
Doppietta di Cordoba al Centenario (foto: lacopalibertadores.com)
Dopo una certa penuria di gol nei turni precedenti, ecco che in Sudamerica ci si scatena. La notte di Copa Libertadores ha visto goleade praticamente ovunque, e se non sorprendono più di tanto i successi larghi di Arsenal e Cruz Azul, fanno specie il colpo esterno dell’Unión Española e, soprattutto, dell’Atletico Nacional, capace di sotterrare le ambizioni del Peñarol.
Peñarol-Atlético Nacional 0-4 (Cordoba 9′ e 50′, Pabón 64′ e 78′)
Neanche sembra che si stia parlando dei vice-campioni dell’edizione precedente. Al Centenario di Montevideo il Peñarol non esiste: in campo c’è solo una squadra, l’Atletico Nacional, che si impone per 4-0, lascia ancora inviolata la porta di Pezzuti e si porta a quota 6 nel gruppo 8. Il primo tempo è ancora ancora equilibrato, pure se il palo di Dorlan Pabón potrebbe già scrivere la parola fine dopo il vantaggio a freddo di Jersson Cordoba, giunto in seguito a un’interpretazione difensiva da brividi degli uomini di Gregorio Perez. I due mattatori sono protagonisti anche della ripresa: Cordoba raddoppia da dentro l’area, Pabón umilia gli uruguaiani con una doppietta, sfruttando gli spazi ormai amplissimi lasciati dagli avversari. Le gerarchie, qui, sembrano già stabilite.
Bolivar-Unión Española 1-3 (Rodriguez 1′, Diaz 63′, Herrera 67′, Pineda 85′)
E dire che a passare in vantaggio sono i boliviani padroni di casa, avanti dopo nemmeno un minuto (38 secondi, per la precisione) con Edhemir Rodriguez. E dire che il Bolivar potrebbe anche raddoppiare, con Ferreyra che prima si vede annullare ingiustamente il 2-0 per un fuorigioco inesistente, poi calcia incredibilmente fuori a porta vuota (YouTube, please). Imitato, a onor del vero, dal cileno Jaime nell’altra porta (Youtube, di nuovo). Nella ripresa, la luce per gli uomini di Hoyos si spegne, la Unión Española prende coraggio e segna due volte tra il 63′ e il 67′: Mauro Diaz fa 1-1 dalla propria trequarti, dopo un rinvio errato del portiere Argüello, Emanuel Herrera raddoppia in contropiede. E Jean Paul Pineda fa tris, chiudendo il match a pochi giri di lancette dal termine. Cileni in testa, Bolivar in seria difficoltà.
Arsenal-Zamora 3-0 (Ortiz 2′, Carbonero 15′, Leguizamón 42′)
La vittoria dell’Arsenal, francamente, era abbastanza prevedibile. Lo era meno una goleada costruita tutta nel primo tempo, com’è accaduto al Viaducto di Sarandì. Fin troppo semplice il compito dei soldatini di Alfaro, liberati dalla pressione psicologica di una vittoria da ottenere sì o sì già dopo 1 minuto: destro di Ortiz da fuori, deviato, e prima gioia per gli argentini. Non è l’unica: il colombiano Carbonero si conferma acquisto mirabilmente azzeccato raddoppiando con una zampata sottomisura, e Leguizamón segna ancora dopo la rete di campionato, chiudendo definitivamente la contesa ancor prima del duplice fischio di Osses. Zamora non pervenuto: la squadra di Gil non dà una benchè minima continuità al pari casalingo contro il Boca Juniors, resta a 1 punto e vede l’improbabile sogno della qualificazione allontanarsi ulteriormente.
Cruz Azul-Tachira 4-0 (Cortés rig. 19′, Perea 55′, Orozco 79′, Villa 82′)
Veloce e potente come non mai, la Maquina non trova curve e si diverte su un rettilineo colorato di giallo e nero. Cruz Azul in vetta al girone 6 e serissimo candidato a concluderlo in prima posizione, mentre il Tachira dà ulteriore sostanza alla nottataccia venezuelana, iniziata col massacro argentino dello Zamora. Il rigore di Adrian Cortés spiana la strana ai messicani e taglia le gambe agli ospiti, capaci di resistere fino a fine primo tempo ma trafitti in altre 3 occasioni nel corso della ripresa. Inizia il colombiano Edixon Perea, al 55′, continua Orozco al 79′ su centro radente di Maranhão, conclude l’opera l’ex Derby County Villa al minuto 82′, di testa dopo un’azione infinita. Infiniti sono anche i sogni della Maquina: dopo la finale del 2001 persa contro il Boca ai rigori, qui sperano davvero che il cammino di 11 anni fa possa ripetersi.
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che disastro il Carbonero, non ci posso credere, la qualficazione già buttata alla prima giornata! Stanotte non mi perdo Velez-Chivas, Fortin da una parte e Marco Fabian dall’altra, slurp!
Non sarebbero male anche U de Chile col Tomba e il Lanus in casa dell’emergente Olimpia, ma insomma, stavolta ci si può accontentare!
Per Stefano, nel cuore solo Flu: qualche anno fa all’Emporio della squadra ho conosciuto Romerito, bolso e grasso come Bisteccone. Quando gli ho detto che ero milanese mi ha chiesto se conoscevo Rossi, il suo amico italiano, quello di Brescia. Ho provato a spiegargli che il nome era un pò troppo comune, ma lui niente, imperterrito voleva conoscessi il suo amico “Perchè quando vengo in Italia io sempre vado a stare da Rossi!”. Proprio vero, non esiste un solo calciatore che, uscito dal rettangolo di gioco, sia in grado di sopravvivere alla propria fama!
Eh, Romerito… bolso ora, ma che giocatore quando scendeva in campo… Uno dei massimi idoli della torcida del Flu, ed è un amore pienamente ricambiato. Sappi che ti invidio, carissimo McNulty.