Dopo quattro intensissimi mesi si è conclusa la 52^ edizione della Copa Libertadores, con la vittoria del Santos dei giovani fenomeni. Quali sono i giocatori maggiormente distintisi quest’anno? Calciosudamericano.it vi propone una top 11 del torneo, nomi di cui sicuramente sentiremo ancora parlare.
Fine della Copa Libertadores, tempo di top 11: calciosudamericano.it vi propone una selezione del meglio di questa edizione, con tutti i giocatori più interessanti visti sui campi della massima competizione per club sudamericana. Il modulo scelto è il 4-3-3, per dare più spazio ai giocatori offensivi; si è scelto anche di selezionare sette “riserve” per non dimenticare che in fondo ci sono stati molti giocatori degni di menzione; inutile dire che anche molti altri avrebbero meritato di essere inseriti nella lista, ma ovviamente bisogna fare delle scelte…
PORTIERE - Il miglior portiere visto sui campi di questa Libertadores è senza dubbio Rafael Cabral Barbosa, o più semplicemente Rafael, estremo difensore del Santos. La sua nomination arriva soprattutto in virtù della grande continuità di prestazioni, che lo ha elevato al di sopra dei colleghi tutti autori, chi prima chi poi, di qualche “stecca”. Da sottolineare soprattutto la sua prova nel ritorno degli ottavi in casa dell’América: se il Peixe ha potuto continuare nella competizione, è stato solo grazie alle sue parate. Nota a margine, decisamente importante: ha 21 anni, è comunitario. Un affare.
TERZINO DESTRO - Iván Pirís è forse uno dei talenti più interesanti espressi in questa competizione, sicuramente una delle due-tre sorprese più belle. Classe ’89, è sicuramente lui il miglior terzino destro della Copa Libertadores 2011, riconoscimento figlio di una lunga serie di prestazioni convincenti. È grazie a Piris se il Cerro Porteño si è qualificato agli ottavi di finale: a firmare il pareggio nella sfida (poi vinta) contro il Colo-Colo è infatti stato proprio lui.
TERZINO SINISTRO – Ha giocato in più o meno tutti i ruoli della difesa, ma Torrente ha spesso preferito schierarlo come terzino sinistro: César Benítez, interessantissimo difensore classe ’90 del Cerro Porteño, si è dimostrato un ottimo e duttilissimo elemento a disposizione dei paraguayani in questa competizione. Considerata la giovane età, può ancora migliorare molto: se riuscirà anche a non perdere la sua ecletticità, potrebbe anche diventare un giocatore di livello internazionale.
CENTRALI - Una coppia mica da ridere: i due difensori centrali selezionati per questa top 11 sono uno sceriffo e un santo patrono. Il primo è Eduardo Luiz Abonizio de Souza, meglio noto come Edu Dracena, 30enne capitano del Santos; il secondo è Alejandro González, 23enne centrale-rivelazione del Peñarol. I due hanno meriti, in un certo senso, differenti: il santista, giocatore di grande esperienza internazionale, ha aiutato la sua squadra nei momenti burrascosi della fase a gironi, tentanto di tenere insieme una difesa sempre più instabile; il secondo invece è cresciuto nel corso del torneo, raggiungendo livelli di rocciosità invidiabili per un giocatore così giovane. Edu Dracena in Europa c’è già stato, e si è tolto le sue soddisfazioni: chissà che ora non tocchi al collega…
CENTROCAMPISTI - Un centrocampo un po’ strano, diciamolo: sostanzialmente una mediana terribilmente offensiva, ma quanta qualità! I tre scelti per il nostro fanta-centrocampo sono Danilo, Elano e Maxi Moralez.
Danilo, all’anagrafe Danilo Luiz da Silva, classe ’91, è l’ennesimo talento sfornato dalla cantera del Santos negli ultimi tempi: 20 anni ancora da compiere, ha già una grande personalità e – naturalmente – piedi vellutati, ma soprattutto tanta, tanta corsa. Nell’anno del suo esordio in Libertadores ha segnato ben quattro reti, di cui una in finale: non male, non male davvero.
Di Elano Blumer sappiamo praticamente vita, morte e miracoli: è stato uno dei primissimi giocatori a “risalire la corrente”, tornando in Brasile con ancora buona parte della carriera davanti, ed è stata la scelta vincente: è diventato subito leader di questo giovanissimo Santos, portando la sua importante esperienza europea nella linea mediana del Peixe e segnando, manco a dirlo, gol importantissimi, tre per la precisione. A 30 anni appena compiuti può ancora dare moltissimo: difficile pensare che andrà a farlo da un’altra parte.
Maxi Moralez non è – a rigor di termini – un vero centrocampista: è più una mezzapunta. Dal momento però che il reparto offensivo di questa selezione virtuale è già intasatissimo, e che non si può ignorare una squadra semifinalista come il Vélez Sarsfield, abbiamo comunque deciso di inserirlo in squadra in un ruolo non suo. El Frasquito, a 24 anni, vanta già un’esperienza europea, fallimentare invero, con l’FC Mosca, nel 2007. Tornato in patria sembra rinato: messo alle spalle della coppia Martinez-Silva è riuscito a segnare più di loro, cinque reti contro rispettivamente tre e quattro, dimostrando di essere maturo per un nuovo sbarco al di là dell’Atlantico.
ATTACCANTI - L’imbarazzo della scelta è stato, quest’anno, particolarmente… imbarazzante: sono almeno otto gli attaccanti che avrebbero meritato la menzion d’onore in questa selezione, e alla fine a farne le spese è stato addirittura il capocannoniere del torneo, Nanni, che abbiamo deciso di non inserire perché dopo le prime – folgoranti – prestazioni è finito ai margini della squadra. Il tridente che la top 11 può mettere in campo è comunque da urlo: Neymar - Wallyson - Pratto è un attacco di quelli che farebbero gola anche alle più blasonate formazioni europee, e del resto i tre assommano 18 gol in questa competizione, tanti quanti Nanni il quale ha però conquistato il titolo in virtù della rete segnata ai preliminari.
Di Neymar c’è veramente poco da dire che non sia stato detto: il nuovo fenomeno del calcio mondiale, pur non avendo convinto appieno nella fase a gironi, quando il gioco si è fatto duro ha iniziato a sfornare una grande prestazione dietro l’altra, arrivando a mettere il suo sigillo anche sulla finale aprendo le marcature. Il Real Madrid, pare, sta facendo follie pur di averlo, ma ora che ha conquistato la Libertadores e il popolo santista è ai suoi piedi, non sarà così facile portarlo via dalla Vila Belmiro…
Wallyson è stato la rivelazione dei primi mesi di quest’anno in casa Cruzeiro: con le sue reti ha trascinato la Raposa agli ottavi di finale, segnando in tutte le partite vinte dalla sua squadra; non è un caso, probabilmente, se il suo calo di forma è coinciso con l’uscita della formazione allenata (all’epoca) da Cuca da questa competizione. Il suo bottino è di sei reti realizzate in sette gare giocate: sicuramente un’ottima prestazione per questo attaccante classe ’89.
Il Genoa, acquistando Lucas Pratto, sa già di aver fatto un affare: nonostante alla prima esperienza europea, con il Lyn, abbia un po’ deluso, a 23 anni il ragazzo è molto maturato, tanto da diventare titolare fisso in uno dei club più prestigiosi del Sud America, quell’Universidad Católica che si è fatta molto apprezzare in questa edizione del torneo. Anche lui conclude con sei realizzazioni, capocannoniere alla pari con altri tre giocatori. Ora inizia la sua avventura italiana: riuscirà a convincere anche in Serie A?
RISERVE - Scegliere solo 11 giocatori era un’impresa impossibile: sceglierne 18 alleggerisce leggermente il compito, anche se non di molto. A questo All Star Team aggiungiamo dunque altri sette elementi: il portiere del Vélez, Marcelo Barovero, classe ’84, autore di buone prestazioni almeno sino alle semifinali; i difensori Mosquera, 30enne dell’América, e Sebastian Coates, 21enne del Nacional per il cui cartellino c’è una fila chilometrica. I due centrocampisti di scorta sono Rosinei, dell’América, sempre bravo a dare ordine alle manovre messicane, e Matías Mier, sorprendente 20enne del Peñarol finalista, uscito dalla top11 solo perché ha “steccato” entrambe le finali. Gli attaccanti infine sono Alejandro Martinuccio, sempre del Carbonero, 23 anni, altro uomo mercato, e Carlos Bacca, 25enne, del Junior Barranquilla.
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