Libertadores 2015 – Il Boca fa fuori il Palestino e si regala il River agli ottavi. Disastro U de Chile, 0 a 0 tra Corinthians e Sao Paulo

La notte di Copa Libertadores consacra il Boca Juniors, che si qualifica agli ottavi di finale come miglior prima classificata dell’ intera fase a gironi. La squadra di Rodolfo Arrubarrena non fa sconti, battendo ed eliminando i cileni del Palestino, al posto dei quali si qualificano gli uruguayani del Wanderers. La notizia che però rende già bollente il mondo calcistico sudamericano, in particolare la città di Buenos Aires, è che il Boca affronterà il River Plate in un ottavo di finale semplicemente imperdibile. Stacca il biglietto per il turno successivo anche il Corinthians, cui è sufficiente lo 0 a 0 nel big match casalingo contro il San Lorenzo per prendersi ufficialmente la vetta del gruppo 2; a peggiorare ancor di più l’ orribile momento delle squadre cilene ci ha pensato poi la Universidad de Chile, capace di farsi umiliare (e di conseguenza eliminare) in casa per 4 a 0 dall’ Internacional.

Boca Juniors-Palestino 2-0 (81′ Leandro Marin, 92′ Jonathan Calleri) – E’ un Boca davvero famelico quello che domina il gruppo 5, in cui ha conosciuto soltanto la parola “vittoria”. Il risultato di ieri sancisce l’ eliminazione del Palestino e regala agli Xeneizes il brivido di giocare il Superclasico contro il River, con la speranza di vendicare la pesante sconfitta di qualche mese fa in Copa Sudamericana, proprio contro i rivali di sempre. Il Palestino esce a testa alta, consapevole di quanto fosse complicato espugnare la Bombonera, purtroppo non sono bastate le motivazioni e l’ atteggiamento offensivo presentato dal tecnico Pablo Guede. Partono aggressivi infatti i cileni, che provano da subito a mettere in difficoltà un Boca sceso in campo con diverse seconde linee; al 6′ il portiere argentino Orion respinge in angolo un diagonale di Marcos Riquelme e sulla battuta seguente invece è Marin che nega la gioia del goal a Diego Rosende, salvando sulla linea il suo colpo di testa. Il Boca pare un pò svogliato e soltanto Calleri, chiamato nuovamente a non far rimpiangere Osvaldo, si danna l’ anima in attacco per creare qualche grattacapo ai cileni. Nella ripresa il Palestino deve sbilanciarsi, così il Boca gode di più spazi e va vicinissimo al vantaggio al 63′ con Marcelo Meli, mentre 10 minuti dopo è il classe ’97 Guido Vadalà a colpire la traversa da pochi passi, sprecando un gran bell’ assist di Calleri. La più ghiotta opportunità per il Tino arrivo al 76′, quando il neo-entrato Guajardo si beve Burdisso in dribbling ed entrato in area calcia sopra la traversa con il destro; all’ 81′ i sogni di gloria degli ospiti si spengono, quando il Boca trova l’ 1 a 0 con un colpo di testa di Marin su corner di Castellano. Il raddoppio arriva nel recupero con Calleri, che riceve palla in area da Vadalà e insacca alle spalle di Dario Melo, con la difesa ospite ormai deconcentrata. Vola il Boca e mister Arruabarrena dice la sua sul prossimo mata-mata contro il River, che ha già il sapore della storia: “sarà dura e devastante dal punto di vista nervoso, ma abbiamo tutte le carte in regola per farcela“.

Nicolas Albarracing

Nicolas Albarracing (ovaciondigital.com)

Zamora-Wanderers 0-3 (34′ Matias Santos, 64′ Nicolas Albarracin, 88′ Gaston Rodriguez) – Gli uruguayani ringraziano il Boca e allo stesso fanno il loro dovere sconfiggendo senza problemi il demotivato Zamora: toccherà quindi alla banda di Alfredo Arias tenere in alto la bandiera uruguayana nella coppa. Tuttavia, già essere tra le migliori 16 del continente è motivo di estremo orgoglio per il Club di Montevideo, di certo non paragonabile ad altre realtà come palmarès e bacino d’ utenza. Al contrario negativa oltre ogni previsione l’ esperienza dei venezuelani, che salutano con un triste “zero” alla voce dei punti conquistati. Malgrado la Furia Llanera vada per prima vicino al vantaggio con il panameno Ricardo Clarke, la rete dello 0 a 1 al 34′ di Matias Santos (servito ad un metro dalla porta da Joaquin Verges) pone in discesa la strada per il Wanderers, che prende fiducia e legittima la vittoria nella ripresa. Lo Zamora infatti si limita a “giochicchiare” e al 64′ arriva il raddoppio di Albarracin, che si appropria del pallone al limite dell’ area e la mette nell’ angolino con un sinistro chirurgico. Con il risultato oramai in cassaforte, le orecchie degli uruguayani sono tutte in direzione di Buenos Aires, da cui presto arriveranno splendide notizie. Prima della festa al fischio finale, c’ è tempo per il 3 a 0 firmato dal sinistro di Gaston Rodriguez, al termine di un’ ottima combinazione con Albarracin. Gioia incontenibile per i giocatori uruguagi, che festeggiano con le poche decine di tifosi che si sono sobbarcati la trasferta di Barinas; per la seconda volta nelle propria storia il Wanderers approda ad un ottavo di Libertadores, nel quale attualmente affronterebbe l’ Atletico Nacional di Medellin.

Doppietta per Nilmar (globoesporte.com)

Doppietta per Nilmar (globoesporte.com)

U de Chile-Internacional 0-4 (9′ Nilmar, 13′ Eduardo Sasha, 32′ Nilmar, 58′ Valdivia) – Prestazione imbarazzante del Romantico Viajero, surclassato da un Internacional che adesso comanda il gruppo 4 con 10 punti. Per la U la sconfitta equivale ad un’ eliminazione precoce quanto dolorosa, per di più di fronte il proprio pubblico che era accorso in massa all’ Estadio Nacional per spingere la squadra verso il successo. Sono bastati invece 12 minuti all’ Inter per portarsi sul doppio vantaggio, ammutolendo i tifosi presenti e trasformando la loro serata in un incubo. Piuttosto inquietanti gli errori della difesa cilena, che si è suicidata regalando i goal agli avversari: forse la pressione ha fatto loro tremare le gambe, ma certi abbagli colossali e reiterati sono inammissibili a questi livelli. Il primo errore tragicomico è quello del portiere Johnny Herrera, che spiana la strada all’ 1 a 0 dei brasiliani controllando male un passaggio arretrato di Osvaldo Gonzales e facendosi beffare da Nilmar, che ci mette un attimo ad avventarsi sulla palla e mettere in rete; passano due minuti e il Colorado confeziona un contropiede vincente, con passaggio finale di Nilmar per Sasha, che si infila agilmente tra i lentissimi Gonzalez e Rojas e trafigge Herrera in uscita, stavolta incolpevole. I padroni di casa rimangono pietrificati e la reazione si vede soltanto in un tiro di Lorenzetti al 20′, decisamente troppo poco. Superata la mezzora l’ Internacional fa 3 a 0, ancora con Nilmar, che parte in velocità sulla destra eludendo l’ inguardabile marcatura di Gonzalez e Guzman Pereira e segna con un tocco di punta. Semplicemente disastrosi però i difensori cileni nel servire su un tappetto rosso la doppietta di Nilmaravilha. Il clima di euforia in avvio del match sembra distante anni luce ai tifosi della U, per i quali il secondo tempo rappresenterà veramente un supplizio. L’ Inter invece non è sazia e continua a macinare gioco, al 50′ Corujo commette fallo su Nilmar (probabilmente fuori area) e l’ arbitro Silvio Trucco decreta calcio di rigore; si presenta dal dischetto il capitano D’ Alessandro, ma Herrera neutralizza con la mano sinistra, una parata che comunque non riscatta il “peccato” ad inizio partita. Anche perché il povero Herrera commette un’ altra “papera” al 58′, facendosi passare tra le gambe un tiro di Valdivia tutt’ altro che irresistibile, 4 a 0 per l’ Internacional. Seguono alcuni minuti di tensione per degli oggetti e petardi lanciati in campo dalla furiosa hinchada della Universidad de Chile, con D’ Alessandro come bersaglio. Pioggia di fischi al termine della gara e saranno parecchie le critiche verso il tecnico Martin Lasarte, però è stata a dir poco vergognosa la performance dei calciatori azules, che non hanno reso gloria ad una maglia importante come quella del Chuncho. L’ Internacional dal canto suo si mette in una posizione comoda, padrone del proprio destino nella prossima sfida casalinga contro i boliviani del The Strongest, i quali (dando per scontata la vittoria dell’ Emelec sulla derelitta U de Chile), dovranno tentare l’ impresa di espugnare il Beira-Rio di Porto Alegre.

Corinthians-San Lorenzo 0-0 – Il pareggio dell’ Arena Corinthians permette ai padroni di casa l’ approdo matematico agli ottavi, mentre il San Lorenzo resta terzo nel girone (7 punti contro i 9 del Sao Paulo), ma ancora con concrete chance di qualificazione. Infatti nell’ ultima giornata del gruppo 2 ci sarà il Clasico, tutto da gustare, tra Sao Paulo e Corinthians e c’è da giurare che il Timao farà di tutto per vincere ed estromettere i rivali, naturalmente a patto che il San Lorenzo batta (magari con un discreto numero di goal) il Danubio già eliminato. Atmosfera come di consueto caldissima all’ Itaquerao, il San Lorenzo però non si lascia condizionare e all’ 8′ Sebastian Blanco calcia angolato dal limite, dopo un bell’ uno-due con Romagnoli, ma vede negarsi il goal da Cassio, che tocca quanto basta per deviare la palla in angolo. Al 21′ risposta del Corinthians arriva con un potente destro a giro di Renato Augusto sul quale è superlativo Torrico ad allungarsi con un riflesso; i brasiliani continuano a premere sull’ acceleratore, con Torrico che però fa sempre buona guardia sui tiri ancora di Renato Augusto e di Felipe. Il San Lorenzo nella ripresa osa meno e lascia di conseguenza pochi spazi al Timao, il Paton Bauza è conscio di affrontare una squadra forte e non disprezza di difendere il punticino. Gli unici potenziali pericoli creati dal San Lorenzo verso la porta del brasiliano Cassio arrivano da Villaba e Blanco, con quest’ ultimo che si fa anche ammonire per una simulazione; nel finale brivido per gli argentini, quando Jadson sfiora il palo con una punizione dalla distanza. Lo 0 a 0 è comunque l’ esito giusto per ciò che hanno espresso le due squadre; cala il sipario e il Corinthians ha sicuramente molto da festeggiare, mentre per il Cuervo ci sarà ancora da patire.

 

 

Libertadores 2015 – Bastos stende il San Lorenzo al 90′, Carrillo e Pratto trascinano Estudiantes e Atl. Mineiro. Pareggi roventi a Guayaquil e San Cristobal

Si fa sempre più calda e avvincente la fase a gironi della Copa Libertadores 2105. Difficile dire quale delle cinque sfide di questa notte sia stata la più bella, ma di certo i risultati maturati fanno sorridere soprattutto le squadre brasiliane, mentre quelle argentine godono solo a metà. L’ impresa vera e propria è infatti quella dell’ Atletico Mineiro sul campo del Santa Fe, 1 a 0 grazie alla firma di Lucas Pratto; è targato Michel Bastos invece il trionfo al 90′ del Sao Paulo, in casa contro i campioni in carica del San Lorenzo. Stesso risultato per l’ Estudiantes contro il Libertad, per merito della quinta rete di Guido Carrillo in coppa. Infine due pareggi, entrambi per 1 a 1, tra Emelec ed Internacional di Porto Alegre e tra Deportivo Tachira e Guarani. Cinque partite tesissime e con pochi goal segnati, ma pesantissimi per il prosieguo della competizione.

Il gol dell' Emelec

Il gol dell’ Emelec

Emelec-Internacional 1-1 (31′ Mena (E), 55′ Vitinho (I))– Son stati 90 minuti di passione quelli vissuti all’ Estadio Jocay di Manta, in cui ecuadoriani e brasiliani se le sono date di santa ragione, con il pessimo arbitraggio dell’ argentino Mauro Vigliano che ha senz’ altro contribuito ad infuocare una gara già di per sé delicata. L’ Emelec, sulla cui panchina esordiva Omar De Felippe, crea più pericoli e prova in tutti modi ad ottenere i tre punti contro un avversario che, nonostante l’ uomo in più dal 54′, nel finale si è accontentato del pari, rischiando varie volte di capitolare. Il vantaggio del Bombillo arriva alla mezzora, dopo che già Mauro Fernandez era andato vicinissimo al goal, ed è merito di un’ ottima giocata collettiva; Angel Mena appoggia la palla a Burbano che lascia partire un lungo traversone dalla destra, l’ argentino Fernandez rimette al centro di testa per Bolanos, che a sua volta smarca Mena (colui che aveva cominciato l’ azione) all’ altezza dell’ area piccola, il portiere Alisson respinge il primo tiro, ma non può nulla sulla ribattuta. Gran bella azione degli ecuadoriani, grave però il doppio errore del terzino Leo, che prima si fa sfuggire Fernandez e poi tiene in gioco Mena. Come al solito il pubblico emelexista si infiamma e i padroni di casa alzano il ritmo per cercare subito il raddoppio. Prima dell’ intervallo Miller Bolanos innesca ancora Angel Mena, che stavolta spreca di fronte ad Alisson la chance del 2 a 0. L’ Internacional va negli spogliatoi in notevole difficoltà e sono poche le opzioni offensive per Diego Aguirre, considerate le assenze di Nilmar, D’ Alessandro e Lisandro. Entra subito così l’ ex CSKA Mosca Vitinho, al posto dell’ acciaccato Aranguiz. La ripresa è simile ad un incontro di boxe, tantissime le situazioni difficili da gestire per l’ arbitro, cui sfugge di mano la direzione della gara. Al 54′ su un angolo per i brasiliani, Lastra e Rever si scambiano qualche “gentilezza” di troppo e Vigliano sceglie inspiegabilmente di cacciare soltanto il centrocampista dell’ Emelec, quando sarebbe stato sufficiente un giallo per entrambi. Il caso vuole che proprio dal corner, calciato dopo le proteste ecuadoriane, arrivi l’ 1 a 1, con Vitinho che si ritrova la palla sul destro e trafigge Dreer da pochi metri. A questo punto dovrebbe essere il Colorado a prendere le redini del gioco, invece sarà l’ Emelec a sfiorare il colpaccio. Prima però un altro errore di Vigliano da censurare, quando non fischia un evidente calcio di rigore per un’ uscita “da killer” di Dreer sulla testa di Eduardo Sasha, che sanguinante deve ricorrere immediatamente alle cure dei medici. Nell’ ultimo quarto d’ ora il dominio dell’ Emelec produce tre palle goal importantissime (e forse un rigore non fischiato…), ma Bolanos, Narvaez e Mena gettano all’ aria in serie le chance per vincere, sbattendo contro un super Alisson. Post partita come di consueto rovente con la terna arbitrale e i giocatori brasiliani costretti ad uscire dal campo scortati dalla polizia. Gruppo 4 che vede le due squadre appaiate in testa a 7 punti (differenza reti che sorride all’ Emelec), il The Strongest insegue a quota 6, mentre è quasi spacciata la U de Chile con soli 3 punti.

Estudiantes-Libertad 1-0 (80′ Carrillo) – In attesa del match di stasera tra Atletico Nacional e Barcelona, l’ Estudiantes centra faticosamente una vittoria che era quasi un obbligo contro il Libertad, raggiungendo proprio i paraguayani a 7 punti in questo gruppo 7. Altra partita durissima quella dell’ Estadio Unico di La Plata, che probabilmente in altre parti del mondo non sarebbe terminata undici contro undici. Il Libertad gioca meglio per alcuni tratti, producendo alcune buone palle goal grazie al tanto movimento davanti di Trellez e Rodrigo Lopez, il Pincha invece sembra avere poche idee e ci mette un pò a carburare dopo un primo tempo nervoso e contratto. L’ unico acuto della squadra di Mauricio Pellegrino arriva al 30′, quando il migliore in campo Ezequiel Cerutti si fa 60 metri palla al piede in contropiede e serve un pallone d’ oro a Sanchez Mino, sul cui tiro a botta sicura compie un miracolo Rodrigo Munoz salvando in corner. Prima di rientrare negli spogliatoi il direttore di gara, il brasiliano Ricardo Marques, è costretto agli straordinari per sedare un paio di risse nate da degli interventi piuttosto violenti di Aguirregaray e Pereira sui giocatori del Libertad. Negli spogliatoi mister Pellegrino spiega ai suoi che questa non è la strada giusta per vincere e l’ atteggiamento dell’ Estudiantes è assai più propositivo nei secondi 45 minuti, nonostante lasci molti spazi in contropiede al Gumarelo. Al 47′ Jara manca l’ appuntamento con il goal su suggerimento di Cerutti, poi il Libertad risponde con due ottime opportunità: prima un tiro di Trellez deviato da Dominguez per poco non sorprende l’ argentino Hilarrio Navarro, poi al 70′ lo stesso Navarro si supera su un missile calciato dal Rorro Lopez. Due minuti più tardi invece è il portiere paraguagio Munoz a salvare di piede su Auzqui, ben imbeccato da Sanchez Mino. Si ha la sensazione che finalmente un goal stia per arrivare e sono i padroni di casa a sbloccare la situazione: Auzqui, entrato benissimo in corso d’ opera, intercetta una palla a centrocampo e lancia Luciano Acosta, pallone messo al centro per Carrillo, che al solito è implacabile e segna l’ 1 a 0 di sinistro. Inutili gli ultimi assalti di un Libertad che ad onor del vero avrebbe meritato di non perdere questa sfida.

(globoesporte.com)

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Sao Paulo-San Lorenzo 1-0 (89′ Bastos) – Basta leggere i nomi delle due squadre per capire quanto fosse fondamentale l’ appuntamento andato in scena al Morumbì di San Paolo. La spuntano i brasiliani all’ ultimo respiro, grazie alla firma dell’ ex Roma Michel Bastos, ispirato come ai tempi di Lione e autentica figura del partido. Tre punti comunque meritati per il Tricolor contro un San Lorenzo costretto sulla difensiva, vero, ma velenoso nelle ripartenze; il Sao Paulo di Muricy Ramalho ha attaccato a mille soprattutto nella ripresa, colpendo due pali e vedendosi annullare anche un goal regolare di Centurion. L’ ex Racing è partito dalla panchina, ma quando il povero Pato si è fatto male dopo soli 17 minuti, è toccato a lui essere protagonista. Il Sao Paulo già dopo 30 secondi va ad un passo dall’ 1 a 0: azione velocissima con cross di Pato dal fondo sul quale si fionda Bastos, che colpisce di testa alle spalle di Buffarini, ma il suo tentativo si infrange sul palo. Il San Lorenzo scalda le mani di Rogerio Ceni con una bordata di Mussis e in generale gli argentini sono bravi a limitare il fulcro di gioco dei Paulisti, ovvero un Ganso stavolta piuttosto in ombra. I padroni di casa dunque tengono il possesso palla senza riuscire ad affondare, con il San Lorenzo che si copre con attenzione durante la prima frazione, senza disdegnare alcune sortite offensive. Al 30′ Blanco si invola sulla fascia e cerca Cauteruccio in mezzo, che ad un passo dal goal viene anticipato da uno strepitoso intervento di Denilson. Come detto il Sao Paulo comincia a far maggior pressione sugli avversari nel secondo tempo. Al 48′ Ganso abilita Carlinhos sulla sinistra, con Torrico che mette in angolo sul sinistro calciato dal terzino brasiliano, poi al 61′ su angolo di Centurion svetta Luis Fabiano, ma il palo tiene a galla ancora i Cuervos. Appena un minuto più tardi il ruggito del Morumbì deve strozzarsi nuovamente in gola, quando Centurion segna su assist di O Fabuloso (grande prova la sua), ma il guardalinee annulla per un fuorigioco inesistente. Non c’è un attimo di sosta e all’ 80′ il San Lorenzo va vicinissimo al colpaccio in contropiede, con Barrientos che all’ altezza del dischetto calcia in bocca a Rogerio Ceni una palla da non fallire assolutamente. Sembra che il pareggio sia ormai certo, ma il Tricolor ha il merito di non arrendersi e crederci fino alla fine, sfruttando una disattenzione fatale del San Lorenzo a tempo quasi scaduto. Su un traversone di Carlinhos dalla sinistra, si inserisce (neanche a dirlo) Bastos sul secondo palo che schiaccia in porta di testa la rete della vittoria, facendo esplodere la bollente torcida sugli spalti. Tre punti che permettono al Sao Paulo di essere padrone del proprio destino e di staccare il San Lorenzo portandosi a quota 6 punti, ma non osiamo pensare con quale rabbia gli argentini attenderanno la rivincita in programma il 2 aprile al Nuevo Gasometro.

Independiente Santa Fe-Atletico Mineiro 0-1 (58′ Pratto) – Che colpo del Galo di Levir Culpi! Tre punti che sono ossigeno puro per lui e per il suo Atletico, raccolti proprio a Bogotà, dove solitamente l’ ossigeno manca alle squadre che ci vengono a giocare. Un trionfo che porta i nomi di Cardenas (autore dell’ assist) e Pratto, che è già decisivo al debutto in Libertadores con la nuova maglia. Forse il match meno divertente della serata, con i brasiliani che hanno dato battaglia senza pensare alle due sconfitte rimediate finora, mentre il Santa Fe, un tantino presuntuoso, non è stato all’ altezza dei suoi 6 punti conquistati nelle prime due apparizioni. Prima frazione equilibrata con i Cardenales che ci provano senza fortuna dalla distanza con Luis Arias e Wilson Morelo, dal canto loro i brasiliani si affacciano dalle parti di Zapata con Pratto e un sinistro di Rafael Carioca che accarezza il palo. Gli equilibri vengono rotti al 58′ quando su corner calciato da Cardenas, sale in cielo Pratto che con una frustata di testa mette dentro il pallone. La reazione dei colombiani giunge al 67′ con Quinones che viene stoppato da Victor, l’ ultimo sussulto, che è l’ occasione più nitida, lo regala Arias con un tiro potente che si stampa sulla traversa.  Con un pò di fortuna così l’ Atletico Mineiro mette in cascina punti importantissimi per rilanciarsi nel girone 1, dove comandano Colo Colo e Santa Fe, inseguiti con tre lunghezze in meno dai brasiliani e dai messicani dell’ Atlas.

Deportivo Tachira-Guarani 1-1 (21′ Cesar Gonzalez (T), 41′ Benitez (G)) – Serviva un solo risultato ai venezuelani per rimettersi in corsa, invece il Guarani strappa il pari e conserva la sua seconda piazza nel gruppo 8, a pari merito con i peruviani dello Sporting Cristal. Si era messa bene per il Tachira, che già al 21′ infiamma l’ Estadio Pueblo Nuevo con il goal del vantaggio. Il numero 10 Orozco prova ad infilarsi in area e viene toccato (leggermente) da Cabral, lui si lascia andare a terra e per l’ arbitro José Buitrago è rigore. Calcia dagli undici metri Cesar Gonzalez e palla all’ angolino valida per l’ 1 a 0. Al 32′ però Buitrago è di nuovo protagonista, quando, forse per compensazione, fischia un altro rigore piuttosto ridicolo stavolta in favore dei paraguayani. Su una punizione dal limite affidata a Federico Santander, c’ è la respinta con il braccio di Gonzalez in barriera, ma è attaccato al corpo e per nulla largo. Irremovibile il direttore di gara, fortuna che dal dischetto proprio Santander si faccia ipnotizzare dal balzo felino di Liebeskind. L’ appuntamento col pareggio però è soltanto rimandato, infatti al 39′ arriva il terzo tiro dal dischetto, sempre per un fallo dubbio su Santander in area. Se ne incarica Julian Benitez che con freddezza fa 1 a 1. Il secondo tempo è giocato male da entrambe le squadre, con il Guarani che ricorre spesso ai falli per limitare gli attacchi del Tachira e portare a casa un pareggio d’ oro. L’ 8 aprile Guarani-Racing e Deportivo Tachira-Sporting Cristal saranno le gare che già potranno sentenziare i verdetti di questo gruppo.

 

 

 

Libertadores 2015 – San Lorenzo sciupone, il Timao passa al Gasometro. Vince il Colo Colo, spettacolare 3-2 tra Inter ed Emelec

Prosegue imperterrita la fase a gironi della Copa Libertadores e nella notte si sono disputate tre gare molto importanti. Vittorie casalinghe per Colo Colo ed Internacional, che domano faticosamente Atlas ed Emelec, in quella che già rappresentava la terza giornata nei gironi 1 e 3. Nel gruppo 2 invece il Corinthians espugna Buenos Aires, battendo di misura i campioni in carica del San Lorenzo e collocandosi prepotentemente in vetta.

Esteban Paredes (pasionlibertadores.com)

Esteban Paredes (pasionlibertadores.com)

Colo Colo-Atlas 2-0 – Seconda vittoria in casa per il Cacique, griffata dalla doppietta di Esteban Paredes. Il risultato tuttavia non deve ingannare, infatti l’ Atlas ha saputo mettere notevolmente in difficoltà gli avversari e se fosse uscito indenne dal Monumental di Santiago, ci sarebbe stato poco di cui meravigliarsi. Nel Colo Colo mister Hector Tapia schiera lo stesso undici offensivo presentato nella partita inaugurale contro l’ Atletico Mineiro, con davanti i due spauracchi Humberto Suazo e Paredes; nei messicani Tomas Boy dà fiducia ai giocatori che hanno espugnato Belo Horizonte una settimana fa e la sua tattica è sempre la stessa: attenta organizzazione difensiva e contropiede micidiale. Soprattutto nel primo tempo l’ Atlas meriterebbe il vantaggio. Al 6′ Nery Caballero soffia la palla ad un disattento Vilches e con un bolide sfiora l’ incrocio dei pali difeso Justo Villar, mentre all’ 11′ in contropiede Arturo Gonzalez offre un assist d’ oro al brasiliano Keno, ma il suo diagonale esce di millimetri. Il Colo Colo non trova sbocchi per perforare la difesa messicana e al 36′ altra chance chiarissima per i Rojinegros di Guadalajara, quando l’ ex Rodrigo Millar lancia sulla sinistra Caballero, che scarta Delgado e prova il tiro a giro sul secondo palo, ma una superlativa risposta di Villar salva il Colo Colo. I cileni scherzano con il fuoco e si affacciano dalle parti di Federico Vilar, portiere dell’ Atlas, soltanto con un tentativo da lontano di Jaime Valdes, uno dei pochi a dannarsi l’ anima nei primi 45 minuti. Naturalmente Hector Tapia capisce che la squadra è in affanno e nella ripresa dà spazio a Baeza e Vecchio al posto di Delgado e Flores e il suo Colo Colo migliora nettamente. La gara si innervosisce e tra i messicani, molto stanchi, cominciano a fioccare le ammonizioni. Al 67′ l’ episodio chiave del match, quando su una bella combinazione Suazo-Paredes, quest’ ultimo crossa per Valdes che viene atterrato da un difensore, Orosco fischia calcio di rigore: dal dischetto va Esteban Paredes che con freddezza spiazza Vilar e fa esplodere il caldissimo Monumental. L’ Atlas è costretto a sbilanciarsi, ci prova Gonzalez senza fortuna, ma all’ 81′ la situazione si complica ancor di più quando Kannemann si fa cacciare per doppia ammonizione. Al 90′ arriva il raddoppio: Vecchio trova il varco giusto per Fierro, che scatta in posizione sospetta e mette al centro per Paredes, puntualissimo all’ appuntamento col goal. La rivincita è in programma tra un mese, precisamente mercoledì 8 Aprile all’ Estadio Jalisco di Guadalajara, intanto il Colo Colo sale 6 punti, resta a quota 3 l’ Atlas.

Stadio: Monumental David Arellano, Santiago

Arbitro: Raúl Orosco (Bolivia)

Colo Colo – Justo Villar, Julio Barroso, Christian Vilches; Jaime Valdes (80’Leonardo Cáceres), Esteban Pávez; Gonzalo Fierro, Jean Beausejour, Juan Delgado (46′ Claudio Baeza); Humberto Suazo; Esteban Paredes, Felipe Flores (58′ Emiliano Vecchio). All.: Héctor Tapia

Atlas – Federico Vilar; Luis Venegas, Enrique Pérez, Walter Kannemann, Edgar Castillo; Juan Carlos Medina (84′ Cristian Suarez), Juan Rodríguez, Rodrigo Millar (85′ Carlos Arreola); Arturo González, Keno (71′ Aldo Ramirez), Luis Caballero. All.: Tomás Boy.

Marcatori – 68′ e 90′ Esteban Paredes

Gol e assist per Nilmar (globoesporte.com)

Gol e assist per Nilmar (globoesporte.com)

Internacional-Emelec 3-2 – Ancora una bellissima partita nel gruppo 4, che si sta dimostrando uno dei più competitivi dell’ intera coppa. Inter ed Emelec danno spettacolo fino alla fine, con i brasiliani che in rimonta riescono a centrare i tre punti, fondamentali dato che la squadra di Diego Aguirre giocherà in trasferta due delle prossime restanti tre partite. Una sfida che non ha stentato a decollare, infatti al 10′ un geniale passaggio filtrante da metà campo di D’ Alessandro innesca Nilmar, che parte in velocità alle spalle dei difensori ecuadoriani e fulmina Esteban Dreer. Rete importantissima per l’ ex Villareal, gli mancava da ben 9 partite. L’ Emelec, si sa, non è squadra che si arrende facilmente e senza lottare, ci pensa soprattutto la stella Miller Bolanos a scuotere i compagni. Al 22′ proprio D’ Alessandro sbaglia un passaggio a centrocampo, Bolanos si muove bene tra le linee e una volta conquistata palla, pesca l’ intelligente movimento di Burbano che taglia in area, salta Alisson e deposita in rete a porta vuota. Si torna in parità, ma nei minuti seguenti succede un pò di tutto: tra i 38mila del Beira Rio alcuni torcedores dell’ Internacional pensano bene di picchiarsi tra di loro, creando non poca tensione sugli spalti, nel mentre il loro idolo D’ Alessandro deve uscire al 43′ per infortunio, sostituito dall’ altro fantasista Alex. Nella confusione generale, accusata dal Colorado sotto il piano tattico, l’ Emelec è abilissimo a colpire immediatamente, come un serpente velenoso. Sta per scoccare il 45′ quando è sufficiente un uno-due per vie centrali tra Bolanos e Angel Mena, per penetrare la difesa brasiliana, con Mena che non ha problemi nel battere Alisson a tu per tu. Si va negli spogliatoi sull 1 a 2 per il Bombillo e i padroni di casa hanno bisogno di riorganizzarsi al più presto se vogliono raddrizzare una gara così spigolosa. Fortuna che il talentuoso ed esperto Alex sia ispirato e si renda protagonista già al 60′, quando scatta su suggerimento di Nilmar e scavalca Dreer in uscita con un pregevole tocco sotto, 2 a 2 a Porto Alegre. L’ Inter tiene il pallino del gioco, Nilmar vede negarsi la doppietta da uno straordinario Dreer, mentre l’ Emelec sbatte su Alisson in un tentativo di contropiede. All’ 82′ però su un corner dalla destra, Dreer allontana male il pallone coi pugni, si avventa sulla respinta Rever che senza pensarci calcia al volo e la mette nell’ angolino. Grande gioia per il centrale difensivo appena arrivato dall’ Atletico Mineiro, il suo destro vale il 3 a 2 definitivo e l’ abbraccio di D’ Alessandro, che nonostante l’ infortunio corre a festeggiare sotto la curva. Stasera a mezzanotte U de Chile-The Strongest completa la terza giornata, mentre Emelec-Internacional torneranno a darsi battaglia il 18 marzo.

Stadio: Beira-Rio, Porto Alegre

Arbitro: Néstor Pitana (Argentina)

Internacional – Alisson; Leo, Rever, Alan Costa, Fabricio; Nilton, Nicolas Freitas (75′ Jorge Henrique); D’Alessandro (43′ Alex), Sasha, Vitinho (62′ Carlos Luque), Nilmar. All.: Diego Aguirre

Emelec – Esteban Dreer; Jhon Narváez, Gabriel Achilier, José Quiñónez, Óscar Bagüí; Osbaldo Lastra (86′ Luis Escalada), Pedro Quiñónez, Fernando Giménez, Robert Burbano (85′ Mauro Fernandez); Ángel Mena, Miller Bolaños. All.: Gustavo Quinteros

Marcatori – 10′ Nilmar (I), 22′ Burbano (E), 45′ Mena (E), 60′ Alex (I), 82′ River (I)

Quarto sigillo per Elias (globoesporte.com)

Quarto sigillo per Elias (globoesporte.com)

San Lorenzo-Cortinhians 0-1 – Sempre triste dover commentare un match disputato a porte chiuse, specie se si affrontano due giganti come San Lorenzo e Corinthians in uno stadio notoriamente bollente come il Nuevo Gasometro. La spuntano i brasiliani, più cinici rispetto ad un San Lorenzo davvero sprecone. Il Ciclon presenta inizialmente un 4-5-1, con in particolare Romagnoli e Blanco chiamati a dar manforte alla punta Mauro Matos; il Timao invece, orfano di Sheik, Fabio Santos, Guerrero e con Vagner Love ancora in panchina, è costretto a presentare nuovamente Danilo come riferimento avanzato, con la speranza di sfruttare i soliti inserimenti di Elias. Al 4′ minuto discesa di Buffarini sulla destra, palla messa in mezzo all’ area per Sebastian Blanco che di testa fallisce l’ 1 a 0 a due metri da Cassio. Errore incredibile. Lo stesso Buffarini ci prova più tardi su punizione, poi il Corinthians si affaccia dalle parti di Torrico che neutralizza un cabezazo in tuffo di Elias su cross di Danilo. In campo argentini e brasiliani le danno e le prendono e col passare dei minuti la gara si fa molto fallosa e il gioco piuttosto spezzettato. Ad inizio ripresa il dolorante Renato Augusto è costretto ad uscire, al suo posto l’ ex Fenerbahce Cristian Baroni, che metterà più sostanza nella lotta a centrocampo. Al 56′ però disattenzione difensiva degli ospiti piuttosto clamorosa, con Emmanuel Mas che riceve palla all’ altezza dell’ area piccola e la mette su un piatto d’ argento a Matos, ma è disastroso il centravanti a colpire il palo a porta completamente libera. Il Corinthians si rifugia in angolo, dal quale scaturisce un’ altra occasione buona per il San Lorenzo, con Matos che in torsione sfiora di pochissimo il bersaglio. Sarebbe stato il goal del riscatto per per il 33enne argentino, sicuramente non era la sua serata. Invece per Elias è sempre il giorno giusto, dato che al 65′ timbra la quarta rete in altrettante presenze in coppa. Direttamente su rinvio di Cassio, il numero 7 addomestica il pallone e si lancia per vie centrali seminando il panico nella difesa avversaria, tenta l’ assist per Mendoza con Cetto che riesce ad intercettare, ma ancora Elias raccoglie e infilza Torrico. Boccone amarissimo da mandar giù per il San Lorenzo di Edgardo Bauza, che a questo punto lancia nella mischia Villaba, Cauteruccio e Alan Ruiz, ma non può far nulla per raddrizzare i piedi dei suoi giocatori, che continuano a “mangiarsi” qualsiasi possibilità di pareggio. All’ 80 Ruiz tenta la fucilata dalla distanza, Cassio si fa sfuggire il pallone e sulla respinta l’ uruguayano Cauteruccio manda il pallone in curva. Poi è il turno di Matias Caruzzo che arpiona in scivolata un cross, ma la sua zampata esce di poco sopra la traversa; l’ ultima chance d’ oro è ancora per Cauteruccio, che stavolta calcia benissimo al volo, ma trova la grande risposta del portierone Cassio a mantenere inviolata la porta brasiliana. Al triplice fischio qualche battibecco tra i calciatori nel tunnel, molto nervosi naturalmente i Cuervos che perdono immeritatamente, ma possono arrabbiarsi soprattutto con sé stessi. Ai microfoni anche il tecnico del Timao Tite ammette come un “pari sarebbe stato più giusto“, ma poco importa: il suo Cortinhians è in testa al “girone della morte”.

Stadio: Nuevo Gasometro, Buenos Aires

Arbitro: Carlos Vera (Ecuador)

San Lorenzo – Sebastián Torrico; Julio Buffarini, Mauro Cetto, Matí­as Caruzzo, Emanuel Más; Franco Mussis (65′ Hector Villalba), Juan Mercier, Facundo Quignon (70′ Martin Cauteruccio); Leandro Romagnoli, Sebastián Blanco (80′ Alan Ruiz); Mauro Matos. All.: Edgardo Bauza

Corinthians – Cássio; Fagner, Felipe, Edu Dracena, Uendel; Ralf, Elias, Jadson (84′ Edilson), Renato Augusto (46′ Cristian Baroni); Mendoza (63′ Petros), Danilo. All.: Tite

Marcatori – 65′ Elias

 

Libertadores 2015 – Boca, è subito Osvaldo! Continua a stupire il Palestino, grandi vittorie per Internacional e Santa Fe

Archiviata anche la seconda settimana di Copa Libertadores con i quattro match disputati questa notte. Il Boca vince ancora e ringrazia Osvaldo nel 2 a 1 contro gli uruguayani del Wanderers, mentre delle tre cilene protagoniste sorride soltanto il Palestino, corsaro in Venezuela sul campo dello Zamora; male invece la Universidad de Chile e il Colo Colo, sconfitte fuori casa da Internacional e Independiente Santa Fe.

Buona la prima per Osvaldo (canchallena.com)

Buona la prima per Osvaldo (canchallena.com)

Boca Juniors-Wanderers 2-1 – Nonostante le voci del party notturno, che appena tre giorni fa avrebbe visto coinvolto Osvaldo con altri giocatori argentini, il tecnico Arruabarrena schiera comunque l’ ex Inter dal primo minuto e viene ripagato da un’ ottima prestazione. In una Bombonera piena all’ inverosimile, il Boca tiene sempre il pallino del gioco, ma soffre non poco contro un Wanderers grintoso e deciso nel portare a casa il risultato. Gli uruguayani infatti danno battaglia in maniera intelligente e abbastanza ordinata, ma allo stesso tempo dimostrano come il loro tallone d’ Achille siano le palle alte. Gli Xeneizes iniziano subito ad attaccare, ispirati da un Lodeiro in forma smagliante. I pericoli, per la porta uruguayana difesa da Leo Burian, arrivano sempre dai colpi di testa: al 13′ Lodeiro ci prova dopo una combinazione con Palacios, poi è Torsiglieri a sfiorare il goal su corner dello stesso Lodeiro. Nel frattempo Osvaldo corre e si sbatte come raramente lo si era visto fare e quando riesce a divincolarsi su cross di Chavez dalla marcatura di un avversario, prova la mezzarovesciata, con Burian che blocca sulla linea. Al 26′ punizione calciata ovviamente da Lodeiro e ancora Osvaldo anticipa tutti sul primo palo, ma palla fuori di poco.  Il vantaggio argentino arriva meritatamente al 32′, lo schema è sempre quello: Lodeiro calcia una punizione tagliata sul secondo palo, dove è appostato Juan Cruz Komar che di testa fa 1 a 0. Trema la Bombonera, ma l’ eccessivo entusiasmo evidentemente deconcentra il Boca. Il Wanderers infatti non si scompone e appena battuto il calcio d’ inizio da centrocampo, Diego Riolfo combina bene con Gaston Rodriguez e si invola direttamente verso la porta avversaria; nessuno riesce a fermare la sua corsa impazzita e una volta entrato in area trafigge Orion sul suo palo. Grande festa per i tantissimi tifosi arrivati da Montevideo ad assistere a questa sfida storica per il piccolo Club uruguayano. Il Boca ha bisogno di qualche minuto per metabolizzare quanto accaduto, ma al 42′ ecco di nuovo il vantaggio: Lodeiro cerca Colazo sulla sinistra, traversone perfetto per Osvaldo che sormonta Paulo Lima e la mette dentro di testa. Esultanza con la mitraglia e baci verso la fidanzata in tribuna per l’ irrequieto talento italo-argentino. Nella ripresa il ritmo altissimo del primo tempo è soltanto un ricordo, infatti il Boca amministra il risultato e cala di intensità. Alcuni squilli arrivano dai tentativi di Palacios e Pablo Perez, mentre i Bohemios si fanno vedere dalle parti di Orion solamente col neo-entrato Sebastian Gularte. Il Wanderers di Alfredo Arias produce troppo poco e non ha la forza di andarsi a prendere il pareggio. C’è il tempo nel finale per l’ ovazione ad Osvaldo, sostituito da Carrizo. Ai microfoni dirà, piuttosto emozionato: “è stato come in un sogno, all’ inizio ho sentito la pressione di questo magnifico stadio e poi c’ era tutta la mia famiglia a vedermi. Il goal è per mio suocero, era un grande tifoso del Boca“. Gli Xeneizes comandano il gruppo 5 a punteggio pieno, gli uruguayani restano a quota 3 punti assieme al Palestino.

Stadio: Bombonera, Buenos Aires

Arbitro: Ricardo Marques (Brasile)

Boca Juniors – Agustín Orión; Leandro Marín, Guillermo Burdisso, Marco Torsiglieri, Nicolás Colazo; Fernando Gago, Cristian Erbes; Nicolás Lodeiro; Sebastián Palacios, Andrés Chávez, Daniel Osvaldo. All.: Rodolfo Arruabarrena

Montevideo Wanderers – Leonardo Burián; Silva, Paulo Lima, Gastón Bueno, Maximiliano Olivera; Santiago Martínez, Jonathan Rodríguez; Nicolás Albarracín, Diego Riolfo, Leandro Reymundez; Gastón Rodríguez. All.: Alfredo Arias

Marcatori – 32′ Komar (BJ), 33′ Riolfo (W), 42′ Osvaldo (BJ)

La gioia dei giocatori del Palestino

La gioia dei giocatori del Palestino

Zamora-Palestino 0-1 – Grazie ad una prova gagliarda, “col coltello tra i denti” e un pò di fortuna, gli Arabes espugnano Barinas e restano ampiamente in corsa per la qualificazione, lasciando i venezuelani ultimi con 0 punti. Non è stato affatto facile però imporsi nella Caldera del Diablo, in cui lo Zamora si è mostrato volenteroso, ma sprecone come la scorsa settimana nella sconfitta contro il Wanderers. Al 9′ subito un’ occasionissima per la Furia Llanera con Johan Arenas, il più intraprendente dei suoi. Il numero 10 fugge verso la porta di Dario Melo, che compie un miracolo respingendo il tiro, sulla ribattuta però è clamoroso l’ errore di Soteldo che colpisce la traversa a porta sguarnita. Il Palestino non rinuncia ad attaccare e al 40′ su suggerimento di Diego Chaves, è Renato Ramos ad andare vicino al goal con un colpo di testa in tuffo. Sul ribaltone di fronte invece Pluchino fa tremare la porta cilena con un tiro potentissimo sul quale Dario Melo si supera e mette in angolo. Appena un minuto prima dell’ intervallo però gli ospiti colpiscono, quando Ramos fa da sponda per Alejandro Marquez che dal limite fulmina Alvaro Forero. Una rete che è una macigno sul morale dei venezuelani. I ragazzi di Julio Quintero, che segue la squadra dalla panchina con un chupa chups in bocca, non si perdono d’ animo e nella ripresa cercano di raddrizzare la situazione in ogni modo. Peccato che il suo Zamora si divori in serie delle opportunità incredibili. Prima con Edson Mendoza a due metri dalla porta, poi con lo sfortunato Soteldo, che colpisce un palo e vede salvare sulla linea l’ ennesimo goal che pareva già fatto. Non c’è proprio nulla da fare per i padroni di casa, che escono a testa bassa dal campo, delusi più che mai. Vince il Tino che prosegue così il suo sogno internazionale, mentre i tifosi arrivati a sostenere la squadra fino in Venezuela mostrano orgogliosamente le loro bandiere. Anche stavolta le scelte del tecnico Pablo Guede si sono mostrate azzeccate, a dispetto delle assenze importanti di alcuni giocatori.

Stadio: Rafael Agustín Tovar, Barinas

Arbitro: Julio Quintana (Paraguay)

Zamora – Alvaro Forero; Yanniel Hernandez, Edwin Peraza, Dustin Valdez, Edson Mendoza (76′ Ynmer Gonzalez); Arles Flores, Luis Vargas, Yeferson Soteldo, Johan Arenas; Johan Moreno (46′ Ricardo Clarke), Pierre Pluchino (66′ Santiago Bello). All.: Julio Alberto Quintero

Palestino – Darío Melo; Germán Lanaro, Alejandro Contreras, Paulo Diaz; Diego Rosende, Esteban Carvajal; Alejandro Márquez, Diego Chaves, Marcelo Morales (60′ Mathias Vidangossy, Jason Silva (75′ Jonathan Cantillana), Renato Ramos (88′ Felipe Campos). All.: Pablo Guede

Marcatori – 44′ Alejandro Marquez

D' Alessandro realizza su rigore (globoesporte.com)

D’ Alessandro realizza su rigore (globoesporte.com)

Internacional-Universidad de Chile 3-1 – Il big match di Porto Alegre non delude le attese degli appassionati di calcio sudamericano e dei 40mila del Beira-Rio. E’ stata partita vera quella tra brasiliani e cileni, che non si sono risparmiati dandosi battaglia per 90 minuti e giocando a ritmi altissimi per lunghe fasi dell’ incontro. Alla fine l’ ha spuntata la squadra più forte, infatti l’ Inter per la qualità della rosa può essere tranquillamente inserita tra le favorite per il titolo. In quella che rappresentava la centesima gara in Libertadores del Colorado, mister Diego Aguirre dà fiducia in attacco a Jorge Henrique, Vitinho e Sasha, alle cui spalle agisce naturalmente un D’ Alessandro in versione leader. Ottime le prove anche per il terzino Leo e i centrocampisti Nilton e Aranguiz, che insieme formano una coppia invidiabile. La U, come sappiamo in nette difficoltà durante questo avvio di stagione, non scende in campo per fare le barricate e gioca la partita a viso aperto, lasciando allo stesso tempo diversi spazi. Passa appena un minuto che subito Johnny Herrera è chiamato agli straordinari per salvare sul tap-in ravvicinato di Alan, poi all’ 8′ è Sasha ad inventarsi una rovesciata fantastica che sfiora soltanto l’ incrocio. I cileni però in contropiede vanno ad un passo dal vantaggio, quando l’ uruguayano Maxi Rodriguez si fa 60 metri palla al piede indisturbato e lascia partire una sassata che colpisce la parte interna della traversa e sulla cui ribattuta Ubilla mette a lato di testa. Chance colossale gettata alle ortiche. La sfida si gioca soprattutto a centrocampo, tanti falli, tanti episodi dubbi e tantissime proteste da una parte e dall’ altra verso l’ arbitro peruviano Victor Carrillo, chiamato ad un lavoro tutt’ altro che semplice. L’ Internacional reclama invano un rigore su Vitinho, che sembra starci sicuramente di più rispetto a quello che Carrillo fischierà al 44′ su D’ Alessandro. Il capitano dei brasiliani si lascia cadere in area dopo un contatto lieve con Cristian Suarez, tiro dagli undici metri regalato. Lo stesso D’ Alessandro trasforma con freddezza e manda le squadre a risposo sull’ 1 a 0. Al 60′ contropiede letale che vale il 2 a 0, con Alex (in campo da poco per Vitinho) che lancia splendidamente nello spazio Bruno Henrique, inesorabile nel battere Herrera a tu per tu. Bella anche le rete con cui l’ Universidad de Chile torna in partita: Lorenzetti vede Ubilla libero, che di testa offre l’ assist per il diagonale vincente di Canales. Non c’è scampo per Alisson, 2-1. I cileni di Martin Lasarte si riversano obbligatoriamente in avanti, ma i porto-alegrenses sanno bene come si orchestrano i contropiede e al 78′ arriva il 3 a 1 con Sasha che calcia al volo su illuminante assist di Aranguiz e fa esplodere una volta per tutte lo stadio. L’ Internacional cancella così il brutto esordio contro The Strongest, con una prestazione che sarà sicuramente piaciuta a Lisandro Lopez, presente in tribuna e prossimo rinforzo per Diego Aguirre. Altra serata amare per i cileni invece, che si giocheranno la partita della vita nel prossimo turno casalingo contro The Strongest.

Stadio: Beira-Rio, Porto Alegre

Arbitro: Victor Carrillo (Perú)

Internacional – Alisson; Léo, Rever, Alan Costa, Fabrício; Nilton, Aránguiz, D’Alessandro (90′ Carlos Luque), Vitinho (57′ Alex); Jorge Henrique (72′ Nicolas Freitas), Eduardo Sasha. All.: Diego Aguirre

Universidad de Chile – Herrera; Magalhães, Osvaldo González, Cristian Suárez, Josè Rojas; Guzman Pereira, Espinoza, Ubilla, Lorenzetti, Ubilla; Canales. All.: Martín Lasarte

Marcatori – 44′ D’ Alessandro (I), 60′ Jorge Henrique (I), 67′ Gustavo Canales (UC), 78′ Eduardo Sasha (I)

Wilson Morelo

Wilson Morelo

Independiente Santa Fe-Colo Colo 3-1 – I colombiani si piazzano in testa al girone 1 con 6 punti e lo fanno in grande stile, superando una compagine importante come il Colo Colo. Un trionfo firmato dalla tripletta di Wilson Morelo, spauracchio che i difensori cileni si sogneranno per qualche notte. I primi pericoli sono per la porta di Robinson Zapata, insediata dalle conclusioni di Emiliano Vecchio e Humberto Suazo, tra i più attivi nel Colo Colo. Le redini del gioco sono però tra i piedi dei Cardenales, che al 34′ trovano l’ affondo decisivo: bella palla a scavalcare la difesa di Omar Perez per Morelo, che controlla la sfera con classe e supera Justo Villar. Al 43′ il Cacique mette in evidenza delle lacune difensive raccapriccianti, quando al Santa Fe è sufficiente un passaggio lungo senza pretese di Luis Quinones per mandare in porta lo scatenato Morelo. L’ attaccante semina il panico in area cilena, salta in dribbling il portiere e due difensori e calcia a porta vuota; un miracoloso intervento di Caceres devia sulla traversa, ma la ribattuta premia Morelos che non può proprio sbagliare. 2 a 0 al Campin di Bogotà, gremito da oltre 30mila spettatori. I secondo 45 minuti vedono il Colo Colo logicamente avanzare il baricentro, nel tentativo disperato di rimettersi in corsa. Al 50′ arriva l’ episodio perfetto per i cileni, con Jaime Valdes bravo ad incunearsi in area e a subire fallo da Meza. Rigore sacrosanto che il Chupete Suazo non fallisce. E’ soltanto un’ illusione però per i ragazzi di Hector Tapia, che al 65′ vengono puniti per la terza volta. Tanto per cambiare Perez e Morelos fanno diventare matti gli avversari grazie ad un rapido uno-due dentro l’ area e alla fine Morelos trova il varco giusto per il 3 a 1 definitivo. Dopo il goal il Santa Fe resta anche in dieci per il rosso ai danni di Salazar, ma il Colo Colo nonostante il possesso palla non trova sbocchi e torna a casa a mani vuote. Tanti applausi per i colombiani, che sull’ altura di Bogotà hanno divertito i proprio tifosi e ben impressionato davanti un rivale di indubbio valore.

Arbitro: Germán del Pino

Stadio: El Campín, Bogotá

Santa Fe – Róbinson Zapata; Yulián Anchico, Yerry Mina, Francisco Meza, Dairon Mosquera; Juan Roa, Sebastián Salazar, Luis Carlos Arias, Ömar Pérez (90′ Sergio Otalvaro); Wilson Morelo (87′ Yamilson Rivera), Luis Quiñones (71′ Baldomero Perlaza). All.: Gustavo Costas

Colo Colo – Justo Villar; Gonzalo Fierro, Josè Caceres, Cristian Vilches, Jean Beausejour; Esteban Pavez, Jaime Valdés (70′ Camilo Rodriguez), Emiliano Vecchio; Humberto Suazo, Felipe Flores, Juan Delgado (46′ Claudio Baeza). All.: Héctor Tapia

Marcatori – 35′, 44′, 66′ Wilson Morelo

 

 

L’ex viola Anderson torna in patria: è dell’Internacional

10 anni fa c’era anche lui nella celebre Batalha dos Aflitos, la sfida a suon di colpi proibiti vinta dal Grêmio sul Náutico in 7 contro 10. Anzi, era proprio quel giovane mancino con le treccine, nel recupero di una gara apparentemente infinita, a firmare il gol che certificava il ritorno del Tricolor gaúcho in A dopo una stagione di purgatorio in seconda serie. 10 anni e varie esperienze europee più tardi, Anderson torna in Brasile e a Porto Alegre: ha firmato fino al 2018 con l’Internacional, che lo ha presentato in serata. 27 anni ad aprile, portato in Europa dal Porto nel 2006, arriva dal Manchester United, dove non aveva più spazio. Così come non ne ha avuto troppo nella seconda parte del 2014, in prestito alla Fiorentina. Proprio il suo ex Grêmio, rivela lui, aveva cercato di riportarlo a casa. “Ma l’Inter è il club che si è interessato maggiormente a me. E io ero aperto a qualsiasi proposta”. E al fascino della Libertadores, soprattutto, trofeo che gli manca al contrario della Champions, conquistata con la maglia dello United. Al Colorado, Anderson troverà un altro ex gremista: il centrale Réver, arrivato dall’Atlético Mineiro.

Bola rolando! In Brasile via agli estaduais, ma è un calcio impoverito

Si riparte. Con tante novità e un calcio nuovamente indebolito dopo un’epoca di gloriosi ritorni in patria. Da Rio de Janeiro a San Paolo, da Belo Horizonte a Porto Alegre, in Brasile tornano gli statali, antipasto del campionato nazionale il cui inizio è previsto per maggio. Si parte stasera con gli anticipi del primo turno, si finisce domani sera. E mercoledì e giovedì, tutti di nuovo in campo. Un classico, nonostante le battaglie del Bom Senso FC per una migliore organizzazione del calendario. La riduzione generale degli investimenti degli sponsor nei club ha portato a un impoverimento qualitativo generale: il Cruzeiro ha perso Everton Ribeiro e Ricardo Goulart, simboli del bicampeonato, l’Atlético Mineiro ha lasciato andare il nazionale Diego Tardelli, il Corinthians non ha rinnovato con Guerrero, il Fluminense ha visto Conca volare per la seconda volta in direzione Cina, il Santos è stato citato in giudizio da più di un suo giocatore. Nonostante ciò, le grandi storiche sono e rimangono le favorite di tornei che raramente propongono sorprese eclatanti.

CURIOSITÀ PALMEIRAS – La più clamorosa del 2014 è rappresentata dall’Ituano campione con Doriva, oggi al Vasco e rimpiazzato sulla panchina rossonera da Tarcísio Pugliese. Ma a San Paolo la curiosità maggiore è rivolta al Palmeiras, iperattivo sul mercato e capace di portare a casa 16 volti nuovi: la rosa c’è, l’incognita è un amalgama difficile da trovare in poche partite. Il Corinthians riabbraccia Tite, il Santos saluta Damião e accoglie per la terza volta Ricardo Oliveira. E il San Paolo prova a riorganizzarsi dopo l’addio forzato di Kaká, volato negli Stati Uniti. Prima volta per Capivariano e Red Bull Brasil, ma a contendersi il ruolo di sorpresa saranno altre: la Ponte Preta, il Mogi Mirim di Rivaldo, magari il Bragantino di “Drogbinha” Diego Maurício, ex promessa del Flamengo, o l’Audax di Fernando Diniz, nuovo che avanza in panchina. Il regolamento è il medesimo del 2014: 4 gruppi da 5, le prime 2 di ciascun girone passano ai quarti.

RIO DI LACRIME – A Rio de Janeiro, lo scorso anno è andata in scena una staffetta inusuale: Vasco da Gama promosso in A nazionale, Botafogo retrocesso in B. I bianconeri hanno trattenuto Jéfferson e rivoluzionato la rosa, ma non sembrano in grado di infastidire le altre grandi per il titolo. Anche se il Flamengo non ha concretizzato nei fatti i propositi bellicosi di miglioramento della rosa: dentro solo gli ex Grêmio Pará e Bressan, l’interessante Marcelo dell’Atlético Paranaense e qualche scommessa. Quelle su cui puntano anche il Fluminense, senza Conca e dopo 16 anni senza il main sponsor Unimed, e il Vasco, di nuovo in mano al padre-padrone Eurico Miranda. Per tutte, un fattore comune: senza Libertadores, potranno concentrarsi unicamente sul Carioca. Prima volta per il Barra Mansa, occhio al Macaé. Subito polemiche: Fla-Flu unite contro la FERJ, la Federazione Carioca, per questioni legate al prezzo dei biglietti e al posizionamento delle tifoserie al Maracanã. Regolamento: non più due tornei (Taça Guanabara e Taça Rio) ma uno solo, all’italiana, come lo scorso anno, con le prime 4 in semifinale e le ultime 2 in seconda divisione.

DUELLI – Capitale calcistica del Brasile da due anni a questa parte, nemmeno Belo Horizonte ha resistito al fascino dell’esotico. Cruzeiro e Atlético Mineiro hanno ceduto le rispettive stelle colmando poi il buco con acquisti stranieri: Riascos e de Arrascaeta da una parte, Pratto dall’altra. Rimangono loro le favorite, con l’América-MG di Mancini a fare da (debole) terzo incomodo. Nel Rio Grande do Sul, situazioni opposte per le grandi: fuori dalla Libertadores il Grêmio riduce i costi e punta sui giovani, l’Internacional fa le cose in grande con Réver e Vitinho. Ma nel Gauchão schiererà le seconde linee. Nel torneo baiano sarà lotta a due Bahia-Vitória, nel Paranaense il Londrina proverà a ripetere l’exploit di qualche mese fa inserendosi tra Coritiba e Atlético Paranaense, quest’ultimo con l’Under-23 mentre la prima squadra trascorrerà come al solito i primi mesi in Europa. A Santa Catarina è equilibrio totale: Avaí, Figueirense, Criciúma, Chapecoense e Joinville covano sogni di gloria. Nello stato goiano, Goiás chiaro favorito. Tutti contro tutti: da stasera il pallone torna a rotolare anche in Brasile.

Brasile, il mercato esplode subito: De Arrascaeta-Inter, Pratto-Galo

Giorgian De Arrascaeta (Defensor)

Giorgian De Arrascaeta (Defensor)

Terminato il campionato da poco più di una settimana, in Brasile è già tempo di mercato. A muoversi sono soprattutto le formazioni che parteciperanno alla Libertadores, e che devono dunque costruire più in fretta delle altre una rosa competitiva per il 2015. L’Internacional ha messo le mani sul trequartista-gioiello Giorgian De Arrascaeta, del Defensor Sporting, e tenta Nílton (Cruzeiro). L’Atlético Mineiro spera presto di annunciare Lucas Pratto (Vélez Sarsfield). Il Corinthians è vicino a Steven Mendoza, primo rinforzo per il cavallo di ritorno Tite, sostituto di Mano Menezes dopo un anno vacante e la mancata panchina del Brasile. Ma c’è l’incognita Guerrero, ancora in fase di trattative per il rinnovo. E il San Paolo, che saluta Kaká in direzione Orlando, si prende Wesley (Palmeiras) e i laterali del Fluminense: ecco Carlinhos, ai dettagli per Bruno. E il Cruzeiro campione? Cerca un bomber, visto che la permanenza di Marcelo Moreno (di proprietà del Grêmio) è in dubbio: difficile Fred, nonostante il suo cuore azul, possibile il santista Leandro Damião. Intanto, la Raposa respinge un’altra offerta del Real Madrid per Lucas Silva ed è vicina a Gabriel, svincolatosi dal Botafogo, e al camerunense Joel (Coritiba).

Lucas Barrios, nelle mire del Flamengo

Lucas Barrios, nelle mire del Flamengo

FLAMENGO SU BARRIOS – Dopo 10 anni, il matrimonio tra il Flamengo e Léo Moura è prossimo alla conclusione: il laterale e capitano rossonero, dal 2005 al Fla, è in scadenza e non ha ancora trovato l’accordo per il rinnovo. In entrata, piace Lucas Barrios, ex Borussia Dortmund, attualmente prestato dallo Spartak Mosca al Montpellier. “Solo se arriverà un’offerta dall’Europa il giocatore non andrà a Rio. Ma ci sono dei club spagnoli e tedeschi interessati” dice Roberto Miguel, il rappresentante per il Brasile del paraguaiano. In difficoltà Grêmio e Fluminense, entrambe intente a ridurre le spese in vista del prossimo anno: i gaúchos possono perdere Pará e Dudu, nelle mire del Flamengo, i carioca devono riorganizzarsi dopo la separazione dallo storico sponsor Unimed, padre-padrone da 15 anni. Il Palmeiras prova a rialzarsi dopo la paura-retrocessione: il primo colpo è Amaral (Goiás).

Tite torna al Corinthians

Tite torna al Corinthians

PANCHE GIREVOLI – Il ritorno al Corinthians di Tite, presentato oggi, si guadagna la copertina. “Spero di ripetere i successi della mia ultima avventura” le prime parole del tecnico, fermo da un anno e campione del Brasileirão 2011 e di Libertadores e Mondiale 2012. Al Palmeiras c’è Oswaldo de Oliveira: tra le quattro grandi pauliste gli mancava solo il Verdão. L’Internacional perde Abel Braga nonostante la qualificazione alla Libertadores: tentativo per Luxemburgo, che però rimane al Flamengo così come Cristóvão Borges al Fluminense. Per il ritorno in A, il Vasco si affida all’ex doriano Doriva, campione del Paulistão 2014 con il piccolo Ituano: aveva firmato solo 3 giorni fa col Botafogo di Ribeirão Preto, salvo rescindere istantaneamente per accettare la proposta cruzmaltina. “Un peccato che comportamenti del genere siano considerati normali in Brasile” si lamenta il presidente dei paulisti, Rogério Barizza. In B, il Botafogo lascia andare 17 giocatori e in panchina si affida a Renê Simões: era il ct della Giamaica che partecipò ai Mondiali francesi del ’98.

Brasileirão: il Palmeiras scaccia l’incubo, Salvador scende in B

Henrique, autore dell'1-1 del Palmeiras (foto: UOL)

Henrique, autore dell’1-1 del Palmeiras (foto: UOL)

Alla fine, piangono tutti. Di gioia il Palmeiras, che si salva al termine di una stagione comunque da dimenticare; di tristezza Vitória e Bahia, che scendono in B raggiungendo Botafogo e Criciúma e nella prossima stagione disputeranno il derby di Salvador in seconda serie. Decisivo il successo del Santos sul Leão rossonero: la rete al 90′ dell’ex cagliaritano Thiago Ribeiro, che in contropiede dà il colpo di grazia a un avversario da tempo sulle gambe, scaccia ogni paura dai cuori e dalle menti di Valdívia e compagni. I quali non riescono a battere nemmeno un Atlético Paranaense coriaceo, fresco nella sua gioventù, ma da tempo senza obiettivi. All’Allianz Parque ci sono tutti. Anche São Marcos, che il dolore della caduta se lo ricorda ancora: c’era anche lui nel 2002, pochi mesi dopo il Mondiale nippo-coreano, quando il Palmeiras conobbe per la prima volta la retrocessione. Il fantasma pare materializzarsi nuovamente quando il Furacão passa con Ricardo Silva, poi Henrique pareggia su rigore. E occhi e orecchie si spostano a Salvador, dove il Vitória non segna. I minuti passano. Il Santos resiste. E al 94′ “salva” ufficialmente i rivali cittadini. Ma la torcida palmeirense non perdona i giocatori: “Squadra senza vergogna”. Valdívia si sfoga: “Anno vergognoso, chiedo scusa”. E il profilo ufficiale di Twitter del club posta un messaggio asettico, senza emozioni, al termine del match. Insomma, c’è poco da festeggiare.

Minori erano le speranze del Bahia: anche in caso di vittoria, il Tricolor sarebbe tornato in B dopo 4 stagioni per il minor numero di vittorie nei confronti del Palmeiras. Il 2-2 (da un doppio vantaggio) in casa del Coritiba, nell’ultima partita della carriera di Alex, è l’ultimo atto di una stagione iniziata male e conclusa nel modo più ovvio.

INTER, CHE SOFFERENZA – Completo anche il quadro della Libertadores. Sorride l’Internacional, che sotto fino a un minuto dal termine in casa del Figueirense rimonta con Rafael Moura e Wellington Silva e dà il via a una caccia all’uomo dei giocatori di casa contro il direttore di gara, Marielson Alves Silva, colpevole di aver espulso affrettatamente França e di aver convalidato la rete del 2-1 al 95′, a tempo scaduto. A proteggerlo da eroe, proprio He Man. Beffato il Corinthians, che nell’ultima di Mano Menezes batte il Criciúma ma deve accontentarsi del quinto posto (per aver conquistato meno vittorie rispetto all’Inter): all’orizzonte i preliminari di Libertadores contro una colombiana, con tanto di incubo della “toliminazione” del 2011 contro il Tolima. Il Fluminense arriva quinto pur perdendo contro il Cruzeiro campione: a segno Fred, che si laurea capocannoniere per la seconda volta nelle ultime 3 stagioni, e Marcelo Moreno, con una bicicleta strepitosa. Al termine della gara, capitan Fábio alza il trofeo del Brasileirão: al Mineirão è festa grande.

Il Flu accede direttamente agli ottavi di finale della Copa do Brasil 2015, e ad aiutarlo è il rivale Flamengo: 1-1 in casa del Grêmio nonostante l’espulsione del portierino César costringa i rossoneri di Luxemburgo in inferiorità numerica per l’ultima mezz’ora.

ALTRE PARTITE – Già in Libertadores da settimane, il San Paolo perde in casa dello Sport per 1-0. 0-0 tra Botafogo e Atlético Mineiro al Mané Garrincha di Brasília, di fronte a meno di 4000 persone. 4-2 del Goiás sulla Chapecoense e doppietta del gioiello Erik, che arriva in doppia cifra.

 

RISULTATI

Corinthians 2-1 Criciúma

Figueirense 1-2 Internacional

Goiás 4-2 Chapecoense

Cruzeiro 2-1 Fluminense

Grêmio 1-1 Flamengo

Botafogo 0-0 Atlético Mineiro

Palmeiras 1-1 Atlético Paranaense

Vitória 0-0 Santos

Coritiba 2-2 Bahia

Sport 1-0 San Paolo

 

CLASSIFICA

Cruzeiro 80

San Paolo 70

Internacional 69

Corinthians 69

Atlético Mineiro 62

Fluminense 61

Grêmio 61

Atlético Paranaense 54

Santos 53

Flamengo 52

Sport 52

Goiás 47

Figueirense 47

Coritiba 47

Chapecoense 43

Palmeiras 40

Vitória 38

Bahia 37

Botafogo 34

Criciúma 32

Brasileirão: Cruzeiro col fiatone, ma resta a +5

Marcelo Moreno: 5 minuti per lasciare il segno (foto:  André Yanckous)

Marcelo Moreno: 5 minuti per lasciare il segno (foto: André Yanckous)

5 punti in 5 giornate. È lo slogan della missione sãopaulina nell’ultimo mese di campionato dopo la giornata numero 33, che sembra poter spostare gli equilibri e invece non cambia proprio nulla nel rapporto di forza tra capolista e vice. Certo, il Cruzeiro non è più quello di un tempo. Per stanchezza fisica e consunzione mentale da doppio impegno: a metà settimana c’è il super derby con l’Atlético Mineiro, andata della finale di Copa do Brasil. Ma resiste, seppure col fiatone. A Belo Horizonte il Criciúma spaventa la Raposa, prima di essere demolito nella ripresa da 3 dei 4 tenori: Marcelo Moreno, in campo da 5 minuti, e poi Ricardo Goulart e Willian. Ma i catarinensi se la prendono per un mani in area di Mayke non sanzionato, sul 2-1. San Paolo a -5, dunque. Di ritorno dall’Ecuador, dove il Tricolor ha conquistato la semifinale di Sudamericana, Kaká e compagni si superano: Luis Fabiano e l’ex milanista stendono il Vitória in un’altra sfida sportivamente drammatica, rendendo inutile il momentaneo pareggio di Kadu da distanza chilometrica. La lotta a due continua. Ma il traguardo, per il Cruzeiro, è ormai dietro l’angolo.

GRÊMIO ALEGRE – Nella domenica di clássicos, il Gre-nal è tricolor. 4-1 per il Grêmio, che fa il miglior regalo possibile al 66enne Scolari e demolisce per 4-1 l’Internacional. Vendicandosi, peraltro, di un altro derby perso con il medesimo risultato nello statale del primo semestre. Il protagonista, nel bene e nel male, è l’argentino Ruíz: l’ex San Lorenzo entra al 73′, segna la doppietta che mette una pietra sopra al punteggio e provoca la solita rissa di una gara mai normale, esultando davanti alla panchina rivale. “Stavo solo omaggiando la mia famiglia, seduta in quel punto dello stadio” si giustifica lui. Ma Felipão, per evitare ulteriori guai, decide di toglierlo all’85’, anche se poi insulti e spintoni continueranno negli spogliatoi. Terzo prima del turno, l’Inter viene così superato dai rivali ma anche da Atlético Mineiro e Corinthians: 2-0 delle riserve del Galo al Palmeiras, al suo ultimo match al Pacaembu prima di abbracciare il nuovissimo Allianz Parque, 1-0 del Timão sul Santos grazie a una zampata solitaria di Guerrero. Tutto a sfavore del Fluminense, battuto dal Coritiba dopo 4 successi di fila: al Couto Pereira decide il camerunense Joel.

ERIK IL VICHINGO – Chi l’avrebbe mai detto? A 5 turni dalla conclusione, il Goiás è praticamente salvo. Merito soprattutto di Erik, 20enne rivelazione del campionato ora in doppia cifra: doppietta al derelitto Bahia e 3-0 al Serra Dourada. Senza più paure anche lo Sport, che sognava di andare in Libertadores e al quale basta un ultimo sforzo per restare in A dopo il punticino interno miracolosamente strappato al Flamengo (0-2 all’89’, 2-2 il finale). Salvador piange: oltre al Bahia, anche il Vitória rischia grosso. Mentre sorride solo parzialmente lo stato di Santa Catarina: quasi in B il Criciúma, ha ottime possibilità di farcela il Figueirense, che ha la meglio nel derby con la Chapecoense quintultima grazie al tacco di Marcão. È ancora pienamente in corsa il Botafogo, ma così è dura trovare speranze: a Volta Redonda passa l’Atlético Paranaense, che prosegue un buon momento di forma e dà una lezione all’ex Vágner Mancini, rossonero nel 2013. Il tecnico prova a crederci, ma servirà una reazione da grande squadra in una situazione, anche economica, sempre complicatissima. Altrimenti, l’ipotesi di una staffetta col Vasco da Gama, vicino alla promozione dalla B, rischia di farsi sempre più concreta.

 

RISULTATI

Palmeiras 0-2 Atlético Mineiro

Coritiba 1-0 Fluminense

Botafogo 0-2 Atlético Paranaense

Sport 2-2 Flamengo

Grêmio 4-1 Internacional

Vitória 1-2 San Paolo

Figueirense 1-0 Chapecoense

Corinthians 1-0 Santos

Cruzeiro 3-1 Criciúma

Goiás 3-0 Bahia

 

CLASSIFICA

Cruzeiro 67

San Paolo 62

Grêmio 57

Atlético Mineiro 57

Corinthians 57

Internacional 56

Fluminense 54

Santos 46

Atlético Paranaense 46

Goiás 44

Flamengo 44

Sport 41

Figueirense 39

Palmeiras 39

Coritiba 37

Chapecoense 36

Vitória 34

Botafogo 33

Bahia 31

Criciúma 30

Brasileirão: titolo incerto, Libertadores e salvezza di più

Fred esulta dopo l'1-0 al Goiás: Flu quarto (Nelson Perez/Fluminense)

Fred esulta dopo l’1-0 al Goiás: Flu quarto (Nelson Perez/Fluminense)

Cruzeiro versus San Paolo. Ormai si è capito: la sfida per il titolo è questa, e questa rimarrà fino alla fine del Brasileirão. Intanto, a 6 turni dalla fine i punti di distacco tra le due rimangono 7. Al Mineirão, non c’è scampo per un Botafogo coraggioso: Marquinhos e una punizione gioiello di Egídio chiudono la pratica un poco più di un quarto d’ora, prima che i carioca accorcino inutilmente nel finale grazie a un’autorete di Léo. Mentre all’Heriberto Hülse è il solito Alan Kardec a stendere il Criciúma con un’inzuccata perentoria nel finale, tenendo aperto il campionato e dando seguito alla rete del centrale Edson Silva, la seconda in 4 giorni. “Stiamo facendo la nostra parte, che è provare a vincere tutte le partite da qui alla fine del campionato” dice l’ex attaccante del Palmeiras. Dall’altro lato, esordio amaro per Toninho Cecílio, quarto allenatore stagionale del fanalino di coda catarinense, subentrato all’esonerato Gilmar Dal Pozzo.

CHE MISCHIA – Dalla bagarre Libertadores si stacca momentaneamente l’Internacional, alla prima vittoria nella storia alla Vila Belmiro: Santos battuto da una doppietta del cileno Aránguiz e da un’ingenuità del portiere Aranha, che in occasione del secondo gol prende con le mani il retropassaggio di Mena regalando agli avversari la punizione a due decisiva. Dietro, sono in 4 appaiate a quota 54. Ma il quarto posto, per la questione vittorie e poi differenza reti, è del Fluminense, giunto al quarto successo di fila: Fred (gol numero 100 nel Brasileirão) e Conca zittiscono il Goiás. Atlético Mineiro ko sul campo dell’Atlético Paranaense: decide un destro (deviato) di Paulinho Días dopo 43 secondi, in un’Arena da Baixada sempre più fattore decisivo per il campionato dei rossoneri. Un’autorete di Richarlyson fa sorridere il Grêmio, vincente di misura sul Vitória. Mentre si salva all’ultima azione il Corinthians, che grazie a Elias e Bruno Henrique rimonta il doppio vantaggio del Coritiba in una gara in cui si vede di tutto: un gol annullato per parte, un rigore prima concesso e poi ritirato ai paulisti, un mani fuori area di Cássio trasformato in… punizione per il Timão, un cane in campo. È il Brasileirão, bellezza.

PALMEIRAS AL RIPARO – Non meno entusiasmante, tranne per chi è direttamente coinvolto, è la lotta per non retrocedere. Dal Criciúma ultimo al Figueirense 14mo ballano 4 punti. Chi pare essersi momentaneamente tolto dalle secche è il Palmeiras, apparentemente spacciato fino a un paio di mesi fa, che espugna il campo del Bahia grazie a Messi Black Mazinho e rifila un duro colpo all’ex Kleina. Dopo 2 pareggi e 8 ko, ma senza esoneri di allenatori, torna al successo lo Sport: l’Arena Pernambuco porta bene agli uomini di Eduardo Baptista, che aumentano le distanze dal Figueirense battendolo con un rigore di Diego Souza. Male la Chapecoense, incapace di reggere alla pressione e alla storia del Flamengo: doppietta per il classe ’92 Nixon, e carioca definitivamente al riparo da qualunque sorpresa. E ora abilitati a pensare unicamente alla Copa do Brasil: a metà settimana il ritorno con l’Atlético Mineiro, dopo il 2-0 dell’andata. L’altra semifinale sarà tra Santos e Cruzeiro, con i mineiros vincenti a Belo Horizonte per 1-0.

 

RISULTATI

Goiás 0-2 Fluminense

Grêmio 1-0 Vitória

Corinthians 2-2 Coritiba

Cruzeiro 2-1 Botafogo

Criciúma 1-2 San Paolo

Santos 1-2 Internacional

Sport 1-0 Figueirense

Atlético Paranaense 1-0 Atlético Mineiro

Flamengo 3-0 Chapecoense

Bahia 0-1 Palmeiras

 

CLASSIFICA

Cruzeiro 64

San Paolo 59

Internacional 56

Fluminense 54

Atlético Mineiro 54

Grêmio 54

Corinthians 54

Santos 46

Atlético Paranaense 43

Flamengo 43

Goiás 41

Sport 40

Palmeiras 39

Figueirense 36

Chapecoense 36

Vitória 34

Coritiba 34

Botafogo 33

Bahia 31

Criciúma 30