Argentina – Buona la prima (goleada) del Diablo. River, che spreco! Tevez batte il Boca Juniors

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La prima domenica di campionato argentino non poteva che rivelarsi piccantissima come da pronostico. Con in campo Boca Juniors, River Plate ed Independiente, si è assistito ad una serata per cuori forti, culminata con il solo Diablo a fare festa, dopo una sorprendente goleada all’Atletico Rafaela. E se il River segna nel recupero venendo raggiunto poco dopo, il Boca trova la prima sconfitta – tra le mura amiche – per mano di un giovane di nome Tevez.

BENTORNATO IN PRIMERA – Il ritorno nel calcio argentino che conta non poteva essere migliore. L’Independiente strapazza il malcapitato Rafaela in un “Libertadores de America” tirato a lucido per l’occasione; Almiron, che in campo manda tutti i nuovi arrivi in un particolarissimo 5-2-1-2, si affida alla coppia composta da Riaño e Lucero per scardinare la difesa santafesína, ottenendo ottimi risultati. Il 3-0 finale non lascia spazio ad intepretazioni: troppo poco questa Crema, che avrà di che preoccuparsi in chiave Promedio, messa sotto esclusivamente dalla forza di volontà di un Rojo intenzionato a non sfigurare in un appuntamento così importante. Il primo gol è un bel mancino di Federico Mancuello, che incanala la partita sui binari giusti. Poi, nella ripresa, Franco Pizzini e Juan Martin Lucero completano il lavoro grazie anche all’ottimo lavoro di Riaño, arrivato poche settimane fa dal Boca Juniors, e subito protagonista con un paio di assist niente male. “E’ stato un ottimo inizio – ha commentato Almiron – ora dobbiamo continuare con la testa bassa e umiltà“.

DESTINO BEFFARDO – Quando scocca il minuto 45, alla “Bombonera” si è piombati in una sorta di incubo con un nome ben preciso: Tevez. Già, avete capito bene; però non si tratta di “Carlitos“, cuore xeneize e probabile rinforzo del Boca in un ipotetico domani, bensì di Mauricio, talento classe 1996 al quale bastano 72 minuti di una partita per entrare nella mente di tutti. Un gol, quello di Tevez, che permette al Newell’s – squadra che lo ha cresciuto – di espugnare il campo di un Boca davvero sotto tono, pasticcione, la cui unica vittoria della serata è quella di un cospiquo possesso palla fine a sè stesso. Se il match non è comunque stato trascendentale, il finale era ipotizzabile: al fischio finale dalla “12” piovono cori pro-Riquelme, tra l’altro match-winner di Argentinos – Boca Unidos, e Bianchi la prende male, tanto da esplodere in conferenza stampa. “La mia squadra arriva da anni importanti – ha tuonato il tecnico contro i giornalisti – e voi state qui a puntare il dito e sparare nel mucchio? Beh, i conti si fanno alla fine e non vi lascerò rovinare tutto“. Sì, si fanno sempre e solo alla fine, ma il fatto che uno come Bianchi abbia perso d’un tratto il suo “aplòmb” dà da pensare che, dalle parti de La Boca, qualcosa non funzioni.

OCCASIONE SPRECATA – Quando nel recupero di Gimnasia – River Plate Téo Gutierrez ha messo in porta la palla del vantaggio, la situazione sembrava apparecchiarsi appannaggio della Banda, squadra che ieri sera di sforzi per vincere ne ha fatti oggettivamente pochi. Eppure, con un po’ di fortuna e un pizzico di cinismo, l’impresa stava per andare in porto, se non che all’ultimo secondo Pablo Vegetti – ultimo rinforzo di mercato del Lobo – ha pescato la palla del pareggio. Giusto, ci mancherebbe, perchè questo River non convince nemmeno il più accanito dei tifosi. Perso Carbonero, abbandonato Ledesma e reintegrato Ponzio, il centrocampo dei Millonarios non macina più gioco ma anzi, rallenta le giocate di chi potrebbe cambiare la partita con un’invenzione. E senza Lanzini, presentato all’Al Jazira, Gallardo sarà abbligato a trovare qualche soluzione offensiva alternativa. Insomma, c’è da migliore. Discorso diverso in casa platense: il Gimnasia gioca bene seppur limitato tecnicamente, e la perdita di pezzi importanti (Meli, Mussis, Rasic) non gioca a favore di Pedro Troglio. “E’ un punto conquistato con la grinta – ha detto il DT a fine gara – siamo stati bravi a crederci fino all’ultimo“.

ARGENTINA Torneo Transición 2014: Atletico Rafaela

escudo-rafaelaL’Atletico Rafaela è abituato ormai da un paio d’anni a pericolose gimkane sui saliscendi del promedio. La Crema è riuscita, da quando è stata promossa nel 2011, sempre a salire sull’ultimo treno verso la salvezza (e nella prima stagione anche in modo molto convincente, mentre due mesi fa è stato necessario uno spareggio da brividi con il Colón). I rafaelini, però, devono continuare a restare a galla e provare possibilmente a creare un gruppo compatto e con qualche velleità in più.

MERCATO

Prima di tutto, la Crema riabbraccia Guillermo Sara. Il portierone ritorna dopo l’esperienza tutt’altro che esaltante al Betis Siviglia (featuring retrocessione all’ultimo posto), e quindi potrebbe essere lasciato libero il portiere urugayano Esteban Conde. Occhio però che con la cessione di Geronimo Rulli da parte dell’Estudiantes alla Real Sociedad, Sara potrebbe subito partire verso La Plata. C’è da segnalare il ritorno anche di Walter Serrano (dall’Argentinos Juniors) e sempre dal Bicho ecco Sergio Vittor, centrocampista 25enne con esperienze in Slovacchia alcune stagioni fa. Il nome che desta più curiosità è senza dubbio quello di Guillermo Pol Fernández: il talento boquense (nell’ultimo semestre al Rosario Central) sarà l’esterno destro offensivo della formazione biancoazzurra. Infine, è arrivato anche il canterano del Diablo Rojo, Lucas Krupszky (classe ’92), ex Arsenal che nell’ultima stagione ha militato nella B con la camiseta del San Martín de San Juan. In uscita Bovaglio, Canuhé, Zbrum, Mansanelli, Erramuspe.

ALLENATORE

Boquita Sensini è il nuovo entrenador della Crema. Il 48enne ex stella di Udinese, Parma e Lazio è reduce dai patimenti della panchina del Colón e da un finale negativo anche con il Newell’s Old Boys (2011). Sarò l’occasione giusta per il rilancio? Il suo predecessore, Jorge Burruchaga ha portato a termine la missione salvezza. Sensini riuscirà a fare meglio? Lo spessore umano, tecnico e la sua grande intelligenza ci fanno pensare positivo.

OBIETTIVO

Racimolare più punti possibili per il promedio futuro.

L’11 TIPO

Sara, Sacks, Niz, Krupszky, Fissore, Pol Fernández, Rodríguez, Eluchans, Depetris, Vittor, Fede González.

Calciomercato Argentina: Gallardo vicinissimo al River, Goltz in Messico!

Marcelo Gallardo, 38 anni

In casa River è tempo di cercare il nuovo allenatore, dopo la turbolenta – e improvvisa – partenza di Ramón Díaz. I Millonarios avevano subito contattato Gerardo ‘El Tata‘ Martino, ex tecnico del Barcelona, ricevendo però un secco ‘no‘: per i prossimi sei mesi l’ex Newell’s Old Boys non ha intenzione di tornare alla guida di alcuna squadra, anche se probabilmente le offerte non mancheranno.
Nella giornata di ieri Enzo Francescoli, su mandato del presidente capitolino Rodolfo D’Onofrio, ha contattato ufficialmente il 38enne Marcelo Gallardo, fin’ora una sola esperienza come allenatore, sulla panchina del Nacional Montevideo da luglio 2011 a giugno 2012.
L’ex River è stato definito ‘el hombre de la casa‘ dal numero uno dei biancorossi, pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Entro le prossime ore, è attesa la riposta – con ogni probabilità positiva – da parte del Muñeco.
Il figlio del Pelado, Emiliano, ha intanto dichiarato che quello del padre è stato un ‘arrivederci’ e che tornerà a sedere sulla panchina del River. Riguardo le ragioni dell’abbandono, il figlio e vice del tecnico argentino risponde così: “Mi ha dato le sue motivazioni e le ho trovate giuste“.
La situazione legata alla panchina avrà conseguenze anche sui giocatori in scadenza. Tra questi, El Lobo Ledesma, 35 anni, il cui contratto scadrà il 30 giugno. La sua intenzione  era quella di rinnovare in tempi brevi – così come avrebbe voluto Díaz – ma l’addio del Pelado ha convinto Cristian a salutare la Banda per sempre. “Giocherei in qualunque club, meno che nel Boca. Valuteremo tutte le offerte“.

Il difensore centrale 36enne del Racing, Fernando Ortiz, dal 2011 all’Academia, ha manifestato la propria volontà di firmare un prolungamento di contratto annuale con l’attuale società argentina. “Spero di poter continuare qui un altro anno“, queste le parole del giocatore, il cui contratto scadrà tra due settimane.

L’immagine Twitter postata dall’América per annunciare l’arrivo di Goltz

Paolo Goltz, roccioso centrale difensivo classe 1985 in forza al Lanús, è ufficialmente un nuovo acquisto dell’América, formazione messicana. Dopo 12 anni passati nel campionato argentino, El Polo ha deciso di tentare l’avventura all’estero, in un campionato economicamente più forte di quello passato e comunque competitivo. La formazione allenato dal Turco Mohamed ha messo nel mirino anche il connazionale e coetaneo di Goltz, Hernan Pellerano, numero 4 del Club Tijuana.

L’Estudiantes, per voce di Mauricio Pellegrino, ha palesato il proprio interesse concreto per Diego Vera, attaccante uruguayano dell’Atlético Rafaela, ma di proprietà del Liverpool Montevideo. Si lavora ad un prestito annuale, dal momento che la società di appartenenza del 29enne non sembra disposta a fare sconti sui 700mila euro richiesti per la cessione definitiva.

 

River Plate supercampione, Rafaela condanna Colón al descenso

 

Pezzella, autore del gol decisivo esplode incredulo. (foto: olé.com.ar)

Pezzella, autore del gol decisivo esplode incredulo. (foto: olé.com.ar)


La Primera División ha espresso i suoi ultimi verdetti: in un sabato caliente l’Atlético Rafaela batte di misura il Colón e lo spedisce in B, il River fa lo stesso con il San Lorenzo e si laurea supercampione d’Argentina per la stagione 2013-2014.

San Lorenzo-River Plate – Il difensore Germán Pezzella, nella ripresa, risolve un match apatico, giocato da entrambe le squadre come fosse una partita priva di valore. Probabilmente le teste dei ventidue in campo erano già in vacanza e ciò ha causato uno scarso spettacolo. Nel San Lorenzo si è fatta sentire l’assenza di Piatti, l’unico calciatore in grado di cambiare passo. Villalba e Correa hanno offerto un’altra prestazione sotto tono. Tra le due formazioni, il River Plate ha deciso di portarsi a casa il secondo trofeo in una settimana. River Supercampeón 2013-2014 e qualificato alla Copa Sudamericana.

I giocatori del Rafaela festeggiano la permanenza in Primera. (foto: olé.com.ar)

I giocatori del Rafaela festeggiano la permanenza in Primera. (foto: olé.com.ar)


Colón-Atlético Rafaela –
 Il Sabalero di Diego Osella non ce l’ha fatta. Il castello di speranze ed illusioni costruito ad inizio semestre e alimentato dal miracoloso gol di Alario di settimana scorsa è crollato. Alla fine, le porte della B si sono spalancate per la squadra di Santa Fe. Nel primo tempo, il migliore in campo è stata la paura di perdere la categoria pertanto la prudenza ha dominato l’incontro. Un’occasione pericolosa per il Colón, discesa di Luque conclusa male e un Albertengo inarrestabile per il Rafaela i tratti salienti della prima parte.
Nella ripresa, la Crema ripete quanto di buono mostrato nel primo tempo e passa in vantaggio: sugli sviluppi di un’azione molto elaborata Canuhé mette al centro e Depetris impatta di testa prendendo in controtempo Montoya. Doccia fredda per il Colón che si lascia andare e non trova più le forze per reagire. Mansilla viene cacciato da Abal e in dieci si chiude, dopo quasi venti anni, l’avventura in Primera del Sabalero.

Primera División – River Campeón Monumental, Colón e Rafaela allo spareggio salvezza

Nell'esultanza generale, spicca tutta la grinta del capitano e goleador Cavenaghi.

Nell’esultanza generale, spicca tutta la grinta del capitano e goleador Cavenaghi.

Con un perentorio 5-0, di fronte al proprio pubblico, il River Plate si laurea campione nazionale dopo anni di sofferenze. Vittoria superflua viste le contemporanee sconfitte delle più dirette contendenti al titolo, il Gimnasia battuto in casa dal Boca e l’Estudiantes sconfitto in rimonta dal Tigre a Victoria. Drammatico il finale per la lotta retrocessione: escludendo il Godoy Cruz, salvo grazie al successo contro il Racing, Colón e Atlético Rafaela dovranno disputare uno spareggio per decretare la terza ed ultima retrocessa.

Per il River Plate si tratta del 35esimo titolo nazionale.

Per il River Plate si tratta del 35esimo titolo nazionale.


Bentornato River –
Millecinquantotto giorni dopo quel 26 giugno 2011 in cui visse l’enorme dolore della discesa agli inferi, il River Plate completa la sua resurrezione e torna a fregiarsi del titolo di campione d’Argentina – sei anni dopo l’ultimo trofeo del 2008. La goleada inflitta al già salvo Quilmes di Caruso Lombardi – reti di Cavenaghi (2), Mercado, Ledesma e Téo – è il coronamento di un cammino solido e determinato, teso a riportare in auge il nome del River Plate. Grande merito va dato al DT Ramón Díaz (sesto titolo nazionale con il Millo per lui), condottiero di una squadra nella quale nessun giocatore spicca per classe assoluta. La chiave del successo risiede, per l’appunto, nell’umiltà e nel sacrificio di un gruppo unito e compatto che aveva come unico obiettivo far tornare il club nelle posizioni che gli competono. La forza della compagine di Nuñez si è vista ad inizio semestre quando ha saputo raddrizzare un torneo complicato che era cominciato nel peggiore dei modi con le disfatte contro Godoy Cruz e Colón.
Cavenaghi, leader carismatico, capitano e goleador  – decisiva soprattutto la doppietta contro il Racing – e Téo Gutiérrez, raffinata quanto prolifica spalla d’attacco del Torito, hanno formato una coppia offensiva temibile ed efficace; dietro di loro ad agire da trequartista, Manuel Lanzini, ispiratissimo rifinitore delle manovre della Banda.
Una menzione piuttosto speciale va al reparto difensivo della rosa (seconda miglior difesa del campionato insieme al Boca Juniors), capace di garantire compattezza e tranquillità in ogni momento e di permettere, dunque, ai funamboli offensivi di esprimersi in totale libertà. Maidana, Mercado, Balanta si sono rivelati un trio a tratti insuperabile. Dietro di loro, Barovero e Chichizola – sensazionale nel sostituire il compagno titolare (2 rigori parati) – si sono dimostrati le cosiddette saracinesche e hanno più volte risolto i pochi buchi difensivi. Bentornato River!

Hay desempate, il Colón non muore mai!

Hay desempate, il Colón non muore mai! (foto: olé.com.ar)


Salvezza, finale thriller –
Prima che le terne arbitrali di Colón-Olimpo e Arsenal Sarandí-Atlético Rafaela segnalassero i minuti di recupero, il Sabalero e la Crema stavano pareggiando le rispettive partite ed erano certe di andarsi a giocare la salvezza in uno spareggio in campo neutro. Ma le due squadre non erano soddisfatte, non volevano lasciare tranquille le proprie tifoserie. Entrambe hanno voluto regalare loro gli ultimi attimi di tensione infinita, gioia e dolore contemporanei, suspense. Il Rafaela al 91′ aveva rimontato lo svantaggio iniziale e si era aggiudicato il match. Il Colón, in quel momento, era retrocesso. Ma al termine della partita di Sarandí mancava ancora circa un minuto alla fine del match di Santa Fe. I ragazzi di Burruchaga stavano già (quasi) festeggiando in campo. Punizione per il Colón. Gol di Alario. Sarà spareggio sabato 24 maggio a Rosario. Un finale da infarto!

Anticipi e posticipi – Nell’anticipo di venerdì, scialbo pareggio a reti bianche tra All Boys, già retrocesso, e Belgrano. In quello del sabato, il Rosario Central ha battuto 3-2 l’Argentinos Juniors, altra formazione già retrocessa da qualche giornata.
Nel posticipo della domenica sera, Lanús e Newell’s Old Boys si sono divise la posta in palio: 1-1 il risultato finale. 
Nella notte tra lunedì e martedì (alle ore 1.30) San Lorenzo e Vélez Sarsfield – protagoniste dell’ultima emozionante giornata dello scorso Inicial – caleranno il sipario sul Final 2014.

ARGENTINA – Estudiantes e Newell’s sul velluto, Olimpo da salvezza

Newell's travolgente

Newell’s travolgente

Epilogo finale vicino in Argentina, dove nella serata italiana di sabato sono andate in scena le partite che nella attuale classifica pesano di meno (a livello d’importanza). Nonostante ciò, è stato un turno che si è aperto in maniera esplosiva; 17 gol in 6 partite non sono pochi, distribuiti su quattro vittorie interne e due pareggi, uno a reti bianchi, dove comunque non sono mancate le emozioni.

GOLEADA NEWELL’S – Al “Coloso del ParqueNewell’s e All Boys non si giocano praticamente nulla; la Lepra infatti ha la quasi certezza di giocare la prossima Copa Sudamericana, mentre l’Albo è retrocesso da un paio di giornate e progetta già il futuro che – con la nuova riforma – gli potrebbe consentire di risalire in soli sei mesi. Sul campo intitolato a Marcelo Bielsa finisce 4-2, con il giovane talento Ponce che apre la contesa dopo solo due minuti e un Newell’s bravo – dopo il momentaneo pari di Arciero – a dilagare sempre con Ponce e l’ex Rafaela Castro. Il gol dell’interessante Calleri riapre solo in parte la gara, perchè se è vero che il risultato in bilico, è altrettanto palese di come la Lepra domini in lungo ed in largo. Il frutto di ciò è la bella segnatura di Maxi Rodriguez, a sette dalla fine.

ESTUDIANTES PRIMO – A ridersela però è l’Estudiantes, che a La Plata travolge un San Lorenzo in versione rimaneggiata (il Ciclón ha in testa solo il match di Belo Horizonte in Libertadores, dove troverà il Cruzeiro) mettendoci poco meno di un quarto d’ora. Infatti, al primo vero affondo Joaquin Corréa viene pescato molto bene da Jara sbloccando così gli equilibri, e lo stesso Jara – al 13° – raddoppia, coronando la sua ottima prestazione nella ripresa grazie alla doppietta personale. Il Pincha c’è.

LE ALTRE GARE – Nell’anticipo di venerdì un grande Olimpo si fa forte dell’ambiente piccante del “Carminatti” battendo, e inguaiando, il Godoy Cruz; a Bahia Blanca l’Aurinegro vince 3-1 grazie ai gol di Gil, del solito Valencia (fanno 7 centri per lui nel semestre) e ad un rigore di Blanco, inframezzati dall’inutile acuto firmato Rodriguez. Molto bene anche il Velez, trascinato da un Mauro Zarate in forma strepitosa; l’ex Lazio segna una doppietta, firmando di fatto il 2-0 ad un spento Colon. A Rafaela, uno stupendo gol di Albertengo apre Atletico – Tigre, ma nel Matadór gioca un certo Peréz Garcia, che a perdere non ci sta e si inventa il mancino del pari. Reti bianche, infine, ad Avellaneda, dove Racing e Central decidono di non farsi male.

Primera División – Gimnasia inarrestabile, Quilmes mai domo e Argentinos ai saluti

 

Il Lobo alimenta il sogno! (foto: olé.com.ar)

Il Lobo alimenta il sogno! (foto: olé.com.ar)


La Primera 
División argentina cambia registro. Niente sorprese finora. Vola il Gimnasia che mantiene la vetta battendo a domicilio un Argentinos ormai rassegnato alla B. Ennesimi pareggi per San Lorenzo (in casa del Belgrano) e Colón (in casa del Rafaela) che si allontanano dalla testa della classifica. Successo liberatorio per il Newell’s contro il Tigre e per il Quilmes che ad Avellaneda mette in cascina punti importanti per risalire il promedio. Infine, roboante vittoria del Vélez con i ragazzi delle giovanili ai danni del Central.

Sognare costa poco – Nella partita più importante per la lotta al titolo, il Gimnasia La Plata incrociava il suo destino con una squadra praticamente già spacciata, l’Argentinos Juniors. Per infierire e proseguire nella marcia inarrestabile verso il titolo serviva la sesta vittoria consecutiva: il Lobo infligge al Bicho colorado un secco 2-0 con le reti di Meza e Facundo Pereyra e lo condanna alla retrocessione quasi matematica. Il San Lorenzo, con alcune riserve e con in testa il pensiero fisso della Copa Libertadores, pareggia nuovamente 0-0 contro il Belgrano e può dire addio al campionato. Il Vélez ha già da tempo perso il treno per il Final 2014 ma riesce, con una squadra imbottita di ragazzi delle giovanili (più i veterani Zárate – autore di una doppietta -, Nanni e Desábato), a demolire il Rosario Central con un sonoro 4-1. 

Ríos ridà speranza al Cervecero! (foto: olé.com.ar)

Ríos ridà speranza al Cervecero! (foto: olé.com.ar)


Lotta per la sopravvivenza –
 Nell’anticipo del venerdì, il Tigre disperde un’altra opportunità per ingrossare il promedio, facendosi rimontare il vantaggio iniziale di Nahuelpán da un colpo di testa di Ponce e da un gol pazzesco di Banega. Il Colón, invece, continua a sommare punti in casa e trasferta. Grazie al pareggio di Graciani, mette in fila il quarto risultato utile consecutivo e, oltre a migliorare la media punti, rimane aggrappato al sogno di vincere il campionato. Fondamentale il trionfo del Quilmes sul campo del Racing: il Cervecero di Caruso Lombardi riesce nell’impresa di risorgere ancora con un gol di Ríos, sale al terz’ultimo posto nel promedio e spera in un passo falso del Godoy Cruz.

 

Primera División – Gimnasia c’è, Godoy Cruz verso la permanenza

Licht abbracciato dai compagni dopo la fantastica rovesciata dell'1-0. (foto: olé.com.ar)

Licht abbracciato dai compagni dopo la fantastica rovesciata dell’1-0. (foto: olé.com.ar)

La Primera División argentina si conferma un mistero irrisolvibile. Non possiede un padrone fisso. Vige la democrazia dunque chiunque può salire sul trono. A raggiungere il River Plate in testa è il sorprendente Gimnasia di Troglio che batte l’All Boys e non molla il sogno di bissare il titolo conquistato nel lontanissimo 1929. Il Godoy Cruz, dal canto suo, si mantiene a meno due dalle capoliste con il successo interno sul Rafaela ma l’obiettivo primario resta la salvezza, ora a portata di mano.

Il Lobo afferra la vetta – E arrivò anche la quinta. Ebbene sì: quinta vittoria consecutiva per la truppa comandata dal generale Pedro Troglio. Battuto l’All Boys e agganciato il River Plate al primo posto della classifica.
Inizio di gara a spron battuto per il Lobo che ha reso il Bosque un fortino inespugnabile dove chiunque si presenti viene azzannato e lasciato agonizzare lentamente. Anche questa volta, il Gimnasia passa in vantaggio in casa e lo fa con una chilena fantascientifica del suo capitano Licht, un inserimento condito da spettacolare giravolta volante e nulla da fare per Cambiasso. Sembra fatta, appare tutto già scritto e il Gimnasia si rilassa. Fortuna vuole che l’arbitro Maglio non sanzioni un netto penalty agli ospiti nella ripresa. Allora Bou, solo di fronte al portiere, può raddoppiare e rasserenare i suoi. Calleri accorcia dopo pochi minuti e quello dell’Albo, ora sprofondato negli inferi del descenso, è un assedio finale che mette alle corde il Lobo. Ma i locali resistono strenuamente e portano in salvo il risultato. Illusioni, fantasie, sogni? Non importa, il Gimnasia ci crede.

L'esultanza al terzo gol. Il Tomba, per ora, è salvo. (foto: olé.com.ar)

L’esultanza al terzo gol. Il Tomba, per ora, è salvo. (foto: olé.com.ar)


Il Tomba vuole la Primera –
 Vince e convince, nel complesso, il Godoy Cruz di Jorge Almirón. Allontana Quilmes e All Boys e avvicina proprio il Rafaela e il Colón. Ora, la salvezza non è più un miraggio e può essere toccata con mano.
Parte male il Tomba in avvio, disordinato e mal messoin campo. Diego Vera non sfrutta un paio di occasioni a sua disposizione, bravo Carranza a ipnotizzarlo. L’autorete di Eluchans, scaturita da un prezioso assolo di Fernández sull’out di sinistra scaccia via le paure e le insidie del Tomba permettendogli di controllare il match. Grazie al giro palla di Castellani e soci, il Godoy Cruz si impadronisce del centrocampo e doma le offensive della Crema. A inizio ripresa il paraguayano Julio Rodríguez, dopo un pregevole scambio con Castillón, insacca a porta vuota. Partita virtualmente chiusa. La sigilla l’altro Rodríguez, Diego, a un quarto d’ora dalla fine. Per la Crema si tratta della settima partita senza vittorie e, più nello specifico, della terza sconfitta di fila. Occhio al promedioBurru!

Primera División – Il Colón sbanca Rosario e torna in vetta, Estudiantes-River e il Clásico finiscono in parità

I guerrieri del Colón, come li ha definiti il DT Osella. (foto: olé.com.ar)

I guerrieri del Colón, come li ha definiti il DT Osella. (foto: olé.com.ar)

La quattordicesima giornata del torneo Final offriva alcuni match altamente attraenti. Tra tutti Estudiantes-River, scontro diretto per il titolo, e il clásico Boca-San Lorenzo. Ebbene, i due incontri hanno deluso le attese e sono terminati con due pareggi a reti bianche. La sorpresa giunge da Rosario dove il Colón continua ad estrarre conigli dal cilindro: sconfitto anche il NOB e vetta riacciuffata. Infine, pirotecnico 2-3 ottenuto dal Central, in casa del Rafaela, che permette a las Canallas di alimentare il sogno di vincere il campionato.

Davide sconfigge un altro Golia – Affascinante il percorso del Sabalero. Ultimo e autore del peggior torneo della sua storia nello scorso Inicial, travolto da una crisi economica dirompente, abbattuto dalla penalizzazione di 6 punti inflittagli dalla FIFA per questioni di mercato e colpito da un esodo imponente di giocatori, ora, a cinque giornate dal termine del Final, si ritrova in testa al campionato (insieme all’Estudiantes) consapevole che un altro mese di sacrifici potrebbe portarlo alla gloria. Anche il Newell’s, padrone di casa e desideroso di riscattare i recenti fallimenti, non può nulla contro lo spirito di magia che avvolge il Colón. Al 30° della ripresa, Meli s’invola sulla destra e mette al centro un traversone teso, Alario si alza in cielo, impatta e la infila all’angolo. Gran gol e vittoria di cuore per un popolo di umili origini pescherecce che ora sogna di catturare il pesce grosso.

Chichizola, eroe di giornata per il Millo. (foto: olé.com.ar)

Chichizola, eroe di giornata per il Millo. (foto: olé.com.ar)


Chichizola salva il River –
Un rigore parato e un’uscita sensazionale nel finale bastano per eleggere MVP della sfida il sostituto di Barovero. Chichizola mantiene il River a un punto dai leader del torneo, negando la vittoria al Pincha in un match tirato in cui la paura di perdere, come previsto, ha prevalso. Nonostante qualche assenza importante (una su tutte quella di Verón) è l’Estudiantes a prendere l’iniziativa e a comandare. Il River si dimostra troppo timido riuscendo a rendersi pericoloso dalle parti di Rulli solo in una circostanza con Cavenaghi, bravo il portierino.
Insomma, uno 0-0 che lascia inalterata la situazione di classifica per le due squadre.

Il Central tenta il colpaccio – Il Rosario Central si muove nell’ombra. Nessuno ne parla ma lui è lì. A tre punti dal duo di testa, con la questione promedio già risolta e dunque con la testa sgombra da inutili pensieri. Abreu insacca il solito penal, Niell prosegue il suo momento d’oro e Ferrari archivia la pratica in contropiede. L’equilibrio del campionato argentino è disarmante. Ogni giornata spunta fuori un nuovo candidato al titolo. Occhio al Central che, invisibile, potrebbe inscenare il coup de théâtre finale.

Riquelme osserva l'imprendibile Correa, metafora di un Boca che ancora una volta vede sfumare le chances di titolo... (foto: olé.com.ar)

Riquelme osserva l’imprendibile Correa, metafora di un Boca che ancora una volta vede sfumare le chances di titolo… (foto: olé.com.ar)


Decadenza Boca, stanchezza Ciclón
L’autodeterioramento di un Boca che, privo di Gago e con un Riquelme oramai neanche a mezzo servizio, è totalmente incapace di armare un’azione offensiva e la stanchezza di un San Lorenzo impegnato su due fronti producono un pareggio senza reti tanto scontato quanto irritante. Orion è bravo a chiudere lo specchio della porta a Correa, di Erbes l’unico tiro – sbilenco tra l’altro – di marca boquense.
Alla formazione allenata da Edgardo Bauza il pari può andar bene dato che Estudiantes e Colón distano solo tre punti. Il Boca Juniors, invece, sta raccimolando delusioni in giro per l’Argentina e necesiterebbe di una rivoluzione. Vera, sentita e ben pianificata, non solo apparente.

Primera División – Vélez pigliatutto, NOB beffato, Racing pareggio amaro

Pratto esulta rabbioso al gol dell'1-1. (foto: olé.com.ar)

Pratto esulta rabbioso al gol dell’1-1. (foto: olé.com.ar)

L’astinenza da gol è finita. Dopo i tre 0-0 di venerdì, le partite del sabato ci regalano una scorpacciata di reti: ben dodici in tre incontri. Il Vélez non fa differenza tra Libertadores e campionato, annienta il Gimnasia e si avvicina al Colón. Il Newell’s, come gli è spesso capitato negli ultimi mesi, si fa beffare nel finale da un Quilmes mai domo, perdendo così la chance di unirsi al treno di testa. Racing e Rafaela si dividono la posta in palio (2-2) in una partita emozionante.

 

Vélez infallibile – Il Fortín non perde un colpo. Qualificazione agli ottavi di Libertadores in tasca, ora focus sul torneo Final. Gimnasia annichilito con un pesante 5-1 (dopo che gli uomini di Troglio erano addirittura passati in vantaggio) e la capolista Colón – che affronterà domenica sera l’Arsenal – che ora dista solamente un punticino. Il Vélez domina il match sin dalle prime battute ma è il Lobo a portarsi avanti inaspettatamente. Il gol subito appare come la miccia necessaria a far scoppiare la bomba. L’artiglieria pesante dei padroni di casa si sveglia dal torpore e sfodera tutto il suo potenziale. Vanno a segno Pratto, Canteros, Zárate e Allione due volte per una goleada dal messaggio preciso: il Vélez c’è e lotterà su tutti i fronti!

Il sorriso agrodolce di Cerro nei confronti di Delfino, reo di non aver sanzionato un chiaro penalty per il Racing. (foto: olé.com.ar)

Il sorriso agrodolce di Cerro nei confronti di Delfino, reo di non aver sanzionato un chiaro penalty per il Racing. (foto: olé.com.ar)


Quilmes indomito, Racing sempre in fondo –
Ovviamente è il Newell’s a comandare le sorti della partita,  il dominio è schiacciante ma il gol non arriva sino a quando Berti non decide di inserire nella mischia Monsieur David Trezeguet che, a trentasei anni suonati, non ha dimenticato come si infila la sfera in fondo al sacco. A pochi secondi dal termine, però, quando la partita sembrava scorrere verso la vittoria leprosa, il Quilmes, con la disperazione di chi lotta per la sopravvivenza, trova il gol del pari con un cabezazo di Ríos. NOB beffato e lontano dalla vetta. Quilmes ancora vivo.
Atlético Rafaela e Racing mettono in scena uno spettacolo alquanto gradevole. Lo spettacolare pareggio che ne esce fuori soddisfa maggiormente la Crema poiché il Racing è costretto a un’altra giornata nei bassifondi della Primera argentina. De Paul porta avanti i suoi. Albertengo pareggia e Fede González mette la freccia. Vietto, nel finale, impedisce il sorpasso dei locali e sigla il 2-2 definitivo.