Libertadores 2015 – Sbuca Mosquera al 90′ e il Santa Fe vince il primo round contro l’ Internacional

Vittoria essenziale per il Santa Fe, che all’ ultimo respiro riesce a stendere meritatamente l’ Internacional grazie ad un colpo di testa del difensore Dairon Mosquera a tempo quasi scaduto. Il risultato finale di 1 a 0 permette quindi ai colombiani di andarsi a giocare la qualificazione con un notevole vantaggio tra una settimana in Brasile, dove invece al Colorado servirà la partita perfetta nel proprio stadio per eliminare i rivali e approdare in semifinale.

La gioia dei giocatori del Santa Fe

La gioia dei giocatori del Santa Fe

Nel caldissimo Campin di Bogotà sono stati 90 minuti in cui la tattica e lo studio l’ hanno fatta da padrone, specialmente in un primo tempo avarissimo di emozioni, in cui il Santa Fe tenta timidamente di attaccare contro un Inter messo sulla difensiva, a dispetto della presenza di quattro giocatori offensivi come D’ Alessandro, Valdivia, Sasha e Lisandro Lopez. Per assistere alle prime vere opportunità da goal, bisogna attendere oltre l’ ora di gioco, quando l’ altura della capitale colombiana comincia a fare il suo effetto e gli uomini di Gustavo Costas iniziano a dominare in lungo e largo. Proprio il terzino Mosquera, che si rivelerà figura del partido, si rende pericoloso sui calci piazzati del solito Omar Perez, come sempre fattore determinante tra i colombiani, ed è soltanto la sfortuna e un pizzico di imprecisione a negare la gioia del goal a Mosquera, che riesce a svettare sui difensori avversari, ma vede negarsi la rete del vantaggio da una parata di Alisson e da ben due traverse colpite nel giro di pochi minuti. Al 72′ altra chance per Los Cardenales: l’ appena entrato Miguel Borja viene imbeccato splendidamente in area da Perez, ma da ottima posizione spreca tutto calciando clamorosamente alto sopra la traversa; nei brasiliani Diego Aguirre prova ad affidarsi al contropiede, gettando nella mischia il veloce Nilmar, che al 72′ fugge in velocità e si presenta di fronte a Castellanos scavalcandolo con un pallonetto, fortuna per i padroni di casa che arrivi Yerri Mina a salvare sulla linea. Sarebbe stato un goal pesantissimo e invece sarà il Santa Fe a festeggiare la vittoria. E’ il 92′ quando dal piede destro di Omar Perez parte il corner sul quale svetta ancora una volta Mosquera e stavolta Alisson viene infilzato dal potente cabezazo del difensore, che fa letteralmente esplodere il pubblico di Bogotà. Tuttavia resta grave il fatto che la difesa brasiliana non sia riuscita a prendere le contromisure per marcare Mosquera sulle palle alte, venendo giustamente punita ad un passo dal traguardo. Servirà ben altro atteggiamento al Beira Rio per aver la meglio del coriaceo Santa Fe.

Stadio: El Campín, Bogotá

Arbitro: Néstor Pitana (Argentina)

Independiente Santa Fe – Leandro Castellanos; Yulián Anchico, Yerry Mina, Francisco Meza, Dairon Mosquera; Daniel Torres, Juan Daniel Roa, Luis Seijas, Omar Pérez; Wilson Morelo (68′ Miguel Borja), Luis Páez (63′ Yamilson Rivera). DT: Gustavo Costas

Internacional – Alisson; Juan, Alan Costa, Ernando, William; Charles Aránguiz, Rodrigo Dourado; Valdivia, Andrés D’Alessandro (75′ Nicolas Freitas), Eduardo Sasha (69′ Nilmar); Lisandro López (87′ Rever). DT: Diego Aguirre

Marcatore – 92′ Dairon Mosquera

Ammoniti – Roa (SF), D’ Alessandro (I)

 

Libertadores 2015 – Cruzeiro avanti ai rigori col San Paolo, una magia di D’ Alessandro trascina l’ Inter. Disastro Timao, impresa del Guaranì

La nottata di Copa Libertadores non tradisce le attese, regalando emozioni incredibili e grande spettacolo. Tanti i protagonisti nelle tre vibranti sfide valide per il ritorno degli ottavi di finale, tra rigori parati, golazos, espulsioni e atmosfere bollenti. I due derby brasiliani vedono il Cruzeiro spuntarla ai rigori con il Sao Paulo e l’ Internacional regolare per 3 a 1 l’ Atletico Mineiro: i primi conosceranno il loro prossimo avversario al termine del Superclasico di stanotte, i secondi dovranno invece vedersela con il Santa Fe di Bogotà. La quinta squadra verdeoro scesa in campo è il Corinthians, che però fallisce miseramente l’ operazione rimonta contro il Guaranì, chiudendo in nove uomini e venendo addirittura sconfitta nel finale dai sorprendenti paraguayani. Insomma, una serata amara specialmente per le compagini di San Paolo, con Tricolor e Timao unite nel pianto di una dolorosissima eliminazione.

Festa per il Cruzeiro a fine partita

Festa per il Cruzeiro a fine partita

CRUZEIRO-SAO PAULO 1-0 (4-3 dcr) – La battaglia del Mineirao è, ovviamente a parti invertite, la fotocopia di quella vista all’ andata; stavolta è il Cruzeiro infatti ad attaccare forsennatamente per ribaltare l’ 1 a 0 del Morumbì, costringendo il rinunciatario Sao Paulo sulla difensiva per ampi tratti del match.  Il tecnico dei campioni del Brasile Marcelo Oliveira schiera la stessa formazione di una settimana fa, con la sola eccezione di Bruno Rodrigo al posto di Leo in difesa, e funzionano molto bene le alchimie in attacco dove Marquinhos e De Arrascaeta sono stati protagonisti di una performance sontuosa; nel Tricolor invece Milton Cruz lascia Centurion in panchina e ritrova Michel Bastos dal primo minuto, ma il suo apporto offensivo, così come quello di Pato e Ganso, sarà pressoché nullo. I lampi del Cruzeiro nel primo tempo arrivano soprattutto da fuori area, con due bordate di Willian che in entrambi i casi sfiora di pochissimo il bersaglio grosso; la sfera è sempre tra i piedi della Raposa, con il Sao Paulo che fatica notevolmente a costruire un’ azione pericolosa, badando solamente a difendere. Tuttavia i padroni di casa non riescono a trovare il varco giusto per perforare Rogerio Ceni e l’ ultima chance prima dell’ intervallo capita ancora a Willian, che calcia con potenza dai 30 metri, ma sulla sua strada trova Ceni a deviare quanto basta per mettere in corner. La ripresa vede il Cruzeiro spingere con più costanza e al 54′ una bella azione corale porta al goal di Leandro Damiao, che insacca da pochi passi su assist del terzino Mayke, fuggito come un falco sulla destra. Il goal gasa la squadra di Belo Horizonte, sale in cattedra Marquinhos che con una sventola da lontano costringe Rogerio Ceni ad una parata da vero campione. Al 65′ il Sao Paulo inserisce Luis Fabiano per lo spento Pato e subito O Fabuloso sfiora il palo difeso da Fabio con una deviazione volante su cross di Denilson. Nel finale si vedono in campo anche il giovane Gabriel Xavier nel Cruzeiro, entrato molto bene in partita, e Centurion nel Sao Paulo, ma l’ esito non cambia fino al 90′ e si va direttamente ai calci di rigore come da regolamento. La tensione per gli oltre 40mila del Mineirao è alle stelle, con le squadre visibilmente tese che si caricano in cerchio prima della fatidica lotteria. Inizialmente sembra mettersi bene per i Paulisti con il grande Rogerio Ceni che fa il suo dovere segnando il primo penalty e parando poi quello di Damiao. La situazione poi però si ribalta perché nel Sao Paolo, dopo il secondo goal di Ganso, falliscono Souza (altissimo) e Fabiano (neutralizzato da Fabio), permettendo al Cruzeiro di portarsi sul 3 a 2 grazie ai sigilli in sequenza di Marquinhos, De Arrascaeta ed Henrique. Al quinto tiro segna Centurion, poi lo stadio tiene il fiato sospeso quando tocca a Manoel insaccare il goal-qualificazione, ma Rogerio Ceni si allunga e toglie la palla dall’ angolino: monumentale. Si va ad oltranza ed è il turno del giovane Lucao nel San Paolo, ma Fabio respinge con un balzo la sua debole conclusione, nella Raposa invece il classe ’93 Gabriel Xavier trafigge Rogerio Ceni e manda in delirio la torcida sugli spalti per il 4 a 3 definitivo. Particolarmente celebrato da una parte il goleiro del Cruzeiro Fabio, autore di due parate decisive che scacciano alcune critiche ricevute per il goal subito all’ andata, sponda San Paolo invece la delusione immensa è tutta nell’ espressione del capitano Rogerio Ceni, certamente il migliore dei suoi, per quella che forse è stata la sua ultima Libertadores.

Stadio: Mineirao, Belo Horizonte

Arbitro: Andres Cunha (Uruguay)

Cruzeiro – Fabio; Mayke (83′ Willian Farias), Bruno Rodrigo, Manoel, Eugenio Mena; Willians, Henrique; Willian (76′ Gabriel Xavier), Giorgian De Arrascaeta, Marquinhos; Leandro Damiao. All.: Marcelo Oliveira

San Paolo – Rogério Ceni; Bruno Vieira, Rafael Toloi, Lucao, Reinaldo; Denilson, Souza, Wesley (71′ Ricardo Centurion), Michel Bastos (76′ Hudson), Paulo Henrique Ganso; Alexandre Pato (65′ Luis Fabiano). All.: Milton Cruz

Marcatori – 54′ Leandro Damiao

Ammoniti – Reinaldo (SP)

Sequenza rigori – Ceni gol, Damiao parato, Ganso gol, Marquinhos gol, Souza fuori, De Arrascaeta gol, Luis Fabiano parato, Henrique gol, Centurion gol, Manoel parato, Lucao parato, Gabriel Xavier gol

Andres D’ Alessandro festeggia il raddoppio (oglobo.com)

INTERNACIONAL-ATLETICO MINEIRO 3-1 – Nella bolgia del Beira Rio l’ Internacional fa la voce grossa e manda a casa un generoso e combattivo Atletico Mineiro, che gioca alla pari e viene piegato soltanto dalle prodezze dei fantasisti di casa Valdivia e D’ Alessandro. Parte meglio il Galo, che va vicino al vantaggio con Luan e Pratto, al 21′ però il potenziale offensivo dell’ Inter viene fuori in grande stile: Lisandro Lopez serve con un pallone alto Valdivia, che dal limite dell’ area vede Victor leggermente fuori dai pali e con un pallonetto raffinatissimo mette la palla nel sacco. Decima rete nel 2015 per il 21enne, elemento sempre più fondamentale per lo scacchiere di Diego Aguirre; adesso all’ Atletico Mineiro servono due reti per qualificarsi, considerato il 2 a 2 dell’ andata. Nonostante la veemente reazione degli ospiti, l’ Internacional si salva in un paio di circostanze, prima di segnare il 2 a 0 al 45′. Una rete che è semplicemente una perla del capitano Andres D’ Alessandro, che si inventa un micidiale tiro ad effetto dal vertice dell’ area di rigore e infila il pallone perfettamente all’ incrocio dei pali. Un golazo che fa letteralmente esplodere il popolo del Colorado, che acclama il suo idolo mentre le squadre tornano negli spogliatoi. All’ Atletico serve un miracolo e nel secondo tempo Levir Culpi opta subito per due cambi offensivi, inserendo Maicosuel e Giovanni Augusto; al 58′ i suoi si riportano meritatamente in corsa, grazie alla zampata di Lucas Pratto che supera Alisson su ottimo passaggio di Maicosuel. Seguono minuti di nervosismo, con i difensori dell’ Internacional Juan e Alan chiamati a sbrogliare un paio di pericoli, ma all’ 80′ arriva il 3 a 1 che chiude i conti una volta per tutte; grave errore di Datolo che di testa sbaglia un passaggio all’ indietro, offrendo al connazionale Lisandro Lopez un’ occasione troppo facile per un bomber della sua esperienza: l’ ex Lione controlla dentro l’ area e mette alle spalle di Victor, bissando il goal siglato la scorsa settimana. Grande festa per la squadra di Porto Alegre, seria candidata alla vittoria finale: soprattutto dal centrocampo in su il tecnico uruguayano Diego Aguirre dispone di giocatori importanti e di una rosa ampia, basti pensare che per l’ occasione sono rimasti fuori gente come Nilton, Alex, Rafael Moura, Vitinho e Nilmar. Contro i colombiani del Santa Fe tuttavia, specialmente nell’ infuocato Campin di Bogotà, servirà una maggiore attenzione in difesa, reparto che rappresenta sicuramente il punto debole dell’ Internacional.

Stadio: Beira-Río, Porto Alegre

Arbitro: Julio Bascuñán (Cile)

Internacional – Alisson; William, Alan Costa, Juan, Ernando; Rodrigo Dourado, Charles Aránguiz, Andrés D’Alessandro (84′ Rever), Eduardo Sasha (45′ Jorge Henrique, 66′ Freitas), Valdivia, Lisandro López. All.: Diego Aguirre

Atlético Mineiro – Víctor; Patric, Leonardo Silva, Jemerson, Douglas Santos (68′ Jo); Rafael Carioca, Luan, Jesús Dátolo, Donizete (46′ Giovanni Augusto); Thiago Ribeiro (46′ Maicosuel), Lucas Pratto. All.: Levir Culpi

Marcatori – 21′ Valdivia, 45′ D’ Alessandro, 58′ Pratto, 80′ Lisandro Lopez

Ammoniti – Ernando (I); Donizete, Douglas Santos, Luan, Augusto (AM)

Corinthians a tappeto (foxdeportes)

Corinthians a tappeto (foxdeportes)

CORINTHIANS-GUARANI 0-1 – Qualificazione strameritata per i paraguayani, che dopo il 2 a 0 di Asuncion infliggono un’ altra bruciante sconfitta ad un confusionario e nevrotico Corinthians. E pensare che il Timao era caduto appena una volta (all’ esordio con la Figueirense) nella nuova Arena Corinthians, senza mai perdere nei successivi 32 incontri e facendo del proprio stadio un fortino inespugnabile, almeno fino a stanotte. I brasiliani, appoggiati da uno stadio gremito, mettono subito pressione ad un Guarani comunque ordinato e sceso in campo ben consapevole di doversi difendere con le unghie e con i denti. Il tecnico Fernando Jubero ha preparato al meglio i suoi ragazzi, che se la cavano con mestiere in diverse occasioni, ringraziando anche l’ imprecisione in fase realizzativa dei vari Jadson, Malcom ed Elias. Al 36′ l’ opportunità più nitida capita però sui piedi del peruviano Paolo Guerrero, che da ottima posizione calcia addosso ad Alfredo Aguilar; sicuramente poteva fare meglio il numero 9, che vivrà una serata davvero negativa. Discutibile tra l’ altro la scelta di Tite, che non convoca neanche Vagner Love, rimanendo di fatto senza centravanti di riserva. Il secondo tempo si apre con un Corinthians che viene ridisegnato da Tite: fuori il giovane e acerbo Malcom e il difensore Felipe, dentro Danilo e Mendoza. La missione di rimontare due reti però si complica alquanto, quando già al 53′ il terzino Fabio Santos viene espulso dal cileno Enrique Osses per una bruttissima entrata su Santander. Per un undici organizzato come il Guarani difendere il doppio vantaggio diventa molto più semplice e 13 minuti più tardi un altro rosso diretto ai danni di Jadson (gratuito fallaccio su Julian Benitez) facilita maggiormente le cose agli ospiti. Il Corinthians infatti ha ormai perso la testa e le speranze, sotto di due goal e di due uomini, e alcuni tifosi abbandonano lo stadio in lacrime; al 90′ arriva la ciliegina sulla torta per gli Aborigenes, con l’ appena entrato Fernando Fernandez che, infilandosi tra la maglie di un’ ormai rassegnata retroguardia brasiliana, finalizza di fronte a Cassio su assist di Ivan Gonzalez Ferreira. Una debacle che lascia molti punti interrogativi in casa Corinthians, dove già sono iniziati i processi, ma va reso onore al Guarani, autore di un’ impresa straordinaria. Per i paraguayani si profila un quarto di finale elettrizzante contro la vincente tra Racing e Wanderers.

Stadio: Arena Corinthians, San Paolo

Arbitro: Enrique Osses (Cile)

Corinthians – Cássio; Fagner, Felipe (46′ Danilo), Gil, Fábio Santos; Ralf, Elias (78′ Bruno Henrique), Jadson, Renato Augusto, Malcom (46′ Mendoza); Guerrero. All.: Tite

Guaraní – Aguilar; Patiño, Cáceres e Maldonado; De la Cruz, Bartomeus, Juan Aguilar (78′ Ocampo), Palau, Mendoza; Benítez (Gonzalez Ferreira), Santander (88′ Fernandez). All.: Fernando Jubero

Marcatori – 91′ Fernando Fernandez

Ammoniti – Guerrero, Jadson, Gil, Elias, Fagner (C); Mendoza, De La Cruz (G)

Espulsi – Fabio Santos, Jadson (C)

 

Copa Libertadores 2015: Vittorie per Guarani e Sao Paulo. Silva nei minuti di recupero salva l’ Atletico Mineiro

libertaNella notte, sono andate in scena altre tre partite valide per gli ottavi di finale della Copa Libertadores. Vittoria a sorpresa del Guarani, che ad Asuncion batte per 2 a 0 i brasiliani del Corinthians e si assicura un buon vantaggio in vista della gara di ritorno in Brasile. Negli altri due match entrambi “derby” brasiliani, il Sao Paulo batte 1 a 0 il Cruzeiro mentre finisce 2 a 2 la sfida tra l’ Atletico Mineiro e l’ Internacional con i padroni di casa che trovano il gol del pari nei minuti di recupero.

Guarani – Corinthians 2 – 0 ( Santander 60′, Alberto Contreras 82′) – Vittoria importantissima quella dei paraguayi del Guarani, che allo stadio “Defensores del Chaco” regolano per 2 a 0 il Corinthians grazie ai gol di Federico Santander e di Contreras. Risultato più che meritato da quello che si è visto in campo per tutti i 90 minuti, irriconoscibili i brasiliani che solo una volta al 70′ del secondo tempo hanno impensierito la porta del Cacique. Servirà un’ impresa nella gara di ritorno in Brasile per il Timao, che dovrà rimontare i due gol di svantaggio. Le reti dei padroni di casa arrivano entrambe nella ripresa: al 60′ Santander batte una punizione fuori area, il tiro è tutt’ altro che irresistibile ma Cassio riesce a farsi scappare il pallone che finisce in porta per il vantaggio del Guarani. Il raddoppio arriva a 8 minuti dalla fine, con un contropiede che lancia Contreras a tu per tu con l’ estremo difensore brasiliano, che viene beffato da un pregevole tocco di sinistro del numero 16, che fissa così il risultato sul 2 a 0. Brutta la prova degli ospiti, che sono mancati sia dal punto di vista collettivo che nelle loro individualità, male infatti l’ attaccante Guerrero che non ha mai impensierito la difesa avversaria. Appuntamento il 13 maggio a Sao Paulo per la gara di ritorno.

Sao Paulo – Cruzeiro 1 – 0 (Centurion 83′) – Vittoria di misura per il Tricolor, al Morumbi batte di misura il Cruzeiro con un gol dell’ ex Genoa, Centurion,  nei minuti finali della partita. Risultato giusto per quanto visto, con il Sao Paulo che ha cercato di sfruttare il fattore campo attaccando ogni volta che gli veniva concessa l ‘ opportunità, mentre gli ospiti sono stati più attenti a non prendere gol piuttosto che a farlo. Bello il gol che ha regalato la vittoria alla squadra di capitan Rogerio Ceni: azione di Bruno sulla destra e cross morbido e preciso, che viene raccolto di testa sul secondo palo da Centurion, che sfruttando un’ indecisione di Fabio insacca il pallone e fa 1 a 0. Lo stesso Fabio si riscatta parzialmente dell’ errore pochi minuti più tardi quando il Sao Paulo ha l’ occasione per il 2 a 0 ma un buon intervento dello stesso Fabio evita il 2 a 0. Tutto si deciderà mercoledi prossimo nella gara di ritorno, allo stadio Mineirao di Belo Horizonte. Chi vince affronterà la vincente della sfida tra Boca Juniors e River Plate, uno stimolo in più per passare il turno.

Atletico Mineiro – Internacional 2 – 2 ( Lisandro Lopez 2′, Douglas 14′, Valdivia 61′, Leonardo Silva 90′) – Bellissimo l’ altro derby brasiliano che si è giocato ieri notte. Pareggio per 2 a 2 tra l’ Atletico Mineiro e l’ Internacional, con i padroni di casa che hanno acciuffato il gol del pari solo negli ultissimi minuti di gioco. La partita si sblocca subito quando un’ errore madornale in fase di disimpegno della difesa di casa libera Lisandro Lopez verso la porta e l’ attaccante argentino batte Victor con un preciso diagonale. La partita si mette nel migliore dei modi per gli uomini di Aguirre, che ha preparato una gara prettamente difensiva, rinunciando sia a D’ Alessandro che a Valdivia per fare posto a giocatori più fisici e difensivi come Alex e Jorge Henrique. L’ Atletico Mineiro però non s’ abbatte e al 14′ trova il gol del pareggio: respinta corta della difesa dell’ Inter e pallone che finisce al limite dell’ area sui piedi di Douglas che non ci pensa due volte e tira di prima intenzione verso la porta ospite sorprendo Alisson, che sicuramente poteva fare meglio. I padroni di casa prendono fiducia e soprattutto a sinistra con Datolo, Thiago Ribeiro e Douglas impensieriscono più di una volta la retroguardia ospite, senza però trovare il gol del vantaggio. Si arriva così alla ripresa e proprio nel miglior momento del Mineiro arriva l’ inaspetta beffa: punizione del neo-entrato D’ Alessandro, sponda di testa in area di Alan e insaccata vincente da pochi passi di Valdivia (anche lui appena entrato). Colpo terribile per il Galo, che perde sicurezza e che non sembra trovare sbocchi offensivi complice anche un’ Internacional tutto chiuso dietro a guardia del risultato. Ma proprio quando sembra tutto finito arriva a sorpresa il gol del pareggio di capitan Silva, ceh riapre il discorso qualificazione e fa impazzire il pubblico locale. Gara di ritorno tra una settimana a Porto Alegre, chi vince affronterà la vincente della sfida tra l’ Estudiantes e il Santa Fe.

Guida al Brasileirão 2015 – Minas Gerais e Rio Grande do Sul

La rivoluzione di Belo Horizonte, la disparità di Porto Alegre: eccoli, altri due temi che caratterizzano l’avvicinamento al quarantacinquesimo Brasileirão della storia. Cruzeiro e Atlético Mineiro si sono spartiti gloria e titoli negli ultimi due anni, ma hanno lasciato partire i loro principali punti di forza. L’Internacional cerca di rompere un tabu che dura da quasi 4 decenni, ma ha la Libertadores come ossessione principale. Più defilato il Grêmio, in fase di contenimento dei costi.


CRUZEIRO

Cruzeiro EC 4-2-3-1 football formation

Poco da aggiungere a quello che il campo ha sentenziato negli ultimi 24 mesi: due titoli nazionali vinti senza discussioni, a riempire una bacheca vuota dal 2003, e una sensazione di superiorità inedita per gli standard brasiliani. In panchina c’è ancora Marcelo Oliveira, il tecnico più longevo su una stessa panchina con i suoi 2 anni e 4 mesi. Però se ne sono andati i due protagonisti principali del bicampeonato: Everton Ribeiro è stato attratto dai petroldollari dell’Al Ahly, Ricardo Goulart dagli yuan del Guangzhou Evergrande. Senza contare l’addio della stellina Lucas Silva, volato al Real Madrid. Funziona così, laggiù: l’importante è saper sopperire alle perdite. Come ha cercato di fare la Raposa, con gli innesti stranieri di Riascos (fin qui non pervenuto causa infortunio) e de Arrascaeta, già idolo a suon di golaços. Dietro, ecco Paulo André a rimpiazzare lo sfortunato Dedé. E poi il laterale Fabrício e l’ex udinese Willians, dall’Internacional. Manca un altro trequartista, obiettivo dichiarato della dirigenza. La rivoluzione ha coinvolto anche l’attacco, ora sulle spalle di un Leandro Damião intenzionato a dimenticare al più presto le ultime, disastrose stagioni. Al contrario di un club a cui, ultimamente, gira tutto per il verso giusto.


ATLÉTICO MINEIRO

C Atlético Mineiro 4-2-3-1 football formation

Dopo anni di secche, dal 2012 ha sciolto le briglie: secondo posto in campionato, poi trionfi in serie in Libertadores, Recopa e Copa do Brasil. Nonostante un continuo cambiamento di pelle, proprio come i rivali del Cruzeiro. Ronaldinho, Tardelli e Bernard non ci sono più: il nuovo condottiero si chiama Lucas Pratto, il cammello ex Genoa e Vélez Sarsfield, il migliore in Argentina nel 2014 argentino e immediatamente a proprio agio nella nuova avventura brasiliana. Proprio lui ha deciso il clássico contro la Raposa, nella semifinale del Mineirão: due centri e rimonta per il 2-1 qualificazione. Il torneo, poi, gli uomini di Levir Culpi lo hanno conquistato. Ma non è che un antipasto per portate ben più succulente: il campionato, ma anche la Libertadores, in cui il Galo ha trovato l’accesso agli ottavi per il rotto della cuffia e ora si gioca i quarti contro l’Internacional. Con Pratto, gli altri punti di forza sono il nazionale Víctor, convocato alla Copa América, il robusto Leonardo Silva e il peperino Luan, corsa e fantasia al servizio dei compagni. E occhio a , di nuovo abile e arruolabile dopo un anno di angustie e autore del gol decisivo per smontare in finale il giocattolo Caldense.


 

INTERNACIONAL

SC Internacional 4-2-3-1 football formation

Il campionato nazionale non arriva dal 1979, ma qui sembra interessare a pochi. Perché, come suggerisce il nome, il club ha una vocazione prettamente internazionale. Specialmente dagli anni Duemila in poi. Lo conferma l’ennesima qualificazione alla Libertadores, con la possibilità concreta di approdo ai quarti dopo il 2-2 dell’andata degli ottavi nel derby con l’Atlético Mineiro. Lo conferma la scelta di puntare ancora su elementi esperti e stranieri: l’ultimo è Lisandro López, l’ex Porto e Lione, arrivato per ritagliarsi uno spazio accanto al connazionale D’Alessandro, all’Inter dal 2008. Ma parla spagnolo pure l’allenatore: Diego Aguirre, 49 anni, 4 presenze da giocatore con la Fiorentina (1988), finalista della Copa nel 2011 col Peñarol. Ha dovuto fare i conti con qualche infortunio di troppo ma si è subito preso il campionato gaúcho, battendo in finale il Grêmio. Gli obiettivi veri, però, sono altri. L’uruguaiano proverà a raggiungerli con la leadership del Cabezón, con l’esperienza di Nilmar, di Réver, di Nílton, di Alex, con la presenza in campo del cileno Aránguiz e del fido Freitas. Gente da Libertadores. Appunto.


GRÊMIO

Grêmio FBPA 4-2-3-1 football formation

Se il lato colorado di Porto Alegre ride, quello tricolor trattiene a stento qualche lacrimuccia di frustrazione. L’arrivo in corso d’opera di Felipão Scolari, a metà 2014, ha risvegliato la squadra ma non ha portato la qualificazione alla Libertadores. Costringendo il nuovo presidente del club, Romildo Bolzán jr., dirigente attento ai conti, a stringere i cordoni della borsa. Il risultato è una rosa formata da elementi di seconda scelta, poco impegnativi da mantenere e al contempo poco adatti a un club deciso a raggiungere risultati immediati. Quale non è il Grêmio, proiettato a un’opera di risanamento delle finanze. Scolari c’è ancora, Barcos no: il Pirata ha preso la via della Cina come Marcelo Moreno, di rientro dal Cruzeiro dove nel 2014 s’è rilanciato. A prendere il posto dei due, il gigante uruguaiano Braian Rodríguez, arrivato dal Betis e omonimo di due vecchie conoscenze italiane: Matías, ex Samp, e Cristián, il Cebolla rimasto per poche settimane a Parma e subito ko come Ramiro (6 mesi di stop per quest’ultimo). I punti fermi? Il nazionale Marcelo Grohe, il forte centrale Rhodolfo, l’ex promessa Giuliano. Fanno ben sperare i giovani: l’ultimo è il mancino Lincoln, 16 anni di qualità, nel giro dell’Under 17.

Brasile, il giorno della festa: Santos, Vasco, Inter e Galo campioni

Tempo di gioia per alcuni, di rammarico per altri. A una settimana dall’inizio del campionato nazionale, il Brasile elegge i primi campioni stagionali: nello Stato di San Paolo, di Rio e negli altri è tempo di stappare lo champagne. In attesa di ricaricare le pile: tra sabato e domenica prende il via il Brasileirão 2015.

EGEMONIA SANTOS – Per la quarta volta nelle ultime 6 edizioni, il Paulistão va al Santos. Dopo lo 0-1 dell’andata, servono i rigori per avere la meglio sul Palmeiras: alla Vila Belmiro termina 2-1 per il Peixe, virtualmente campione con l’ex David Braz e Ricardo Oliveira e riportato sulla terra da Lucas. Gara tesa: Geuvânio viene cacciato prima dell’intervallo, Dudu spinge l’arbitro e si prende la stessa sorte. E nella ripresa tocca al palmeirense Victor Ramos. Ai rigori il Santos (senza Robinho, sostituito e quindi impossibilitato a calciare) è perfetto, mentre per la squadra di Oswaldo de Oliveira sbagliano Rafael Marques e Jackson. Per i bianconeri è il successo numero 22. E a festeggiare sono pure Pelé e Neymar.

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IL RISPETTO È TORNATO – “O respeito voltou”, il rispetto è tornato, cantano i tifosi del Vasco da Gama. Di nuovo campione, a 12 anni dall’ultimo successo e a un anno e mezzo dalla caduta in B avvenuta al termine del 2013. In un Maracanã quasi pieno (più di 66mila gli spettatori presenti), il Botafogo è steso nel recupero come all’andata. Gilberto, giustiziere del Flamengo in semifinale, firma il gol della sicurezza dopo il vantaggio vascaíno di Rafael Silva e il pari del Fogo con Diego Jardel. Per l’ex Samp Doriva è il secondo titolo consecutivo dopo quello di 12 mesi fa con l’Ituano. Per il Glorioso, rimane la delusione dopo la conquista della Taça Guanabara, il girone all’italiana.

vascocamp

DI NUOVO PENTA Il Rio Grande do Sul è colorado. Come sempre, almeno negli ultimi tempi. Per la seconda volta nella propria storia, l’Internacional conquista il pentacampeonato, il quinto titolo gaúcho di fila. Bastano 19 minuti per stendere il Grêmio al Beira-Rio: apre Nilmar, raddoppia il giovane Valdívia. Prima dell’intervallo accorcia Giuliano, un ex, ma non basta per agguantare il pari che avrebbe dato il titolo al Tricolor, secondo il regolamento vigente nel torneo. Primo trofeo brasiliano per Diego Aguirre, dopo i successi ottenuti alla guida del Peñarol.

intercamp

UN ANNO DOPO, JÔ – Nello Stato di Minas Gerais, si ferma a un passo dalla gloria il sogno della Caldense. Già trionfatrice nel 2002, ma in un campionato monco di tutte le grandi. A Varginha, agli imbattuti uomini di Léo Conde basta il pari. E invece, nella ripresa appare Jô: è lui, l’ex nazionale, che un paio d’anni fa segnava alla Confederations Cup salvo entrare in una spirale di problemi personali, a sbloccarsi dopo un anno di angustie (ultimo gol nell’aprile del 2014, in Libertadores contro lo Zamora) e a firmare la rete del definitivo 2-1 dopo il vantaggio bianconero di Thiago Ribeiro rintuzzato da Luiz Eduardo. Gol un po’ voluto e un po’ no, con una strana deviazione di coscia. Ma che importa?

Caldense e Atlético MG

STORICO OPERÁRIO – Niente bis per il Ceará: campioni pochi giorni fa della Copa do Nordeste, i bianconeri vengono raggiunti nel recupero dal Fortaleza e vedono il titolo cearense scivolare tra le mani dei rivali. Mentre si rifà il Bahia, travolgente sul Vitória da Conquista: 6-0 in rimonta dopo lo 0-3 apparentemente insormontabile dell’andata. Il Goiás si riprende lo scettro nel torneo goiano, il Santa Cruz batte di misura il Salgueiro ed è campione pernambucano. Ma la grande sorpresa è l’Operário di Ponta Grossa, ancora impietoso sul Coritiba (3-0 al Couto Pereira) dopo il 2-0 di 7 giorni fa e finalmente autorizzato ad alzare il primo titolo della propria storia: per il secondo anno di fila, il Paranaense resta lontano dal duo Coxa-Atlético.

GIALLO CATARINENSE – Ancora i tribunali protagonisti. Stavolta nello Stato di Santa Catarina, dove il campione sarà deciso a tavolino domani. Colpa della topica del Joinville, che in una gara dell’esagonale finale ha schierato un giocatore senza contratto, André Diego. Se sarà riconosciuta la colpa, la perdita di punti farà automaticamente scattare ex post il club al secondo posto dietro al Figueirense. Vanificando così i due 0-0 della doppia finale con i bianconeri, che in condizioni normali premierebbe il JEC per il miglior piazzamento nella stagione regolare. Intanto, all’Arena Joinville festeggiano tutti: sia i giocatori di casa che la tifoseria ospite. Grottesco.

Libertadores 2015 – Il Boca fa fuori il Palestino e si regala il River agli ottavi. Disastro U de Chile, 0 a 0 tra Corinthians e Sao Paulo

La notte di Copa Libertadores consacra il Boca Juniors, che si qualifica agli ottavi di finale come miglior prima classificata dell’ intera fase a gironi. La squadra di Rodolfo Arrubarrena non fa sconti, battendo ed eliminando i cileni del Palestino, al posto dei quali si qualificano gli uruguayani del Wanderers. La notizia che però rende già bollente il mondo calcistico sudamericano, in particolare la città di Buenos Aires, è che il Boca affronterà il River Plate in un ottavo di finale semplicemente imperdibile. Stacca il biglietto per il turno successivo anche il Corinthians, cui è sufficiente lo 0 a 0 nel big match casalingo contro il San Lorenzo per prendersi ufficialmente la vetta del gruppo 2; a peggiorare ancor di più l’ orribile momento delle squadre cilene ci ha pensato poi la Universidad de Chile, capace di farsi umiliare (e di conseguenza eliminare) in casa per 4 a 0 dall’ Internacional.

Boca Juniors-Palestino 2-0 (81′ Leandro Marin, 92′ Jonathan Calleri) – E’ un Boca davvero famelico quello che domina il gruppo 5, in cui ha conosciuto soltanto la parola “vittoria”. Il risultato di ieri sancisce l’ eliminazione del Palestino e regala agli Xeneizes il brivido di giocare il Superclasico contro il River, con la speranza di vendicare la pesante sconfitta di qualche mese fa in Copa Sudamericana, proprio contro i rivali di sempre. Il Palestino esce a testa alta, consapevole di quanto fosse complicato espugnare la Bombonera, purtroppo non sono bastate le motivazioni e l’ atteggiamento offensivo presentato dal tecnico Pablo Guede. Partono aggressivi infatti i cileni, che provano da subito a mettere in difficoltà un Boca sceso in campo con diverse seconde linee; al 6′ il portiere argentino Orion respinge in angolo un diagonale di Marcos Riquelme e sulla battuta seguente invece è Marin che nega la gioia del goal a Diego Rosende, salvando sulla linea il suo colpo di testa. Il Boca pare un pò svogliato e soltanto Calleri, chiamato nuovamente a non far rimpiangere Osvaldo, si danna l’ anima in attacco per creare qualche grattacapo ai cileni. Nella ripresa il Palestino deve sbilanciarsi, così il Boca gode di più spazi e va vicinissimo al vantaggio al 63′ con Marcelo Meli, mentre 10 minuti dopo è il classe ’97 Guido Vadalà a colpire la traversa da pochi passi, sprecando un gran bell’ assist di Calleri. La più ghiotta opportunità per il Tino arrivo al 76′, quando il neo-entrato Guajardo si beve Burdisso in dribbling ed entrato in area calcia sopra la traversa con il destro; all’ 81′ i sogni di gloria degli ospiti si spengono, quando il Boca trova l’ 1 a 0 con un colpo di testa di Marin su corner di Castellano. Il raddoppio arriva nel recupero con Calleri, che riceve palla in area da Vadalà e insacca alle spalle di Dario Melo, con la difesa ospite ormai deconcentrata. Vola il Boca e mister Arruabarrena dice la sua sul prossimo mata-mata contro il River, che ha già il sapore della storia: “sarà dura e devastante dal punto di vista nervoso, ma abbiamo tutte le carte in regola per farcela“.

Nicolas Albarracing

Nicolas Albarracing (ovaciondigital.com)

Zamora-Wanderers 0-3 (34′ Matias Santos, 64′ Nicolas Albarracin, 88′ Gaston Rodriguez) – Gli uruguayani ringraziano il Boca e allo stesso fanno il loro dovere sconfiggendo senza problemi il demotivato Zamora: toccherà quindi alla banda di Alfredo Arias tenere in alto la bandiera uruguayana nella coppa. Tuttavia, già essere tra le migliori 16 del continente è motivo di estremo orgoglio per il Club di Montevideo, di certo non paragonabile ad altre realtà come palmarès e bacino d’ utenza. Al contrario negativa oltre ogni previsione l’ esperienza dei venezuelani, che salutano con un triste “zero” alla voce dei punti conquistati. Malgrado la Furia Llanera vada per prima vicino al vantaggio con il panameno Ricardo Clarke, la rete dello 0 a 1 al 34′ di Matias Santos (servito ad un metro dalla porta da Joaquin Verges) pone in discesa la strada per il Wanderers, che prende fiducia e legittima la vittoria nella ripresa. Lo Zamora infatti si limita a “giochicchiare” e al 64′ arriva il raddoppio di Albarracin, che si appropria del pallone al limite dell’ area e la mette nell’ angolino con un sinistro chirurgico. Con il risultato oramai in cassaforte, le orecchie degli uruguayani sono tutte in direzione di Buenos Aires, da cui presto arriveranno splendide notizie. Prima della festa al fischio finale, c’ è tempo per il 3 a 0 firmato dal sinistro di Gaston Rodriguez, al termine di un’ ottima combinazione con Albarracin. Gioia incontenibile per i giocatori uruguagi, che festeggiano con le poche decine di tifosi che si sono sobbarcati la trasferta di Barinas; per la seconda volta nelle propria storia il Wanderers approda ad un ottavo di Libertadores, nel quale attualmente affronterebbe l’ Atletico Nacional di Medellin.

Doppietta per Nilmar (globoesporte.com)

Doppietta per Nilmar (globoesporte.com)

U de Chile-Internacional 0-4 (9′ Nilmar, 13′ Eduardo Sasha, 32′ Nilmar, 58′ Valdivia) – Prestazione imbarazzante del Romantico Viajero, surclassato da un Internacional che adesso comanda il gruppo 4 con 10 punti. Per la U la sconfitta equivale ad un’ eliminazione precoce quanto dolorosa, per di più di fronte il proprio pubblico che era accorso in massa all’ Estadio Nacional per spingere la squadra verso il successo. Sono bastati invece 12 minuti all’ Inter per portarsi sul doppio vantaggio, ammutolendo i tifosi presenti e trasformando la loro serata in un incubo. Piuttosto inquietanti gli errori della difesa cilena, che si è suicidata regalando i goal agli avversari: forse la pressione ha fatto loro tremare le gambe, ma certi abbagli colossali e reiterati sono inammissibili a questi livelli. Il primo errore tragicomico è quello del portiere Johnny Herrera, che spiana la strada all’ 1 a 0 dei brasiliani controllando male un passaggio arretrato di Osvaldo Gonzales e facendosi beffare da Nilmar, che ci mette un attimo ad avventarsi sulla palla e mettere in rete; passano due minuti e il Colorado confeziona un contropiede vincente, con passaggio finale di Nilmar per Sasha, che si infila agilmente tra i lentissimi Gonzalez e Rojas e trafigge Herrera in uscita, stavolta incolpevole. I padroni di casa rimangono pietrificati e la reazione si vede soltanto in un tiro di Lorenzetti al 20′, decisamente troppo poco. Superata la mezzora l’ Internacional fa 3 a 0, ancora con Nilmar, che parte in velocità sulla destra eludendo l’ inguardabile marcatura di Gonzalez e Guzman Pereira e segna con un tocco di punta. Semplicemente disastrosi però i difensori cileni nel servire su un tappetto rosso la doppietta di Nilmaravilha. Il clima di euforia in avvio del match sembra distante anni luce ai tifosi della U, per i quali il secondo tempo rappresenterà veramente un supplizio. L’ Inter invece non è sazia e continua a macinare gioco, al 50′ Corujo commette fallo su Nilmar (probabilmente fuori area) e l’ arbitro Silvio Trucco decreta calcio di rigore; si presenta dal dischetto il capitano D’ Alessandro, ma Herrera neutralizza con la mano sinistra, una parata che comunque non riscatta il “peccato” ad inizio partita. Anche perché il povero Herrera commette un’ altra “papera” al 58′, facendosi passare tra le gambe un tiro di Valdivia tutt’ altro che irresistibile, 4 a 0 per l’ Internacional. Seguono alcuni minuti di tensione per degli oggetti e petardi lanciati in campo dalla furiosa hinchada della Universidad de Chile, con D’ Alessandro come bersaglio. Pioggia di fischi al termine della gara e saranno parecchie le critiche verso il tecnico Martin Lasarte, però è stata a dir poco vergognosa la performance dei calciatori azules, che non hanno reso gloria ad una maglia importante come quella del Chuncho. L’ Internacional dal canto suo si mette in una posizione comoda, padrone del proprio destino nella prossima sfida casalinga contro i boliviani del The Strongest, i quali (dando per scontata la vittoria dell’ Emelec sulla derelitta U de Chile), dovranno tentare l’ impresa di espugnare il Beira-Rio di Porto Alegre.

Corinthians-San Lorenzo 0-0 – Il pareggio dell’ Arena Corinthians permette ai padroni di casa l’ approdo matematico agli ottavi, mentre il San Lorenzo resta terzo nel girone (7 punti contro i 9 del Sao Paulo), ma ancora con concrete chance di qualificazione. Infatti nell’ ultima giornata del gruppo 2 ci sarà il Clasico, tutto da gustare, tra Sao Paulo e Corinthians e c’è da giurare che il Timao farà di tutto per vincere ed estromettere i rivali, naturalmente a patto che il San Lorenzo batta (magari con un discreto numero di goal) il Danubio già eliminato. Atmosfera come di consueto caldissima all’ Itaquerao, il San Lorenzo però non si lascia condizionare e all’ 8′ Sebastian Blanco calcia angolato dal limite, dopo un bell’ uno-due con Romagnoli, ma vede negarsi il goal da Cassio, che tocca quanto basta per deviare la palla in angolo. Al 21′ risposta del Corinthians arriva con un potente destro a giro di Renato Augusto sul quale è superlativo Torrico ad allungarsi con un riflesso; i brasiliani continuano a premere sull’ acceleratore, con Torrico che però fa sempre buona guardia sui tiri ancora di Renato Augusto e di Felipe. Il San Lorenzo nella ripresa osa meno e lascia di conseguenza pochi spazi al Timao, il Paton Bauza è conscio di affrontare una squadra forte e non disprezza di difendere il punticino. Gli unici potenziali pericoli creati dal San Lorenzo verso la porta del brasiliano Cassio arrivano da Villaba e Blanco, con quest’ ultimo che si fa anche ammonire per una simulazione; nel finale brivido per gli argentini, quando Jadson sfiora il palo con una punizione dalla distanza. Lo 0 a 0 è comunque l’ esito giusto per ciò che hanno espresso le due squadre; cala il sipario e il Corinthians ha sicuramente molto da festeggiare, mentre per il Cuervo ci sarà ancora da patire.

 

 

Libertadores 2015 – Bastos stende il San Lorenzo al 90′, Carrillo e Pratto trascinano Estudiantes e Atl. Mineiro. Pareggi roventi a Guayaquil e San Cristobal

Si fa sempre più calda e avvincente la fase a gironi della Copa Libertadores 2105. Difficile dire quale delle cinque sfide di questa notte sia stata la più bella, ma di certo i risultati maturati fanno sorridere soprattutto le squadre brasiliane, mentre quelle argentine godono solo a metà. L’ impresa vera e propria è infatti quella dell’ Atletico Mineiro sul campo del Santa Fe, 1 a 0 grazie alla firma di Lucas Pratto; è targato Michel Bastos invece il trionfo al 90′ del Sao Paulo, in casa contro i campioni in carica del San Lorenzo. Stesso risultato per l’ Estudiantes contro il Libertad, per merito della quinta rete di Guido Carrillo in coppa. Infine due pareggi, entrambi per 1 a 1, tra Emelec ed Internacional di Porto Alegre e tra Deportivo Tachira e Guarani. Cinque partite tesissime e con pochi goal segnati, ma pesantissimi per il prosieguo della competizione.

Il gol dell' Emelec

Il gol dell’ Emelec

Emelec-Internacional 1-1 (31′ Mena (E), 55′ Vitinho (I))– Son stati 90 minuti di passione quelli vissuti all’ Estadio Jocay di Manta, in cui ecuadoriani e brasiliani se le sono date di santa ragione, con il pessimo arbitraggio dell’ argentino Mauro Vigliano che ha senz’ altro contribuito ad infuocare una gara già di per sé delicata. L’ Emelec, sulla cui panchina esordiva Omar De Felippe, crea più pericoli e prova in tutti modi ad ottenere i tre punti contro un avversario che, nonostante l’ uomo in più dal 54′, nel finale si è accontentato del pari, rischiando varie volte di capitolare. Il vantaggio del Bombillo arriva alla mezzora, dopo che già Mauro Fernandez era andato vicinissimo al goal, ed è merito di un’ ottima giocata collettiva; Angel Mena appoggia la palla a Burbano che lascia partire un lungo traversone dalla destra, l’ argentino Fernandez rimette al centro di testa per Bolanos, che a sua volta smarca Mena (colui che aveva cominciato l’ azione) all’ altezza dell’ area piccola, il portiere Alisson respinge il primo tiro, ma non può nulla sulla ribattuta. Gran bella azione degli ecuadoriani, grave però il doppio errore del terzino Leo, che prima si fa sfuggire Fernandez e poi tiene in gioco Mena. Come al solito il pubblico emelexista si infiamma e i padroni di casa alzano il ritmo per cercare subito il raddoppio. Prima dell’ intervallo Miller Bolanos innesca ancora Angel Mena, che stavolta spreca di fronte ad Alisson la chance del 2 a 0. L’ Internacional va negli spogliatoi in notevole difficoltà e sono poche le opzioni offensive per Diego Aguirre, considerate le assenze di Nilmar, D’ Alessandro e Lisandro. Entra subito così l’ ex CSKA Mosca Vitinho, al posto dell’ acciaccato Aranguiz. La ripresa è simile ad un incontro di boxe, tantissime le situazioni difficili da gestire per l’ arbitro, cui sfugge di mano la direzione della gara. Al 54′ su un angolo per i brasiliani, Lastra e Rever si scambiano qualche “gentilezza” di troppo e Vigliano sceglie inspiegabilmente di cacciare soltanto il centrocampista dell’ Emelec, quando sarebbe stato sufficiente un giallo per entrambi. Il caso vuole che proprio dal corner, calciato dopo le proteste ecuadoriane, arrivi l’ 1 a 1, con Vitinho che si ritrova la palla sul destro e trafigge Dreer da pochi metri. A questo punto dovrebbe essere il Colorado a prendere le redini del gioco, invece sarà l’ Emelec a sfiorare il colpaccio. Prima però un altro errore di Vigliano da censurare, quando non fischia un evidente calcio di rigore per un’ uscita “da killer” di Dreer sulla testa di Eduardo Sasha, che sanguinante deve ricorrere immediatamente alle cure dei medici. Nell’ ultimo quarto d’ ora il dominio dell’ Emelec produce tre palle goal importantissime (e forse un rigore non fischiato…), ma Bolanos, Narvaez e Mena gettano all’ aria in serie le chance per vincere, sbattendo contro un super Alisson. Post partita come di consueto rovente con la terna arbitrale e i giocatori brasiliani costretti ad uscire dal campo scortati dalla polizia. Gruppo 4 che vede le due squadre appaiate in testa a 7 punti (differenza reti che sorride all’ Emelec), il The Strongest insegue a quota 6, mentre è quasi spacciata la U de Chile con soli 3 punti.

Estudiantes-Libertad 1-0 (80′ Carrillo) – In attesa del match di stasera tra Atletico Nacional e Barcelona, l’ Estudiantes centra faticosamente una vittoria che era quasi un obbligo contro il Libertad, raggiungendo proprio i paraguayani a 7 punti in questo gruppo 7. Altra partita durissima quella dell’ Estadio Unico di La Plata, che probabilmente in altre parti del mondo non sarebbe terminata undici contro undici. Il Libertad gioca meglio per alcuni tratti, producendo alcune buone palle goal grazie al tanto movimento davanti di Trellez e Rodrigo Lopez, il Pincha invece sembra avere poche idee e ci mette un pò a carburare dopo un primo tempo nervoso e contratto. L’ unico acuto della squadra di Mauricio Pellegrino arriva al 30′, quando il migliore in campo Ezequiel Cerutti si fa 60 metri palla al piede in contropiede e serve un pallone d’ oro a Sanchez Mino, sul cui tiro a botta sicura compie un miracolo Rodrigo Munoz salvando in corner. Prima di rientrare negli spogliatoi il direttore di gara, il brasiliano Ricardo Marques, è costretto agli straordinari per sedare un paio di risse nate da degli interventi piuttosto violenti di Aguirregaray e Pereira sui giocatori del Libertad. Negli spogliatoi mister Pellegrino spiega ai suoi che questa non è la strada giusta per vincere e l’ atteggiamento dell’ Estudiantes è assai più propositivo nei secondi 45 minuti, nonostante lasci molti spazi in contropiede al Gumarelo. Al 47′ Jara manca l’ appuntamento con il goal su suggerimento di Cerutti, poi il Libertad risponde con due ottime opportunità: prima un tiro di Trellez deviato da Dominguez per poco non sorprende l’ argentino Hilarrio Navarro, poi al 70′ lo stesso Navarro si supera su un missile calciato dal Rorro Lopez. Due minuti più tardi invece è il portiere paraguagio Munoz a salvare di piede su Auzqui, ben imbeccato da Sanchez Mino. Si ha la sensazione che finalmente un goal stia per arrivare e sono i padroni di casa a sbloccare la situazione: Auzqui, entrato benissimo in corso d’ opera, intercetta una palla a centrocampo e lancia Luciano Acosta, pallone messo al centro per Carrillo, che al solito è implacabile e segna l’ 1 a 0 di sinistro. Inutili gli ultimi assalti di un Libertad che ad onor del vero avrebbe meritato di non perdere questa sfida.

(globoesporte.com)

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Sao Paulo-San Lorenzo 1-0 (89′ Bastos) – Basta leggere i nomi delle due squadre per capire quanto fosse fondamentale l’ appuntamento andato in scena al Morumbì di San Paolo. La spuntano i brasiliani all’ ultimo respiro, grazie alla firma dell’ ex Roma Michel Bastos, ispirato come ai tempi di Lione e autentica figura del partido. Tre punti comunque meritati per il Tricolor contro un San Lorenzo costretto sulla difensiva, vero, ma velenoso nelle ripartenze; il Sao Paulo di Muricy Ramalho ha attaccato a mille soprattutto nella ripresa, colpendo due pali e vedendosi annullare anche un goal regolare di Centurion. L’ ex Racing è partito dalla panchina, ma quando il povero Pato si è fatto male dopo soli 17 minuti, è toccato a lui essere protagonista. Il Sao Paulo già dopo 30 secondi va ad un passo dall’ 1 a 0: azione velocissima con cross di Pato dal fondo sul quale si fionda Bastos, che colpisce di testa alle spalle di Buffarini, ma il suo tentativo si infrange sul palo. Il San Lorenzo scalda le mani di Rogerio Ceni con una bordata di Mussis e in generale gli argentini sono bravi a limitare il fulcro di gioco dei Paulisti, ovvero un Ganso stavolta piuttosto in ombra. I padroni di casa dunque tengono il possesso palla senza riuscire ad affondare, con il San Lorenzo che si copre con attenzione durante la prima frazione, senza disdegnare alcune sortite offensive. Al 30′ Blanco si invola sulla fascia e cerca Cauteruccio in mezzo, che ad un passo dal goal viene anticipato da uno strepitoso intervento di Denilson. Come detto il Sao Paulo comincia a far maggior pressione sugli avversari nel secondo tempo. Al 48′ Ganso abilita Carlinhos sulla sinistra, con Torrico che mette in angolo sul sinistro calciato dal terzino brasiliano, poi al 61′ su angolo di Centurion svetta Luis Fabiano, ma il palo tiene a galla ancora i Cuervos. Appena un minuto più tardi il ruggito del Morumbì deve strozzarsi nuovamente in gola, quando Centurion segna su assist di O Fabuloso (grande prova la sua), ma il guardalinee annulla per un fuorigioco inesistente. Non c’è un attimo di sosta e all’ 80′ il San Lorenzo va vicinissimo al colpaccio in contropiede, con Barrientos che all’ altezza del dischetto calcia in bocca a Rogerio Ceni una palla da non fallire assolutamente. Sembra che il pareggio sia ormai certo, ma il Tricolor ha il merito di non arrendersi e crederci fino alla fine, sfruttando una disattenzione fatale del San Lorenzo a tempo quasi scaduto. Su un traversone di Carlinhos dalla sinistra, si inserisce (neanche a dirlo) Bastos sul secondo palo che schiaccia in porta di testa la rete della vittoria, facendo esplodere la bollente torcida sugli spalti. Tre punti che permettono al Sao Paulo di essere padrone del proprio destino e di staccare il San Lorenzo portandosi a quota 6 punti, ma non osiamo pensare con quale rabbia gli argentini attenderanno la rivincita in programma il 2 aprile al Nuevo Gasometro.

Independiente Santa Fe-Atletico Mineiro 0-1 (58′ Pratto) – Che colpo del Galo di Levir Culpi! Tre punti che sono ossigeno puro per lui e per il suo Atletico, raccolti proprio a Bogotà, dove solitamente l’ ossigeno manca alle squadre che ci vengono a giocare. Un trionfo che porta i nomi di Cardenas (autore dell’ assist) e Pratto, che è già decisivo al debutto in Libertadores con la nuova maglia. Forse il match meno divertente della serata, con i brasiliani che hanno dato battaglia senza pensare alle due sconfitte rimediate finora, mentre il Santa Fe, un tantino presuntuoso, non è stato all’ altezza dei suoi 6 punti conquistati nelle prime due apparizioni. Prima frazione equilibrata con i Cardenales che ci provano senza fortuna dalla distanza con Luis Arias e Wilson Morelo, dal canto loro i brasiliani si affacciano dalle parti di Zapata con Pratto e un sinistro di Rafael Carioca che accarezza il palo. Gli equilibri vengono rotti al 58′ quando su corner calciato da Cardenas, sale in cielo Pratto che con una frustata di testa mette dentro il pallone. La reazione dei colombiani giunge al 67′ con Quinones che viene stoppato da Victor, l’ ultimo sussulto, che è l’ occasione più nitida, lo regala Arias con un tiro potente che si stampa sulla traversa.  Con un pò di fortuna così l’ Atletico Mineiro mette in cascina punti importantissimi per rilanciarsi nel girone 1, dove comandano Colo Colo e Santa Fe, inseguiti con tre lunghezze in meno dai brasiliani e dai messicani dell’ Atlas.

Deportivo Tachira-Guarani 1-1 (21′ Cesar Gonzalez (T), 41′ Benitez (G)) – Serviva un solo risultato ai venezuelani per rimettersi in corsa, invece il Guarani strappa il pari e conserva la sua seconda piazza nel gruppo 8, a pari merito con i peruviani dello Sporting Cristal. Si era messa bene per il Tachira, che già al 21′ infiamma l’ Estadio Pueblo Nuevo con il goal del vantaggio. Il numero 10 Orozco prova ad infilarsi in area e viene toccato (leggermente) da Cabral, lui si lascia andare a terra e per l’ arbitro José Buitrago è rigore. Calcia dagli undici metri Cesar Gonzalez e palla all’ angolino valida per l’ 1 a 0. Al 32′ però Buitrago è di nuovo protagonista, quando, forse per compensazione, fischia un altro rigore piuttosto ridicolo stavolta in favore dei paraguayani. Su una punizione dal limite affidata a Federico Santander, c’ è la respinta con il braccio di Gonzalez in barriera, ma è attaccato al corpo e per nulla largo. Irremovibile il direttore di gara, fortuna che dal dischetto proprio Santander si faccia ipnotizzare dal balzo felino di Liebeskind. L’ appuntamento col pareggio però è soltanto rimandato, infatti al 39′ arriva il terzo tiro dal dischetto, sempre per un fallo dubbio su Santander in area. Se ne incarica Julian Benitez che con freddezza fa 1 a 1. Il secondo tempo è giocato male da entrambe le squadre, con il Guarani che ricorre spesso ai falli per limitare gli attacchi del Tachira e portare a casa un pareggio d’ oro. L’ 8 aprile Guarani-Racing e Deportivo Tachira-Sporting Cristal saranno le gare che già potranno sentenziare i verdetti di questo gruppo.

 

 

 

Libertadores 2015 – San Lorenzo sciupone, il Timao passa al Gasometro. Vince il Colo Colo, spettacolare 3-2 tra Inter ed Emelec

Prosegue imperterrita la fase a gironi della Copa Libertadores e nella notte si sono disputate tre gare molto importanti. Vittorie casalinghe per Colo Colo ed Internacional, che domano faticosamente Atlas ed Emelec, in quella che già rappresentava la terza giornata nei gironi 1 e 3. Nel gruppo 2 invece il Corinthians espugna Buenos Aires, battendo di misura i campioni in carica del San Lorenzo e collocandosi prepotentemente in vetta.

Esteban Paredes (pasionlibertadores.com)

Esteban Paredes (pasionlibertadores.com)

Colo Colo-Atlas 2-0 – Seconda vittoria in casa per il Cacique, griffata dalla doppietta di Esteban Paredes. Il risultato tuttavia non deve ingannare, infatti l’ Atlas ha saputo mettere notevolmente in difficoltà gli avversari e se fosse uscito indenne dal Monumental di Santiago, ci sarebbe stato poco di cui meravigliarsi. Nel Colo Colo mister Hector Tapia schiera lo stesso undici offensivo presentato nella partita inaugurale contro l’ Atletico Mineiro, con davanti i due spauracchi Humberto Suazo e Paredes; nei messicani Tomas Boy dà fiducia ai giocatori che hanno espugnato Belo Horizonte una settimana fa e la sua tattica è sempre la stessa: attenta organizzazione difensiva e contropiede micidiale. Soprattutto nel primo tempo l’ Atlas meriterebbe il vantaggio. Al 6′ Nery Caballero soffia la palla ad un disattento Vilches e con un bolide sfiora l’ incrocio dei pali difeso Justo Villar, mentre all’ 11′ in contropiede Arturo Gonzalez offre un assist d’ oro al brasiliano Keno, ma il suo diagonale esce di millimetri. Il Colo Colo non trova sbocchi per perforare la difesa messicana e al 36′ altra chance chiarissima per i Rojinegros di Guadalajara, quando l’ ex Rodrigo Millar lancia sulla sinistra Caballero, che scarta Delgado e prova il tiro a giro sul secondo palo, ma una superlativa risposta di Villar salva il Colo Colo. I cileni scherzano con il fuoco e si affacciano dalle parti di Federico Vilar, portiere dell’ Atlas, soltanto con un tentativo da lontano di Jaime Valdes, uno dei pochi a dannarsi l’ anima nei primi 45 minuti. Naturalmente Hector Tapia capisce che la squadra è in affanno e nella ripresa dà spazio a Baeza e Vecchio al posto di Delgado e Flores e il suo Colo Colo migliora nettamente. La gara si innervosisce e tra i messicani, molto stanchi, cominciano a fioccare le ammonizioni. Al 67′ l’ episodio chiave del match, quando su una bella combinazione Suazo-Paredes, quest’ ultimo crossa per Valdes che viene atterrato da un difensore, Orosco fischia calcio di rigore: dal dischetto va Esteban Paredes che con freddezza spiazza Vilar e fa esplodere il caldissimo Monumental. L’ Atlas è costretto a sbilanciarsi, ci prova Gonzalez senza fortuna, ma all’ 81′ la situazione si complica ancor di più quando Kannemann si fa cacciare per doppia ammonizione. Al 90′ arriva il raddoppio: Vecchio trova il varco giusto per Fierro, che scatta in posizione sospetta e mette al centro per Paredes, puntualissimo all’ appuntamento col goal. La rivincita è in programma tra un mese, precisamente mercoledì 8 Aprile all’ Estadio Jalisco di Guadalajara, intanto il Colo Colo sale 6 punti, resta a quota 3 l’ Atlas.

Stadio: Monumental David Arellano, Santiago

Arbitro: Raúl Orosco (Bolivia)

Colo Colo – Justo Villar, Julio Barroso, Christian Vilches; Jaime Valdes (80’Leonardo Cáceres), Esteban Pávez; Gonzalo Fierro, Jean Beausejour, Juan Delgado (46′ Claudio Baeza); Humberto Suazo; Esteban Paredes, Felipe Flores (58′ Emiliano Vecchio). All.: Héctor Tapia

Atlas – Federico Vilar; Luis Venegas, Enrique Pérez, Walter Kannemann, Edgar Castillo; Juan Carlos Medina (84′ Cristian Suarez), Juan Rodríguez, Rodrigo Millar (85′ Carlos Arreola); Arturo González, Keno (71′ Aldo Ramirez), Luis Caballero. All.: Tomás Boy.

Marcatori – 68′ e 90′ Esteban Paredes

Gol e assist per Nilmar (globoesporte.com)

Gol e assist per Nilmar (globoesporte.com)

Internacional-Emelec 3-2 – Ancora una bellissima partita nel gruppo 4, che si sta dimostrando uno dei più competitivi dell’ intera coppa. Inter ed Emelec danno spettacolo fino alla fine, con i brasiliani che in rimonta riescono a centrare i tre punti, fondamentali dato che la squadra di Diego Aguirre giocherà in trasferta due delle prossime restanti tre partite. Una sfida che non ha stentato a decollare, infatti al 10′ un geniale passaggio filtrante da metà campo di D’ Alessandro innesca Nilmar, che parte in velocità alle spalle dei difensori ecuadoriani e fulmina Esteban Dreer. Rete importantissima per l’ ex Villareal, gli mancava da ben 9 partite. L’ Emelec, si sa, non è squadra che si arrende facilmente e senza lottare, ci pensa soprattutto la stella Miller Bolanos a scuotere i compagni. Al 22′ proprio D’ Alessandro sbaglia un passaggio a centrocampo, Bolanos si muove bene tra le linee e una volta conquistata palla, pesca l’ intelligente movimento di Burbano che taglia in area, salta Alisson e deposita in rete a porta vuota. Si torna in parità, ma nei minuti seguenti succede un pò di tutto: tra i 38mila del Beira Rio alcuni torcedores dell’ Internacional pensano bene di picchiarsi tra di loro, creando non poca tensione sugli spalti, nel mentre il loro idolo D’ Alessandro deve uscire al 43′ per infortunio, sostituito dall’ altro fantasista Alex. Nella confusione generale, accusata dal Colorado sotto il piano tattico, l’ Emelec è abilissimo a colpire immediatamente, come un serpente velenoso. Sta per scoccare il 45′ quando è sufficiente un uno-due per vie centrali tra Bolanos e Angel Mena, per penetrare la difesa brasiliana, con Mena che non ha problemi nel battere Alisson a tu per tu. Si va negli spogliatoi sull 1 a 2 per il Bombillo e i padroni di casa hanno bisogno di riorganizzarsi al più presto se vogliono raddrizzare una gara così spigolosa. Fortuna che il talentuoso ed esperto Alex sia ispirato e si renda protagonista già al 60′, quando scatta su suggerimento di Nilmar e scavalca Dreer in uscita con un pregevole tocco sotto, 2 a 2 a Porto Alegre. L’ Inter tiene il pallino del gioco, Nilmar vede negarsi la doppietta da uno straordinario Dreer, mentre l’ Emelec sbatte su Alisson in un tentativo di contropiede. All’ 82′ però su un corner dalla destra, Dreer allontana male il pallone coi pugni, si avventa sulla respinta Rever che senza pensarci calcia al volo e la mette nell’ angolino. Grande gioia per il centrale difensivo appena arrivato dall’ Atletico Mineiro, il suo destro vale il 3 a 2 definitivo e l’ abbraccio di D’ Alessandro, che nonostante l’ infortunio corre a festeggiare sotto la curva. Stasera a mezzanotte U de Chile-The Strongest completa la terza giornata, mentre Emelec-Internacional torneranno a darsi battaglia il 18 marzo.

Stadio: Beira-Rio, Porto Alegre

Arbitro: Néstor Pitana (Argentina)

Internacional – Alisson; Leo, Rever, Alan Costa, Fabricio; Nilton, Nicolas Freitas (75′ Jorge Henrique); D’Alessandro (43′ Alex), Sasha, Vitinho (62′ Carlos Luque), Nilmar. All.: Diego Aguirre

Emelec – Esteban Dreer; Jhon Narváez, Gabriel Achilier, José Quiñónez, Óscar Bagüí; Osbaldo Lastra (86′ Luis Escalada), Pedro Quiñónez, Fernando Giménez, Robert Burbano (85′ Mauro Fernandez); Ángel Mena, Miller Bolaños. All.: Gustavo Quinteros

Marcatori – 10′ Nilmar (I), 22′ Burbano (E), 45′ Mena (E), 60′ Alex (I), 82′ River (I)

Quarto sigillo per Elias (globoesporte.com)

Quarto sigillo per Elias (globoesporte.com)

San Lorenzo-Cortinhians 0-1 – Sempre triste dover commentare un match disputato a porte chiuse, specie se si affrontano due giganti come San Lorenzo e Corinthians in uno stadio notoriamente bollente come il Nuevo Gasometro. La spuntano i brasiliani, più cinici rispetto ad un San Lorenzo davvero sprecone. Il Ciclon presenta inizialmente un 4-5-1, con in particolare Romagnoli e Blanco chiamati a dar manforte alla punta Mauro Matos; il Timao invece, orfano di Sheik, Fabio Santos, Guerrero e con Vagner Love ancora in panchina, è costretto a presentare nuovamente Danilo come riferimento avanzato, con la speranza di sfruttare i soliti inserimenti di Elias. Al 4′ minuto discesa di Buffarini sulla destra, palla messa in mezzo all’ area per Sebastian Blanco che di testa fallisce l’ 1 a 0 a due metri da Cassio. Errore incredibile. Lo stesso Buffarini ci prova più tardi su punizione, poi il Corinthians si affaccia dalle parti di Torrico che neutralizza un cabezazo in tuffo di Elias su cross di Danilo. In campo argentini e brasiliani le danno e le prendono e col passare dei minuti la gara si fa molto fallosa e il gioco piuttosto spezzettato. Ad inizio ripresa il dolorante Renato Augusto è costretto ad uscire, al suo posto l’ ex Fenerbahce Cristian Baroni, che metterà più sostanza nella lotta a centrocampo. Al 56′ però disattenzione difensiva degli ospiti piuttosto clamorosa, con Emmanuel Mas che riceve palla all’ altezza dell’ area piccola e la mette su un piatto d’ argento a Matos, ma è disastroso il centravanti a colpire il palo a porta completamente libera. Il Corinthians si rifugia in angolo, dal quale scaturisce un’ altra occasione buona per il San Lorenzo, con Matos che in torsione sfiora di pochissimo il bersaglio. Sarebbe stato il goal del riscatto per per il 33enne argentino, sicuramente non era la sua serata. Invece per Elias è sempre il giorno giusto, dato che al 65′ timbra la quarta rete in altrettante presenze in coppa. Direttamente su rinvio di Cassio, il numero 7 addomestica il pallone e si lancia per vie centrali seminando il panico nella difesa avversaria, tenta l’ assist per Mendoza con Cetto che riesce ad intercettare, ma ancora Elias raccoglie e infilza Torrico. Boccone amarissimo da mandar giù per il San Lorenzo di Edgardo Bauza, che a questo punto lancia nella mischia Villaba, Cauteruccio e Alan Ruiz, ma non può far nulla per raddrizzare i piedi dei suoi giocatori, che continuano a “mangiarsi” qualsiasi possibilità di pareggio. All’ 80 Ruiz tenta la fucilata dalla distanza, Cassio si fa sfuggire il pallone e sulla respinta l’ uruguayano Cauteruccio manda il pallone in curva. Poi è il turno di Matias Caruzzo che arpiona in scivolata un cross, ma la sua zampata esce di poco sopra la traversa; l’ ultima chance d’ oro è ancora per Cauteruccio, che stavolta calcia benissimo al volo, ma trova la grande risposta del portierone Cassio a mantenere inviolata la porta brasiliana. Al triplice fischio qualche battibecco tra i calciatori nel tunnel, molto nervosi naturalmente i Cuervos che perdono immeritatamente, ma possono arrabbiarsi soprattutto con sé stessi. Ai microfoni anche il tecnico del Timao Tite ammette come un “pari sarebbe stato più giusto“, ma poco importa: il suo Cortinhians è in testa al “girone della morte”.

Stadio: Nuevo Gasometro, Buenos Aires

Arbitro: Carlos Vera (Ecuador)

San Lorenzo – Sebastián Torrico; Julio Buffarini, Mauro Cetto, Matí­as Caruzzo, Emanuel Más; Franco Mussis (65′ Hector Villalba), Juan Mercier, Facundo Quignon (70′ Martin Cauteruccio); Leandro Romagnoli, Sebastián Blanco (80′ Alan Ruiz); Mauro Matos. All.: Edgardo Bauza

Corinthians – Cássio; Fagner, Felipe, Edu Dracena, Uendel; Ralf, Elias, Jadson (84′ Edilson), Renato Augusto (46′ Cristian Baroni); Mendoza (63′ Petros), Danilo. All.: Tite

Marcatori – 65′ Elias

 

Libertadores 2015 – Boca, è subito Osvaldo! Continua a stupire il Palestino, grandi vittorie per Internacional e Santa Fe

Archiviata anche la seconda settimana di Copa Libertadores con i quattro match disputati questa notte. Il Boca vince ancora e ringrazia Osvaldo nel 2 a 1 contro gli uruguayani del Wanderers, mentre delle tre cilene protagoniste sorride soltanto il Palestino, corsaro in Venezuela sul campo dello Zamora; male invece la Universidad de Chile e il Colo Colo, sconfitte fuori casa da Internacional e Independiente Santa Fe.

Buona la prima per Osvaldo (canchallena.com)

Buona la prima per Osvaldo (canchallena.com)

Boca Juniors-Wanderers 2-1 – Nonostante le voci del party notturno, che appena tre giorni fa avrebbe visto coinvolto Osvaldo con altri giocatori argentini, il tecnico Arruabarrena schiera comunque l’ ex Inter dal primo minuto e viene ripagato da un’ ottima prestazione. In una Bombonera piena all’ inverosimile, il Boca tiene sempre il pallino del gioco, ma soffre non poco contro un Wanderers grintoso e deciso nel portare a casa il risultato. Gli uruguayani infatti danno battaglia in maniera intelligente e abbastanza ordinata, ma allo stesso tempo dimostrano come il loro tallone d’ Achille siano le palle alte. Gli Xeneizes iniziano subito ad attaccare, ispirati da un Lodeiro in forma smagliante. I pericoli, per la porta uruguayana difesa da Leo Burian, arrivano sempre dai colpi di testa: al 13′ Lodeiro ci prova dopo una combinazione con Palacios, poi è Torsiglieri a sfiorare il goal su corner dello stesso Lodeiro. Nel frattempo Osvaldo corre e si sbatte come raramente lo si era visto fare e quando riesce a divincolarsi su cross di Chavez dalla marcatura di un avversario, prova la mezzarovesciata, con Burian che blocca sulla linea. Al 26′ punizione calciata ovviamente da Lodeiro e ancora Osvaldo anticipa tutti sul primo palo, ma palla fuori di poco.  Il vantaggio argentino arriva meritatamente al 32′, lo schema è sempre quello: Lodeiro calcia una punizione tagliata sul secondo palo, dove è appostato Juan Cruz Komar che di testa fa 1 a 0. Trema la Bombonera, ma l’ eccessivo entusiasmo evidentemente deconcentra il Boca. Il Wanderers infatti non si scompone e appena battuto il calcio d’ inizio da centrocampo, Diego Riolfo combina bene con Gaston Rodriguez e si invola direttamente verso la porta avversaria; nessuno riesce a fermare la sua corsa impazzita e una volta entrato in area trafigge Orion sul suo palo. Grande festa per i tantissimi tifosi arrivati da Montevideo ad assistere a questa sfida storica per il piccolo Club uruguayano. Il Boca ha bisogno di qualche minuto per metabolizzare quanto accaduto, ma al 42′ ecco di nuovo il vantaggio: Lodeiro cerca Colazo sulla sinistra, traversone perfetto per Osvaldo che sormonta Paulo Lima e la mette dentro di testa. Esultanza con la mitraglia e baci verso la fidanzata in tribuna per l’ irrequieto talento italo-argentino. Nella ripresa il ritmo altissimo del primo tempo è soltanto un ricordo, infatti il Boca amministra il risultato e cala di intensità. Alcuni squilli arrivano dai tentativi di Palacios e Pablo Perez, mentre i Bohemios si fanno vedere dalle parti di Orion solamente col neo-entrato Sebastian Gularte. Il Wanderers di Alfredo Arias produce troppo poco e non ha la forza di andarsi a prendere il pareggio. C’è il tempo nel finale per l’ ovazione ad Osvaldo, sostituito da Carrizo. Ai microfoni dirà, piuttosto emozionato: “è stato come in un sogno, all’ inizio ho sentito la pressione di questo magnifico stadio e poi c’ era tutta la mia famiglia a vedermi. Il goal è per mio suocero, era un grande tifoso del Boca“. Gli Xeneizes comandano il gruppo 5 a punteggio pieno, gli uruguayani restano a quota 3 punti assieme al Palestino.

Stadio: Bombonera, Buenos Aires

Arbitro: Ricardo Marques (Brasile)

Boca Juniors – Agustín Orión; Leandro Marín, Guillermo Burdisso, Marco Torsiglieri, Nicolás Colazo; Fernando Gago, Cristian Erbes; Nicolás Lodeiro; Sebastián Palacios, Andrés Chávez, Daniel Osvaldo. All.: Rodolfo Arruabarrena

Montevideo Wanderers – Leonardo Burián; Silva, Paulo Lima, Gastón Bueno, Maximiliano Olivera; Santiago Martínez, Jonathan Rodríguez; Nicolás Albarracín, Diego Riolfo, Leandro Reymundez; Gastón Rodríguez. All.: Alfredo Arias

Marcatori – 32′ Komar (BJ), 33′ Riolfo (W), 42′ Osvaldo (BJ)

La gioia dei giocatori del Palestino

La gioia dei giocatori del Palestino

Zamora-Palestino 0-1 – Grazie ad una prova gagliarda, “col coltello tra i denti” e un pò di fortuna, gli Arabes espugnano Barinas e restano ampiamente in corsa per la qualificazione, lasciando i venezuelani ultimi con 0 punti. Non è stato affatto facile però imporsi nella Caldera del Diablo, in cui lo Zamora si è mostrato volenteroso, ma sprecone come la scorsa settimana nella sconfitta contro il Wanderers. Al 9′ subito un’ occasionissima per la Furia Llanera con Johan Arenas, il più intraprendente dei suoi. Il numero 10 fugge verso la porta di Dario Melo, che compie un miracolo respingendo il tiro, sulla ribattuta però è clamoroso l’ errore di Soteldo che colpisce la traversa a porta sguarnita. Il Palestino non rinuncia ad attaccare e al 40′ su suggerimento di Diego Chaves, è Renato Ramos ad andare vicino al goal con un colpo di testa in tuffo. Sul ribaltone di fronte invece Pluchino fa tremare la porta cilena con un tiro potentissimo sul quale Dario Melo si supera e mette in angolo. Appena un minuto prima dell’ intervallo però gli ospiti colpiscono, quando Ramos fa da sponda per Alejandro Marquez che dal limite fulmina Alvaro Forero. Una rete che è una macigno sul morale dei venezuelani. I ragazzi di Julio Quintero, che segue la squadra dalla panchina con un chupa chups in bocca, non si perdono d’ animo e nella ripresa cercano di raddrizzare la situazione in ogni modo. Peccato che il suo Zamora si divori in serie delle opportunità incredibili. Prima con Edson Mendoza a due metri dalla porta, poi con lo sfortunato Soteldo, che colpisce un palo e vede salvare sulla linea l’ ennesimo goal che pareva già fatto. Non c’è proprio nulla da fare per i padroni di casa, che escono a testa bassa dal campo, delusi più che mai. Vince il Tino che prosegue così il suo sogno internazionale, mentre i tifosi arrivati a sostenere la squadra fino in Venezuela mostrano orgogliosamente le loro bandiere. Anche stavolta le scelte del tecnico Pablo Guede si sono mostrate azzeccate, a dispetto delle assenze importanti di alcuni giocatori.

Stadio: Rafael Agustín Tovar, Barinas

Arbitro: Julio Quintana (Paraguay)

Zamora – Alvaro Forero; Yanniel Hernandez, Edwin Peraza, Dustin Valdez, Edson Mendoza (76′ Ynmer Gonzalez); Arles Flores, Luis Vargas, Yeferson Soteldo, Johan Arenas; Johan Moreno (46′ Ricardo Clarke), Pierre Pluchino (66′ Santiago Bello). All.: Julio Alberto Quintero

Palestino – Darío Melo; Germán Lanaro, Alejandro Contreras, Paulo Diaz; Diego Rosende, Esteban Carvajal; Alejandro Márquez, Diego Chaves, Marcelo Morales (60′ Mathias Vidangossy, Jason Silva (75′ Jonathan Cantillana), Renato Ramos (88′ Felipe Campos). All.: Pablo Guede

Marcatori – 44′ Alejandro Marquez

D' Alessandro realizza su rigore (globoesporte.com)

D’ Alessandro realizza su rigore (globoesporte.com)

Internacional-Universidad de Chile 3-1 – Il big match di Porto Alegre non delude le attese degli appassionati di calcio sudamericano e dei 40mila del Beira-Rio. E’ stata partita vera quella tra brasiliani e cileni, che non si sono risparmiati dandosi battaglia per 90 minuti e giocando a ritmi altissimi per lunghe fasi dell’ incontro. Alla fine l’ ha spuntata la squadra più forte, infatti l’ Inter per la qualità della rosa può essere tranquillamente inserita tra le favorite per il titolo. In quella che rappresentava la centesima gara in Libertadores del Colorado, mister Diego Aguirre dà fiducia in attacco a Jorge Henrique, Vitinho e Sasha, alle cui spalle agisce naturalmente un D’ Alessandro in versione leader. Ottime le prove anche per il terzino Leo e i centrocampisti Nilton e Aranguiz, che insieme formano una coppia invidiabile. La U, come sappiamo in nette difficoltà durante questo avvio di stagione, non scende in campo per fare le barricate e gioca la partita a viso aperto, lasciando allo stesso tempo diversi spazi. Passa appena un minuto che subito Johnny Herrera è chiamato agli straordinari per salvare sul tap-in ravvicinato di Alan, poi all’ 8′ è Sasha ad inventarsi una rovesciata fantastica che sfiora soltanto l’ incrocio. I cileni però in contropiede vanno ad un passo dal vantaggio, quando l’ uruguayano Maxi Rodriguez si fa 60 metri palla al piede indisturbato e lascia partire una sassata che colpisce la parte interna della traversa e sulla cui ribattuta Ubilla mette a lato di testa. Chance colossale gettata alle ortiche. La sfida si gioca soprattutto a centrocampo, tanti falli, tanti episodi dubbi e tantissime proteste da una parte e dall’ altra verso l’ arbitro peruviano Victor Carrillo, chiamato ad un lavoro tutt’ altro che semplice. L’ Internacional reclama invano un rigore su Vitinho, che sembra starci sicuramente di più rispetto a quello che Carrillo fischierà al 44′ su D’ Alessandro. Il capitano dei brasiliani si lascia cadere in area dopo un contatto lieve con Cristian Suarez, tiro dagli undici metri regalato. Lo stesso D’ Alessandro trasforma con freddezza e manda le squadre a risposo sull’ 1 a 0. Al 60′ contropiede letale che vale il 2 a 0, con Alex (in campo da poco per Vitinho) che lancia splendidamente nello spazio Bruno Henrique, inesorabile nel battere Herrera a tu per tu. Bella anche le rete con cui l’ Universidad de Chile torna in partita: Lorenzetti vede Ubilla libero, che di testa offre l’ assist per il diagonale vincente di Canales. Non c’è scampo per Alisson, 2-1. I cileni di Martin Lasarte si riversano obbligatoriamente in avanti, ma i porto-alegrenses sanno bene come si orchestrano i contropiede e al 78′ arriva il 3 a 1 con Sasha che calcia al volo su illuminante assist di Aranguiz e fa esplodere una volta per tutte lo stadio. L’ Internacional cancella così il brutto esordio contro The Strongest, con una prestazione che sarà sicuramente piaciuta a Lisandro Lopez, presente in tribuna e prossimo rinforzo per Diego Aguirre. Altra serata amare per i cileni invece, che si giocheranno la partita della vita nel prossimo turno casalingo contro The Strongest.

Stadio: Beira-Rio, Porto Alegre

Arbitro: Victor Carrillo (Perú)

Internacional – Alisson; Léo, Rever, Alan Costa, Fabrício; Nilton, Aránguiz, D’Alessandro (90′ Carlos Luque), Vitinho (57′ Alex); Jorge Henrique (72′ Nicolas Freitas), Eduardo Sasha. All.: Diego Aguirre

Universidad de Chile – Herrera; Magalhães, Osvaldo González, Cristian Suárez, Josè Rojas; Guzman Pereira, Espinoza, Ubilla, Lorenzetti, Ubilla; Canales. All.: Martín Lasarte

Marcatori – 44′ D’ Alessandro (I), 60′ Jorge Henrique (I), 67′ Gustavo Canales (UC), 78′ Eduardo Sasha (I)

Wilson Morelo

Wilson Morelo

Independiente Santa Fe-Colo Colo 3-1 – I colombiani si piazzano in testa al girone 1 con 6 punti e lo fanno in grande stile, superando una compagine importante come il Colo Colo. Un trionfo firmato dalla tripletta di Wilson Morelo, spauracchio che i difensori cileni si sogneranno per qualche notte. I primi pericoli sono per la porta di Robinson Zapata, insediata dalle conclusioni di Emiliano Vecchio e Humberto Suazo, tra i più attivi nel Colo Colo. Le redini del gioco sono però tra i piedi dei Cardenales, che al 34′ trovano l’ affondo decisivo: bella palla a scavalcare la difesa di Omar Perez per Morelo, che controlla la sfera con classe e supera Justo Villar. Al 43′ il Cacique mette in evidenza delle lacune difensive raccapriccianti, quando al Santa Fe è sufficiente un passaggio lungo senza pretese di Luis Quinones per mandare in porta lo scatenato Morelo. L’ attaccante semina il panico in area cilena, salta in dribbling il portiere e due difensori e calcia a porta vuota; un miracoloso intervento di Caceres devia sulla traversa, ma la ribattuta premia Morelos che non può proprio sbagliare. 2 a 0 al Campin di Bogotà, gremito da oltre 30mila spettatori. I secondo 45 minuti vedono il Colo Colo logicamente avanzare il baricentro, nel tentativo disperato di rimettersi in corsa. Al 50′ arriva l’ episodio perfetto per i cileni, con Jaime Valdes bravo ad incunearsi in area e a subire fallo da Meza. Rigore sacrosanto che il Chupete Suazo non fallisce. E’ soltanto un’ illusione però per i ragazzi di Hector Tapia, che al 65′ vengono puniti per la terza volta. Tanto per cambiare Perez e Morelos fanno diventare matti gli avversari grazie ad un rapido uno-due dentro l’ area e alla fine Morelos trova il varco giusto per il 3 a 1 definitivo. Dopo il goal il Santa Fe resta anche in dieci per il rosso ai danni di Salazar, ma il Colo Colo nonostante il possesso palla non trova sbocchi e torna a casa a mani vuote. Tanti applausi per i colombiani, che sull’ altura di Bogotà hanno divertito i proprio tifosi e ben impressionato davanti un rivale di indubbio valore.

Arbitro: Germán del Pino

Stadio: El Campín, Bogotá

Santa Fe – Róbinson Zapata; Yulián Anchico, Yerry Mina, Francisco Meza, Dairon Mosquera; Juan Roa, Sebastián Salazar, Luis Carlos Arias, Ömar Pérez (90′ Sergio Otalvaro); Wilson Morelo (87′ Yamilson Rivera), Luis Quiñones (71′ Baldomero Perlaza). All.: Gustavo Costas

Colo Colo – Justo Villar; Gonzalo Fierro, Josè Caceres, Cristian Vilches, Jean Beausejour; Esteban Pavez, Jaime Valdés (70′ Camilo Rodriguez), Emiliano Vecchio; Humberto Suazo, Felipe Flores, Juan Delgado (46′ Claudio Baeza). All.: Héctor Tapia

Marcatori – 35′, 44′, 66′ Wilson Morelo

 

 

L’ex viola Anderson torna in patria: è dell’Internacional

10 anni fa c’era anche lui nella celebre Batalha dos Aflitos, la sfida a suon di colpi proibiti vinta dal Grêmio sul Náutico in 7 contro 10. Anzi, era proprio quel giovane mancino con le treccine, nel recupero di una gara apparentemente infinita, a firmare il gol che certificava il ritorno del Tricolor gaúcho in A dopo una stagione di purgatorio in seconda serie. 10 anni e varie esperienze europee più tardi, Anderson torna in Brasile e a Porto Alegre: ha firmato fino al 2018 con l’Internacional, che lo ha presentato in serata. 27 anni ad aprile, portato in Europa dal Porto nel 2006, arriva dal Manchester United, dove non aveva più spazio. Così come non ne ha avuto troppo nella seconda parte del 2014, in prestito alla Fiorentina. Proprio il suo ex Grêmio, rivela lui, aveva cercato di riportarlo a casa. “Ma l’Inter è il club che si è interessato maggiormente a me. E io ero aperto a qualsiasi proposta”. E al fascino della Libertadores, soprattutto, trofeo che gli manca al contrario della Champions, conquistata con la maglia dello United. Al Colorado, Anderson troverà un altro ex gremista: il centrale Réver, arrivato dall’Atlético Mineiro.