Calcio argentino

Argentina: il Boca riceve l’Union, rinviate le gare di River Plate e Lanus

Diciotto se ne sono andate, dodici sono ancora da giocare. In Argentina siamo giunti alla diciannovesima giornata. Riflettori puntati sulla Bombonera, dove il Boca Juniors attende l’Union de Santa Fe. Weekend di “riposo”, invece, per River Lanus: la Banda non andrà a far visita al Defensa y Justicia perché impegnata nella finale di Libertadores; il Lanus ha invece chiesto e ottenuto il rinvio del match contro il San Martin, in seguito alla morte, tre giorni fa, del suo difensore centrale Diego Barisone.

Carlos Tevez

Carlos Tevez pronta ad infiammare la Bombonera (andina.com.pe)

Il diciannovesimo turno si apre con i due non imperdibili – almeno sulla carta – anticipi del venerdì. L’Atletico Rafaela, penultimo in classifica, ospita l’Aldosivi, che dopo lo storico 3-0 alla Bombonera ha ottenuto un punto in sei partite. A seguire, altra sfida tra due squadre che dopo la sosta non hanno mai vinto: il Velez di Miguel Angel Russo è atteso sul campo del Temperley.

Tra le partite del sabato, tutta l’attenzione è riposta al match del Nuevo Gasometro: il San Lorenzo ex capolista (ora a -3 dal Boca) ospita il sorprendente Gimnasia La Plata. Da seguire anche le gare di Independiente e Rosario Central; il Rojo, reduce da tre vittorie consecutive, non vuole fermarsi sul campo del Colon; il Central, dopo il clasíco vinto domenica scorsa, riceve il Sarmiento. Chiudono il programma la gara tra Argentinos Juniors (in crisi nerissima) e Godoy Cruz e quella tra Estudiantes e Nueva Chicago.

La domenica è il giorno del Boca Juniors. Gli Xeneizes, con un Tevez a caccia del suo primo gol davanti alla sua gente, devono stare attenti a non farsi sorprendere dall’Union, fin qui tra le sorprese più piacevoli di questa Primera. Interessantissima anche la gara tra Racing e Belgrano, che mette di fronte la quinta e la sesta forza del campionato. Gli altri match della domenica: Olimpo-Newell’s (il NOB deve rialzarsi dopo il quarto clasíco rosaríno perso di fila) e Crucero del Norte-Huracan.

A chiudere, i due posticipi del lunedì: il Tigre ospita il Quilmes (che domenica scorsa ha battuto il Racing), mentre il Banfield di Matias Almeyda (reduce dai tre gol incassati dal Boca in coppa) riceve l’Arsenal.

ANGOLO SCOMMESSE – Estudiantes – Nueva Chicago è senza dubbio la partita sulla quale si può puntare “sul sicuro”, grazie all’1 di WilliamHill (1,50) che premia probabilmente troppo per una gara alla quale gli ospiti arrivano senza aver mai vinto fino ad oggi. Molto stuzzicanti anche gli over 2,5, pagati 2,40 da BWin. Partita da under 2,5 Racing – Belgrano, quotato 1,50 su BetFlag, ma se volete tentare il colpo c’è un X pagato 3,10 da BetFair. Tutto facile sulla carta per il Boca Juniors, squadra che subisce tantissimo: over 2,5 quotato 2,10 su BetAtHome. Occhio a Defensa y Justicia – River Plate: programmata più avanti, può riservare sorprese. Se azzardate una X, sappiate che Tipico  oggi la paga 3,10, ma se pensate ad un colpaccio dei padroni di casa, occhio al 3,70 pagato dalla stessa casa di scommesse.

Copa Argentina: il Boca stende il Banfield, Tevez-gol su punizione

Dieci anni, sette mesi e dodici giorni. Tanto è passato dall’ultimo gol di Carlos Tevez con la maglia del Boca Juniors. Praticamente una vita, una carriera che intanto ha portato l’Apache in giro per l’Europa a collezionare titoli. Nell’ottavo di finale di Coppa Argentina contro il BanfieldCarlitos” è tornato a far urlare di gioia la sua gente, quella che lo segue da tantissimo tempo e che negli anni non lo ha mai dimenticato.

Carlos Tevez festeggia con i compagni dopo il gol

Carlos Tevez festeggia con i compagni dopo il gol

Lo fa con una punizione delle sue, tagliata sul secondo palo, imprendibile per Enrique Bologna che altro non può fare se non guardare la palla depositarsi nell’angolino basso alla sua sinistra. Poi dito in bocca e via, sotto la “12” itinerante. Già, perchè se proprio vogliamo cercare e guardare il bicchiere mezzo vuoto, tutti si auguravano che la prima rete dal suo ritorno Tevez potesse metterla a segno nella sua casa, alla “Bombonéra“; invece solo una piccola parte di aficionados ha potuto vedere la perla, segnata quando la partita non aveva più nulla da dire dopo un primo tempo in cui gli xeneizes hanno sportivamente violentato il Taladro. E mentre il River Plate pareggiava in Messico un match un pochino più importante, a Formosa il Boca di Arruabarrena passeggiava sopra a molti cuori “millonarios“: da Matyas Almeyda al talento ecuadoregno Cazares, passando per Abelairas e Giovanni Simeone. Un 3-0 finale che proietta il club de La Ribéra ai quarti di finale, alla ricerca di un trofeo ancora mai alzato dall’anno della sua fondazione.

La nota positiva è che finalmente in campo si sono viste due squadre pronte a giocarsela con i migliori, perchè entrambi i tecnici – vista probabilmente i contenuti extra calcistici – mandano in campo due undici praticamente tipo. Il Boca sceglie il solito 4312, dove i tre davanti (Tevez, Calleri e Palacios) si scambiano molto di posizione, favorendo il grande lavoro dei centrocampisti come Cubas e Pablo Peréz. E’ proprio l’ex Malaga ad aprire le danze, ribattendo in porta una corta respinta di Bologna su destro di Tevez dal limite dell’area. Il gol comunque sembrava essere solo questione di minuti, visto che sin dall’inizio in campo c’è stata una sola squadra. Nei minuti di recupero è ancora Tevez ad imbastire l’azione per il raddoppio; il numero 10 prende palla sulla trequarti e smarca Monzon a sinistra, che crossa sul secondo palo dove Palacios pesca Calleri. Il classe ’93, da buona posizione, non fallisce mettendo la palla all’angolino basso. Al minuto 58 arriva poi il definitivo 3-0: Tevez sceglie la mattonella giusta e giustizia ancora gli albiverdes, che tornano così a casa con un passivo comunque meno importante di ciò che poteva essere.

Gli ottavi di Coppa Argentina si concluderanno questa notte con Atlanta – Comunicaciones (si gioca a Buenos Aires) e Quilmes – Independiente (Cordoba).

Argentina: muore Diego Barisone

Un fulmine a ciel sereno. Il calcio argentino è scosso dalla scomparsa di Diego Barisone, difensore del Lanus, morto in un terribile incidente ieri mattina a causa di uno scontro con un camion, sull’autostrada Santa Fe – Rosario.

Morte Diego Barisone

Diego Barisone (mondovu.com)

Barisone stava viaggiando per tornare a Buenos Aires e ricongiungersi alla squadra dopo un periodo di permesso. Ma nella capitale non c’è mai arrivato. All’altezza del chilometro 111 di Localidad Coronda è infatti arrivato lo schianto letale; sembra che Barisone stesse circolando in mezzo alla carreggiata con andatura lenta, e che il camion in questione lo abbia tamponato molto forte in fase di sorpasso. La macchina del calciatore è stata sparata nel prato a lato della strada, e secondo gli inquirenti l’atleta è morto sul colpo. A nulla sono infatti valsi i pronti soccorsi degli automobilisti presenti sul posto. Barisone, 26 anni, se ne va dopo una discreta carriera e con la fama di difensore goleador. Prima di giocare con il Granate, ha militato nell’Union e nell’Argentinos Juniors.

Molti sono stati i messaggi di cordoglio da parte dei colleghi alla famiglia. Soprattutto sui sociale network, dove molti amici lo hanno ricordato con post e tweet pieni di tristezza. Il Lanus, impegnato domenica a San Juan, chiederà il rinvio della partita.

Argentina: Caruso Lombardi batte il suo passato, Silva trascina l’Arsenal

Oltre un mese dopo l’ultima vittoria, l’Arsenal di Sarandí torna al successo. Gli uomini di Caruso Lombardi centrano il terzo successo in diciotto uscite, ma non escono minimamente da una crisi che – oltre a riguardare i risultati – punta molto sulla mancanza di idee ed organizzazione. Insomma, nonostante la cacciata di Martin Palermo, pare che i problemi non siano mai stati risolti.

Tanque Silva

La rabbia di Santiago Silva (losandes.com)

FESTIVAL DI ERRORI – Ma al “Viaducto” non c’è spazio per ragionamenti vari, perchè nella periferia della grande Buenos Aires arriva un Argentinos Juniors reduce da tre sconfitte di fila, incastonato a metà di una classifica che non migliora da ormai tre mesi e con una difesa colabrodo, tra le peggiori del campionato. Il minimo era aspettarsi una pioggia di gol, e così è stato perchè dopo un’ora a tratti dominata dai padroni di casa, il Bicho si rifà sotto sfruttando due errori difensive dell’Arse, che alla fine si impone 3-2. In uno stadio desolatamente vuoto sono i due portieri ad ergersi da protagonisti della gara, entrambi con errori marchiani che hanno contribuito a scrivere il risultato finale. A sbloccare la gara ci pensa Santiago Silva su calcio di rigore, concesso per atterramento di Canéo da parte di Matricardi. Ed è lo stesso “tanque” a sfruttare un’uscita scellerata di Gabbarini per mettere dentro il gol del 2-0, poco prima di dare il “là” all’azione finalizzata sotto porta da Matias Campos Toro. Si va così sul 3-0, ma l’Arsenal non ha fatto i conti con Andrada, in palese serata no. Il numero 34 sfarfalla su un cross di Ledesma e permette a Franzoia di accorciare le distanze, e nel recupero buca clamorosamente una presa agevolando il 3-2 di Maximiliano Freire. Al fischio finale baci e abbracci tra Caruso Lombardi e i dirigenti dell’Argentinos, nonostante la pessima avventura del tecnico dalla parti de La Patérnal. Una delle cose migliori della serata.

RETI BIANCHE A MATADEROS – Diciotto partite senza vincere, quinto 0-0 per una squadra che non sa segnare e che davanti non ha qualità. Il Nueva Chicago è la candidata numero uno a battere ogni record negativo della storia del calcio argentino. Al “Republica de Matadéros” il Toríto non riesce a scardinare le difese di un accorto San Martín, bravo ad andarsene da Buenos Aires con un punto tutto sommato prezioso. Sì, prezioso, perchè per metà del secondo tempo la squadra di Mayor gioca in dieci a causa del “rosso” comminato a Vera. Ma il Nueva Chicago produce poco o nulla, se non un possesso sterile con la cronica mancanza di verticalizzazioni. Al 90° arriva però la palla che può svoltare il match, ma Solignac spara a lato da posizione favorevole. “Dobbiamo lavorare e non pensare alla classifica“, dice Forestello a fine gara. Ma qui serve un miracolo.

RISULTATI 18° TURNO – Aldosivi 0-0 Temperley; Gimnasia-LP 2-1 Crucero del Norte; Sarmiento 0-1 Tigre; River Plate 3-1 Colon; Union 0-0 Banfield; Independiente 2-1 Atletico Rafaela; Velez 0-2 Olimpo; Godoy Cruz 01-1 San Lorenzo; Newell’s 0-1 Rosario Central; Quilmes 2-1 Racing; Huracan 1-0 Estudiantes; Lanus 0-1 Defensa y Justicia; Belgrano 0-1 Boca Juniors; Nueva Chicago 0-0 San Martin; Arsenal 3-2 Argentinos.

CLASSIFICA – Boca Juniors 40; San Lorenzo e River Plate 37; Rosario Central 35; Racing e Belgrano 33; Gimnasia-LP 32; Tigre 31; Independiente 29; Lanus, Union ed Estudiantes 27; Banfield 26; San Martin e Newell’s 24; Aldosivi 22; Godoy Cruz e Argentinos 21; Velez 20; Temperley e Quilmes 19; Defensa y Justicia, Sarmiento e Colon 18; Huracan e Olimpo 17; Arsenal 14; Crucero del Norte 13; Atletico Rafaela 12; Nueva Chicago 8.

Argentina: Boca Juniors corsaro a Cordoba, Gago affonda i “Piratas”

Nonostante l’attenzione principalmente riservata al clasíco rosaríno, la domenica argentina ha promosso a pieni voti anche il Boca Juniors, che a Cordoba batte il Belgrano in un match delicato. A risolvere la difficile contesa è un gol di Fernando Gago, tornato ad essere protagonista indiscusso nella mediana xeneize. Da registrare anche il mezzo passo falso del San Lorenzo, bloccato sul pari dal Godoy Cruz, e le disfatte di Racing e Lanus, uscite ridimensionate dal weekend.

Tevez Boca Juniors

Carlos Tevez in azione (youtube)

VITTORIA CRUCIALE –Quando mi è arrivato quel pallone ho pensato solo ad inquadrare la porta. E’ andata bene: prendiamoci questa importantissima vittoria“. E’ un Fernando Gago raggiante quello che nel post partita si presenta ai microfoni delle tv argentine. “Sono soddisfatto della mia prova, ma contava vincere prima di tutto“, chiude. Già, perchè il Boca Juniors che va ad espugnare la tana del Belgrano compie un’impresa non da poco, visto che il Pirata è avversario da prendere con le molle per le indubbie qualità dei suoi interpreti in campo. Invece, dopo alcune delusioni post Libertadores, gli xeneizes sembrano aver ripreso il loro cammino verso il titolo a pieno regime. Merito di Arruabarrena, tecnico che anche nelle difficoltà (nonostante qualche suo sbaglio) ha saputo tenere le redini della squadra in mano. Un Vasco che oggi ha Tevez in più come combustibile per la sua macchina, ma anche una pletoradi giovani che devono essere lanciati. Così a Cordoba, dietro all’Apache e a Calleri, parte il giovane Betancour, con la solita mediana a tre a supportare l’assetto difensivo definitivo. Il gol, arrivato poco dopo la mezz’ora, galvanizza il Boca fino a metà ripresa quando – per colpa di alcune ingenuità – la squadra rimane in nove dopo le espulsioni di Perez e Peruzzi. Così il Belgrano prende campo, e nel finale sfiora solo il pari con Zelarrayan. Un pari che, ad ogni modo, sarebbe stato immeritato.

OCCASIONE SPRECATA – Nelle parti alte della classifica si ferma l’ascesa del San Lorenzo, fermato dal Godoy Cruz in quel di Mendoza. E’ un Ciclón troppo sprecone quello delle ultime settimane, nel senso che le occasioni capitalizzate sono molto poche rispetto alla mole di gioco prodotta. Se ne sono accorti tutti; anche Bauza, che contro il Bodeguéro inizia con quattro giocatori offensivi e due terzini che in pratica agiscono da ali. Ma dopo il vantaggio di Cauteruccio il Cuervo rimane in nove (espulsi Barrientos e Caruzzo), rianimando il Godoy Cruz che la impatta su rigore con Fernandez. Brutto stop per il Racing, sconfitto 2-1 al Centenario di Quilmes da un Cervezero che – ogni tanto – si ricorda come si fa a vincere. Il vantaggio di Camacho illude l’Académia, raggiunta dal solito calcio di punizione magistrale firmato Droopy Goméz. Nella ripresa un rigore di Bieler ribalta, e chiude, la contesa. Peggio del Racing fa il Lanus, sconfitto 1-0 alla Fortaleza dal Defensa y Justicia, al quarto successo stagionale. Un gol al 90° di Rodriguez condanna il Granate, rèo di aver sprecato l’enorme numero di occasioni prodotte. A completare la serata arriva anche la sconfitta dell’Estudiantes, battuto 1-0 al Parque Patricios dall’Huracan. Il gol? Del solito Ramon “Wanchope” Abila, sull’assist del piccantissimo talento di casa Globo, Espinosa.

Argentina: Rosario è “Canalla”, Marco Ruben stende il Newell’s

Minuto 68. Il “Coloso del Parque” grida a gran voce la propria frustrazione per un Newell’s che attacca a testa bassa senza riuscire ad affondare i denti nella preda. Nery Dominguez strappa una palla a centrocampo e lascia partire un destro delicato in profondità. Una palla all’apparenza innocua, che Fernandez liscia spianando la strada a Marco Ruben per il gol che decide il Clasíco rosaríno.

Rosario Central

Festeggiano i tifosi del Rosario Central

Il fotogramma di Newell’s -Rosario Central è questo, assieme agli attimi che scorrono subito dopo. Coudet, tecnico della Canalla, salta come se fosse un bambino memore dei tanti derby nei quali lui dirigeva le operazioni in mezzo al campo. Dall’altra parte c’è Bernardi, uno “meno del Newell’s” di pochi altri. La faccia affranta al fischio finale di Nacho Scocco e Maxi Rodriguez, le lacrime di Marco Ruben, l’abbraccio tra Caranta e Franco Cervi, le coreografie da brivido dentro lo stadio ed i canti della tifoseria ospite fuori. Il Clasíco rosaríno è stato tutto questo, ma ciò che rimane alla fine – oltre alla sensazione di onnipotenza da parte del vincitore – sono tre punti pesanti come un macigno, che permettono al Central di rilanciarsi in classifica blindando il quarto posto.

La partita è stata bella, vibrante, quasi mai bloccata, con la Lepra che nel primo tempo parte forte e sfiora il vantaggio in un paio di circostanze con Scocco, che ultimamente sta giocando su livelli altissimi. Il 4-3-3 disegnato da Bernardi sembra funzionare, la palla viaggia che è un piacere, ma dopo una ventina di minuti anche gli avversari – spronati da Coudet – provano ad uscire. L’azione più significativa la costruisce il solito Cervi, che sulla trequarti libera Pablo Alvarez al tiro, con la palla che Ustari accarezza mettendola fuori. Pochi istanti dopo l’episodio arbitrale più clamoroso: Casco entra su Dominguez in maniera scomposta. Sarebbe rigore e cartellino “arancione”, ma Pitana lascia correre. Così gli animi si scaldano, ed ad inizio ripresa le due squadre non riescono ad affondare il colpo.

Fino al gol di Marco Ruben, che squarcia la partita come un fulmine apre il ciel sereno. La Lepra si rinfranca, Bernardi inserisce tutte le punte a disposizione, ma paradossalmente è il Rosario Central a sfiorare il colpo del ko. Prima la punizione di Donatti si infrange su Ustari, poi Niell spara alto da buona posizione. Ma Caranta, numero uno della Canalla, al 90° prova a rovinare tutto rinviando goffamente sui piedi di Maxi Rodriguez, che a porta quasi vuota colpisce in pieno il palo. Messaggi subliminali, potrebbe pensare qualcuno: “Non era serata – commenta il tecnico del NOB, Bernardi – ci abbiamo provato in tutte le maniere ma al primo errore ci hanno castigati. Dobbiamo riprenderci, e in fretta“. Coudet invece è raggiante: “Questa vittoria la dedico a chi, nonostante tutto, ha creduto in noi dopo alcuni passi falsi“. “Sono contento per il gol e per la vittoria – conclude Ruben – non dimenticherò mai questa serata“.

Nel post partita si sono verificati i soliti incidenti, come da prassi. Un centinaio di barras del Newell’s hanno provato ad avvicinarsi agli spogliatoi, venendo respinti prontamente dalla polizia, mentre un tifoso del Central è stato barbaramente aggredito e denudato da una decina di delinquenti avversari. E’ questo l’immancabile bollettino di guerra in una serata riservata alle “canaglie”.

Argentina: River di rimonta, batte 3-1 il Colon. Benitez trascinatore, l’Independiente va

Il momento magico del River non conosce soste. Che sia campionato o Copa Libertadores, questa squadra ormai sa solo vincere. Così, dopo il pareggio (che sa di vittoria) in quel di Asuncion, il River centra un nuovo successo in campionato. Il 3-1 al Colon, ottenuto praticamente senza titolari in campo, è un’ulteriore dimostrazione della qualità di una rosa lunghissima a disposizione di Gallardo, che può sorridere per due motivi: i suoi sono prontissimi per la battaglia di Monterrey, e in più, almeno per una notte, sono anche primi in campionato.

Rosa lunga e di qualità, dicevamo. Già, perché, come in ogni match che preceda un turno di Libertadores, in campo va una sorta di formazione “B”. Non c’è l’ex Alario, quindi, ma una sfilza di ragazzini da far invidia alle grandi europee: dall’interessantissimo terzino sinistro Vega (’96), agli ormai già veterani Pity Martinez (panchina per lui in Messico?) e Driussi (ieri visto addirittura da interno di centrocampo, forse l’unico ruolo in cui Gallardo non l’aveva ancora impiegato). A passare in vantaggio, però, è il Colon, con German Conti che, in fuorigioco, approfitta di una mischia nell’area del River e castiga Chiarini. Nella ripresa scende in campo un altro River. Il gol del pari arriva subito, ed è bellissimo: assist al bacio di Martinez e destro al volo di Driussi, aiutato anche da un netto fallo in attacco di Saviola, che impedisce al portiere Broun di muoversi. Il 2-1, invece, lo fabbricano due vecchietti: è Saviola, stavolta, a mettere una gran palla dentro per la girata di testa di Cavenaghi, che fa 11 in campionato e porta avanti il River. I ragazzi di Gallardo, però, si distraggono un po’, e nel finale il Colon (a cui viene annullato il 2-2 per fuorigioco, stavolta inesistente) fa tenere più volte il fiato sospeso al pubblico del Monumental. A mettere la vittoria in cassaforte ci pensa allora Tabare Viudez, protagonista tre giorni prima nel match di Asuncion contro il Guarani. L’assist, ovviamente, è ancora del Pity, che prende il motorino, si beve tutta la fascia destra del Colon e mette dentro per il pupillo di Gallardo. El Muneco se la ride, mentre intorno a lui il Monumental non smette di cantare. Il modo migliore per prepararsi alla battaglia di Monterrey.

Oltre a quelli del River, sorridono, ultimamente, anche i tifosi dell’Independiente. Il Rojo, dopo un inizio di stagione da dimenticare, sembra essere rinato sotto la guida di Pellegrino. L’ex vice di Rafa Benitez fa tre su tre da quando si trova ad Avellaneda, e deve ringraziare un altro Benitez, Martin, ormai nuovo leader dell’Independiente. Con l’addio sempre più imminente di Mancuello e in attesa del Cebolla Rodríguez, è proprio questo ragazzo cresciuto nel vivaio del Rojo il nuovo trascinatore della squadra di Pellegrino. Dopo la doppietta di due settimane fa contro l’Olimpo, il classe ’94 ne mette a segno un’altra. Due suoi gol, uno per tempo, bastano per stendere un sempre più disastrato Atletico Rafaela, giunto alla terza sconfitta consecutiva. L’Independiente, invece, ha ripreso a correre. E con un Benitez così, sarà difficile fermarli.

Chi non si ferma più, ma correva già da tempo, è il Gimnasia La Plata: il Lobo centra la terza vittoria consecutiva e si porta a -5 dalla vetta. Contro il Crucero del Norte, apre un gran sinistro di nomen omen Mazzola, ma a 5′ dalla fine arriva la zuccata di Rodrigo Lechner, che fa 1-1. La rete della vittoria è un golazo alla Messi (o alla Robben, per capirci) di Ignacio Fernandez: rientro sul mancino e conclusione sotto l’incrocio, con il Bosque che esplode di gioia. Colpo del Tigre a Junin. Perso Larrondo (tornato al Torino, ma in ottica Rosario Central), il Matador si consola (non che ci volesse molto) con Sebastian Rincon, figlio dell’ex Napoli e Real Madrid Fredy: suo il tap-in che stende il Sarmiento e regala i tre punti al Tigre.

Partita interessante, sulla carta, a Santa Fe: il sorprendete Union ospita il Banfield di Matias Almeyda. Ma la partita in realtà offre ben poco, fatte eccezioni i continui accenni di rissa e il gol, praticamente fatto, fallito clamorosamente dal Cholito Simeone. Arriva quindi un pari che non allontana nessuno dalla zona di metà classifica, ed è il secondo 0-0 della giornata dopo quello nell’anticipo tra Aldosivi e Temperley. Altro tonfo, invece, per il Velez, sempre più delusione del campionato. Sul campo del Fortin passa persino l’Olimpo, grazie ai due gol di testa di Parnisari e dell’ex Sills.

Argentina – Central senza gol, a Rosario vince il muro del Velez

Tanta buona volontà ma zero gol. Il Rosario Central pareggia a reti bianche contro un Velez che arriva a Rosario per difendere il pareggio, accompagnato da parecchie defezioni alle quali Russo ha cercato di sopperire con un assetto tattico molto accorto. “E’ un’occasione mancata – commenta a fine gara “el Chacho” Coudet – perchè si è giocato in una sola metà campo“. Ed in effetti ha ragione, ma nel calcio – come nella vita – le parole contano relativamente. Bisogna fare i fatti.

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OCCASIONE SPRECATA – Già, perchè il Rosario Central esce a testa alta dal campo, ma con un po’ di rammarico. Quello che riguarda la classifica, dove la Canalla non fa il tanto sperato salto in avanti al terzo posto, rimanendo dietro non solo a River e Racing, ma anche al sorprendente Belgrano. Le novità più importanti sono nelle formazioni; Coudet manda in campo Montoya al posto di Niell e Fernandez in luogo di Aguirre, salvo poi correggere il tiro ad inizio ripresa. Dall’altra parte il Fortìn è infarcito di ragazzini: Tripichio, Gianetti e Cardozo in difesa, Alvarenga e Doffo a ridosso di Caraglio, dietro al quale è stato anche avanzato Ivan Bella. Velez molto sperimentale quindi, che non impensierisce quasi mai Caranta se non qualche sporadico tentativo da fuori. E’ invece Marco Ruben a fallire l’occasione più ghiotta della gara, sparando addosso ad Aguerre il pallone della possibile vittoria. Che sarebbe stata importantissima visto la gara che aspetta il Central domenica prossima, quando al “Coloso del Parque” si giocherà il “clasìco rosarìno“.

SAN MARTIN DI RIMONTA – Sono tre le altre gare giocate nella serata di domenica. A San Juan va in scena il match più avvincente, vinto al 90° dal San Martìn che approfitta di un suicidio difensivo di Arano per segnare il gol vittoria sull’Huracan. Il Globo parte forte, e nei primi minuti affonda il colpo due volte grazie all’ispiratissimo Espinosa, che prima mette in porta “Wanchope” Abila e poco dopo, sempre nel tentativo di servire il centravanti, crea i presupposti per il raddoppio di Dominguez. A fine primo tempo però il Verdinegro accorcia le distanze in mischia, grazie alla bellissima semirovesciata (in stile Carlo Parola sull’album delle figurine Panini) di Pumpido. Poi, nell’ultimo quarto d’ora si scatena Pablo Vitti; l’ex Tigre calcia la punizione del pareggio (complice una deviazione decisiva della barriera), e nel finale costringe Arano ad un retropassaggio avventato sul quale Figueroa si avventa con profitto. Un gol di Albertengo decide invece Temperley – Independiente e regala a Pellegrino la seconda vittoria di fila, ottenuta passando dal “calcio spettacolo” solito ad un pragmatico 4-4-2, metodo sul quale – assicura il tecnico – si lavorerà. A Victoria c’è spazio per un solo episodio nella noia mortale di Tigre – Newell’s: Scocco viene affossato in area, ma per la terna è tutto ok. “Stasera i signori in giacchetta vedevano poco. Il resto lo ha fatto un campo in condizioni vergognose” ha commentato Nacho, carico a molla per il derby di domenica.

Argentina – Magia di Calleri e poker di Cavenaghi nella serata di Tevez

Doveva essere la serata di Carlos Tevez, invece sono Jonathan Calleri e Fernando Cavenaghi a spartirsi le copertine dei quotidiani domenicali. Già, i due attaccanti più in forma di Boca Juniors e River Plate trascinano le loro rispettive squadre alla vittoria, permettendo ad entrambe di farsi spazio nella parte alta della classifica. Gli Xeneizes oggi sono primi, con un punto più del San Lorenzo e tre di distacco dai Millonarios, travolgenti in quel di Rafaela.

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MAGIA VERA – Ottavo minuto della ripresa. La Bombonera incalza i suoi beniamini durante una ripartenza dalla difesa, e dopo tre passaggi Calleri è davanti a Benitez. L’obiettivo di mercato del Palermo prova a saltarlo ma la palla gli ritorna sui piedi. All’improvviso il colpo di genio, una “rabòna” in pallonetto che fa scendere lo stadio. L’esultanza è moderata, all’abbraccio della squadra si unisce Tevez visibilmente divertito. I complimenti al compagno per la magia sono l’intermezzo di una partita di sostanza, giocata per intero in quella che è tornata ad essere la sua casa. Carlitos si diverte, gioca di prima e mette lo zampino in entrambi i gol; sul primo è bravo a fare un velo che Perez raccoglie, regalando poi a Palacios il cioccolatino per l’1-o, mentre sul secondo da il “là” al contropiede poi continuato dallo stesso Palacios, e rifinito per Calleri. Una vera cooperativa del gioco, questo Boca rinato, che gioca un’ora di grande calcio prima della dormita difensiva che permette a Canelo di accorciare le distanze. Poco male, perchè il muro “xeneize” resiste, e i tre punti – con conseguente testa della classifica – sono in cassaforte.

C4VEN4GHI – Quattro reti, tutte da rapinatore d’area. Fernando Cavenaghi trascina letteralmente il River Plate alla conquista di Rafaela, provincia di Santa Fe, trovando una serata nella quale nulla è andato storto. Per capirci, basta guardare il gol del raddoppio, dove su un miracolo del portiere locale la palla prende un effetto strano e piove in testa al “torìto“, che non può sbagliare. Cavenaghi sale a quota 10 gol stagionali, ad una sola lunghezza da Marco Ruben, ma ciò che più conta è che il River – assieme proprio alla Canalla – è la squadra che ha perso meno (un solo match su diciassette), ha il miglior attacco e soprattutto torna a vincere dopo tre pareggi. Nel massacro all’Atletico c’è poi anche spazio per il giovane classe ’94 Guido Rodriguez; il centrocampista trova il suo primo centro in campionato nei minuti di recupero, chiudendo un bel contropiede con un piatto che sentenzia De Giorgi. E pensare che i Millonarios arrivati qui erano in formazione ridotta, visto l’imminente ritorno di Libertadores, con i soli Cavenaghi, Ponzio, Saviola e Balanta tra i titolari inamovibili. Oltre a Rodriguez, Gallardo ha provato diversi ragazzi delle “inferiores” come Carreras ed Andy Casquete, esterno ecuadoregno di cui si parla molto bene.

QUARTIERI ALTI – Tra le due giganti d’Argentina c’è però il San Lorenzo, che ad oggi si è messo in mostra soprattutto per la sua difesa bunker, con soli 9 gol subiti. Al “Nuevo Gasometro” il Ciclòn spazza via il malcapitato Arsenal con un netto 3-0. Apre Blanco dopo otto minuti, raddoppia il solito Cauteruccio, chiude una goffa autorete nel finale. Nelle zone alte della classifica arrivano i tre punti anche per Racing e Belgrano; l’Academia batte 2-1 in casa il piccolo Sarmiento, chiudendo i conti già nella prima frazione grazie a Milito e Camacho, autori dei due gol che provocano la solita “valanga imperiàl“. Inutile il gol di Figueroa nel finale. Seconda vittoria di fila per il Belgrano, oggi quinto, che rimonta ancora una partita dopo essere passato in svantaggio. Con Bolatti in regia, il “Pirata” va sotto al “Florencio Sola” per mano di un rigore di Vittor, bravo a spiazzare Olave per portare avanti il Banfield. La reazione arriva in cinque minuti di furia cordobénse, nella ripresa, dove prima Zelarrayan la impatta, e poco dopo Lema la chiude dal dischetto.

LE ALTRE GARE – Diciassette match con sette pari e dieci sconfitte. Il Nueva Chicago continua il proprio incubo in Primera perdendo anche a Florencio Varela. Contro il Defensa y Justicia il Verdinegro passa in vantaggio con Gagliardi, ma viene raggiunto dal super gol di Rivero e superato dalla zuccata nel finale firmata Savelijc. Vittoria importante in chiave salvezza per l’Olimpo, che a Bahia Blanca schianta 3-1 l’Aldosivi. Protagonista (suo malgrado) della serata è il centrale ospite Canevér, che si fa due autogol. Blanco chiude i conti per l’Aurinegro, prima della rete inutile di Léon. Nel posticipo del sabato il Lanus espugna il “Cementerio de los Elefantes” di Santa Fe, mettendo insieme la terza vittoria sulle ultime quattro. Il Granate sembra aver trovato la quadra, e l’innesto di Castellani ha dato ordine al gruppo allenato da Barros Schelotto. A passare avanti è però il Sabalero con Villarruel, ma dopo pochi istanti Sergio Gonzalez pareggia. Il gol decisivo arriva nel secondo tempo: cross di Araujo dalla destra, inzuccata perfetta di Ayala per il raddoppio. E i “mellizos” se la ridono.

ARGENTINA: contro il Quilmes, il ritorno di Carlitos Tevez

Carlos-Tevez-joins-Boca-JuniorsDopo la spettacolare presentazione alla Bombonera, è il giorno del ritorno in campo dell’Apache. Nell’undici iniziale del Boca Juniors che affronterà il Quilmes nella sfida del sabato valida per la giornata numero 17 ci sarà anche Carlos Tevez. L’ex bomber di United, City e Juventus sarà subito protagonista contro il Cervecero del grande ex Falcioni. Sarà un’altra serata dalle mille emozioni per il popolo azul y oro. Arbitrerà Patricio Loustau dalle 16.10 locali. La squadra di Arruabarrena vuole i 3 punti per scavalcare il San Lorenzo che nella notte ha asfaltato l’Arsenal con un facile 3-0: il Cuervo si è ripreso la vetta, ma il testa a testa sembra essere destinato a durare fino alla fine. Le altre partite del sabato argentino: il River Plate, con la testa alla Libertadores e un undici decisamente alternativo, fa visita al Nuevo Monumental di Rafaela contro la Crema di Leo Astrada. Saviola dovrebbe partire dal 1° minuto. I campioni in carica del Racing Avellaneda cercano il riscatto al Cilindro contro il non trascendentale Sarmiento: Milito e compagni sono reduci dal pesante ko con il Newell’s (3-0) e vogliono continuare la striscia vincente tra le mura amiche (7 vittorie consecutive). Chiudono il programma Colón-Lanus, Defensa y Justicia-Nueva Chicago e Olimpo-Aldosivi. 

PROBABILI FORMAZIONI

BOCA: Agustín Orión; Gino Peruzzi, Alexis Rolín, Daniel Díaz y Luciano Monzón; Pablo Pérez, Cristian Erbes y Fernando Gago; Carlos Tevez, Sebastián Palacios y Jonathan Calleri. DT: Rodolfo Arruabarrena.
QUILMES: Walter Benítez; Adrián Scifo, Alan Alegre, Mariano Uglessich y Emmanuel Morales; Nicolás Cabrera,  Rodrigo Braña y Sebastián Romero; Rodrigo Gómez, Claudio Bieler y Alexis Canelo. DT: Julio Falcioni.

RAFAELA: Carlos De Giorgi; Joel Sacks, Sebastián Martínez, Alexander Barboza y Germán Re; Mateo Castellano, Adrián Bastía, Gabriel Morales y Osmar Ferreyra; Ignacio Pussetto y Federico Andrada. DT: Leonardo Astrada.
RIVER: Julio Chiarini; Pablo Carreras, Emanuel Mammana, Eder µlvarez Balanta y Leandro Vega; Augusto Solari, Leonardo Ponzio, Luis González y Tomás Martínez; Fernando Cavenaghi y  Javier Saviola. DT: Marcelo Gallardo.

RACING: Sebastián Saja; Iván Pillud, Luciano Lollo, Matías Sánchez y Leandro Grimi; Nelson Acevedo, Francisco Cerro, Luciano Aued y Washington Camacho; Gustavo Bou y Diego Milito. DT: Diego Cocca.
SARMIENTO: César Rigamonti; Sebastián Luna, Franco Peppino, Francisco Dutari y Nahuel Quiroga; Juan Ignacio López o Alexis Castro, Dardo Miloc, Gervasio Núñez y Nicolás Sánchez; Maximiliano Fornari y Héctor Cuevas. DT: Sergio Lippi.

COLON: Jorge Broun; Luis Garnier, Germán Conti y Ismael Benegas; Pablo Ledesma, Alan Ruiz, Osvaldo Arroyo y Clemente Rodríguez; Braian Romero, Pablo Vegetti y Gustavo Villarruel. DT: Darío Franco.
LANUS: Matías Ibáñez; Carlos Araujo, Diego Barisone, Gustavo Gómez y Maximiliano Velázquez; Román Martínez, Matías Fritzler y Víctor Ayala; Lautaro Acosta, Sergio González y Oscar Benítez. DT: Guillermo Barros Schelotto.