Calciosudamericano.it vi propone una panoramica sulla ventesima giornata della Série A brasiliana: i migliori, i peggiori, il protagonista, il miglior giovane, l’impresa.
La ventesima giornata di Série A è andata in archivio, portando con sé la quinta vittoria consecutiva di un sempre più inarrestabile Atlético Goianiense ed il perentorio successo esterno di un Figueirense che ormai non è più una sorpresa. Sono tornate a vincere Corinthians e – soprattutto – Atlético Mineiro, passato di misura nello scontro diretto con l’Atlético Paranaense; sono invece cadute Flamengo (battuto dall’Avaí, 2-3) e São Paulo (1-2 dal Fluminense), lasciando le loro posizioni rispettivamente al Vasco da Gama e al Botafogo. Scintille in Internacional – Santos, con il Peixe capace di rimontare nell’ultimo quarto d’ora un parziale di 0-3 e chiudere il match sul 3-3.
Chi merita la palma di migliore? Chi va dietro la lavagna? Calciosudamericano.it propone cinque categorie: i tre migliori di giornata (giocatori o allenatori), i tre peggiori, il giovane più in palla, il protagonista (in positivo o in negativo), la miglior impresa realizzata nel weekend.
I MIGLIORI

Hélio dos Anjos
3° – Éder Luís (Vasco da Gama) - Ispiratissimo. Con una prestazione stupenda, condita da un gol e un assist, il fantasista del Vasco da Gama aiuta i suoi ad uscire dal momento di impasse generato dall’apprensione per le sorti del suo tecnico Ricardo Gomes e battere 3-1 il Ceará, riuscendo a raggiungere un secondo posto in classifica che, prima dell’inizio della stagione, aveva tutta l’aria di una vetta inarrivabile. Oggi Ricardo Gomes dal suo letto d’ospedale può sorridere, e la sua squadra può serenamente puntare alla vetta: merito anche delle prestazioni di giocatori come Éder Luís.
2° – Borges (Santos) - Il capocannoniere silenzioso, l’attaccante preso come ruota di scorta, ora è diventato un elemento insostituibile nello scacchiere del Santos: con i suoi due gol dà un contributo fondamentale alla straordinaria rimonta santista al Beira-Rio, portandosi oltretutto a quota quattordici centri stagionali, riuscendo quindi a mantenere la leadership della classifica marcatori. Le due reti testimoniano il suo momento di forma: la prima arriva con un colpo di testa ad anticipare l’uscita di Muriel, la seconda con un diagonale piazzato dopo una serpentina in area di rigore. In attesa del miglior Neymar, il Santos si aggrappa al miglior Borges.
1° – Hélio dos Anjos (all. Atlético Goianiense) - Un solo aggettivo: miracoloso. Difficile trovare altri termini in grado di descrivere più efficacemente l’apporto del tecnico all’Atlético Goianiense, che sta costruendo la sua salvezza a ritmo di samba, con un calcio bello e concreto che ha portato già a cinque successi consecutivi, con il traguardo della virtuale tranquillità distante solo undici punti da ottenersi in diciotto giornate. La mano di Hélio dos Anjos si vede, eccome: basterà fare un confronto (via video) tra il Dragão prima e dopo il cambio di allenatore, e il risultato sarà lampante, specialmente sotto il profilo mentale. Non è un caso se oggi nessuna squadra segni più dei rossoneri nel finale di partita, né che tutti i giocatori si aiutino costantemente a vicenda: è frutto del lavoro psicologico del mister.
I PEGGIORI

Jean (São Paulo)
3° – Fernando Prass (Vasco da Gama) - Qui per il clamoroso, pazzesco, ingenuissimo errore che per sua fortuna è costato solo qualche minuto di apprensione ai suoi e nulla più: troppa la sufficienza avuta dal portiere nel controllare il già non facilmente gestibile retropassaggio di Dedé, troppa supponenza nel cercare di uscire palla al piede dal pressing cearense. La punizione è inevitabile: palla persa, passaggio per Washington e gol del momentaneo 2-1. Buon per lui che tre soli minuti più tardi Elton vada a chiudere la partita siglando il 3-1 e garantendo ai suoi il raggiungimento del secondo posto…
2° – Luis Felipe Scolari (all. Palmeiras) - Torna nella lista dei cattivi, dopo diciotto giornate, anche l’allenatore del Palmeiras, accusato oggi come allora della stessa cosa: non riuscire ad armonizzare il rendimento dei suoi, autori una volta di una prestazione straordinaria e la volta dopo di una pessima. Non solo, la sensazione è che l’esperto e pluridecorato tecnico abbia anche perso di mano la situazione dello spogliatoio palmeirense, che appare sempre più nervoso e spaccato. Difficile pensare che si faccia da parte di sua spontanea volontà, del resto la squadra naviga ancora in una posizione di classifica accettabile, ma la pazienza della società potrebbe presto finire. Specialmente se stuzzicata da altre prove come quella vista contro il Botafogo.
1° – Jean (São Paulo) - Il Fluminense avanti 2-0, Rogério Ceni che accorcia su rigore, il São Paulo che abbozza una reazione. Quando sembra che il Tricolor possa portare l’assalto decisivo alla porta di Cavalieri accade però un fatto, di quelli che tagliano le gambe: Jean, già ammonito, si rende protagonista di un intervento discutibile a centrocampo e si prende il secondo giallo, lasciando i suoi con l’uomo in meno. Accade a volte che un evento del genere sia stimolo per un maggior impegno da parte del resto della squadra, ma non è questo il caso: il São Paulo si arena a centrocampo, e non riesce più ad essere pericoloso per tutto il resto della gara, perdendo partita e terzo posto in classifica. Un disastro.
IL PROTAGONISTA

Mancini
Mancini (Atlético Mineiro) - Il momento di gloria di Amantino Mancini poteva forse essere più… glorioso. Invece, bisogna dirlo, è stato soprattutto molto, molto fortunato. Ma tant’è, quel che conta, come si dice, è il risultato: e il risultato dice che l’Atlético Mineiro torna alla vittoria battendo nello scontro diretto l’Atlético Paranaense, e l’autore del gol decisivo, su calcio di rigore, è proprio l’ex di Venezia, Roma, Inter e Milan. Che poi il rigore sia stato calciato maluccio, che Renan Rocha l’abbia parato ma se lo sia fatto sfuggire, che la palla sia sbattuta prima sul palo e poi sulla testa del portiere prima di entrare in porta… sono, come si suol dire, dettagli insignificanti.
IL GIOVANE DEL GIORNO

Lanzini (GloboEsporte)
Manuel Lanzini (Fluminense) - Morto un Papa se ne fa un altro, venduto un argentino se ne compra un altro. Al Fluminense la mancanza di Dario Conca sembra esser destinata a farsi sentire ancora per poco, perché nel frattempo la dirigenza Tricolor ha già provveduto a piazzare sulla trequarti un nuovo talentino nato a sud del Rio de La Plata, più giovane e noto del suo predecessore, e già con gli stessi numeri. Non sono, in verità, due giocatori poi così uguali, Lanzini e Conca, ma poco importa: quel che conta è che nel centrocampo carioca ci sia ancora un argentino in grado di attirare su di sé i favori della torcida, di illuminare il gioco e di essere decisivo, proprio come nella partita contro il São Paulo. Per tutto il resto, c’è tempo e modo…
L’IMPRESA DI GIORNATA

Borges, grande protagonista (Lance!net)
La rimonta del Santos (in Internacional – Santos 3-3) - Sono proprio queste le imprese degne di essere raccontate in questa rubrica: l’Internacional già pregustava la conquista dei tre punti nel big match di giornata contro il Santos, già sognava di avvicinarsi notevolmente alla zona Libertadores, ma non aveva fatto i conti con la voglia di riscatto di un avversario troppo spesso sottotono nel corso di questa stagione. È così accaduto che, ad un quarto d’ora dalla fine, il punteggio fosse di 3-0 per il Colorado, e al fischio finale il risultato sia stato 3-3. Merito di attaccanti dal gol facile come Borges (vedi inizio articolo), merito di riserve d’oro come Alan Kardec, merito soprattutto di un cuore grande così. Il risultato di questa entusiasmante partita può essere uno straordinario tonico per il morale dei bianconeri, e un’altrettanto straordinaria lezione per l’Internacional: mai arrendersi (e mai riposarsi) finché la partita non è finita.



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