Gli scismi del calcio sudamericano

Un estratto della "Memoria y balance" della Federazione argentina nel 1926

Un estratto della “Memoria y balance” della Federazione argentina nel 1926

Durante gli anni di sviluppo del calcio sudamericano, in molti paesi si giunse a una frattura interna. Da una federazione uscivano (o venivano espulsi…), per vari motivi, alcuni club, che anziché tentare di rientrare nella “regolarità”, decidevano di fondare nuove federazioni indipendenti, con cui organizzare campionati paralleli a quelli della vecchia federazione, con il duplice scopo di affermare la propria autonomia e di rivaleggiare in prestigio e blasone con le federazioni che avevano lasciato, o da cui erano stati estromessi. Di seguito segnalo i più significativi, avvenuti in vari paesi e in diversi periodi. Sono citate solo le secessioni che hanno originato nuove federazioni e nuovi campionati a livello nazionale (con l’eccezione dei contrasti interni alle singole federazioni statali brasiliane, che rappresentano un caso a parte): per chiarire, non scrivo di divisioni causate da più federazioni a livello locale (come, per esempio, accade in Bolivia con le federazioni dipartimentali), ma solo di avvenimenti con grandi conseguenze per tutto il movimento calcistico nazionale.

Argentina

L’Argentina è stata la prima nazione al di fuori del Regno Unito a organizzare un campionato di calcio: l’anno era il 1891. La Federazione che organizzò il torneo aveva un nome in inglese, così come britannici erano i fondatori e i principali calciatori. Dopo un anno di pausa, nel 1893 riprese il campionato, controllato da un’altra Federazione (che, dopo varie vicissitudini che vedremo, è diventata l’attuale AFA). Nel 1912 sorsero i primi gravi problemi, allorché tre club decisero di lasciare la Asociación Argentina de Football per fondare una federazione parallela e rivale, la Federación Argentina de Football (FAF): la nuova entità, presieduta da Ricardo Aldao, ebbe vita relativamente breve, poiché già nel 1914, dopo tre edizioni del proprio campionato autonomo, si riconciliò con la AAF. Eppure, i contrasti interni non parvero destinati ad aver fine: il 22 settembre 1919 venne fondata la Asociación Amateurs de Football, questa volta creata da 13 club “separatisti” (dunque, uno scisma ben più corposo del precedente). La nuova AAmF (o AAm) ebbe dirigenti d’eccezione quali Juan R. Mignaburu e Adrián Beccar Varela, tra le personalità di spicco del panorama calcistico argentino. Nella AAmF confluirono subito anche altri club sì di medio-basso livello, ma dotati di buoni giocatori, che contribuirono a elevare ulteriormente il livello del campionato. Il motto «El deporte por el deporte» rappresentava lo spirito nettamente amateur, cioè dilettantistico, della nuova federazione, e ben presto il livello del torneo AAmF superò quello della AAF (che tuttavia rimaneva l’unica riconosciuta dalla FIFA), cui restavano solo alcune squadre di prestigio: Argentinos Juniors, Boca Juniors, Chacarita, Huracán. Nel 1926 la frattura fra le due entità rivali si ricompose: iniziò un periodo (1927-1930) di campionato unico. Tuttavia, l’introduzione del professionismo nel calcio argentino, avvenuta nel ’31, originò la terza, e ultima, divisione interna. La nuova Liga Argentina de Football riuniva in sé tutti i principali club: per intenderci, quelli danarosi e dal grande blasone; i rimanenti formarono la Asociación Argentina de Football (Amateurs y Profesionales), che continuò a disputare campionati dilettantistici. La AAF era la Federazione che manteneva l’affiliazione alla FIFA: e difatti nel 1934, che fu anche l’ultimo anno di esistenza di questa federazione, essa fu invitata a inviare la propria selezione al Mondiale italiano. La Nazionale di quel Mondiale non fu quindi composta dai migliori elementi del calcio argentino, ma dai giocatori della AAF che, essendo in buona parte ancora dilettanti, non avevano grande esperienza di calcio ad alto livello: l’unica gara disputata dalla Nazionale amateur in Italia si risolse con una sconfitta. Rientrato lo scisma, la AFA diventa l’unica federazione esistente, si consolida e da allora vive un periodo di (relativa) tranquillità.

Brasile

Gli scismi interni a livello di campionati statali sono stati, in Brasile, troppi per essere brevemente esposti qui. Si segnalano i principali: tra il 1913 e il 1916 a San Paolo duellano Liga Paulista de Foot-Ball e Associação Paulista de Esportes Atléticos; tra il 1926 e il 1929 APEA e Liga dos Amadores de Futebol; tra il ’35 e il ’37, ancora APEA e Liga Paulista de Futebol. A Rio de Janeiro nel 1912 si dividono Liga Metropolitana de Foot-Ball e Associação de Foot-Ball do Rio de Janeiro; nel 1924 LMDT e AMEA; nel 1933-34 ancora AMEA contro Liga Carioca de Futebol; nel 1935-37 Federação Metropolitana de Desportos e Liga Carioca de Futebol. Nel Minas Gerais, nel 1926 e nel 1932 LMDT contro AMET. Questo solo limitandosi a tre dei principali stati a livello calcistico. Neanche i partiti italiani hanno così tante sigle, così simili tra loro. A livello nazionale, invece, è da considerare un caso particolare il campionato del 1987, organizzato non dalla CBF ma dal Clube dos 13 e a lungo conteso tra Sport, considerato dalla CBF l’unico vincitore ufficiale, e Flamengo, che reclama da anni il titolo.

Cile

Lo sviluppo del calcio cileno è per molto tempo rallentato da un lungo conflitto cominciato ai primi del ‘900 con i contrasti tra FAC e FSN e proseguito senza apparente soluzione sino al 1911: è solo in quell’anno che si inizia a cercare di riunire le varie associazioni locali, ciascuna tuttavia desiderosa di mantenere la propria identità. Nel settembre 1912 viene stabilito che la neonata Asociación de Football de Chile debba avere sede a Valparaíso ed essere composta dalle associazioni d’ogni parte del Paese. Tali organi, assai vivacemente gelosi della propria indipendenza, non potevano garantire stabilità: pertanto, giungere alla creazione di una Federazione unica era doveroso e necessario. Il 1º gennaio 1913 la FIFA accetta l’affiliazione della Federazione cilena. Che questo non sembri però segnale di pace: le battaglie interne rimangono, di fatto, caratteristica principale del calcio cileno anche in séguito. Nel 1923 nuovo scisma tra Federación de Football e Asociación de Football. La Federación rivendica la gestione del calcio a livello nazionale e il diritto di rappresentare il Paese a livello internazionale. Visto che non possono esistere due Federazioni calcistiche nazionali che abbiano la stessa autorità e gli stessi compiti, la FIFA decide, nel 1925, di espellere il Cile dai propri ranghi. Solo nel gennaio 1926, per rimediare al danno e venir reintegrate in FIFA, Asociación e Federación si uniscono, originando la Federación de Football de Chile tuttora esistente.

Colombia

La coesistenza di numerose associazioni locali è una caratteristica di molti paesi sudamericani. Nel 1924 l’istituzione della Federazione nazionale pare rendere possibile la cooperazione. Nel 1949 la DIMAYOR, l’ente deputato alla gestione delle serie superiori del campionato colombiano, aveva causato numerosi grattacapi alla Federazione, separandosi e creando un campionato “pirata”, non patrocinato dalla FIFA e quindi libero da limitazioni economiche. Nel 1954, con il compimento del programma dettato dal patto di Lima, la situazione pareva essersi tranquillizzata, benché tra i due principali organi calcistici vi fossero ancora numerosi disaccordi. Un tentativo di scisma in tono minore avviene nel 1958 a opera di tre leghe locali (Antioquia, Cundinamarca e Valle), ma non ebbe séguito. Il 16 dicembre 1961 la DIMAYOR è scelta dalla CSF (oggi CONMEBOL) quale organo amministrativo del calcio colombiano, dopo che la nomina del CT della Nazionale aveva creato aspre dispute; nel 1964, un nuovo contrasto tra DIMAYOR e Federazione sull’elezione del presidente federale causa una ulteriore separazione: da una parte la ADEFÚTBOL (l’entità già esistente), dall’altra la FEDEBOL (creata dalla DIMAYOR). Si rende necessario un intervento della FIFA, che sospende i club colombiani dalle competizioni internazionali. Nel 1966, grazie all’opera di mediazione della FIFA, viene formato un comitato dirigente provvisorio: il 15 giugno 1971 terminano i conflitti (si fa per dire…) con la fondazione della Federación Colombiana de Fútbol.

Paraguay

In Paraguay è il 1912 l’anno dello scisma: Libertad e Atlántida escono dalla Liga Paraguaya de Foot Ball Association ed entrano nella Liga Centenario, una federazione minore, per evitare la sospensione delle proprie attività. Con l’affiliazione di Libertad e Atlántida, che erano stati protagonisti nei campionati nazionali degli anni precedenti, la Liga Centenario aumenta il proprio prestigio, tanto che cambia nome in Asociación Paraguaya de Foot Ball e arriva a rivaleggiare con la Federazione nazionale per importanza e valori tecnici del proprio campionato. Dal 1912 al 1917 si disputano quindi 6 campionati della APF, parallelamente a quelli della LPFA, con 3 vittorie del Libertad, 2 dell’Atlántida e una del River Plate di Asunción. Al termine della stagione 1917 i rapporti tra le due federazioni si riconciliano tanto che diviene possibile la fusione (o meglio, il reintegro dei club dissidenti nel campionato regolare).

Uruguay

Seguendo l’esempio degli altri paesi, anche in Uruguay si formano due federazioni nazionali: il 22 novembre 1922 nasce la FUF, istituita da Peñarol e Central, estromessi dalla AUF. Ben presto la seconda federazione raccoglie un gran numero di affiliati, tanto che il proprio campionato supera per numero di partecipanti quello della federazione “regolare”. Nel 1926 lo scisma rientra, con l’unione delle due federazioni e il ritorno a un campionato unico. La particolarità di questo periodo è che non solo esistono due campionati uruguaiani, ma anche due Nazionali: quella “regolare” e quella “dissidente”. Le partite disputate dalla Nazionale uruguaiana della FUF (quasi tutte contro la selezione “dissidente” dell’Argentina) non sono, però, considerate ufficiali né dalla CONMEBOL né dalla FIFA.

 

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