Siamo ormai prossimi all’incoronazione della nuova regina del Sud America: neanche l’eruzione del vulcano Caulle è riuscita a fermare lo spettacolo programmato per questa sera al Centenario di Montevideo. Per la finale di andata Peñarol e Santos caleranno tutti i loro assi, tenuti appositamente in naftalina in campionato: sarà una grande partita.
Sono due delle squadre più importanti e conosciute dell’intero continente: il Peñarol è la terza squadra più titolata nella Copa Libertadores, il Santos è stato la casa di quello che forse è il più grande calciatore mai sceso in campo. Negli anni Sessanta al grande Peñarol di Alberto Spencer, prima sudamericana a vincere l’Intercontinentale, successe il grande Santos di Pelé, prima ed unica squadra brasiliana a vincere in una sola stagione tutti i titoli disponibili, dal torneo statale alla Coppa Intercontinentale. Questa sera di fronte ci sono il Peñarol di Martinuccio, Mier e Oliveira ed il Santos di Neymar, Ganso ed Elano: nomi che devono ancora scrivere la storia di questo sport, ma che hanno tutte le carte in regola per farlo. Calcio d’inizio alle 21.50 locali, le 2.50 in Italia, diretta SportItalia; dirige l’incontro il paraguayano Carlos Amarilla.
I PRECEDENTI – Il numero di partecipazioni alla finale della coppa è enormemente sbilanciato: con stasera saranno dieci le presenze del Peñarol, contro le sole quattro del Santos. Nelle precedenti partite i Carboneros hanno trionfato cinque volte su nove, l’ultima nel 1987, mentre il Peixe ha vinto le prime due volte (1962, 1963) ma ha perso nel 2003. Tra le due formazioni sono sedici i precedenti: ad oggi, fanno sette vittorie per i brasiliani, sei per gli uruguagi e tre pareggi. Tra le due squadre c’è una certa rivalità, iniziata nella finale di Libertadores del 1962, vero e proprio passaggio di consegne tra due delle più forti squadre di ogni tempo: il Peñarol, campione del 1960 e 1961, perse in casa la prima partita (2-1), vinse al Vila Belmiro il ritorno (3-2) ma venne poi eliminato nel re-match con un secco 3-0. Grande protagonista di questo tris di partite fu Coutinho, autore dei due gol dell’andata e una nel ritorno, entrambe gare in cui era assente Pelé per infortunio; O Rei rientrò nella terza, e segnò due reti mettendo il suo primo sigillo nella storia di questa competizione. Altra sfida infuocata fu quella del 1965, in quel caso semifinale: all’andata in terra paulista passarono i bianconeri con un clamoroso 5-4, a Montevideo vinsero i Carboneros 3-2, nella ripetizione un gol di Sasia ai tempi supplementari mandò all’ultimo atto gli uruguagi, i quali verranno però battuti dall’Independiente. Gli ultimi due incontri risalgono alla Sudamericana del 1996: Jamelli e Robert firmarono il 2-1 santista in terra d’Uruguay, bissato dal 3-0 della partita di ritorno con le reti di Sandro, Vagner e Alessandro. Da allora le due formazioni non si sono più incrociate. Fino ad oggi.
QUI PEÑAROL – C’è grande fiducia in casa Carbonera per questa partita: i biglietti disponibili sono stati letteralmente ‘bruciati’ in poco più di tre ore, e l’euforia per una finale che mancava dagli anni Ottanta è immensa. Lo stadio Centenario ha già dimostrato più di una volta di poter dare una grande spinta ai suoi beniamini, e considerate le difficoltà nei collegamenti aerei è possibile che la quasi totalità dello stadio sia occupata da supporters gialloneri, un fatto non indifferente. Il tecnico Diego Aguirre, autore del gol decisivo nell’ultima finale disputata dagli uruguagi, ha voluto dare la sua ricetta: «serviranno cuore e concentrazione» ha detto «e dovremo stare attenti a non farci prendere dallo sconforto se l’avversario si chiuderà, perché è quello che faranno. Noi però dobbiamo necessariamente vincere, per poter affrontare la gara di ritorno con maggiore serenità». Fare la partita potrebbe però essere un problema per il Peñarol, squara abituata più a giocare di ripartenza e fattasi ammirare soprattutto per la solidità dei suoi reparti arretrati; consapevoli dei loro limiti sul possesso palla, i giocatori preferiranno certamente metterla sul piano agonistico, per vincere con la corsa, o magari tentare di attirare il Santos fuori dalla propria tana per poi sfruttare la velocità di Martinuccio; l’altenativa in questo momento si chiama Juan Manuel Olivera: la sua stazza in area potrebbe fare molto comodo.
QUI SANTOS – Questa partita non nasce decisamente sotto una buona stella per il Santos: prima l’eruzione del vulcano Caulle che ha reso il trasferimento da San Paolo a Montevideo una vera odissea, impedendo tra l’altro ai tifosi di potersi recare velocemente allo stadio; poi le numerose assenze per questa partita, dallo squalificato Edu Dracena a Léo e Jonathan, che non hanno recuperato dai loro infortuni così come Ganso. Dovendo improvvisare tutto il reparto arretrato, Muricy Ramalho potrebbe tentare la sortita inaspettata, e provare a giocarsela già in Uruguay, ma il gioco vale la candela in questo caso? Tutte le speranze, inutile dirlo, si affidano a Neymar: nonostante le voci destabilizzanti di un suo accordo con il Real Madrid (peraltro subito smentite), il ragazzino terribile che ha ricevuto le investiture autorevoli di Ronaldo prima e di Pelé poi rappresenta al momento l’unico appiglio della squadra in una partita che già si preannuncia difficile.
PROBABILI FORMAZIONI
PEÑAROL (4-4-2): Sosa; González, Valdez, G. Rodríguez, D. Rodríguez; Corujo, Aguiar, Freitas, Mier; Martinuccio, Olivera. all. Aguirre.
SANTOS (4-4-2): Rafael; Bruno Aguiar, Bruno Rodrigo, Durval, Alex Sandro; Adriano, Danilo, Arouca, Elano; Neymar, Zé Eduardo. all. Muricy Ramalho
ARBITRO: Carlos Amarilla (PRY)
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