Terzo titolo continentale per il Santos, che dopo lo 0-0 in Uruguay fa valere la legge del proprio campo e batte per 2-1 il Peñarol al Pacaembu con le reti di Neymar e Danilo. Peixe in controllo di gara per tutti i 90′, messo in difficoltà solo nel finale dall’autorete di Durval.

Edu Dracena alza la coppa (Rodolfo Buhrer/Reuters)
Il Santos dei giovani fenomeni è già nella storia: dopo lo 0-0 di Montevideo, il Peixe batte per 2-1 il Peñarol al Pacaembu e conquista la sua terza Copa Libertadores, dopo quelle targate Pelé del 1962 e 1963. Splendida prestazione per la formazione di Muricy Ramalho, con Ganso, Danilo e Neymar in grandissima evidenza, e con gli ultimi due autori dei gol decisivi, al 47′ e 69′. Questa vittoria apre inaspettati scenari di mercato: quanti giocatori vorranno andarsene ora, con la prospettiva di andarsi a giocare il Mondiale per Club?
RITMI ALTI – Nel Santos c’è Ganso dal 1′, così come Adriano preferito a Pará. La partita inizia senza troppi complimenti: i ritmi dei primi minuti sono altissimi e il gioco non è affatto morbido con interventi ai limiti del regolamento. Al 3′ la prima occasione della partita: punizione di Elano scodellata in area, Durval va a saltare dimenticato da tutti ma mette a lato; all’8′ il centrocampista ex Shakhtar decide di provarci in prima persona, dalla distanza, ma Sosa risponde bene. I padroni di casa tengono alta la pressione, le occasioni da rete non sono tuttavia commisurate ai ritmi di gioco. Gli ospiti vivono soprattutto di fiammate in ripartenza, senza mai veramente avvicinarsi alla porta di Rafael: il primo pericolo lo porta Martinuccio, il cui sinistro termina a lato, alla mezz’ora. Al 33′ Elano ci va di nuovo vicino, su calcio di punizione: Sosa mette in angolo; passa un minuto ed è Zé Eduardo a tentare la via della rete, mandando sull’esterno della rete. Il primo tempo si chiude con un’azione piuttosto confusa: alla fine è Léo ad andare al tiro, mancando il bersaglio. All’intervallo, lo 0-0 non si è ancora sbloccato: a fare le spese di questa impasse è la squadra di casa, apparsa sempre più nervosa col passare dei minuti.
NEYMAR APRE – Gli orizzonti cambiano dopo nemmeno 2′ nella ripresa, grazie ad una splendida giocata corale dei migliori elementi in squadra: Ganso smarca Arouca di tacco, azione di potenza del mediano che poi scarica su Neymar, la cui conclusione improvvisa trova impreparato Sosa e va ad infilarsi sul primo palo. Un minuto dopo Zé Eduardo manca il colpo del ko sprecando clamorosamente un contropiede due contro uno. Il Peñarol non riesce ad alzare il proprio baricentro, continuando a subire l’iniziativa santista: Neymar in velocità fa spesso male, ma non trova mai la sponda giusta per i suoi assist.
DOPPIO VANTAGGIO, DOPPIO AUTOGOL – Danilo è il vero protagonista della fase centrale del secondo tempo: si fa vedere molto sulla destra, anche se inizialmente non dà grossi problemi a Sosa. Ma è proprio lui che al 69′ mette la pietra tombale sulla partita, con grande azione personale dell’esterno destro, saltando Dario Rodriguez e segnando di sinistro sul palo lontano, una conclusione a giro imparabile. Il Carbonero sembra travolto, tutta la sua reazione si esaurisce in uno sterile possesso palla, ma viene rimesso in partita da un episodio, all’80′: azione sulla destra di Estoyanoff, Durval va in anticipo su Olivera ma finisce per anticipare anche il suo portiere, mandando in rete. Per il difensore è già la seconda autorete in una finale di Libertadores, dopo quella contro il São Paulo nel 2005.
NIENTE ASSALTO FINALE – Potrebbe essere la svolta della partita, ma non lo è: per assurdo, il Santos riesce a dominare molto meglio il campo ora che in tutto il resto della partita. Già all’82′ potrebbe arrivare il terzo centro, con Neymar che fa tutto bene sulla sinistra, serve Ganso il quale da due passi, solo, manda clamorosamente fuori. Fischi anche per Zé Eduardo che manca la facile deviazione, anche se era comunque in fuorigioco. Al 90′ ancora un pericolo portato dai ragazzi terribili di Ramalho: contropiede condotto da Zé Eduardo, palla profonda per Neymar, uno contro uno con Sosa, lo supera con un tocco sotto ma la palla coglie il palo; sulla ribattuta arriva Zé Eduardo che ancora una volta, incredibilmente, spreca un gol fatto calciando sull’esterno della rete.
MAXIRISSA - Alla fine Sergio Pezzotta dà il triplice fischio, ma non parte la festa: tra le due squadre esplode invece la tensione, e scatta una maxi-rissa a tutto campo, con giocatori, staff e anche dei tifosi a darsele di santa ragione per qualche minuto. Serve addirittura la polizia per calmare gli animi: probabili lunghe squalifiche in arrivo. Alla fine però la festa santista può iniziare: una vittoria meritatissima per il Santos, in controllo del match per tutti i 90′; dal canto suo il Peñarol ci ha messo tanta generosità, ma l’attacco è parso troppo spuntato per poter realmente impensierire gli avversari, e del resto anche il gol segnato è in realtà un autogol. Non basta però una prestazione opaca a far dimenticare la splendida cavalcata del Carbonero in questa Libertadores, coronata da una finale che nessuno avrebbe saputo pronosticare a febbraio.
TABELLINO
Santos 2-1 Peñarol (agg. 2-1)
46′ Neymar, 69′ Danilo, 80′ aut. Durval (P)
SANTOS (4-4-2): Rafael; Edu Dracena, Durval, Danilo, Léo (Alex Sandro); Elano, Arouca, Adriano, Ganso (Pará); Zé Eduardo, Neymar. all. Muricy Ramalho
PEÑAROL (4-4-2): Sosa; G. Rodriguez, D. Rodriguez, Gonzalez (Albin [Estoyanoff]), Valdez; Aguiar, Freitas, Corujo, Mier (Urretaviscaya); Olivera, Martinuccio. all. Aguirre
Arbitro: Sergio Pezzotta (ARG)
Note: Tiri 16-2, in porta 8-1; falli 5-16; angoli 8-5; fuorigioco 1-0; ammoniti: Neymar, Zé Eduardo (S), Gonzalez, Corujo, Freitas (P); espulsi: nessuno.
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grandissimi meninos da vila…..!!!!!! super santos…..!!!!!!!! complimenti