Una piccola medaglia per un grande sogno: Perù e Venezuela si giocano il bronzo

Siamo alle ultime battute della Copa América 2011, edizione in cui non sono certo mancate le sorprese: le due più belle si giocheranno questa sera il terzo posto, antipasto della finalissima in programma domani. Perù e Venezuela arrivano a questa partita già ampiamente soddisfatte e senza nulla più da chiedere: sarà una grande partita.

 

Se qualcuno ha avuto l’ardire di scommettere su una tra Perù e Venezuela nelle prime quattro del torneo, oggi si ritroverà sicuramente una discreta somma tra le mani: queste due nazionali dovevano infatti recitare la parte delle cenerentole in un torneo dove tutti si aspettavano grandi cose dalle nazionali di Argentina e Brasile, imbottite di fenomeni. Quando però le due big hanno deluso, sepolte probabilmente più dall’enorme pressione del pubblico e dei media che da proprie incapacità, sono uscite queste due selezioni piccole, arrivate in punta di piedi a giocarsi addirittura l’accesso alla finale: alla fine la Copa América se la giocheranno Uruguay e Paraguay, ma anche avere la possibilità di arrivare al terzo posto è un traguardo importantissimo. Calcio d’inizio alle 21 ora italiana (diretta Sky), arbitra Wilmar Roldán.

SFORTUNA…Costa Rica e baby-Messico a parte, alla vigilia Perù e Venezuela erano date come le due formazioni meno competitive in gara. In effetti, erano proprio le quattro selezioni appena menzionate quelle destinate, sulla carta, a lasciare la coppa già alla fase a gironi, con Ecuador e Bolivia date un poco più papabili per l’accesso ai quarti. Il “declassamento” del Perù è in realtà recente: è stato proprio nel ritiro pre-Copa che la Blanquirroja ha perso i suoi due elementi migliori, Claudio Pizarro e Jefferson Farfán, con Juan Manuel Vargas in dubbio sino all’ultimissimo istante sempre per un problema fisico. Con due stelle e mezzo in meno, ai peruviani restava solo Paolo Guerrero: proprio l’attaccante in forza all’Amburgo si è caricato la squadra sulle spalle, segnando i gol decisivi per la qualificazione; quando poi anche Vargas è tornato a pieno regime, per la squadra di Markarián ha iniziato a filare tutto liscio come l’olio, consentendo di raggiungere addirittura le semifinali eliminando una delle favorite, la Colombia.

…E TRIPLA SFORTUNA – La storia del Venezuela ha invece origine in un radicato luogo comune, che vuole la Vinotinto nazionale-materasso del continente, come e più della Bolivia: del resto solo dalla parti di Caracas il calcio non è lo sport più popolare, ampiamente superato dal baseball. Tuttavia negli ultimi anni il movimento calcistico del paese settentrionale è notevolmente cresciuto, portando alla storica qualificazione ai quarti di finale nel 2007 e all’emergere di diversi talenti interessanti. I tempi non sembravano ancora maturi per l’exploit, ma una combinazione di situazioni favorevoli ha alla fine portato tra le prime quattro anche i venezuelani, che tra l’altro avrebbero ampiamente meritato la vittoria nella semifinale contro il Paraguay ma sono stati fermati per ben tre volte dal palo, pagando poi dazio ai rigori.

COSA C’È IN GIOCO? – Nonostante le due selezioni possano ampiamente dirsi soddisfatte di quanto messo in mostra finora, prestazioni che hanno fatto ricredere tutto il mondo calcistico, sia Venezuela che Perù vogliono fortemente questo terzo posto. Chi ne ha forse più bisogno è la nazionale peruviana, movimento calcistico un tempo importante che però negli ultimi anni è precipitato nelle gerarchie sudamericane, chiudendo addirittura all’ultimo posto le qualificazioni per i Mondiali dello scorso anno: riuscire a tornare sul podio potrebbe davvero essere il punto di rinascita per il calcio andino, che ha una necessità quasi disperata di risultati per non perdere affezionati in patria. Al contrario il Venezuela ha solo da guadagnare: ormai l’impresa è stata compiuta, e vincere la finalina servirebbe soprattutto per dare ulteriore visibilità al calcio in patria, per cercare di strappare magari qualche atleta (e qualche fetta di finanziamenti statali) al baseball, per crescere ulteriormente nei prossimi anni e – perché no – tentare di ottenere la prima qualificazione ai mondiali.

GIOCO SERIO… OPPURE NO? – La partita ha quindi una sua importanza in ogni caso, si direbbe: e il CT peruviano Sergio Markarián ci tiene a ribadirlo in conferenza stampa. Però lo stesso allenatore uruguagio in qualche modo si tradisce, annunciando che in questa gara sarà dato ampio spazio a chi ha giocato meno: «questa partita per noi sarà seria» ha detto «perché non sarebbe dignitoso regalare la partita. Il terzo posto ci interessa: farò comunque molti cambi, perché voglio provare delle cose in vista delle qualificazioni ai prossimi Mondiali». Il mister non ha però voluto dare la sua formazione, in cui comunque mancherà sicuramente lo squalificato Vargas.

NO COMMENTMarkarián ha tenuto una lunga conferenza stampa prima dell’incontro, mentre Farias al contrario non si è fatto vedere: segno che il giovane CT (39 anni appena) sta lavorando molto su questo incontro, e sta probabilmente anche valutando se lanciare ancora i titolari o imitare il suo collega e provare qualche soluzione nuova. Un’assenza è comunque sicura: Grenddy Perozo, difensore, ha riportato un infortunio al piede sinistro contro il Paraguay e non è disponibile; probabile il forfait anche di Arango, non al meglio. Rientrerà invece Tomás Rincón, dopo la squalifica che gli aveva fatto saltare la semifinale.

 

PROBABILI FORMAZIONI

PERÙ (4-4-2): Fernández; Revoredo, Acasiete, Rodríguez, Vílchez; Advíncula, Ballón, Cruzado, Yotún; Chiroque, Guerrero. CT: Markarián.

VENEZUELA (4-4-2): Vega; Rosales, Rey, Vizcarrondo, Cíchero; Arango (Di Giorgi), Rincón, Lucena, González; Maldonado (Rondón), Fedor. CT: Farias

ARBITRO: Wilmar Roldán (COL)

Rigori ancora amici, il Paraguay è la seconda finalista

Il Paraguay esulta: è in finale (foto: mediotiempo.com)

Ancora un pareggio, ancora una vittoria ai rigori. Meglio turarsi il naso sul modo in cui il Paraguay è avanzato fino alla finale in questa Copa America, ma tant’è: lo sfortunato Venezuela è battuto ai rigori dopo lo 0-0 dei 120 minuti, e domenica a contendere il trofeo all’Uruguay ci sarà l’Albirroja di Martino.

GOL ANNULLATO A VIZCARRONDO – Il secondo match della semifinale poco ha a che vedere con l’ultimo precedente, il 3-3 della fase a gironi. Si fa vedere per primo Dario Veron, che al 7′ appare dalle retrovie e di testa impegna Vega in una difficile respinta sulla linea. In un primo tempo senza grossi squilli, l’occasione buona ce l’ha il Venezuela, che al 34′ va addirittura in vantaggio con l’azione confezionata dai due match-winner dei quarti contro il Cile: sponda di Cichero, altro colpo di testa in rete di Vizcarrondo. Peccato che Rondon, in fuorigioco, partecipi all’azione toccando il pallone e il gol venga così annullato. Sfortuna vinotinto al 43′: traversa, di testa, di Moreno, e successiva parata di Villar su Rondon. Nella ripresa, ben poco: solo un’uscita di Vega su Valdez nei primi minuti. Inevitabile che si vada ai supplementari, come tradizione in questa Copa.

RIGORI ALLEATI DEL PARAGUAY – Gli extratime si aprono con l’ennesimo brivido per la difesa paraguaiana: cross di Maldonado, la palla incoccia su Fedor e successivamente sul palo. Il secondo, mentre il terzo arriverà di lì a poco, con una punizione di Arango ribattuta dalla traversa. Una jella colossale, poco da dire. Il Venezuela potrebbe essere favorito dall’espulsione, alla fine del primo tempo, di Santana, ma a parte una parata di Villar su destro da posizione defilata di Fedor, e un sinistro a lato di Maldonado, le occasioni da gol non ci sono più. Si va così ai rigori e, come contro il Brasile, è il Paraguay ad esultare, grazie all’unico errore di Lucena (parata di Villar) e alla rete decisiva di Dario Veron. Albirroja in finale. Senza vincere alcun match, ma anche questo è il calcio.

 

Paraguay 0-0 Venezuela (5-3 d.c.r.)

Paraguay: Villar; Cáceres, Da Silva, Verón, Piris; Santana, Riveros, Ortigoza, Edgar Barreto (Estigarribia, m.70); Barrios, Haedo Valdez (Santa Cruz, m.73) (Martínez, m.80).

Venezuela: Vega; Vizcarrondo, Di Giorgio, Cichero, González (Maldonado, m.84); Lucena, Moreno (Fédor, m.71), Rosales, Arango; Perozo (Rey, m.46), Rondón.

Arbitro: Francisco Chacon (MEX)

Rigori: 1-0: Ortigoza, gol; 1-1: Maldonado, gol; 2-1: Barrios, gol; 2-2: Rey, gol; 3-2: Riveros, gol; Lucena, para Villar; 4-2: Martínez, gol; 4-3: Fedor, gol; 5-3: Verón, gol.

 

Paraguay-Venezuela, la seconda finalista uscirà da qui

Perozo, autore del 3-3 nella gara della fase a gruppi (foto: tucumansports.com)

L’Uruguay osserva, e aspetta: tra Paraguay e Venezuela (ore 21.45 argentine, le 2.45 in Italia) uscirà la seconda finalista che affronterà la Celeste domenica. Favoriti i biancorossi di Martino, ma la Vinotinto promette di stupire ancora.

CHI CONTRO L’URUGUAY? – Unica a non avere mai alzato la Copa America nella propria storia, la nazionale venezuelana, sorpresa assoluta del torneo con due vittorie e altrettanti pareggi in quattro partite, cerca la prima, storica finale. Per la gioia del presidente Chavez, appassionato di calcio e abituale frequentatore del social network Twitter, dove loda giocatori e tecnico dopo ogni vittoria. Di fronte un avversario più solido che spettacolare, come ci si è accorti soprattutto nel quarto contro il Brasile, dove un tiro in porta da parte paraguaiana non s’è visto. A differenza dell’ultimo precedente tra le due nazionali: il pirotecnico 3-3 del girone eliminatorio, con il Venezuela a rimontare nel finale grazie anche a un assist del portiere Vega, salito in area avversaria nell’ultima azione di gioco.

TORNA SANTA CRUZ – Martino potrà contare sul giocatore di maggior caratura internazionale della propria squadra: Roque Santa Cruz ha recuperato dall’infortunio al polpaccio patito nella fase a gruppi, ma la sua presenza dall’inizio non è certa. Mancheranno Alcaraz (squalificato) e forse l’acciaccato Aureliano Torres: possibile allora che il Tata possa modificare lo schema, passando a un 3-5-2 con l’ingresso dall’inizio dell’atalantino Barreto, se non opterà invece per il solito 4-4-2, con Piris sulla destra della difesa e Veron spostato al centro. Farias non avrà invece a disposizione Tomas Rincon, espulso contro il Cile: al suo posto dentro Seijas o Di Giorgi, mentre partirà ancora dalla panchina Rondon, primo cambio per Maldonado o Miku Fedor.

 

Probabili formazioni

PARAGUAY: Villar; Da Silva, Verón, Marecos o Torres, Vera, Barreto (Piris), Cáceres, Riveros, Estigarribia, Valdez, Barrios o Santa Cruz. All. Martino
VENEZUELA: Vega; Rosales, Perozo, Vizcarrondo, Cichero; Lucena, César González, Arango, Seijas o Di Giorgi, Fedor, Rondón. All. Farias

ARBITRO: Francisco Chacón (MEX).

STADIO: Malvinas Argentinas di Mendoza

Doppio Suarez, l’Uruguay è la prima finalista

Suarez festeggia il 2-0 con Forlan (foto: Olè)

Dodici anni dopo l’ultima apparizione (Paraguay 1999), l’Uruguay è di nuovo in finale. Basta una doppietta di Suarez per annientare il Perù e proiettare la Celeste di Tabarez all’ultimo atto, domenica sera al Monumental.

POCHE OCCASIONI DA GOL – L’attaccante del Liverpool (che affare pensare a lui per il dopo-Torres) risolve il match in 5 minuti, e ce n’era proprio bisogno: duro e chiuso, l’incontro non poteva che essere deciso dalle giocate di un campione. Specialmente nel primo tempo, si va avanti a tentativi poco produttivi, con un occasione proprio per Suarez che calcia a lato al volo da buona posizione e una zampata di Alvaro Pereira che chiama Fernandez alla risposta. Più qualche contropiede del Perù, che al 23′ rischia di far male: Guerrero e Advincula non arrivano sul cross mancino di Vargas. Ma la gara è destinata a sbloccarsi nella ripresa.

RISOLVE SUAREZ – Al 53′, infatti, Suarez porta avanti l’Uruguay, riprendendo una respinta di Fernandez sul sinistro dalla distanza di Forlan e appoggiando in rete da posizione defilata. 5 minuti più tardi ecco il raddoppio, con il lancio in profondità di Alvaro Pereira e l’azione vincente dell’ex Ajax, bravo a dribblare il portiere avversario e a depositare in rete con la porta sguarnita. Senza più speranze di rimontare, il Perù resta pure in 10 al 68′, quando Vargas perde la testa e rifila una gomitata a Coates con la palla già lontana. Guerrero ci prova in un paio di occasioni, ma il finale è scritto: domenica, al Monumental, ci sarà l’Uruguay.

 

Perù 0-2 Uruguay

PERÚ: Fernández; Carmona, Acasiete, Rodríguez, Vílchez; Balbín, Cruzado, Yotún (54′ Chiroque); Vargas, Advíncula (61′ Lobatón); Guerrero. Ct: Markarián

URUGUAY: Muslera; M.Pereira, Lugano, Coates, Cáceres; González, Gargano (71′ Eguén), Arévalo Ríos, A.Pereira; Forlán, Suárez (71′ Hernández). Ct: Tabárez

Arbitro: Orosco (Bolivia)

Gol: 53′ e 58′ Suarez

Copa America, via alle semifinali: il sogno peruviano contro le ambizioni uruguaiane

Guerrero contro Forlan, Perù contro Uruguay (foto: elcomercio.pe)

Una, il Perù, con un pensiero stupendo in testa: ripetere le gesta di Teofilo Cubillas e compagni, campioni nel 1975 dopo una tripla finale contro la Colombia. L’altra, l’Uruguay, per confermare lo stupefacente stato di salute di un movimento che sta portando risultati ovunque, dalla nazionale maggiore a quelle giovanili. All’Estadio Unico, sotto gli occhi di Venezuela e Paraguay, va in scena la prima semifinale.

RIVINCITA DELL’ESORDIO – Peccato solo per il fuso. L’orario -le 2.45 italiane- non è dei migliori, ma il match tra Incas e Charrùa è tutto da vivere. C’è in ballo la finale del Monumental, in programma domenica sera, e se per l’Uruguay può trattarsi di un evento sentito ma tutto sommato già più controllabile dal punto di vista nervoso, per il Perù c’è in ballo la storia, e la consapevolezza che un’occasione del genere difficilmente si potrà ripresentare, perlomeno nel breve periodo. Gli uomini di Tabarez sono un ostacolo decisamente duro, ma a Guerrero e compagnia basterà ripensare alla gara d’esordio della competizione, giocata proprio contro la Celeste e pareggiata per 1-1, per capire che, specialmente giunti a questo punto del torneo, nulla è più impossibile.

CAVANI OUT, MA TORNA COATES –  Proprio Guerrero, favoloso per il modo di caricare l’attacco sulle proprie spalle nel match contro la Colombia, sarà l’arma su cui dovrà puntare Markarian, uruguaiano di nascita ma, almeno per stasera, peruviano adottivo. Torna Acasiete, infortunato nei quarti, ma dovrebbe accomodarsi in panchina per far spazio ancora una volta a Christian Ramos. Lo stesso vale per Lobatón, anche se non si esclude un suo impiego dall’inizio. Tabarez ha qualche grattacapo: non potrà disporre degli infortunati Victorino e Cavani (potrebbe rientrare nell’eventuale finale) e dello squalificato Perez, espulso contro l’Argentina. Almeno torna Coates, che ha scontato una giornata di stop.

 

Probabili formazioni:

Perù: Fernández, Revoredo, Ramos, Rodríguez, Vílchez, Balbín, Cruzado, Advíncula, Chiroque, Vargas, Guerrero. All. Markarian.

Uruguay: Muslera; Maxi Pereyra, Lugano, Coates, Cáceres; Alvaro González, Gargano o Eguren, Egidio Arévalo Ríos, Álvaro Pereira; Forlán, Suárez. All. Tabarez

Arbitro: Wilmar Roldan (COL)

Stadio: Ciudad de La Plata

Storico Venezuela: batte il Cile e vola in semifinale

Cichero festeggia il 2-1 (foto: semana.com)

La scioccante Copa America edizione 2011 non finisce di regalare sorprese: dopo le eliminazioni di Brasile e Argentina, e la qualificazione del Perù, anche il Venezuela va in semifinale battendo il più quotato Cile.

CICHERO FA LA STORIA – Se è un sogno, non svegliate i venezuelani. Vinotinto in semifinale di Copa America, roba mai vista da queste parti ma che conferma come il movimento calcistico del paese sia in assoluta crescita da qualche anno. L’eroe è l’ex leccese (qualcuno lo ricorda?) Gabriel Alejandro Cichero, attualmente in Argentina al Newell’s Old Boys, che a 10 minuti dalla fine decide che è il momento di uscire dall’anonimato di una onesta carriera da difensore centrale o terzino sinistro e far felice un popolo, con un tap-in vincente dopo la respinta di Claudio Bravo. Gol storico, che proietta il Venezuela in semifinale con la concreta possibilità di raggiungere un impensato ultimo atto, visto che di fronte ci sarà il non imbattibile Paraguay.

SUAZO RISPONDE A VIZCARRONDO – E’ la rete che corona una partita attenta, ordinata e propositiva da parte degli uomini di Farias, bravi a contenere la fantasia di Sanchez e compagni e a spaventarli nel primo tempo con un paio di conclusioni di Fedor e Arango, prima di trovare il vantaggio al 35′: punizione di Arango, testa di Vizcarrondo per l’1-0. Nella ripresa, Cichero si erge a baluardo ben prima del gol, salvando sulla linea il colpo di testa di Vidal. Anche fortunato, il Venezuela: si salva sui tentativi di Suazo e Valdivia, entrambi sputati via dai legni della porta di Vega. Ma nulla può al 70′, quando Sanchez tocca all’indietro per Humberto Suazo, che pareggia con un destro sotto la traversa. I cileni premono alla ricerca del vantaggio, ma non fanno i conti con l’eroe Cichero: uno che da oggi avrà un posto nella storia calcistica venezuelana.

 

CILE 1-2 VENEZUELA 
CILE: Bravo; Contreras, Ponce, Jara (15’st Paredes); Isla, Medel, Carmona (1’st Valdivia), Vidal; Jimenez (38’st Muñoz); Sanchez, Suazo. All:Borghi
VENEZUELA: Vega; Rosales, Perozo, Vizcarrondo, Cichero; Rincon, Lucena, Gonzalez (44’st Moreno), Arango; Maldonado (18′ Seijas), Fedor (14’st Rondon). All: Farias

Arbitro: Vera (Ecuador)

Gol: 34′ Vizcarrondo (V), 69′ Suazo (C), 80’Cichero (C)

Il Cile per la semifinale, il Venezuela per la storia! Tutto pronto per l’ultimo quarto di finale

Cile e Venezuela si giocano la semifinale

Cile e Venezuela si giocheranno l’ultimo posto in semifinale di questa sorprendente e pirotecnica Copa America 2011. Se la compagine di Claudio Borghi è considerata una delle mine vaganti del torneo, la Vinotinto  può essere la vera sorpresa dell’intera manifestazione; oltre al risultato storico infatti, il Venezuela ha dato dimostrazione di quanto il calcio sia cresciuto nel piccolo paese sudamericano e le ottime prestazioni sfoderate nel girone lasciano buone speranze in vista delle prossime qualificazioni mondiali. Di contro, la Roja parte nettamente favorita questa notte e per Borghi centrare la semifinale sarebbe una prima vittoria.

QUI CILE – Il Bichi conferma il suo migliore undici per cercare l’assalto alla semifinale che potrebbe regalargli il Brasile; davanti a Claudio Bravo giostreranno Contreras, Ponce e Jara. Isla e Carmona agiranno sulle corsie laterali, con Medèl ed il sogno di mezza Europa Arturo Vidàl che agiranno da ‘doble cinco‘ per fare gioco ed innescare la fantasia di Sanchez o di Jimenez (che sostituisce ancora l’indisponibile Mati Fernandez). Davanti, confermatissimo il ‘ChupeteSuazo, ancora a secco ma difeso a spada tratta dal tecnico argentino in conferenza stampa: “Il Venezuela è solo apparentemente una sorpresa, sono una squadra ben assemblata e che si conosce bene. La formazione? Di certo c’è che non mi sogno nemmeno di togliere di squadra Suazo, anche se non ha ancora segnato”.

QUI VENEZUELA – Giocare a viso aperto per sfruttare le proprie armi a disposizione. Queste sono le speranze e le direttive del ct Farias, che in questi due anni ha messo assieme una squadra di tutto rispetto integrandola con elementi europei protagonisti nelle proprie squadre di club. Per la partita col Cile il modulo è confermato, con Arango ad agire da mezzapunta tra le linee e Rincòn in mediana a creare gioco. Davanti giocheranno Rondòn e Fedor Miku, che si sono fatti notare per il loro affiatamento e la loro pregevole tecnica. Ecco Farias in conferenza stampa: ”Ce la giochiamo alla pari con chiunque, anche se sappiamo che il Cile è un rivale difficile”.

LE PROBABILI FORMAZIONI

CILE (3-5-2): Bravo; Contreras, Ponce, Jara; Isla, Medel, Vidal, Jiménez, Carmona; Suazo, Sánchez. All.: Borghi

VENEZUELA (4-3-1-2): Vega; Cichero, Perozo, Vizcarrondo, Rosales; González, Rincón, Lucena; Arango; Miku, Rondón. All.: Farías

Rigori fatali all’Argentina, l’Uruguay è in semifinale

Esultanza uruguaiana dopo l'ultimo penalty (foto: Reuters)

L’errore di Carlos Tevez resterà marchiato a lungo nella memoria degli argentini. Dopo 120 minuti intensissimi, ai calci di rigore l’Apache è l’unico a sbagliare. L’Argentina esce dalla Copa America, l’Uruguay va in semifinale, dove affronterà il Perù.

PEREZ, GOL ED ESPULSIONE – Il protagonista del primo tempo è il bolognese Diego Perez. È lui che dopo 5 minuti porta sorprendentemente in vantaggio l’Uruguay, effettuando il tap-in vincente dopo la deviazione solo parziale di Romero sul colpo di testa di Victorino. Gol sugli sviluppi di una punizione, e proprio su piazzato i charrua mettono in ambasce la difesa argentina. La risposta albiceleste si chiama però Lionel Messi: imprendibile per la difesa avversaria, specialmente al 17′ quando disegna col sinistro un cross perfetto che Higuain devia alle spalle di Muslera. Contro le ondate argentine, il già ammonito Perez è costretto a ricorrere più volte al fallo. Come al 38′, quando interrompe irregolarmente una ripartenza avversaria ed è cacciato da Amarilla. L’Uruguay però non si abbatte, si vede annullare un gol di Caceres e colpisce una traversa con Lugano. Dall’altra parte, giusto l’annullamento della rete di Higuain, in fuorigioco sulla punizione di Messi.

MUSLERA FENOMENO, SI VA AI SUPPLEMENTARI – La ripresa è un prevedibile assalto argentino alla ricerca del 2-1. Ma, pur contro un avversario ridotto in 10 uomini, le occasioni latitano e si limitano a un paio di conclusioni di Di Maria, una alta e una parata a terra da Muslera. Accade tutto nell’ultimo quarto d’ora: stupenda girata mancina di Higuain che chiama il portiere laziale all’intervento, mentre nell’altra area è Romero che deve darsi da fare per uscire sui piedi di Forlan, lanciato nello spazio da Suarez. Muslera è ancora decisivo sulla punizione (deviata) del neo-entrato Tevez e sul susseguente tap-in di Higuain. Espulso Mascherano, l’ultima azione è dell’Uruguay, con Forlan che non inquadra la porta vuota di testa, dopo la scorribanda del diavolo Suarez. Niente gol, dunque. Come la gara tra Colombia e Perù, nemmeno il secondo quarto di finale della Copa America viene deciso nei tempi regolamentari.

AI RIGORI SBAGLIA SOLO TEVEZ –  I supplementari sono una passione. Si aprono con un sinistro di Alvaro Pereira che passa vicino all’incrocio, continuano con l’Argentina costantemente riversata nella metà campo avversaria. Higuain colpisce la base del palo con un tiro mancino, Muslera dice di no due volte a Messi e una a Pastore. Ma la palla non entra, e si va ai calci di rigore. Nell’Uruguay segnano tutti, compreso l’ultimo, Caceres. Nell’Argentina Tevez si fa parare il tiro da Muslera, ed è sufficiente: charrua in semifinale contro il Perù, Albiceleste che abbandona a testa alta la competizione.

 

Argentina 1-1 Uruguay (5-6 d.c.r)

ARGENTINA: Sergio Romero; Pablo Zabaleta, Nicolás Burdisso, Gabriel Milito, Javier Zanetti; Fernando Gago (96′ Lucas Biglia), Javier Mascherano, Ángel Di María (73′ Javier Pastore); Lionel Messi, Sergio Agüero (84′ Carlos Tevez), Gonzalo Higuaín. CT: Sergio Batista.
URUGUAY: Fernando Muslera; Maximiliano Pereira, Diego Lugano, Mauricio Victorino (20′ Andres Scotti), Martín Cáceres; Álvaro González, Egidio Arévalo Ríos (110′ Sebastian Eguren), Diego Pérez, Álvaro Pereira (110′ Walter Gargano); Diego Forlán, Luis Suárez. CT: Oscar Tabárez.

Arbitro: Carlos Amarilla (PAR)

Gol: 6′ Perez (U), 18′ Higuain (A)

Rigori: Messi (gol), Forlan (gol), Burdisso (gol), Suarez (gol), Tevez (parato), Scotti (gol), Pastore (gol), Gargano (gol), Higuain (gol), Caceres (gol)

Falcao sbaglia, Lobaton e Vargas no: Perù in semifinale

Il rigore fallito da Falcao (foto: Carlos Arco / EFE)

In pochi l’avrebbero previsto, alla vigilia. E invece il Perù sorprende tutti, ribalta i pronostici e vola in semifinale di Copa America dopo i supplementari. Affronterà la vincente di Argentina-Uruguay. Momento decisivo del match: il rigore calciato a lato da Falcao Garcia nella ripresa.

COLOMBIA INVOLUTA, CI PROVA VARGAS – Colombia incapace di fare gioco, ben contenuta da un Perù ordinato e veloce nelle ripartenze con la velocità della pulce Chiroque e gli scambi tra gli uomini migliori degli Incas, Guerrero e Juan Manuel Vargas. Proprio il centrocampista della Fiorentina è l’uomo che più si rende pericoloso, con la sua arma principale: il sinistro potente da fuori, con cui prima spaventa il “Neco” Martinez (palla fuori di poco) e poi lo chiama alla respinta. Il colombiano più atteso, Falcao Garcia, poco può tra gli attenti Alberto Rodriguez e Christian Ramos, e si fa vedere solo poco dopo la mezzora, con un sinistro alto su servizio di Dayro Moreno. Pericoloso, quest’ultimo, con una conclusione sull’esterno della rete di Fernandez da posizione defilata: poca roba.

RIGORE FALLITO – La Colombia si sveglia però nel secondo tempo, e tra il 17′ e il 22′ si scatena Moreno: prima l’attaccante del Tijuana allarga troppo il diagonale; poi, grazie anche all’errore del Mudo Rodriguez, si procura un rigore che Falcao calcia però a lato; infine colpisce il palo con un destro potente. Il Perù barcolla ma non cede, e all’80’ sfiora il vantaggio con un destro dalla distanza di Balbin, deviato sopra la traversa da Martinez. L’ultima chance è per Guarin, che confezione un’azione stupenda entrando in area da sinistra, ma Fernandez gli nega il vantaggio anche grazie all’aiuto della traversa. Destino che le due reti debbano restare inviolate nei 90 minuti. Si va così ai supplementari.

UNO-DUE PERUVIANO, E’ SEMIFINALE – Gli ultimi 30 minuti del primo quarto di finale iniziano col botto: dopo le parate di Fernandez su Moreno e Armero, e di Martinez su Vargas, all’11 il portiere cafetero si scontra con Yepes lasciando libera la porta: occasione d’oro per Lobaton, che non sbaglia e segna l’1-0 peruviano. Il 2-0 arriva al 6′ del secondo tempo: palla persa dalla Colombia in ripartenza, Guerrero è bravissimo a riconquistarla e a servire Vargas, che in posizione ideale fa partire una sberla imparabile per il portiere avversario. Gioco, partita, incontro: il Perù vola in semifinale, e ora nemmeno Argentina e Uruguay paiono avversari insormontabili.

 

Colombia 0-2 Perù d.t.s

Colombia: Martínez, Zúñiga, Perea, Yepes, Armero; Sánchez, Aguilar (104′ Teo Gutierrez), Guarín, Dayro Moreno, Ramos (73′ Rodallega), Falcao Garcia. All. Gomez
Perù: Fernández, Revoredo, Ramos, Rodríguez, Vílchez, Balbín, Cruzado (117′ Ballon), Advíncula (46′ Lobatón), Chiroque (95′ Yotun), Vargas, Guerrero. All.Markarian

Arbitro: Chacon (Mex)

Gol: Lobaton 102′, Vargas 111′

Argentina-Uruguay, il quarto che sembra una finale

Nell'ultimo precedente segnò Bolatti (foto: dailymail)

Finale anticipata? In un certo senso sì. Perchè, come giustamente dicono in Sudamerica, nessuno si sarebbe aspettato uno scontro tra Argentina e Uruguay già ai quarti di finale. E invece, tra due delle favorite alla vittoria finale, stasera una dovrà dire addio a ogni sogno.

CONVINCERE? NO, VINCERE –  Tutte e due hanno rischiato, seppur poco seriamente, di non vederli neppure i quarti. Entrambe arrancanti nelle prime due giornate del girone, entrambe qualificate all’ultimo e senza convincere a fondo (specialmente l’Argentina), le due contendenti dovranno farlo a partire da stasera, anche se il gioco, da ora, è il dettaglio meno importante e la questione è soltanto una: vincere, e continuare l’avventura in Copa America. Specialmente dal punto di vista argentino, è facile immaginare le ripercussioni di un’eventuale uscita anticipata: Batista tocchi ferro.

LA SFIDA INFINITA – Sarà una sfida dai mille risvolti. Inutile ricordare il sapore storico che porta con sè, una rivalità sempre accesa tra i due popoli che nel calcio trova la propria valvola di sfogo e dà luogo a sfide emozionanti ed equilibrate: nella sola Copa America, in 29 precedenti 13 sono le vittorie argentine, quelle uruguaiane e i pareggi. Sarà inoltre il duello tra il migliore del mondo (Messi, svegliatosi dal torpore contro la Costa Rica) e quello dell’ultimo mondiale (Forlan), col dentro o fuori di stasera che rappresenterà la prima cartina di tornasole della capacità della “Pulga” di essere decisivo in nazionale come lo è col Barça.

CAVANI ANCORA OUT – Squadra che vince non si cambia, e allora, anche se la vittoria contro l’Under 22 della Costa Rica non è stata delle più indicative, Batista ripropone lo stesso 4-2-3-1, con Messi tolto dal ruolo di punta centrale e piazzato dietro a un Higuain dalle polveri bagnate. Qualche problema in più per Oscar Washington Tabarez: l’ex Milan e Cagliari non avrà Sebastian Coates in mezzo alla difesa, e dovra rimpiazzarlo con Mauricio Victorino. Soprattutto, Edinson Cavani non ha recuperato dall’infortunio patito nella seconda gara col Cile e guarderà ancora una volta i compagni da fuori.

 

Probabili formazioni (00.15 ora italiana)

Argentina: Sergio Romero; Pablo Zabaleta, Gabriel Milito, Nicolás Burdisso, Javier Zanetti; Fernando Gago, Javier Mascherano; Sergio Agüero, Lionel Messi, Ángel Di María; Gonzalo Higuain. CT:Sergio Batista.
Uruguay: Fernando Muslera; Maximiliano Pereira, Diego Lugano, Mauricio Victorino, Martín Cáceres; Alvaro Gonzalez, Diego Pérez, Egidio Arévalo Ríos, Álvaro Pereira; Diego Forlán, Luis Suárez. CT: Oscar Washington Tabárez.

Stadio: Cementerio de los elefantes di Santa Fè
Arbitro: Carlos Amarilla (Paraguay)