne fa tre, mentre Guerrero si fa parare un rigore. E nella ripresa completa Wanderson, al secondo centro di fila dopo quello che ha steso l’Internacional. Nel post partita, Tite viene confermato dalla dirigenza nonostante i propositi di dimissioni: “È tra i migliori al mondo, non può essere in bilico” dice il ds Edu. Un’anomalia, nel calcio brasiliano.

BALZO FLAMENGO – La “partita da 6 punti del turno” è quella tra Flamengo e Criciúma, quintultima contro quartultima. Hanno nettamente la meglio i carioca, che vincono 4-1 in un match dominato dall’inizio (3-0 dopo nemmeno mezzora) e con due espulsi, i portieri Helton Leite e Felipe, entrambi colpevoli di falli da rigore in chiara occasione da gol. Ancora mediocre, invece, il Vasco da Gama: i cruzmaltinos giocano meglio del Bahia, ma non vanno oltre lo 0-0 alla Fonte Nova. E rimangono mestamente al terzultimo posto, anche se la zona salvezza dista appena 2 punti. Infine, Atlético Mineiro quinto: alla prima senza Ronaldinho, Luan, Marcos Rocha e Alecsandro rimontano il Santos. Ma poco cambia, perché il Galo nella Libertadores ’14 c’è già.

 

Risultati

Goiás 1-2 Fluminense

Náutico 3-0 Coritiba

Botafogo 0-1 Ponte Preta

San Paolo 0-1 Grêmio

Bahia 0-0 Vasco da Gama

Portuguesa 4-0 Corinthians

Flamengo 4-1 Criciúma

Internacional 1-2 Cruzeiro

Atlético Mineiro 3-1 Santos

Atlético Paranaense 3-5 Vitória

 

Classifica

Cruzeiro 53

Grêmio 42

Botafogo 42

Atlético Paranaense 41

Atlético Mineiro 35

Vitória 34

Internacional 34

Fluminense 33

Santos 33

Goiás 33

Bahia 32

Portuguesa 31

Corinthians 31

Coritiba 31

Flamengo 30

San Paolo 27

Criciúma 25

Vasco da Gama 25

Ponte Preta 22

Náutico 14

Zárate è del Vélez: “Torno per amore”. Vargas-Racing non si fa

Il messaggio di benvenuto apparso sul sito ufficiale del Vélez

Il messaggio di benvenuto apparso sul sito ufficiale del Vélez

Il sorriso di Maurito Zárate è smagliante. Da tempo non lo si vedeva stampato sul suo viso, sempre imbronciato negli ultimi mesi. Alla Lazio l’argentino era calcisticamente morto, da ieri sera è rinato: il Vélez Sarsfield ne ha annunciato ufficialmente ed enfaticamente il “ritorno a casa”, come campeggiava sul sito del club. Finalmente, dopo battaglie legali di ogni sorta e un’astinenza da campo che a causa del conflitto col presidente bianceleste Lotito durava da mesi, Zárate potrà tornare a parlare di calcio. Quello vero. “Gli ultimi tempi sono stati durissimi per me – racconta a OléMi sono allenato con la squadra per l’ultima volta a novembre, non avevo più fiducia in nulla. Non riuscivo più nemmeno a guardare una partita di calcio. Dovevo scappare in bagno, perché mia moglie non mi vedesse piangere. Lotito mi ha sottoposto un contratto molto vantaggioso, poi non mi ha più voluto pagare. E quando ho reclamato, è terminata qualsiasi relazione”. Ora, si apre una nuova era. “In Argentina mi hanno contattato altre squadre, però io volevo giocare solo nel Vélez. Perché qui mi sento amato. È il mio club, è la mia casa. Non sono tornato per soldi, ma per amore di questo club. Fisicamente mi sento bene, non vedo l’ora di iniziare gli allenamenti e poi di mettermi nuovamente la camiseta del Vélez”. Intanto, il ds della Lazio Tare promette ancora battaglia: “La questione non è finita, attendiamo che il Collegio Arbitrale si pronunci” dice a lalaziosiamonoi. L’ultimo brivido.

MINACCE A VARGAS – Il tragitto per spostare le proprie cose dagli armadietti del Libertadores de América a quelli del Cilindro non sarebbe stato nemmeno lungo da compiere: appena 300 metri di distanza. Ma in quel percorso, gli ostacoli da superare sarebbero stati tanti. Troppi. E troppo pericolosi. Per questo, Fabián Vargas ha infine detto no alla proposta del Racing, che avrebbe raggiunto senza esitazioni dopo la retrocessione dell’Independiente. A fargli cambiare idea, le minacce dei tifosi del Rojo, che sui social network hanno inondato il colombiano di insulti e pure altro. Per il ruolo di centrocampista centrale, allora, la dirigenza dell’Academia è costretta a guardare altrove: piacciono Rodrigo Braña, dell’Estudiantes, che però è preteso anche dal suo ex Quilmes, e Sebastián Prediger, del Colón.

SAND PER IL TIGRE – “La proposta dei Pumas è economicamente più vantaggiosa. Ma io voglio giocare nel Boca”. Parole pronunciate negli scorsi giorni da Emmanuel Gigliotti a Fox Sports, e pare proprio che l’ex San Lorenzo sarà finalmente accontentato: oggi potrebbe essere la giornata decisiva perché si sbrogli la matassa, così come per il Cata Díaz, altro pallino di Carlos Bianchi. Mentre Guillermo Burdisso potrebbe tornare in Italia, stavolta a Parma. Il River Plate attende Jonathan Fabbro e sogna sempre Teo Gutiérrez. Il Tigre bussa due volte: ecco il Pepe Sand dal Racing e Marcos Gelabert dall’Estudiantes. Due uscite dall’Atlético Rafaela: Fontanini ha già iniziato ad allenarsi col San Lorenzo, Carniello raggiunge l’ex tecnico Forestello al Colón. In B Nacional, il portiere Bologna lascia il Peñarol e torna al Banfield.

 

Brasileirão: Vargas stende il Botafogo, Coritiba di nuovo in vetta

L'angolano Geraldo, match winner dell'Atletiba

L’angolano Geraldo, match winner dell’Atletiba

Passaggio di testimone al comando. Di nuovo. A riprendersi la vetta del Brasileirão è nuovamente il Coritiba, sorpresona di inizio torneo e unica squadra senza la macchia di alcun ko dopo 7 giornate. La squadra di Marquinhos Santos ringrazia il mancino Geraldo, nazionale angolano, che da pochi giorni ha ottenuto la doppia cittadinanza e che la festeggia a modo suo, ovvero decidendo un altro Atletiba, come aveva già fatto segnando ai rossoneri nella finale d’andata dell’ultimo estadual. Atlético Paranaense, passato a Vágner Mancini, battuto di misura al Couto Pereira ma dignitoso fino in fondo, e anzi, vicinissimo nel finale al pari: sciagurato l’errore negli ultimissimi minuti di gara del neo entrato Marcão, che non approfitta di un due contro uno col portiere avversario (Luiz Alberto liberissimo) e si fa deviare il destro da Vanderlei. Coxa primo, dunque, anche se i paranaensi devono ringraziare anche il Grêmio. Ed Edu Vargas: è il cileno a stendere con una doppietta il Botafogo e a regalare a Renato Gaúcho il primo successo all’Arena. Non basta ai carioca il momentaneo 1-1 di Seedorf (che poi si infortuna): golaço con taglio verso il centro e strepitoso destro sotto l’incrocio di Dida. Il Fogo protesta per la rete del raddoppio dell’ex napoletano: un compagno è in fuorigioco, considerato però ininfluente dalla terna arbitrale.

DERBY AL FLA – L’altro clássico della serata, quello tra Vasco da Gama e Flamengo, va ai rossoneri. Più per la pochezza dei cruzmaltinos che per una reale supremazia degli uomini di Mano Menezes, al primo successo in campionato alla guida della sua nuova squadra. Decide dopo un batti e ribatti Paulinho, uno dei più positivi in una gara senza troppi spunti. E il Fla può finalmente respirare. Mentre Dorival Júnior, tornato a distanza di 4 anni sulla panchina del Vasco, ha probabilmente già capito la difficoltà della missione che lo attende, ovvero quella di regalare un campionato onesto e senza particolari rischi a una squadra stravolta dal mercato. Prima anche per Paulo Autuori al San Paolo, e pure questa sfortunata: quarto ko di fila (quinto, contando l’andata della Recopa) per il Tricolor, battuto anche dal Vitória. Nel 3-2 del Barradão è inutile la rete su punizione di Rogério Ceni, mentre il protagonista è ancora Maxi Biancucchi: doppietta e primato in classifica cannonieri con 6 reti.

COLPO GALO – L’appetito vien mangiando, anzi vincendo, e così dopo l’inedita ebbrezza per la conquista della finale di Libertadores l’Atlético Mineiro non perde più un colpo nemmeno in campionato. Secondo successo consecutivo per la squadra di Cuca, che va a espugnare nientemeno che il Pacaembu, tana del Corinthians. Decide Rosinei, un ex: faceva parte dello squadrone di Tévez e Mascherano, che nel 2005 conquistò il titolo dopo 6 anni d’astinenza. E per il Timão, in attesa del ritorno di Recopa col San Paolo, sono fischi. Bene il Cruzeiro, che nel frattempo ha ceduto al Metalist Kharkhiv Diego Souza e ricevuto in cambio l’ex Figueirense e Corinthians Willian, in prestito semestrale: 3-0 al Náutico, con omaggio pre partita al portiere Fábio, che contro la Portuguesa ha raggiunto le 500 presenze in maglia azul. Doppietta per Vinicius Araújo, 20 anni: era alla sua seconda presenza in A. 0-0, infine, tra Criciúma e Goiás: per entrambe ci sarà da soffrire.

 

Risultati

Fluminense 2-3 Internacional

Santos 4-1 Portuguesa

Ponte Preta 0-0 Bahia

Corinthians 0-1 Atlético Mineiro

Coritiba 1-0 Atlético Paranaense

Grêmio 2-1 Botafogo

Vitória 3-2 San Paolo

Cruzeiro 3-0 Náutico

Vasco da Gama 0-1 Flamengo

Criciúma 0-0 Goiás

 

Classifica

Coritiba 15

Vitória 13

Botafogo 13

Cruzeiro 12

Internacional 12

Grêmio 12

Bahia 12

Santos 11

Atlético Mineiro 10

Fluminense 9

Flamengo 9

Corinthians 9

Goiás 9

San Paolo 8

Ponte Preta 7

Criciúma 7

Vasco da Gama 7

Portuguesa 7

Atlético Paranaense 6

Náutico 4

 

Brasile: bene Corinthians e Santos, Flamengo a fondo

Pato zittisce gli avversari dopo il 2-1 al San Paolo (foto: Uol)

Pato zittisce gli avversari dopo il 2-1 al San Paolo (foto: Uol)

Gol “da nazionale”. Gol, soprattutto, decisivi. Sono quelli che mettono a segno Pato e Neymar nei successi di Corinthians e Santos, sempre più avviati a fare compagnia a San Paolo e Ponte Preta nei quarti di finale del Paulistão. A Rio de Janeiro, nel Carioca dominato dalle piccole, per il Flamengo è crisi profonda: l’Audax Rio fa la festa ai rubronegros nel finale, e la qualificazione è lontana. Vargas in rete per il Grêmio, Josué subito a segno per l’Atlético Mineiro.

RIMONTA SALVAVITA – Senza la forza d’animo di rimontare il San Paolo al Morumbi, il Corinthians avrebbe ora solo due lunghezze di vantaggio sul Bragantino, primo escluso (per il maggior numero di vittorie rispetto al Penapolense) dai playoff. Invece, grazie alle reti di Danilo e Pato, che rimontano quella iniziale di Jadson, per la squadra di Tite è festa. Così come per il Santos, trascinato con l’Oeste da un golaço all’incrocio di Neymar e poi, nel finale, dalla zampata di Cicero. Chi non se la ride è il São Caetano, battuto anche dal Mogi Mirim quarto. Mentre Branco annuncia le dimissioni dopo l’orrido 0-3 interno del Guarani con l’Atlético Sorocaba.

Risultati: Bragantino 2-1 Paulista, XV Piracicaba 2-2 Ponte Preta, Palmeiras 2-1 Linense, Mirassol 0-1 Penapolense, Ituano 1-2 Botafogo SP, S. Paolo 1-2 Corinthians, Guarani 0-3 Atlético Sorocaba, Oeste 1-2 Santos, S. Caetano 0-2 Mogi Mirim, U. Barbarense 0-0 S. Bernardo

Classifica: S. Paolo 35, Ponte Preta 34, Santos 32, Mogi Mirim 30, Corinthians 29, Botafogo SP e Palmeiras 28, Penapolense e Bragantino 24, Linense 21, Oeste 19, Paulista e S. Bernardo 17, XV Piracicaba 16, Mirassol 15, A. Sorocaba e Ituano 13, U. Barbarense 12, S. Caetano 11, Guarani 10

 

CRISI FLAMENGO – È il Cariocão delle sorprese. Volta Redonda a punteggio pieno nel gruppo A, Resende al comando indiscusso nel B, dopo l’1-0 al Bangu deciso da Filipi. Lontano dalla qualificazione, a -6 dal secondo posto occupato dal Fluminense, è il Flamengo: André e Hyuri fanno felice l’Audax Rio, e a nulla serve il momentaneo pari dell’ex Bahia Gabriel. Dopo il 5-0 all’Olaria sogna anche il Friburguense, secondo ma con una partita in più rispetto al Botafogo (e lo scontro diretto ancora da giocare). A proposito di Fogão, determinante per le ambizioni bianconere, ma soprattutto per quelle del Vasco da Gama, sarà lo scontro diretto di mercoledì sera, posticipo del quarto turno.

Risultati: Volta Redonda 2-1 Quissamã, Nova Iguaçu 0-0 Madureira, Fluminense 2-0 Boavista, Flamengo 1-2 Audax Rio, Resende 1-0 Bangu, Friburguense 5-0 Olaria, Macaé 1-3 Duque de Caxias, Vasco-Botafogo giovedì 00.30

Classifica gruppo A: Volta Redonda 12, Friburguense e Botafogo 6, Nova Iguaçu e Olaria 5, Quissamã 2, Madureira e Vasco 1

Classifica gruppo B: Resende 12, Fluminense 10, Duque de Caxias 5, Boavista, Audax Rio e Flamengo 4, Macaé 3, Bangu 2

 

JOSUÉ, BUONA LA PRIMA – Un esordio così non se lo sarebbe mai immaginato: invece, l’ex Wolfsburg Josué, presentato mercoledì all’Atlético MG, stupisce e segna la terza rete nella goleada al Tupi (4-1) che vale l’accesso alle semifinali del Mineirão con tre turni d’anticipo. Nel Gauchão, 1-1 nell’insolito scontro diretto tra Passo Fundo e Grêmio: in gol Vargas per il Tricolor. Da 0-2 a 3-2: rimonta del Coritiba con l’Arapongas, stordito dal 19enne Alex (non l’ex Fenerbahçe) nel finale. 2-0 al Náutico, rivali superati e Santa Cruz in vetta nel Pernambuco. A Santa Catarina, Chapecoense battuto dalla Juventus/SC e ancora seconda dietro al Figueirense.

Risultati Mineirão: América TO 1-3 América MG, Araxá 0-3 Tombense, Villa Nova 2-4 Cruzeiro, Atlético MG 4-1 Tupi, Guarani MG 1-0 Nacional MG, Caldense 1-1 Boa

Classifica: Cruzeiro 22, Atlético MG 21, Villa Nova 15, Tombense 13, América MG e Tupi 12, Boa, Guarani MG, Caldense e Nacional MG 8, América TO e Araxá 3

Risultati Gauchão: Internacional 2-0 Esportivo, Passo Fundo 1-1 Grêmio, S. José 0-0 Canoas, S. Cruz RS 3-0 S. Luiz, Novo Hamburgo 2-0 Caxias, Juventude 2-0 Veranópolis, Pelotas 1-1 Cruzeiro RS, Lajeadense-Cerâmica stasera alle 00.00

Classifica gruppo A: Passo Fundo 11, Grêmio e Novo Hamburgo 10, Lajeadense e Pelotas 5, Cruzeiro RS e Caxias 4, Cerâmica 3

Classifica gruppo B: Internacional e Juventude 13, Veranópolis 10, Esportivo 7, Canoas e S. Luiz 4, S. Cruz RS 3, S. Luiz 2

Calciomercato Argentina: Vangioni al River, Montenegro all’Independiente, Bianchi Arce al Pescara. Fariña e Centurión prossime Aquile?

Leonel Vangioni, 25 anni (foto: clarin.com)

A Capodanno mancano ancora un po’ di giorni, ma c’è in Argentina chi i botti sta già iniziando a spararli. C’è da recuperare prestigio da una parte e posizioni nella classifica del descenso dall’altra, e allora River Plate e Independiente si propongono come le due che animeranno il calciomercato estivo. Al momento sono proprio loro due, grandi in cerca di una nuova nobiltà, ad aver chiuso i primi affari della stagione che verrà.

IDEE RIVER – Il River ha concluso a proprio favore la telenovela Leonel Vangioni. Il laterale del Newell’s, convertito a esterno basso da Martino nel Newell’s, andrà ad occupare la fascia sinistra di Ramón Díaz. L’arrivo a Núñez del giocatore che qualche tempo fa era seguito pure dall’Atalanta si concretizza dopo giorni di passi avanti e indietro: le alte pretese di Vangioni sembravano aver fatto sfumare l’affare, poi il River si è messo d’accordo con il padre-procuratore. E ora tenta altre strade: Fabbro del Cerro Porteño, l’ex Boca Neri Cardozo del Monterrey, Iturbe del Porto, Valeri del Lanús. Tutto fatto anche per il ritorno di Daniel Montenegro all’Independiente: il trequartista lascia l’América messicana e ritrova il Tolo Gallego, con cui vinse al Diablo il Clausura 2002. “Su dieci persone, nove credono che stia commettendo una pazzia” ha detto il Rolfi, il primo di – si presume – una lunga lista di entrate all’Independiente.

CALAMITA VIRREY Sarà attivissimo anche il Boca Juniors, rinfrancato dal ritorno in panchina di Carlos Bianchi. Garanzia di successi, il Virrey attira. Tanto. Il sogno è il Burrito Martínez, ma quanto sia nutrita la concorrenza lo si capisce dalle sue parole: “Mi hanno cercato tutte le grandi d’Argentina”. In attesa di capire che deciderà Riquelme (che ha un’offerta anche dai brasiliani del Palmeiras), gli Xeneizes siano accostati altri cavalli di ritorno come il Cata Daniel Diaz o Pablo Mouche: difficile per entrambi svincolarsi dai contratti in vigore coi rispettivi club (Atlético Madrid e Kayserispor, rispettivamente), ma si sa, le strade del mercato sono infinite. Quelle di Lucas Fariña e Ricardo Centurión, gioielli del Racing, possono portare dritte a Lisbona: il Benfica ha offerto 18 milioni di euro per la coppia, attesa a breve una risposta. Intanto all’Academia pensano a Sebastian Blanco, attaccante del Metalist Kharkhiv.

I SOGNI DEL CICLÓN – Marcelo Tinelli, imprenditore e show-man televisivo, è attivissimo. È lui la speranza del San Lorenzo per un mercato sontuoso. I sogni sono già stati svelati alla luce del sole, e si chiamano Edu Vargas e Fabricio Coloccini, quest’ultimo campione nel 2001 e richiesto in prestito al Newcastle. Difficili entrambi. L’unica operazione, al momento, è in uscita: Nicolás Bianchi Arce, centrale 25enne, arriva in Italia, al Pescara. Abbandona l’Argentina anche Nicolás Olmedo, che lascia il Godoy Cruz in direzione Ecuador, al Barcelona. E potrebbe farlo pure Martín Cauteruccio: il Palmeiras pensa all’uruguaiano del Quilmes, 7 gol nell’Inicial, che sarebbe rimpiazzato dall’ex Genoa Lucho Figueroa. Chi avrà enormi difficoltà a far mercato è l’All Boys, in difficoltà economiche e in ritardo con gli stipendi. Dal Deportivo Armenio è comunque arrivato José Gáspari, un attaccante. “Costa poco” dice Pepe Romero.

Neymar è il re delle Americhe, suo il Pallone d’oro sudamericano

Neymar, 19 anni (foto: goal.com)

Alla fine l’ha spuntata Neymar. Il Pallone d’oro sudamericano 2011, massimo riconoscimento individuale del Nuovo Continente, va al fuoriclasse del Santos, che succede ad Andres D’Alessandro, vincitore lo scorso anno con la maglia dell’Internacional. Secondo Eduardo Vargas, terzo l’altro gioiello santista, Ganso.

Alla votazione, organizzata dal quotidiano uruguaiano El Pais, hanno partecipato 247 giornalisti di 19 paesi. Neymar ha vinto con 130 voti, 60 in più del tripletista Vargas, in procinto di approdare a Napoli e con la bacheca personale piena di trofei conquistati con la Universidad de Chile. Al terzo posto Paulo Henrique Ganso, autore di un’annata non eccezionale dal punto di vista personale, ma capace di raccogliere 33 preferenze.

Premiati, dunque, gli uomini simbolo dei club più vincenti del 2011. Il Santos di Neymar e Ganso ha conquistato il titolo paulista e, soprattutto, la Copa Libertadores, squagliandosi però di fronte al super-Barcellona nel Mondiale per club di Yokohama. La U di Vargas ha completato un’annata memorabile nella notte tra giovedì e ieri, battendo per 3-0 il Cobreloa e aggiungendo il titolo di Clausura cileno all’Apertura e alla Copa Sudamericana.

Nonostante l’incetta di trofei, non è però Jorge Sampaoli l’allenatore dell’anno secondo i giornalisti sudamericani: il tecnico argentino è stato superato nelle preferenze dal Maestro Oscar Tabarez, che ha riportato la Copa America in Uruguay dopo 16 anni. Per quanto riguarda il miglior sudamericano d’Europa, Leo Messi ha ovviamente raccolto consensi unanimi, mentre Pep Guardiola è stato eletto il miglior allenatore del nostro continente.

Una piccola medaglia per un grande sogno: Perù e Venezuela si giocano il bronzo

Siamo alle ultime battute della Copa América 2011, edizione in cui non sono certo mancate le sorprese: le due più belle si giocheranno questa sera il terzo posto, antipasto della finalissima in programma domani. Perù e Venezuela arrivano a questa partita già ampiamente soddisfatte e senza nulla più da chiedere: sarà una grande partita.

 

Se qualcuno ha avuto l’ardire di scommettere su una tra Perù e Venezuela nelle prime quattro del torneo, oggi si ritroverà sicuramente una discreta somma tra le mani: queste due nazionali dovevano infatti recitare la parte delle cenerentole in un torneo dove tutti si aspettavano grandi cose dalle nazionali di Argentina e Brasile, imbottite di fenomeni. Quando però le due big hanno deluso, sepolte probabilmente più dall’enorme pressione del pubblico e dei media che da proprie incapacità, sono uscite queste due selezioni piccole, arrivate in punta di piedi a giocarsi addirittura l’accesso alla finale: alla fine la Copa América se la giocheranno Uruguay e Paraguay, ma anche avere la possibilità di arrivare al terzo posto è un traguardo importantissimo. Calcio d’inizio alle 21 ora italiana (diretta Sky), arbitra Wilmar Roldán.

SFORTUNA…Costa Rica e baby-Messico a parte, alla vigilia Perù e Venezuela erano date come le due formazioni meno competitive in gara. In effetti, erano proprio le quattro selezioni appena menzionate quelle destinate, sulla carta, a lasciare la coppa già alla fase a gironi, con Ecuador e Bolivia date un poco più papabili per l’accesso ai quarti. Il “declassamento” del Perù è in realtà recente: è stato proprio nel ritiro pre-Copa che la Blanquirroja ha perso i suoi due elementi migliori, Claudio Pizarro e Jefferson Farfán, con Juan Manuel Vargas in dubbio sino all’ultimissimo istante sempre per un problema fisico. Con due stelle e mezzo in meno, ai peruviani restava solo Paolo Guerrero: proprio l’attaccante in forza all’Amburgo si è caricato la squadra sulle spalle, segnando i gol decisivi per la qualificazione; quando poi anche Vargas è tornato a pieno regime, per la squadra di Markarián ha iniziato a filare tutto liscio come l’olio, consentendo di raggiungere addirittura le semifinali eliminando una delle favorite, la Colombia.

…E TRIPLA SFORTUNA – La storia del Venezuela ha invece origine in un radicato luogo comune, che vuole la Vinotinto nazionale-materasso del continente, come e più della Bolivia: del resto solo dalla parti di Caracas il calcio non è lo sport più popolare, ampiamente superato dal baseball. Tuttavia negli ultimi anni il movimento calcistico del paese settentrionale è notevolmente cresciuto, portando alla storica qualificazione ai quarti di finale nel 2007 e all’emergere di diversi talenti interessanti. I tempi non sembravano ancora maturi per l’exploit, ma una combinazione di situazioni favorevoli ha alla fine portato tra le prime quattro anche i venezuelani, che tra l’altro avrebbero ampiamente meritato la vittoria nella semifinale contro il Paraguay ma sono stati fermati per ben tre volte dal palo, pagando poi dazio ai rigori.

COSA C’È IN GIOCO? – Nonostante le due selezioni possano ampiamente dirsi soddisfatte di quanto messo in mostra finora, prestazioni che hanno fatto ricredere tutto il mondo calcistico, sia Venezuela che Perù vogliono fortemente questo terzo posto. Chi ne ha forse più bisogno è la nazionale peruviana, movimento calcistico un tempo importante che però negli ultimi anni è precipitato nelle gerarchie sudamericane, chiudendo addirittura all’ultimo posto le qualificazioni per i Mondiali dello scorso anno: riuscire a tornare sul podio potrebbe davvero essere il punto di rinascita per il calcio andino, che ha una necessità quasi disperata di risultati per non perdere affezionati in patria. Al contrario il Venezuela ha solo da guadagnare: ormai l’impresa è stata compiuta, e vincere la finalina servirebbe soprattutto per dare ulteriore visibilità al calcio in patria, per cercare di strappare magari qualche atleta (e qualche fetta di finanziamenti statali) al baseball, per crescere ulteriormente nei prossimi anni e – perché no – tentare di ottenere la prima qualificazione ai mondiali.

GIOCO SERIO… OPPURE NO? – La partita ha quindi una sua importanza in ogni caso, si direbbe: e il CT peruviano Sergio Markarián ci tiene a ribadirlo in conferenza stampa. Però lo stesso allenatore uruguagio in qualche modo si tradisce, annunciando che in questa gara sarà dato ampio spazio a chi ha giocato meno: «questa partita per noi sarà seria» ha detto «perché non sarebbe dignitoso regalare la partita. Il terzo posto ci interessa: farò comunque molti cambi, perché voglio provare delle cose in vista delle qualificazioni ai prossimi Mondiali». Il mister non ha però voluto dare la sua formazione, in cui comunque mancherà sicuramente lo squalificato Vargas.

NO COMMENTMarkarián ha tenuto una lunga conferenza stampa prima dell’incontro, mentre Farias al contrario non si è fatto vedere: segno che il giovane CT (39 anni appena) sta lavorando molto su questo incontro, e sta probabilmente anche valutando se lanciare ancora i titolari o imitare il suo collega e provare qualche soluzione nuova. Un’assenza è comunque sicura: Grenddy Perozo, difensore, ha riportato un infortunio al piede sinistro contro il Paraguay e non è disponibile; probabile il forfait anche di Arango, non al meglio. Rientrerà invece Tomás Rincón, dopo la squalifica che gli aveva fatto saltare la semifinale.

 

PROBABILI FORMAZIONI

PERÙ (4-4-2): Fernández; Revoredo, Acasiete, Rodríguez, Vílchez; Advíncula, Ballón, Cruzado, Yotún; Chiroque, Guerrero. CT: Markarián.

VENEZUELA (4-4-2): Vega; Rosales, Rey, Vizcarrondo, Cíchero; Arango (Di Giorgi), Rincón, Lucena, González; Maldonado (Rondón), Fedor. CT: Farias

ARBITRO: Wilmar Roldán (COL)