Copa América 2015 – L’ Argentina esagera, 6 reti al Paraguay. Adesso la finalissima contro il Cile!

Goleada spietata degli argentini contro un Paraguay generoso, ma troppo fragile in difesa. L’ Albiceleste sfodera tutto il suo potenziale offensivo e, trascinata da un Messi in versione assist-man, va in goal con Rojo, Pastore e Di Maria (doppietta) chiudendo la pratica già al 53′ e arrotondando nel finale con Aguero e Higuain. Soltanto illusoria stavolta la zampata di Barrios per i Guaranìes, che aveva ridato speranza prima dell’ intervallo. La squadra di Gerardo Martino va così in finale contro il Cile e sabato sera conosceremo finalmente chi sarà Campione del Sud America. Il 6 a 1 è comunque un’ importante iniezione di fiducia in ottica del big match contro i padroni di casa.

Argentina in finale

Argentina in finale

Nell’ Argentina l’ unica novità è rappresentata da Demichelis al posto dell’ indisponibile Garay, mentre il Paraguay è molto sfortunato e alla mezzora perderà ben due calciatori per infortunio, ovvero Derlis Gonzalez e Santa Cruz, che verranno rimpiazzati da Bobadilla e Barrios. L’ inizio della sfida è pressoché identico a quello visto durante i gironi: Argentina che attacca in velocità, Paraguay che annaspa e prova (inutilmente) a reggere l’ urto. Al 15′ l’ equilibrio già si spezza, quando su un calcio di punizione di Messi in area, è Rojo è il più lesto di tutti a girarsi e insaccare l’ 1 a 0; al 27′ ancora la Pulga trova un varco in profondità per Pastore, che fugge ad Aguilar ed in diagonale batte ancora Justo Villar per il raddoppio. I paraguayani però non si arrendono e al 43′ approfittano di una disattenzione difensiva alquanto dilettantistica da parte degli argentini; Rojo spazza via un pallone, irrompe Bruno Valdez che anticipa di testa Pastore e innesca Lucas Barrios, lasciato completamente solo da una voragine difensiva: il nuovo attaccante del Palmeiras controlla e dal limite lascia partire un tiro potente ed imprendibile, 1 a 2. L’ Albirroja si gasa e prima di rientrare negli spogliatoi è Bobadilla a calciare alta una buona opportunità. Si va a riposo, ma quanta paura per l’ Argentina. Appena rientrati in campo però i paraguayani si sbilanciano eccessivamente e vengono puniti in contropiede, con Pastore che imbecca Di Maria sulla sinistra e il Fideo fulmina con il mancino Justo Villar. Pochi minuti dopo (53′) uno splendido assolo di Messi, che semina tre avversari facendoli anche scontrare tra loro, propizia il 4 a 1 ancora di Di Maria, chiudendo di fatto la contesa. C’ è ancora tanto da giocare, ma ormai la situazione sembra irrecuperabile per i paraguagi di mister Ramon Diaz, che provano a risvegliarsi nuovamente ma non riescono ad accorciare le distanze. Ed è così che l’ Argentina tra l’ 80′ e l’ 83′ dilaga, quando in campo sono entrati anche Banega, Gago e Higuain: prima segna Aguero di testa su cross di Di Maria, poi proprio il Pipita chiude i conti finalizzando un suggerimento da terra di Messi. La festa è completata. Il Paraguay (giocherà contro il Perù per il 3° posto) esce comunque tra gli applausi, consapevole di aver fatto il massimo e anche di più, mentre per l’ Argentina arriva finalmente l’ opportunità di tornare a sollevare un trofeo dopo 22 anni. Sarà una bellissima finale, sperando in un arbitraggio imparziale.

IL TABELLINO DI ARGENTINA-PARAGUAY 6-1

Estadio – Municipal de Concepcion, Cile

ARGENTINA (4-3-3): Romero; Zabaleta, Otamendi, Demichelis, Rojo; Pastore (73′ Banega), Mascherano (76′ Gago), Biglia; Messi, Aguero (81′ Higuain), Di Maria. A disp.: Roncaglia, Pereyra, Guzman, Casco, Tevez, Lamela, Lavezzi, Marchesin. DT: Martino

PARAGUAY (4-4-2): Villar, Valdez, Aguilar, Da Silva, Piris; Caceres, Ortiz; Gonzalez (26′ Bobadilla), Caceres, Ortiz, Benitez; Haedo Valdez (56′ O. Romero), Santa Cruz (30′ Barrios). A disp.: Caceres, Samudo, Silva, Molinas, Martinez, Balbuena, Ortigoza, Aranda, A. Aguilar. DT: Diaz.

Arbitro: Sandro Ricci (BRA)
Marcatori: 15′ Rojo, 27′ Pastore (A), 43′ Barrios (P), 46′ e 53′ Di Maria, 81′ Aguero, 83′ Higuain (A)
Ammoniti: Rojo, Biglia (A); Caceres, Da Silva, Ortiz (P)

Copa America 2015: Paraguay in semifinale, eliminato il Brasile ai calci di rigore.

Termina ai quarti la corsa del Brasile in questa Copa America, la squadra di Dunga che non ha mai convinto pienamente viene eliminata ai calci di rigore ( i 90′ regolamentari sono terminati 1 a 1 ) da un Paraguay messo in campo benissimo da Ramon Diaz e capace di aspettare il momento giusto per far male alla Selecao, senza scoprirsi e senza concedere quasi nulla. Tempi duri per Dunga e per tutta la selezione brasiliana, che hanno deluso sia dal punto di vista dei risultati, che da quello del gioco.

La partita non è stata di certo spettacolare, e a parte le due reti è successo poco altro, complice anche un Brasile che come detto anche prima, dal punto di vista del gioco e della qualità ha lasciato parecchio a desiderare. A partire forte comunque sono gli uomini di Dunga, che con Coutinho, impensieriscono la porta difesa da Villar con un tiro dalla distanza deviato in angolo dall’ estremo difensore paraguayo. Pochi minuti più tardi al 14′ arriva il gol del Brasile: azione centrale di Elias con palla scaricata a destra per l’ accorrente Dani Alves, che crossa al centro dell’ area rasoterra e consente a Robinho di segnare il gol del vantaggio anticipando un distratto Aranda. Subito dopo il gol si vede tutto il carattere della nazionale di Ramon Diaz, che anzichè perdere la testa e riversarsi in avanti, continua a stare compatta, aspettando il momento giusto per colpire, consapevole che questo Brasile qualcosa  concederà sicuramente. Nella prima frazione di gioco non succede più granchè e così si va negli spogliatoi con il Brasile avanti per 1 a 0. Nella ripresa la prima occasione e per la Albirroja, che al 60′ dagli sviluppi di un calcio d’ angolo per poco non trova il gol del pari con un colpo di testa di Da Silva.  Nove minuti più  tardi però gli uomini di Ramon Diaz trovano il gol del pari: cross dalla destra di Derlis Gonzales e pazzesca ingenuità di Thiago Silva, che per anticipare Roque Santa Cruz tocca goffamente il pallone con la mano, per l’ arbitro non ci sono dubbi e viene decretato il tiro dagli undici metri del quale se ne incarica Derlis Gonzales, che realizza portando il risultato in parità.  Da qui al 90′ non succede quasi nullla, tranne un tiro di Coutinho al minuto 81′ che viene respinto da Villar senza troppi affanni. Si arriva alla fine sempre sul risultato di 1 a 1 e così è la lotteria dei rigori a decidere chi passerà (proprio quello a cui puntava Ramon Diaz). Sul dichetto per i brasiliani sono fatali gli errori di Everton Ribeiro(rigore inguardabile) e di Douglas Costa, il Paraguay ne sbaglia uno con Santa Cruz, ma non con il solito Derlis Gonzales, che non sbaglia il rigore decisivo e porta la sua nazionale in semifinale. Non male per un ragazzino di soli vent’ anni, che ha davanti a se ampi margini di miglioramento. Colpo durissimo per un Brasile, che però non è mai apparso in grado di poter dire davvero la sua in questa Copa. Forse una delle peggiori nazionali brasiliane degli ultimi 20 anni. Ad affrontare l’ Argentina di Messi ci va dunque il Paraguay, che siamo sicuri darà filo da torcere al Tata Martino e alla sua nazionale. Incredibile e tragica invece la notizia che è arrivata pochi minuti dopo il fischio finale e che ha come protagonista sempre il talentino del Basilea Gonzales: lo zio Manuel è morto dopo essere stato colto da un infarto subito dopo il fischio finale, l’ uomo 44 anni non ha retto all’ emozione del vedere il nipote segnare il rigore decisivo.

 

IL TABELLINO DI BRASILE-PARAGUAY 4-5 d.c.r. (1-1)

BRASILE (4-2-3-1) – Jefferson; Dani Alves, Miranda, Thiago Silva, Filipe Luís; Fernandinho, Elías; Willian (dal 60′ Costa), Coutinho, Robinho (dall’87’ Ribeiro), Firmino (al 69′ D. Tardelli). A disp.: Marquinhos, Casemiro, Geferson, Fred, Fabinho, Grohe, David Luiz, Neto. All.: Dunga.

PARAGUAY (4-4-1-1) – Villar; B. Valdez, da Silva, Aguilar, Piris; D. González, V. Cáceres, Aranda (dal 77′ O. Martínez), Benítez (dall’84’ Romero); N. Valdez (dal 74′ Bobadilla); Santa Cruz. A disp.: P. Aguilar, Balbuena, Barrios, M. Cáceres, Molinas, Ortigoza, Ortiz, Samudio, Silva. All.: Díaz.

Sequenza calci di rigore:
Fernandinho (B): GOL 2-1
O. Martínez (P): GOL, 2-2
Ribeiro (B): FUORI
V. Cáceres (P): GOL 2-3
Miranda (B): GOL 3-3
Bobadilla (P): GOL 3-4
Costa (B): FUORI
Santa Cruz (P): FUORI!
Coutinho (B): GOL 4-4
D. González (P): GOL! 4-5

Arbitro: Cunha (URU).
Marcatori: 15′ Robinho (B), 71′ rig. González (P)
Ammoniti: B. Valdez (P), Aguilar (P), Dani Alves (B), Coutinho (B), O. Martínez (P)

Copa America 2015: Argentina qualificata con il minimo sforzo, avanti anche Paraguay e Uruguay

Concluso nella notte il gruppo B, quello che probabilmente ha regalato meno sorprese e divertimento. La Giamaica termina a 0 punti la sua Copa America, consapevole però di aver retto bene l’ urto offensivo delle avversarie e anche ieri sera ha dato filo da torcere all’ Argentina, capace di vincere solo per 1 a 0 grazie alla rete siglata da Higuain. La Seleccion si prende il primo posto, mentre Paraguay e Uruguay passano rispettivamente come seconda e terza dopo l’ 1 a 1 di ieri sera.

Uruguay – Paraguay 1 – 1 ( J. Gimenez 29′, L. Barrios 44′) – Un punto per uno non fa male a nessuno, anche se per l’ Uruguay il terzo posto significa incontrare i padroni di casa del Cile. La gara viene decida nei primi ’45 minuti, da due calci piazzati: vantaggio della Celeste con il giovane Gimenez su traiettoria calciata da Carlos Sanchez, pareggio al 44′ del solito Barrios su battuta di Benitez. Nel secondo tempo entrambe le squadre creano delle buone occasioni per vincere la partita, ma gli errori clamorosi di Stuani da una parte e Derlis Gonzales dall’ altra lasciano invariato il risultato. Ottima performance finora del Paraguay, che termina il girone imbattuto e si candida come possibile sorpresa nei quarti di finale, al contrario l’ Uruguay ha funzionato ad intermittenza, mostrando alcuni limiti a livello tecnico, vedremo se gli uomini di Tabarez avranno la forza di arginare la furia Roja. 

URUGUAY (4-3-3): Muslera; Maxi Pereira, Coates, Gimenez, Alvaro Pereira; Gonzalez, Arevalo Rios, Carlos Sanchez (21’st Cristian Rodriguez); Rolan, Cavani, Abel Hernandez. All.: Tabarez

PARAGUAY (4-2-3-1): Villar; Marcos Cáceres, Bruno Valdez, da Silva, Piris; Ortigoza (18’st Ortiz), Molinas; Benitez, Haedo Valdez, Bobadilla (21’st Gonzalez); Barrios (25’st Santa Cruz).All.: Ramon Diaz

ARBITRO: Roberto García Orozco (Messico)

MARCATORI: 26’pt Gimenez (U), 44’pt Barrios (P)

NOTE: ammoniti Abel Hernandez, Coates, Alvaro Pereira (U) e Ortigoza, Ortiz e Molinas (P)

 

Argentina – Giamaica 1 – 0 (Higuain 11′) – Vittoria di misura e senza troppo spettacolo per l’ Argentina del Tata Martino, che si qualifica come prima nel girone pur senza entusiasmare più di tanto nel giorno della 100° partita di Leo Messi con la sua nazionale. Sfida che viene decisa già all’ 11′ da un’ acuto di Gonzalo Higuain, bravo a smarcarsi in area su assist di Di Maria e mettere la palla nell’ angolino dopo essersi girato tra i difensori giamaicani. L’ Argentina per tutto il resto del primo tempo mette sotto gli avversari, colpendo una traversa con un pallonetto ancora di Higuain e infrangendosi contro il portiere avversario Miller capace di neutralizzare più volte gli attacchi argentini con ottime parate. Nella ripresa ci si attende un’ Albiceleste vogliosa di aumentare il passivo, ma invece l’ atteggiamento di Messi e compagni è piuttosto svagato e nonostante un’ altra traversa colpita da Di Maria (clamoroso errore di valutazione di Miller, che pensava che il tiro fosse destinato fuori) e un pallonetto di Messi il risultato non cambia ed anzi nei minuti finali i Reggae Boyz per poco non sfiorano il pareggio in un paio di mischie pericolose, mettendo i brividi ai sudamericani.

ARGENTINA (4-3-3): Romero; Zabaleta, Garay, Demichelis, Rojo; Biglia, Mascherano, Pastore (59′ Pereyra); Di Maria, Higuain (72′ Tevez), Messi (84′ Lamela). A disp.: Guzman, Andujar, Casco, Roncaglia, Banega, Gago, Otamendi, Aguero, Lavezzi. All.: Martino

GIAMAICA (4-2-3-1): Thomson; Hector (72′ Dawkins), Morgan, Lawrence, Mariappa; Austin, McAnuff, McCleary, Watson, Laing (72′ Taylor); Brown (79′ Barnes). A disp.: Kerr, Miller, Gordon, Gray, Taylor, Grant, Dawkins, Barnes, Mattocks, Parkes, Ottey, Williams. All.: Schafer

Arbitro: Bascuñán (CHI)
Marcatori: 11′ Higuain (A)
Ammoniti: Watson, Hector (G), Zabaleta (A)

Copa America, Gruppo B: all’Argentina basta un gol, Paraguay i quarti ad un passo!

Sergio Aguero

Questo secondo turno di Copa America, un pò per tutte le squadre che compongono il gruppo B, doveva essere la svolta, la partita del riscatto. L’Argentina doveva rispondere alle critiche dopo il deludente pareggio con il Paraguay di pochi giorni fa, ma davanti a sè si ritrovava la squadra charrúa per eccellenza, l’Uruguay. La Celeste, detentrice del titolo, a sua volta, veniva da uno striminzito 1-0 contro la Jamaica e doveva assolutamente uscire dal campo con almeno un punto. Quello che ne è uscito invece, pur rispettando i pronostici, ha lasciato un pò di amaro in bocca a tutte le squadre di questo girone. L’Argentina è passata si sull’Uruguay, ma confermando lo stesso problema di finalizzazione visto in tutte le altre partite. Difatti nel finale ha rischiato addirittura di pareggiare. Il Paraguay, invece, puro avendo sempre la partita in pugno, si accontenta di un’unica rete, per di più realizzata in modo roccambolesco, per conquistare i tre punti.

 

Paraguay – Jamaica  – 1– 0: La Albirroja, si impone in casa contro la squadra del caribe con il minimo sforzo e si proietta sempre piu verso il secondo turno. Apprezzabile l’impegno della Jamaica che, sia al primo turno che in questo match riesce nell’impresa di limitare i danni ed evitare un passivo ben piu sgradevole. Tuttavia, le distanze in campo tra le due formazioni sono evidenti. Dopo appena mezz’ora, quando in campo gioca solo il Paraguay che sfiora il gol in almeno tre occasioni, è un’uscita temeraria di Kerr di testa a trasformarsi in un goffo assist servito sui piedi Benitez. La conseguente ribattuta in rete regala il gol del vantaggio al Paraguay. Nel seguito è sempre la squadra di Diaz a creare occasioni. Prima ad Aguilar viene annullato un gol per fuorigioco e poco piu tardi Samudio, grazie ad un pregevole uno-due con Bobadilla piazza un sinistro che si stampa all’incrocio dei pali. Finalmente sul finale arriva un tiro pericoloso McCleary, di poco a lato. Troppo poco per los Reggae Boyz.

Paraguay: Silva, Valdez, P. Aguilar, Da Silva, Samudio (Piris 77′), Gonzalez, Ortigoza, V. Caceres, Benitez (Molinas 86′), Santa Cruz, Bobadilla (Valdez 75′). All. Ramon Diaz

Jamaica: Kerr; Mariappa, Hector, Morgan, Lawrence; Austin, Watson (Laing 57′), McCleary; Barnes (Brown 62′), Dawkins (Mattocks 76′), McAnuff. All. Winnie Schaefer

Marcatori: 36′ Edgar Benitez (P).

Arbitro: Carlos Vera (Ecuador)

 

Argentina – Uruguay  – 1 – 0: Allo stadio La Portada de La Serena la Albiceleste affronta i campioni in carica della Copa in un match che entrambi vogliono vincere. Partita nervosa fin dall’inizio, tanto che el Tata, dopo appena mezz’ora viene fatto accomodare in tribuna per una protesta un po troppo irruenta nei confronti dell’arbitro per una mancata espulsione di Nicolas Lodeiro. L’Argentina ha sicuramente la maggior parte occasioni, ma anche la suqadra di Tabarez ha le sue 4-5 palle gol. Tra le sue fila spicca di sicuro la prestazione di Rolan. La prima occasione del match è di Angel di Maria, ma il tiro è ben amministrato da Muslera. Al 36′ ci prova Aguero di testa, ma l’estremo difensore riesce di nuovo a deviare. Poi finalmente al 56′, una magia di Pastore libera Zabaleta, cross in mezzo e il Kun di testa infila Muslera. La Celeste si innervosisce, gli animi di entrambe le formazioni si infiammano e lo spettacolo cala. Rolan va vicino al pareggio nel finale ma manca incredibilmente una ribattuta  “in the box” con portiere ormai battuto. La squadra del maestro adesso dovrà giocarsi il tutto per tutto contro gli uomini di Diaz, in un match da dentro o fuori.

 

Argentina: Romero; Zabaleta, Garay, Otamendi, Rojo; Biglia, Mascherano, Messi, Pastore (Banega 79′), Di María (Pereyra 89′), Agüero (Tévez 82′). All. Gerardo Martino

Uruguay: Muslera; Maxi Pereira, Giménez de Vargas, Godín, Pereira; González, Arévalo Rios, Rolan, Lodeiro (Hernández 69′), Rodríguez (Sánchez 64′); Cavani. All. Oscar Tabarez

Marcatori: 56′ Sergio Aguero (A).

Arbitro: Sandro Meira Ricci (Brasile).

 

 

Copa América, Gruppo B – Uruguay, ci pensa El Cebolla con la Giamaica. Male l’ Argentina, raggiunta dal paraguayano Lucas Barrios sul 2 a 2

Eccole le prime sorprese di questa Copa América 2015, il gruppo B ci regala subito emozioni impreviste. L’ Uruguay vince, ma stenta notevolmente a perforare la difesa dell’ organizzata Giamaica, sudando le proverbiali sette camicie fino al goal-liberazione del redivivo Cristian Rodriguez, che permette alla Celeste di balzare già solitaria in vetta; e l’ Argentina? All’ Albiceleste sembrava andare tutto secondo copione contro il Paraguay, avanti 2 a 0 a fine primo tempo con reti di Aguero e Messi, ma nella ripresa l’ orgoglio smisurato dell’ Albirroja è venuto fuori, con Haedo Valdes e Lucas Barrios (al 90′) che firmano il 2 a 2 finale approfittando degli svarioni della difesa argentina. Le prossime due sfide saranno Paraguay-Giamaica e Uruguay-Argentina, vedremo se ci riserveranno altri risultati sbalorditivi.

Gimenez e Rodriguez confezionano il goal uruguagio

Gimenez e Rodriguez confezionano il goal uruguagio

Uruguay-Giamaica 1-0 – A meritarsi gli applausi a fine partita sono i caraibici, che nonostante escano sconfitti di misura, compiono l’ impresa di imbavagliare un brutto e lento Uruguay. La Celeste fa davvero pochissimo per meritarsi la vittoria, mostrandosi fragile dietro e sterile in attacco, con un Cavani spesso spalle alla porta e poco servito; ha funzionato bene invece lo schema tattico del tecnico della Giamaica Winfried Schafer, il tedesco ha sapientemente preparato i suoi ragazzi che hanno messo in campo una difesa concentrata senza però rinunciare a rendersi pericolosi davanti. I primi 35 minuti fanno venire il sonno agli spettatori dell’ Estadio Regional di Antofagasta, l’ Uruguay ha le idee confuse e pecca nella costruzione della manovra, così i giamaicani possono chiudersi con tranquillità e affidarsi al contropiede. Al 37′ ci prova El Cebolla Rodriguez a scaldare la situazione, con un sinistro angolato dal limite che viene bloccato da Kerr in due tempi; appena due minuti dopo però la grande occasione capita proprio ai Reggae Boyz, con la stella Mattock che scatta in profondità su un lancio lungo e si infila tra i distratti centrali uruguagi, ma a tu per tu con Muslera calcia centrale e debolmente sprecando una chance irripetibile. L’ ultimo brivido prima dell’ intervallo lo regala Edinson Cavani, ma la sua girata su sponda di Rodriguez esce a lato. La sensazione è che all’ Uruguay serva un episodio per sbloccare la gara e avere la meglio di un avversario arcigno e attentissimo in marcatura, così ad inizio ripresa su palla inattiva i campioni in carica trovano l’ acuto decisivo. Il centrocampista del Boca Nicolas Lodeiro pennella il pallone in area per la testa di Josema Gimenez che fa da sponda per il sinistro ravvicinato del Cebolla, che trafigge l’ incolpevole Kerr. Era destino che proprio l’ ex Parma e Gremio, tra i più intraprendenti dell’ Uruguay, firmasse il goal della vittoria: un modo di ringraziare Oscar Tabarez, che ha creduto nel recupero fisico di Rodriguez e lo ha voluto fortemente portare in Cile. A dispetto del vantaggio, non è che l’ Uruguay cambi molto il proprio atteggiamento, tenendo il ritmo basso e attaccando di rado; i giamaicani ne approfittano e tentano fino al 90′ di pareggiare con un colpo di testa di Barnes, una punizione di Lawrence messa in angolo da Muslera e un tentativo del neo-entrato Brown. Prima del triplice fischio di José Argote, c’è tempo soltanto per un’ opportunità  clamorosamente sciupata da Stuani, entrato per l’ appannato Carlos Sanchez, che da due passi mette alto su invito di Rolan. L’ Uruguay può esultare per i tre punti, ma il gioco ha alquanto latitato.

Estadio: Regional Calvo Bascuñán di Antofagasta

Arbitro: José Argote (Venezuela) Assistenti: Jorge Orrego e Jairo Romero (Venezuela)

Uruguay (4-4-2): Fernando Muslera, Maximiliano Pereira, José María Giménez, Diego Godín, Alvaro Pereira; Carlos Sánchez (73′ Christian Stuani), Egidio Arévalo Ríos, Nicolás Lodeiro (85′ Alvaro González), Cristian Rodríguez (63′ Giorgian De Arrascaeta); Diego Rolán, Edinson Cavani. Director Técnico: Oscar Tabárez

Jamaica (4-4-2):  Duwayne  Kerr, James Hector, Wes Morgan, Kemar Lawrence, Adrian Mariappa; Rodolph Austin, Joel Mc Anuff, Garath Mc Cleary, Simon Dawkins (53′ Lorenzo Laing); Giles Barnes, Darren Mattocks (74′ DeShorn Brown). Director Técnico: Winfried Schäfer

Marcatori: 51′ Cristian Rodríguez (U)

Ammoniti: 31′ Joel Mc Anuff (J), 58′ José María Giménez (U), 83′ Diego Godín (U)

Lucas Barrios punisce l' Argentina

Lucas Barrios punisce l’ Argentina

ARGENTINA-PARAGUAY 2-2 – E’ stata a tratti spettacolare la partita disputata tra Argentina e Paraguay all’ Estadio La Portada di La Serena, indubbiamente la più divertente a cui abbiamo assistito fino ad ora. In particolare i secondi 45 minuti sono stati palpitanti e giocati con grande intensità, con capovolgimenti continui di fronte e svariate occasioni da ambo le parti. Questo dopo un primo tempo dominato dall’ Albiceleste, che dava l’ idea di poter sfociare in una goleada per la mole di gioco espresso e il possesso palla schiacciante nei confronti di un avversario in netta difficoltà. Invece l’ improvvisa fierezza e voglia di rivalsa dei paraguayani ha colto impreparati gli argentini, che una volta messi sotto assedio nella ripresa, hanno evidenziato una difesa disastrosa e sono capitolati due volte, complici anche alcune scelte di Gerardo Martino piuttosto discutibili. Un’ Argentina dai due volti insomma, capace di far innamorare gli amanti del calcio quando attacca, ma sfilacciata e lacunosa quando c’è da proteggere il risultato. La prima parte vede Messi, Aguero e compagnia bella in forma straripante, il Paraguay si “arrabatta” come può, ma non ha la forza per contenere le sfuriate dei ragazzi di Tata Martino. Dopo i tentativi iniziali di Di Maria, direttamente da corner, e Messi, che sfiora con una deviazione il palo della porta di Antony Silva, è un retropassaggio da suicidio di Samudio ad innescare Aguero, che anticipa il portiere e insacca a porta vuota l’ 1 a 0. Un errore imperdonabile a questi livelli quello del terzino Samudio, puntualmente sfruttato dal Kun. Dopo 7 minuti la pratica sembra chiusa, infatti al 36′ Di Maria si incunea nella cagionevole retroguardia paraguagia e viene steso da Aguilar: per Wilmar Roldan è rigore e Messi fa il suo dovere realizzando la 46a rete in Nazionale. La Pulga si muove su tutto il fronte, alla ricerca della doppietta e facendo dannare i difensori biancorossi; il Paraguay tira un sospiro di sollievo quando può rientrare negli spogliatoi e Ramon Diaz è costretto a ragionare su quali contromisure adottare per impensierire un’ Argentina superiore. Ebbene i suoi ragazzi stupiscono tutti, mutando completamente: d’ accordo, l’ ingresso di Derlis Gonzalez porta velocità e imprevedibilità, ma nessuno si aspettava una reazione così veemente. Tanto meno l’ Argentina, che nonostante continui a produrre molto in termini di occasioni, va immediatamente in barca se attaccata centralmente. Prima Romero salva su Santa Cruz, ma al 60′ a suonare la carica ci pensa Nelson Valdez, che sfrutta lo spazio lasciatogli e lascia partire un missile che si stampa sotto la traversa. L’ Albirroja capisce di aver a favore l’ inerzia del match e continua a lanciarsi in avanti alla ricerca del pareggio, lasciando allo stesso tempo ampi spazi alle ripartenze argentine, che però vengono vanificate da Pastore e Di Maria. Al 75′ Martino pensa bene di togliere Aguero e Pastore, per inserire contemporaneamente Tevez ed Higuain: scelte un tantino azzardate e presuntuose, visti i problemi dei suoi a limitare le folate dei paraguayani e un Roncaglia in totale blackout. Dall’ altra parte invece, quel vecchio volpone di Ramon Diaz indovina anche l’ ultimo cambio, con Lucas Barrios che entra per Santa Cruz e al 90′ segna il 2 a 2: punizione calciata nel mucchio, sponda saggia di Da Silva per l’ accorrente attaccante del Montpellier che con un sinistro secco e preciso fulmina Romero. I ragazzi arrivati da Asuncion festeggiano come avessero vinto la coppa, gli argentini delusi sono a tappeto. Non c’è più tempo per vivere altre emozioni, è un pareggio che sa di trionfo per il mai domo Paraguay, mentre ha il sapore della sconfitta per l’ Argentina, che del resto può prendersela solamente con sé stessa.

Estadio – La Portada di La Serena

Arbitro: Wilmar Roldan (Colombia)

Argentina (4-3-3): Romero; Roncaglia, Garay, Otamendi, Rojo; Banega (80’ Biglia), Mascherano, Pastore (75’ Tevez); Messi, Agüero (75’ Higuain), Di María. A disp.: Andújar, Guzmán, Casco, Demichelis, Gago, Lamela, Lavezzi, Pereyra, Zabaleta. Director Técnico: Gerardo Martino

Paraguay (4-4-2): Silva; M. Caceres, Da Silva, P. Aguilar, Samudio; Ortigoza, V. Caceres, Ortiz (45’ Gonzalez), Bobadilla (67’ Benitez); N. Valdez, Santa Cruz (79’ Barrios). A disp.: A. Aguilar, Aranda, Balbuena, Martínez, Molinas, Piris, O. Romero, B. Valdez. Director Técnico: Ramon Diaz

Marcatori: 28’ Aguero (A), 36’ Messi (A), 60’ N. Valdez (P), 90’ Barrios (P)

Ammoniti: Roncaglia, Otamendi (A); P. Aguilar, Ortiz, González, V. Cáceres, Barrios (P)

 

Copa America 2015 – Gruppo B: Argentina, Uruguay, Paraguay e Giamaica

GRUPPO B

Il gruppo B vedrà protagoniste due big come Argentina e Uruguay, il rinnovato Paraguay e la matricola Giamaica. Inutile dire quali siano le favorite per i primi due posti, ma il Paraguay può dar filo da torcere e non dovrebbe incontrare particolari difficoltà ad ottenere un piazzamento migliore rispetto ai giamaicani. I caraibici infatti, rappresentano la Cenerentola del gruppo e partecipano a questa Copa America dopo i rifiuti di Cina e Giappone, mentre i paraguayani, come obiettivo, dovranno cercare di piazzarsi quantomeno tra le migliori due delle terze dell’ intera fase a gironi. Le partite d’ esordio, in programma il 13 giugno, vedranno l’ Uruguay affrontare la Giamaica allo stadio Regional di Antofagasta, mentre l’ Argentina di Messi dovrà subito mostrare i muscoli contro il Paraguay di Ramon Diaz nella sfida in programma a La Serena all’ Estadio La Portada. Il 16 giugno con sede nelle medesime città, andrà in scena il secondo turno, dove il Paraguay dovrà battere la Giamaica e in cui si affronteranno Uruguay e Argentina nell’ affascinante Clasico di Rio de la Plata. Quattro giorni più tardi si svolgerà la 3a giornata, quella decisiva, con la Celeste, che come nella finalissima vinta nel 2011 a Baires, dovrà vedersela contro un Paraguay assetato di vendetta; impegno soft invece per l’ Argentina che all’ Estadio Sausalito di Vina del Mar dovrebbe battere senza troppi patemi la Giamaica. Sicuramente sarà un ragruppamento interessante ed equilibrato, in cui l’ Argentina avrà tutta la pressione addosso, considerata la rosa d’ estremo valore in mano al mister, ex Barca, Gerardo Martino; attenzione però all’ Uruguay, che si presenta con un organico piuttosto nuovo agli ordini del Maestro Oscar Tabarez, e come sempre rappresenterà uno scoglio complicato per gli argentini, così come il Paraguay, che ha senz’ altro qualità per poter sorprendere e qualificarsi ai quarti. Missione a dir poco ardua invece per i Reggae Boyz: l’ arma principale dei gialloneri giamaicani (100° nel ranking Fifa) sarà puntare sull’ effetto sorpresa, con la speranza che il fatto di giocare senza troppe aspettative possa rivelarsi un vantaggio per i ragazzi di Winfried Schafer. Andiamo ora a presentare le quattro Selezioni che infiammeranno il gruppo B.

Calendario Copa America 2015 gruppo B

13 giugno 2015 ore 16:00     Uruguay-Giamaica, Antofagasta
13 giugno 2015 ore 18:30     Argentina-Paraguay, La Serena
16 giugno 2015 ore 18:00     Paraguay-Giamaica, Antofagasta
16 giugno 2015 ore 20:30     Argentina-Uruguay, La Serena
20 giugno 2015 ore 16:00     Uruguay-Paraguay, La Serena
20 giugno 2015 ore 18:30     Argentina-Giamaica, Viña del Mar

 

ARGENTINA

Per l’ Albiceleste, dopo l’ amara delusione della finale persa con la Germania ai mondiali, è arrivato il momento in cui l’ imperativo è soltanto uno: vincere e portare a casa la 15a Copa America. A Gerardo Martino il compito di condurre l’ Argentina alla vittoria in questa Copa America, che manca in bacheca addirittura dal 1993. Per mettere fine ad un digiuno di trofei che dura oramai da oltre vent’ anni, la Seleccion può disporre di una squadra straordinaria soprattutto in attacco, ed è proprio questo il reparto che dovrà trascinare i compagni verso la gloria. Riflettori puntati ovviamenti su Lionel Messi, che dovrà riscattarsi dal deludente mondiale 2014 e fare con la maglia della nazionale le stesse prodezze ammirate durante l’ ultima Champions League con il Barcellona. Accanto a lui, nel tridente delle meraviglie, ci sarà spazio per Sergio Aguero, capocannoniere della Premier League, e uno tra Lavezzi e Pastore. Tuttavia a completare l’ attacco stelllare ci sono anche Tevez e Higuain, mica due qualsiasi. Niente male anche il centrocampo, in cui Mascherano dovrebbe essere affiancato da Di Maria e Biglia (o Banega), da verificare invece l’ affiatamento del pacchetto difensivo, che dispone di due grandi centrali come Garay e Otamendi e di due terzini come Zabaleta e Rojo, reduci dall’ estenuante stagione nel campionato inglese. Una squadra piena di stelle, in cui si fatica a trovare una nota stonata nell’ undici titolare, tuttavia non è la prima volta che l’ Argentina si presenta ad una rassegna così importante da favorita, con il il destino che spesso ha giocato brutti scherzi. Stavolta però non potranno esserci scuse sul cammino che porta alla finalissima di Santiago del Cile.

ROSA: PORTIERI: Nahuel Guzman (Tigers), Sergio Romero (Sampdoria), Geronimo Rulli (Real Sociedad).
DIFENSORI:
Ezequiel Garay (Zenit), Pablo Zabaleta (Manchester City), Marcos Rojo (Manchester United), Facundo Roncaglia (Genoa), Mateo Musacchio (Villarreal), Lucas Orban (Valencia), Nicolas Otamendi (Valencia).
CENTROCAMPISTI:
Javier Pastore (PSG), Angel Di Maria (Manchester United), Lucas Biglia (Lazio), Roberto Pereyra (Juventus), Ever Banega (Siviglia), Enzo Perez (Valencia), Javier Mascherano (Barcelona).
ATTACCANTI:
Ezequiel Lavezzi (PSG), Sergio Aguero (Manchester City), Gonzalo Higuaín (Napoli), Carlos Tevez (Juventus), Lionel Messi (Barcelona).

 

 

URUGUAY

La Celeste si presenta ai nastri di partenza come la detentrice del titolo, conquistato quattro anni or sono proprio in Argentina. Difficilmente gli uruguayi partono con i favori del pronostico (specialmente con l’ assenza per squalifica di Suarez), ma poi alla fine sono sempre lì a dare battaglia e a competere con le corazzate. Da ricordare come la Seleccion detenga anche il numero record di Copa America vinte in bacheca: ben 15. Stavolta però agli ordini di mister Tabarez ci saranno parecchi volti nuovi, molti infatti sono i tasselli storici che hanno salutato il gruppo, come Forlan, Diego Lugano, Abreu e Diego Perez, per questo c’è curiosità attorno ai nuoi possibili titolari dello schacchiere uruguayo. Si comincia con la difesa in cui, davanti a Muslera, il classe 95′ Jose Gimenez farà coppia con l’ altro Colchonero Diego Godin. E sarà un banco di prova niente male per il giovane centrale cresciuto nel Danubio; come terzini invece dovrebbero agire due uomini di cui Tabarez si fida molto, ovvero Maxi Pereira del Benfica e l’ ex Inter, ora in forza all’ Estudiantes, Alvaro Pereira. A centrocampo, il reparto che più difettava in quanto a qualità tecnica, dovrebbero fare la loro apparizione da titolari lo xeneize Lodeiro e l’ esterno del River Carlos Sanchez, l’ intramontabile Arevalo Rios nei panni d’ inccontrista e probabilmente il Cebolla Rodriguez, che appare ristabilito dagli ultimi acciacchi fisici che l’ hanno costretto a salutare prima il Parma e poi il Gremio. Un occhio particolare sarà puntato sul giocatore del Cruzeiro (ex Defensor Sporting) De Arrascaeta uno dei talenti che più destano interesse in questa Copa America: per lui, almeno nelle prime gare, dovrebbe esserci spazio a partita in corso, in cui sarà importante la sua abilità nel creare superiorità numerica. Il tandem d’ attacco vedrà naturalmente Edinson Cavani obbligato a segnare valanghe di gol: sarà infatti il Matador, in assenza di Suarez, a dover mostrare il carisma utile ad aiutare i compagni meno esperti; a giragli intorno sarà con tutta certezza il classe ’93 Diego Rolan: 13 centri stagionali con il Bordeaux in Ligue 1, canterano come De Arrascaeta del Defensor Sporting. Tabarez potrà inoltre contare sull’ esperienza di Stuani (12 gol in Liga con la maglia dell’ Espanyol), sul talentuoso ed incompiuto Abel Hernandez e l’ altro classe 93′ Jonathan Rodriguez, di cui si dice un gran bene e che di recente è approdato al Benfica dal Penarol. Una squadra non eccelsa, ma comunque di tutto rispetto, e dotata di quella grinta e qualità che rendono i Charruas un cliente scomodissimo per chiunque li troverà sulla propria strada.

ROSA: Portieri: Muslera (Galatasaray), Martin Silva (Vasco da Gama), Rodrigo Munoz (Libertad);
Difensori: Pereira (Benfica), Aguirregaray (Estudiantes), Gimenez (Atletico Madrid), Godin (Atletico Madrid), Coates (Sunderland), Velazquez (Getafe), Gaston Silva (Torino), Alvaro Pereira (Estudiantes), Corujo (Universidad de Chile), Fucile (Nacional);
Centrocampisti: Mayada (River Plate), Alvaro Gonzalez (Torino), Sanchez (River Plate), Arevalo (Tigre), Gargano (Napoli), Guzman Pereira (Universidad de Chile), Lodeiro (Boca Juniors), Cristian Rodriguez (Svincolato), De Arrascaeta (Cruzeiro);
Attaccanti: Rolan (Bordeaux), Jonathan Rodriguez (Benfica), Cavani (PSG), Stuani (Espanyol), Abel Hernandez (Hull City).

 

PARAGUAY 

La nazionale Albirroja è attesa a questa Copa America con il dovere di mostrare che il nuovo corso targato Ramon Diaz sarà in grado di cancellare le delusioni del recente passato. Infatti, dopo l’ ottima gestione del Tata Martino, durata fino al 2011, i successori Francisco Arce, Geraldo Pelusso e Victor Genes non sono riusciti a qualificarsi per Brasile 2014, classificandosi ultimi nel girone di qualificazione. Il 4 dicembre 2014 l’ Asociacion Paraguaya de Futbol ha eletto Ramon Diaz come nuovo timoniere. L’ ex tecnico del River Plate porta con sé un grande bagaglio d’ esperienza, arrivando alla guida della nazionale paraguaya dopo i successi ottenuti con La Banda. La formazione a disposizione di Diaz vede comunque giocatori con una discreta storia internazionale, a partire dal portiere il 37enne Justo Villar che conosce bene i campi cileni, visto che difende i pali del Colo Colo. In difesa ci sarà il terzino dell’ Udinese Ivan Piris a sinistra (o Samudio del Club America), i centrali Pablo Aguilar e Paulo da Silva, che avranno come sostituto il giovane Bruno Valdez attualmente in forza al Cerro Porteno, mentre sulla corsia destra ci sarà Balbuena che in patria al Libertad gioca come centrale, ma che Diaz potrebbe scegliere di schierare anche come terzino. Altra alternativa a Marco Caceres, anche lui abile in qualità di terzino. In mezzo al campo ci saranno due maglie a disposizione per tre contendenti: si giocheranno il posto infatti Nestor Ortigoza (San Lorenzo), Victor Caceres (Flamengo) e il giocatore del Tolouca Richard Ortiz. In attacco dovrebbe esserci Oscar Romero a cercare d’ ispirare Lucas Barrios e Raul Bobadilla, pronti in alternativa l’ immortale Roque Santa Cruz e il giovane Derlis Gonzales, reduce da una buona stagione al Basilea, condita anche da due gol in Champions League. Il cammino di amichevoli che ha portato a questa coppa non è stato un granché per i ragazzi di Ramon Diaz, si pretende un Paraguay più voglioso e concentrato.

ROSA: Portieri: Justo Villar (Colo Colo, Cile), Antony Silva (Independiente Medellín, Colombia), Alfredo Aguilar (Guaraní, Paraguay).
Difensori:
Marcos Cáceres (Newell’s Old Boys, Argentina), Paulo Da Silva (Toluca, Messico), Pablo Aguilar (América, Messico), Fabián Balbuena (Libertad, Paraguay), Bruno Valdez (Cerro Porteño, Paraguay), Iván Piris (Udinese, Italia), Miguel Samudio (América, Messico).
Centrocampisti:
Néstor Ortigoza (San Lorenzo, Argentina), Víctor Cáceres (Flamengo, Brasile), Osvaldo Martínez (América, Messico), Osmar Molinas (Libertad, Paraguay), Eduardo Aranda (Olimpia, Paraguay), Richard Ortiz (Toluca, Messico), Óscar Romero (Racing, Argentina).
Attaccanti:
Roque Santa Cruz (Cruz Azul, Messico), Nelson Haedo Valdez (Eintracht Francoforte, Germania), Raúl Bobadilla (Augsburg, Germania), Lucas Barrios (Montpellier, Francia), Edgar Benítez (Toluca, Messico), Derlis González (Basilea, Svizzera).

 

GIAMAICA

Quando pensi al ridente Paese caraibico, lo si associa spesso a Bob Marley, alle spiagge e al sole, ma in Giamaica esiste, eccome, anche una nazionale di calcio. In tanti ricordano la dignitosa apparizione ai mondiali del ’98 in Francia, ma anche recentemente i risultati in campo interazionale sono stati soddisfacenti. I Reggae Boyz hanno vinto la recente Caribbean Cup 2014 e grazie a questo trionfo parteciperanno anche alla Gold Cup in programma tra un mese. Il tecnico è un giramondo di nome Winfried Schafer, qui dal luglio 2013 dopo una serie d’ esperienze piuttosto positive tra Africa e Asia. Nonostante l’ imminente partecipazione alla Gold Cup in programma tra un mese, a differenza per esempio del Messico, il CT ha deciso di convocare i giocatori più forti, reputando la Copa America una platea fondamentale per la crescita dei suoi ragazzi. La squadra ovviamente è la più debole dell’ intera competizione, ma sarebbe esaltante poter assistere ad una Giamaica capace di mettere i bastoni tra le ruote ad Argentina e Uruguay. La formazione non presenta nomi altisonanti, ma una serie di giocatori che militano in campionati di seconda fascia, dalla Svezia alla Norvegia passando per le serie minori inglesi, fino al Canada e la stessa Giamaica. In porta ci sono i 199 centimetri di Kerr, gigante del Sarpsborg, la difesa dispone di tre elementi di rilievo e sarà decisiva nei tanti momenti in cui ci sarà da soffrire: il trio di sceriffi sarà composto da Mariappa del Crystal Palace, Wess Morgan del Leicester e il capitano Taylor del Houston Dynamo. In mediana Watson, Austin, Lawrence e Mc cleary, con Mc Anuff alle spalle della stella Mattocks (giocatore con più classe della rosa) accanto a Giles Barnes anche lui appartenente agli Houston Dynamo. Fateci divertire.

ROSA: Portieri: Ryan Andre Thompson (Pittsburgh), Duwayne Oriel Kerr (Sarpsborg), Dwayne Aubyn Miller (Syrianska)
Difensori:
Wesley Morgan (Leicester City), Jermaine Taylor (Houston Dynamo), Michael Anthony Hector (Df Reading), Daniel Stefan Gordon (Karlsruher), Adrian Joseph Mariappa (Crystal Palace), Hughan Gray (Waterhouse), Kemar Lawrence (New York Red Bulls).
Centrocampisti: Rodolph Austin (Leeds), Joel Grant (Yeovil Town), Lance Laing (Fc Edmonton), Garath McCleary (Reading), Joel McAnuff (Leyton Orient).
Attaccanti:
Allan Ottey (Mobay United), Giles Barnes (Houston Dynamo), Darren Mattocks (Vancouver), Simon Dawkins (Derby County), Deshorn Brown (Valarenga), Romeo Parkes (Isidro Metapan), Dino Williams (Mobay United).

Coppa America 2015: i convocati di Paraguay e Bolivia

Copa-America

Ramon Diaz e Mauricio Soria hanno finalmente reso note le convocazioni di Paraguay e Bolivia in vista della Copa America, ormai prossima al suo inizio. Per la manifestazione cilena il tecnico argentino ex River Plate si è affidato all’usato sicuro, con una lista di giocatori discretamente esperti che permetteranno al dt di affrontare l’esperienza senza troppe incognite. A lasciare indispettiti è soprattutto il reparto d’attacco, dove all’ultimo è stato scartato Oscar Cardozo e – a parte Derlis Gonzalez – i selezionati arrivano tutti da stagioni più o meno anonime. Della spedizione sarà anche Jonathan Fabbro, argentino ma ormai bandiera del Cerro Porteño, uno dei naturalizzati che Diaz aveva individuato al momento del suo insediamento. In attesa di convincere i vari Iturbe e Cubas.

 

Tutto (o quasi) secondo previsioni tra le fila boliviane. Il ct Mauricio Soria, insediatosi sulla panchina della Verde pochi mesi fa, ha portato in ritiro il gruppo storico con poche novità, proseguendo il lavoro dai suoi due predecessori (la Bolivia ha cambiato tre tecnici nell’ultimo anno). L’unica pecca è non essere riusciti a naturalizzare Callejon e Capdevila, stelle del Bolivar fresco campione in patria, che però potrebbero essere arruolati per la Copa Centenario del 2016. Poche novità, si diceva; una è senza dubbio l’assenza di Ramallo, punta di The Strongest che in passato aveva rappresentato una sorta di certezza per la nazionale boliviana. Tra i presenti ci sarà invece il giovanissimo Sebastian Gamarra, primavera del Milan, e già protagonista nei vari tornei sudamericani di categoria inferiore.

 

Pillole sudamericane – Il clasìco di Lima va all’Alianza, Cerro Porteño campione in Paraguay

Cerro Porteno Fans Club Cerro Porteno Asuncion. Copa Libertadores 2014. Estadio: Ciudad de Lanus Nestor Diaz Perez, Buenos Aires. PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxHUNxPOLxRUSxSWExFRAxNEDxESPxONLY Cerro Porteno supporters Club Cerro Porteno Asuncion Copa Libertadores 2014 Estadio Ciudad de Lanus Nestor Diaz Perez Buenos Aires PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxHUNxPOLxRUSxSWExFRAxNEDxESPxONLY

Cerro Porteno Fans Club Cerro Porteno Asuncion. Copa Libertadores 2014. Estadio: Ciudad de Lanus Nestor Diaz Perez, Buenos Aires. PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxHUNxPOLxRUSxSWExFRAxNEDxESPxONLY
Cerro Porteno supporters Club Cerro Porteno Asuncion Copa Libertadores 2014 Estadio Ciudad de Lanus Nestor Diaz Perez Buenos Aires PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxHUNxPOLxRUSxSWExFRAxNEDxESPxONLY

L’Alianza batte un colpo. Il terzo dell’Apertura, che però ha un sapore maggiore vista la vittoria arrivata contro l’Universitario, in un clasìco teso e bruttino, con poche occasioni da entrambe le parti. Però “los Grones” ne sfruttano una, e tanto basta alla squadra diretta dal dt “interìno” Roverano, oggi tra gli idoli dei tifosi per aver impattato subito nella realtà “aliançista“. A decidere la partita è un gol di Preciado al 60° minuto; dopo il vantaggio segnato dai locali, la U prova a reagire ma la manovra dei ragazzi di Suarez è sterile, poco pungente e – di conseguenza – inutile.

Nella giornata che paralizza Lima, la capolista Real Garcilaso perde il primo match dopo sette uscite; a condannare il gruppo guidato da Soso è il Cesar Vallejo trascinato dal solito Orejuela, che crea scompiglio nella difesa ospite e apre gli spazi dai quali nascono i gol di Chavez e Millan. La terza vittoria del Juan Aurich permette invece a “los bajopontinos” di salire al secondo posto; nel 4-0 al malcapitato Sport Huancayo il mattatore è il panamense Tejada, autore di una doppietta. Di Ramos e Vilches le altre reti. In coda vincono San Martin (3-1 sul derelitto Léon) e Ayacucho, al secondo successo del semestre grazie al 2-1 rifilato all’Alianza Atletico. Altro stop interno per il Deportivo Municipal, fermato in casa dall’ostico Sport Loreto. Pari a reti bianche tra Melgar e Sporting Cristal.

Con un perentorio 3-0 sul campo dello Sportivo San Lorenzo, il Cerro Porteño si laurea campione in Paraguay. Le reti del giovane Dominguez e di Almiron (autore di una doppietta), permettono al club del barrìo obréro di stappare le bottiglia di spumante con un turno d’anticipo, complice la seconda sconfitta consecutiva del Guaranì ormai concentrato al ritorno di Libertadores ad Avellaneda. Per il gruppo allenato da Roberto Torres è un successo meritato, frutto di un mercato molto importante e di un reparto – quello offensivo – di qualità assoluta in quale sono state abbinate le doti degli esperti Ortigoza, Almiron e Guiza alla consacrazione di giovani interessanti come Cecilio Dominguez e Sergio Diaz (in orbita Roma).

“La semana sudamericana” – Il punto su turni infrasettimanali e recuperi

Uno sguardo alle partite della settimana. Real Garcilaso protagonista in Perù, il Cerro Porteño comanda in Paraguay. San Marcos a sorpresa: sarà finale contro l’Universidad Catolica.

IMG

COMANDA IL GARCILASO – La quarta giornata di Apertura peruviano si gioca di nuovo in infrasettimanale. Il Real Garcilaso, dopo l’ottimo pareggio nel “clasìco imperiàl“, sfrutta il turno casalingo e batte il Melgar per 1-0 grazie ad un gol nel finale di Sandoval. Tre punti importanti, per la squadra di Soso, che continua la sua corsa in vetta alla classifica con 10 punti in 4 partita. Continua a fare punti il piccolo Deportivo Municipal, beffato nel recupero a Huanuco da un rigore (dubbio) trasformato da Sanchez, dopo che il “Muni” per lunghi tratti della gara aveva giocato meglio, andando in vantaggio al 53° con Sawa. Tornano a fare punti tutte le altre squadre della capitale. L’Alianza torna da Huancayo con un punto conquistato in rimonta (Albarracin risponde a Kleyr, che pochi minuti prima aveva segnato per lo Sport), mentre la U regola 2-0 l’Ayacucho grazie ad un autogol e al rigore trasformato dall’uruguagio Grossmuller. Bene Sporting e San Martin, entrambe vittoriose in rimonta su UTC e Cesar Vallejo; il Cervezero va avanti con Avila, ma il Cajamarca reagisce bene e con Rossel e Solis ribalta il parziale prima del pari – su rigore – agganciato da Blanco. All’80° Ballon trova il gol decisivo. “Los Santos” fanno propria l’intera posta nel turno del Callão con il Cesar Vallejo; è André Hohbergh il grande protagonista della partita, con una doppietta che prima apre la contesa e poi la chiude nel finale. Due successi interni negli ultimi incontri in programma: l’1-0 dello Sport Loreto al Cienciano (decide un gol di Arnaldo Cruzado) e la goleada, 5-2, dell’Union Comercio all’Alianza Atletico (doppietta per il bomber colombiano Pajoy).

VINCONO LE PRIME – Turno infrasettimanale, il 19°, anche in Paraguay, dove le prime quattro della classe non hanno problemi a portarsi a casa i relativi match, scavando un solco importante in classifica. Il Cerro Porteño rimane capolista con quattro punti sulla prima inseguitrice; sul campo del Deportivo Capiatà gli azulgrana si sbarazzano della matricola con un gol per tempo, firmati da Ortigoza – su rigore – e Beltran. Un gol di Bareiro decide invece il “clasìco” tra Nacional e Libertad, ovviamente a favore del Gumarelo. Con il Guaranì fermo causa Libertadores, va sottolineato il passo avanti dell’Olimpia che – in casa – batte 2-1 il Santanì grazie ai gol di Ovelar e Fredy Bareiro. Seconda vittoria stagionale per il fanalino di coda Sportivo San Lorenzo, corsaro 2-1 a casa del General Diaz: Mareco ed Estigarribìa aprono per gli ospiti, Baèz accorcia inutilmente nella ripresa. L’unico pari di giornata arriva da Rubio Nu – Sol De America, che impattano 1-1 ad Asuncion. In classifica il Cerro vola a più quattro sul Guaranì, che però deve recuperare la partita contro lo Sportivo Luqueño.

RECUPERI BOLIVIANI, SORPRESE IN CILE – Non c’erano particolari velleità di classifica nei due recuperi boliviani della settimana. Nel primo, lo Sport Boys Warnes batte 3-2 il San José al termine di una gara piena di colpi di scena. Avanti la squadra di Santa Cruz de la Sierra con Manrique e Farias, poi la reazione del Santo si materializza a metà ripresa quando Bustamante e Puma impattano sul 2-2. Ma, all’80°, Castillo pesca il jolly della vittoria. Nell’altro match, l’Universitario batte 2-1 lo Jorge Wilstermann: apre Zenteno, pareggia Sanchez, la decide Castro. Saranno invece San Marcos e Universidad Catolica a giocarsi l’accesso alla prossima Copa Sudamericana per il Cile; la piccola matricola di Arica ha battuto l’Union La Calera dopo il doppio pareggio per 1-1, regolandola ai calci di rigore. La U invece non ha avuto problemi ad eliminare l’O’Higgins; dopo il 2-2 dell’andata, a Santiago “los cruzados” vincono in rimonta 3-1 grazie ai gol di Gutierrez, Cordero e Rios.

Anno zero con vista Coppa America: i preconvocati del Paraguay

IMG

Servirà un gruppo unito e la massima attenzione, anche ai minimi dettagli“. La ricetta per una buona Coppa America la dà Ramon Diaz alla vigilia di un giorno importante, quello dei preconvocati del suo Paraguay. In attesa di naturalizzare qualche argentino per dare l’assalto al prossimo mondiale, “el pelado” chiama trenta giocatori al raduno in attesa di un’ulteriore scrematura.

GRUPPO STORICO E ESPERIENZA – Non è una squadra di giovanotti, questo Paraguay, che punta forte sull’esperienza del nucleo storico composto da Justo Villar, Paulo da Silva, Victor Caceres e Nestor Oritgoza in mezzo più Oscar Cardozo e Nelson Valdez là davanti. Tra gli attaccanti è presente il nome più affascinante dell’intero lotto; si tratta di Raul Bobadilla, che con la maglia dell’Augsburg si è ritagliato il suo spazio in Bundesliga e contro ogni pronostico è stato chiamato da Diaz. Nel reparto offensivo è presente anche Derlis Gonzalez, tra i prospetti più interessanti del panorama guaranì e ovviamente in orbita Benfica. Interessante l’innesto di Jonathan Fabbro, naturalizzato per l’occasione e una tra le stelle sicure di questa squadra, assieme ai due laterali Ivan Piris e Miguel Samudio.

LE ASPETTATIVE – Inserito nel Gruppo B con Argentina, Uruguay e Giamaica, il Paraguay dovrà cercare di fare più punti possibili per arrivare almeno ai quarti, anche perchè c’è un secondo posto del 2011 da onorare. In questi primi mesi Ramon Diaz si è occupato più dei problemi extra campo e non viceversa, perchè anche il settore giovanile federale aveva bisogno di un resyiling. Così il tecnico argentino ha scelto uno ad uno i suoi collaboratori e gli allenatori per ogni categoria. “O così o non firmo” disse il giorno della firma ad Asuncion: e così è stato.