
Jonathan Bottinelli (foto: soysanlorenzo)
Al San Lorenzo de Almagro, ormai, è caos totale. Dopo i fattacci di mercoledì, con l’aggressione di alcuni pseudo-tifosi a Jonathan Bottinelli e -sì, anche questo- la successiva rissa tra lo stesso difensore e il portiere Migliore, il Comitato di Sicurezza Sportiva ha deciso di rinviare il match tra il Ciclón e l’All Boys. Si sarebbe giocato domenica alle 20 italiane.
Dopo un incontro tra i membri della squadra e Sergio Marchi, rappresentante del Sindacato dei calciatori argentini, si è dunque deciso che il match non s’ha da fare. In un primo momento Marchi avrebbe tentato di convincere i suoi interlocutori a scendere in campo, magari senza i tifosi sugli spalti, ma la decisione finale è stata quella di non giocare. La data del recupero non è ancora stata stabilita: il rischio è, però, quello che si opti per le porte chiuse.
La decisione non ha trovato d’accordo il presidente dell’Albo, Roberto Bugallo: “E’ una cosa incomprensibile. Che differenza c’è tra giocare domenica e farlo, chessò, tra 15 giorni? Non cambia nulla. Piuttosto, la cosa migliore da fare sarebbe stato giocare in un altro stadio”. L’altro presidente, Carlos Abdo del San Lorenzo, si è invece presentato in sala stampa stigmatizzando l’accaduto e promettendo che il club farà di tutto per identificare gli autori dell’aggressione a Bottinelli.
La questione della sicurezza, però, tiene banco. L’ex Samp e pure Abdo hanno lanciato una pesante accusa, denunciando l’assenza di personale addetto alla protezione dei giocatori. Specie in un momento, quello del San Lorenzo, così delicato, visti i pessimi risultati e la crescente paura di fare la fine sportiva del River Plate. Intanto la squadra cerca un po’ di pace: ieri si è allenata all’Hindú Club, centro di allenamento lontano da quello solitamente utilizzato, la Ciudad Deportiva.
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