Valencia- Montero: futuro bianconero?

Le ottime prestazioni della nazionale ecuadoriana al Mondiale brasiliano stanno catalizzando l’attenzione di molti uomini di mercato, che affollano le tribune ad ogni partita del torneo iridato.
La Tri, in particolare, sta mettendo sugli scudi Enner Valencia, capocannoniere dei sudamericani con 3 reti in due partite e autentico trascinatore della squadra contro l’Honduras.

Enner Valencia, 24 anni

Il centravanti classe 1989 ha lasciato l’Ecuador – e l’Emelec nello specifico – a gennaio di quest’anno, per trasferirsi in Messico, dove attualmente difende i colori del Pachuca. Inutile dire che i messicani non hanno alcuna intenzione di liberarsi dell’attaccante e, ancora una volta, hanno dimostrato buona lungimiranza nei colpi di mercato, acquisendo il cartellino del giocatore per meno di 5 milioni di euro (bonus compresi). La dirigenza dei Tuzos ha fatto sapere che nel contratto di Enner è presente una clausola molto onerosa, che dovrà essere soddisfatta da chiunque voglia acquistarlo.
In prima linea pare esserci il Newcastle di Alan Pardew, che dopo il ritorno di Remy al Queens Park Rangers per fine prestito, ha individuato in Valencia il profilo adatto per il reparto offensivo dei Magpies. Il rischio che la trattativa si trasformi in un’asta è molto alto, soprattutto se il numero 13 della Tri continuerà a stupire durante i Mondiali. La concorrenza, in questa caso, prende i nomi di Porto – da sempre attento ai gioielli d’oltreoceano -, Tottenham e Everton, in cerca del sostituto di Lukaku.

Jefferson Montero, seguito da Juve e Milan

Un altro 24enne potrebbe seguire il percorso Messico – Europa insieme a Valencia: si tratta di Jefferson Montero, brillante ala sinistra che ha esordito in nazionale a 18 anni e, finora, ha collezionato più di 40 caps.
Il laterale d’attacco, anch’egli prodotto dell’Emelec, ha già calcato i campi da calcio europei, vestendo le maglie di Villarreal, Levante e Betis, prima di approdare nel campionato messicano, nel luglio 2012, per vestire la maglia dei Monarcas Morelia.
La sua duttilità tattica (può infatti giocare su entrambe le fasce), la sua velocità e la tecnica più che discreta ne fanno un giocatore perfetto per il modulo che Antonio Conte ha in mente a partire dalla prossima stagione. La richiesta del club messicana si avvicina agli 8 milioni di euro, mentre la Juventus non vorrebbe spendere più di 5 milioni. Alla porta, anche Milan e West Ham.

Trattativa calda Robinho-Santos. Si discute sull’ingaggio.

Robinho si avvicina al Santos

Robinho si avvicina al Santos

Sta entrando nel vivo la trattativa tra Santos e Milan per Robinho. Il Peixe vuole riportare in Brasile l’attaccante, il Milan vuole cederlo per avere i soldi a disposizione per chiudere con la Fiorentina per Adem Ljajic. Proprio il Milan nelle ultime ore ha autorizzato il Santos a trattare con Robinho. Il brasiliano è disposto a ridursi l’ingaggio pur di tornare nella sua squadra del cuore, quindi non dovrebbe essere un problema trovare l’accordo. Il Santos dovrà poi discutere con il Milan per il prezzo del giocatore. I rossoneri partono da una richiesta di 10 milioni, cifra che il Santos non vuole sborsare. Possibile che si trovi un accordo tra i 7-8 milioni, magari con qualche bonus. Saranno giorni decisivi, visto che il mercato brasiliano chiude il 15 luglio. Il Santos vuole riabbracciare Robinho, e dopo averci provato a lungo, la sensazione è che questa sarà la volta buona.

Twitter @lorefanto

Vasco,il Milan fa sul serio per Dedè

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“Dedè in estate se ne andrà”.Così il nuovo tecnico del Vasco da Gama Autuori rispose ad una domanda sul futuro del difensore brasiliano. Infatti Dedè è destinato a lasciare il club di Rio per approdare in Europa, dove non mancano gli estimatori.La novità è che il Milan è pronto a mettere sul piatto 12 milioni di euro per portare in rossonero Dedè,soprannominato O Mito.Galliani lo considera l’erede di Thiago Silva,ha deciso di puntare tutto su di lui. Il Milan si era già interessato tempo fa,ma adesso è convinto di volerlo prendere a tutti i costi. Ancora non c’è una trattativa vera e propria, il Milan è molto interessato ed è pronto a fare una grande offerta, ma anche altri club tengono nel mirino Dedè,su tutti il Chelsea. Il club rossonero dovrà guardarsi intorno e cercare di anticipare la concorrenza, solo così potrà portare in Italia il difensore della Selecao.

 

Lettere dal Sud America – Redondo, il capolavoro rubato

Lettere dal Sud America, storie di campioni (e bidoni) venuti dall’altra parte del mondo – La sfortunata vicenda di Fernando Redondo, ritenuto uno dei migliori registi degli anni Novanta ma fermato da una lunghissima serie di infortuni al momento di sbarcare al Milan

 

La sua già luminosa carriera sarebbe potuta diventare leggendaria, se non fosse stata spezzata da un grave infortunio all’apice del successo: storia di Fernando Carlos Redondo, la più grande occasione persa del calcio italiano.

Quattro le stagioni di Redondo nel Milan (gazzetta.it)

Quattro le stagioni di Redondo nel Milan (gazzetta.it)

ERA STATO GIUDICATO uno dei migliori registi di sempre: elegante, astuto, sempre pronto a cogliere un movimento amico e a premiarlo con un lancio perfetto, Fernando Redondo si era affermato giovanissimo in patria, nemmeno sedicenne, debuttando con l’Argentinos Juniors di fatto pochi mesi dopo aver iniziato a praticare calcio a 11, lui nato e cresciuto nel calcio a 5. L’arrivo in Europa dalla porta di servizio, il Tenerife, 20 anni ancora da compiere ma idee chiarissime, tanto da rifiutare la convocazione ai Mondiali del 1990 per potersi laureare in economia. La storia col Real Madrid ebbe inizio nel 1994, e fu un crescendo: due Liga, due Coppe dei Campioni, un’Intercontinentale e una fama ormai planetaria. Nel 2000 chiese e ottenne di tentare l’avventura in Italia, dove aveva sempre sognato di giocare: al termine di un infinito tira e molla eccolo vestito di rossonero.

COME POSSONO MUTARE IMPROVVISAMENTE le storie di calcio: un sogno può diventare un incubo nello spazio di un istante, il tempo necessario a sentire il temuto ‘crack‘, non un rumore ma una sentenza. Accadde a 31 anni, l’apice di una carriera, appena arrivato al Milan dopo aver vissuto la sua miglior stagione: vincitore della Coppa dei Campioni con la palma di migliore del torneo, giunto in Italia dopo una trattativa degna di un romanzo; venuto per elargire a piene mani tutta la sua sapienza calcistica, a mostrare la perfezione delle sue geometrie ad un pubblico di intenditori.

NON POTÉ MAI FARLO: prima ancora dell’esordio un grave infortunio ne pregiudicò non solo la stagione, ma l’intera carriera, chiusa ufficialmente dopo quattro anni ma di fatto mai sopravvissuta a quel 19 agosto 2000. L’infortunio, tanto grave quanto misterioso, gli fece saltare a pié pari tutta la stagione 2000/2001, buona parte di quella successiva (tornato ad inizio stagione fu costretto ad operarsi di nuovo) ed infine anche del 2002/2003 (terza operazione). Deciso a non arrendersi e a giocarsi le sue carte a Milano, tanto da chiedere alla società di sospendere lo stipendio (circa cinque miliardi di lire annui) sino al rientro in campo, l’argentino riuscì finalmente a riprendere la via del campo nel 2003.

SORPRESA DOLCEAMARA – Il Tempo di Fernando era però giunto ormai al tramonto, oscurato dagli albori dell’Era di Andrea: proprio la prolungata assenza dell’atteso regista di centrocampo aveva infatti spinto Ancelotti ad arretrare la posizione del giovane Pirlo, con i risultati che tutto il mondo ha potuto apprezzare. Chiuso dall’astro nascente, non più sorretto da un fisico che, un tempo forte, ormai era stato ridotto all’impotenza dalla lunga inattività, al volante non rimase che accontentarsi dei pochi scampoli di partita rimasti: lo fece comunque con grande professionalità, riuscendo anche a regalare sprazzi degli antichi fasti, aumentando forse il rimpianto di chi avrebbe voluto, sperato di vederlo all’opera nei suoi tempi migliori. Erano troppi anche i suoi rimpianti, tanto che a fine stagione, ormai 35enne, Redondo disse basta: era giunto il tempo dell’addio, definitivo, senza troppo clamore. Non ha però smesso del tutto di giocare, partecipando di tanto in tanto a partite di beneficenza: un modo per vivere ancora una volta quelle emozioni che nel migliore dei momenti gli furono rubate.

DI QUALE INCREDIBILE STORIA staremmo parlando se la carriera di Redondo non si fosse bruscamente interrotta nel suo momento migliore? Quale altro segno avrebbe potuto lasciare nel mondo del calcio, oltre quello già indelebile lasciato con addosso la Camiseta Blanca? L’incredibile sfortuna che ha perseguitato gli ultimi anni di carriera di questo regista dai nobilissimi piedi non ce lo farà mai scoprire. Forse però è proprio qui che sta l’ultima grande magia del Principe de Madrid: in fondo, la possibilità che una vita già straordinaria potesse diventare ancor più straordinaria, è di per sé stessa… straordinaria.

Il Corinthians non si ferma più: si tratta per Pato, e si prepara l’assato a Dedè!

Dedé (Vasco da Gama)

E’ semplicemente una macchina inarrestabile il Corinthians campione del mondo in carica. Una società famelica, che nonostante la gioia di due titoli internazionali storici, non ha di certo voglia di andare in vacanza, anzi.  Secondo quanto riferisce la stampa brasiliana, i dirigenti del club paulista sarebbero già a lavoro per piazzare altri due colpi pesanti dopo l’arrivo di Renato Agusto dal Bayer Leverkusen per la mediana. Un top player per raparto l’obiettivo del club, e nel mirino due nomi piuttosto conosciuti: uno è Alexandre Pato del Milan, in difficoltà in Italia dopo un ampio numero di infortuni, l’altro sarebbe Anderson Vital da Silva, più semplicemente noto come Dedé, attualmente al Vasco da Gama. I media verdeoro non hanno dubbi: nessun offerta ufficiale del Timão per ora, ma la società di San Paolo ha già avviato un discorso col Milan per capire la possibilità di un prestito del numero 9 rossonero. Per il roccioso difensore centrale invece, la società vorrebbe far leva sulle importanti difficoltà economiche del club carioca che costringerebbero a cedere il proprio gioiello dinanzi ad un’offerta irrinunciabile.

A cura di Pasquale Cacciola (Twitter: @PimentaoBrz)

Corinthians scatenato: dopo Renato Augusto ora Pato nel mirino

Alexandre Pato

E’ scatenato il Corinthians sul fronte mercato. Dopo aver messo a segno il colpo Renato Augusto in comproprietà dal Bayer Leverkusen, il club paulista ora è pronto per l’assalto ad un talento verdeoro della Serie A: Alexandre Pato. L’idea del Timão è assicurarsi il ‘papero’ quanto meno per il 2013, in prestito, per provare a trattenerlo definitivamente nell’anno dei mondiali. Disposto anche ad un importante sforzo economico il presidente Mario Gobbi pur di mettere a segno un tal colpo. “E’ nostro sogno” ha dichiarato il dirigente del Timão Duílio Monteiro Alves direttamente dal Giappone, senza aggiungere altro. L’obiettivo del Corinthians è garantire un importante riabilitazione fisica nella struttura all’avanguardia del club e permettere all’attaccante di riottenere la nazionale con Felipe Scolari.

A cura di Pasquale Cacciola (Twitter: @PimentaoBrz)

Il Brasile tenta Robinho: offerta ufficiale di un club verdeoro al Milan

Robinho (Milan)

E’ sempre stato un suo obiettivo, e si sapeva che prima o poi avrebbe provato a riportarlo a casa: Luis Alvaro de Oliveira Ribeiro, presidente del Santos Futebol Clube, ha infatti rivelato ai microfoni brasiliani di aver fatto un’offerta al Milan per provare a riportare in bianconero il suo pupillo, Robinho. “E’ finalmente pronto per ritornare in Brasile – ha rivelato il patron – e per lui non vuol dire altro che tornare al Santos. Abbiamo inviato una richiesta scritta al suo club, c’è una differenza tra quel che il giocatore e la società rossonera vorrebbero, ma l’accordo lo si può trovare. Non sarà un compito semplicissimo, ma questa sarà una battaglia che dovrà dare i suoi risultati già al termine di questo weekend”. Secondo i media brasiliani, il Milan sarebbe disposto a liberare il fantasista verdeoro per circa 12 milioni di euro.

A cura di Pasquale Cacciola (Twitter: @PimentaoBrz)

Robinho strizza l’occhio al Brasile: “Non solo Santos, valuterei anche altre occasioni. Ma col Milan…”

Robinho (Milan, al centro)

“Sarebbe molto semplice, basterebbe un minuto per trovare un accordo e tornare in Brasile”. Così Robson de Suoza, più comunemente noto come Robinho, ai microfoni di GloboEsporte sul Santos. Il fantasista verdeoro, a cui il rientro in Brasile non dispiacerebbe affatto in ottica mondiali, non ha escluso pero’ altri club in patria: “Ho un rapporto fantastico col Santos, ma sono un professionista, e vedrei comunque ciò che sarebbe migliore per me”. Poi conclude: “Ma al momento il Milan non ha intenzione di cedermi. E io tanto meno di litigare col club che mi ha accolto e che mi ha dato un’importante possibilità. Quindi…” 

A cura di Pasquale Cacciola (Twitter: @PimentaoBrz)

Dal Brasile arrivano conferme: Felipe Anderson è del Milan

Felipe Anderson, futuro in rossonero.

In Brasile ne sono sicuri: nella prossima ‘finestra’ di mercato di gennaio, o al piu’ tardi a luglio, il 19enne del Santos Felipe Anderson si trasferira’ al Milan. Si tratta di un numero 10 che e’ uno degli ultimi ‘gioielli’ venuti fuori dal fertile vivaio dell’ex squadra di Pele’. L’interessamento dei rossoneri e’ stato confermato, ai ‘media’ brasiliani, dall’osservatore ed ex calciatore milanista Serginho. ”Andarci sarebbe un sogno”, ha commentato il ragazzo.

Nato nel 1993, Anderson è il classico centrocampista offensivo sudamericano, brevilineo e dalla giocata tagliente. Ha iniziato la sua carriera nel Coritiba, club nel quale è cresciuto a livello giovanile, per poi passare al Santos nel 2007. Ha esordito nel Brasileirao a fine 2010, mentre la sua prima rete arriva nel Paulistao 2011 contro il Noroeste. Fa parte anche del gruppo Under 20 della Seleçao, dove ha già collezionato tre gettoni.

Lettere dal Sud America – Rivaldo, lunga è la strada del presidente…

Lettere dal Sud America, storie di campioni (e bidoni) venuti dall’altra parte del mondo – Il poco emozionante passaggio in Italia di Rivaldo, fortemente voluto da Berlusconi nel 2002 e ripartito in fretta e furia dopo una sola stagione

 

A trent’anni, due soli dopo esser stato eletto il miglior giocatore al mondo, Rivaldo passò dal Barcelona al Milan per espresso desiderio del presidente rossonero Berlusconi, salvo esser sbolognato alla meglio dopo una stagione tremendamente opaca: storia della parabola calante dell’ultimo fenomeno del Secondo Millennio.

Rivaldo rimase al Milan dall’agosto 2002 al novembre 2003

L’ULTIMO FENOMENO DEL VECCHIO MILLENNIO arrivò a Milano in giorno d’estate del 2002: a volerlo era stato Silvio Berlusconi in persona, abbagliato dal talento di quel giocatore che aveva saputo conquistare l’ultimo Pallone d’Oro del ventesimo secolo, nel dicembre del 1999. Nella memoria di qualche tifoso suonò il campanello d’allarme: tra gli oggetti del desiderio presidenziale si annoveravano giocatori di tutto rispetto, ma anche bidoni colossali come Borghi – tanto per citarne uno.

LE ATTESE sull’attaccante venuto da Paulista (passando per Mogi Mirim, San Paolo, La Coruña e soprattutto Barcellona) erano enormi: il Barça aveva accettato di disfarsi del suo miglior giocatore a malincuore, decidendo di porre fine alla guerra senza quartiere tra lui e Van Gaal preferendogli quest’ultimo solo perché nel frattempo era stato possibile portarsi a casa Riquelme e Mendieta, e il Milan ne approfittò immediatamente mettendo a segno – a detta degli esperti – il miglior colpo del calciomercato europeo, anche perché nel frattempo era arrivata da protagonista la vittoria nel Mondiale nippo-coreano.

LA REALTÀ fu un pochino diversa: pur senza mai combinare disastri, Rivaldo diede evidente prova di non essere più il giocatore ammirato fino a pochi mesi prima, ma un comune essere umano. Una delusione tremenda per chi si era aspettato di ammirare un marziano: cinque reti in ventidue presenze non furono sufficienti a far scattare l’amore tra giocatore e tifoseria, nonostante la stagione conclusa con la conquista di Champions e Coppa Italia (tra l’altro con un gol in finale).

LA MAZZATA finale sarebbe arrivata nel corso dell’estate, sotto le spoglie di un ragazzino dall’aria inoffensiva che però si rivelò presto come uno dei migliori giocatori passati in maglia rossonera negli ultimi anni: Kaká. Il ragazzino venuto dal São Paulo stregò subito tutti quanti, specialmente Ancelotti, che gli diede carta bianca relegando in panchina il connazionale Rivaldo. La corsa era dunque giunta al capolinea: troppi quattro milioni annui di ingaggio anche per una riserva extra-lusso come lui, quindi ecco la rescissione del contratto a novembre 2003, non prima dei sentiti saluti a San Siro con tanto di giro di campo… in smoking.

IL RESTO DELLA STORIA è faccenda più o meno nota: i passaggi da Olympiakos e Bunyudknor (Uzbekistan) gli consentirono di diventare uno dei pochi  giocatori al mondo capaci di vincere il campionato di quattro diversi Stati (Brasile, Spagna, Grecia, Uzbekistan), dopodiché ecco il ritorno in patria. Da presidente: il Mogi Mirim gli offerse la poltrona presidenziale nel novembre 2010, giocando anche qualche partita; il passaggio al São Paulo, l’anno dopo, lo mise nella strana condizione di essere presidente di una squadra e giocatore di un’altra, peraltro dello stesso campionato.

L’ULTIMA BEFFA – Conflitto d’interessi palese, situazione insostenibile: talmente insostenibile che tutto d’un colpo il nostro lasciò tanto l’una quanto l’altra squadra (il Tricolor, per verità, lo scaricò) per accasarsi nientemeno che nel Kabuscorp, campionato Angolano. Sul cui sito ufficiale campeggia la scheda di Rivaldo, Pallone d’Oro 1999, nazionalità… spagnola. Lontani i tempi in cui tutti parlavano di lui…