Venezuela – Un italiano giocherà con il Metropolitanos

Di Piedi 3CARACAS – E’ arrivato il pezzo che mancava per compleatre lo scacchiere del Metropolitanos, squadra allenata dall’italo-venezuelano Ugo Savarese, Michele Di Piedi rinforzerà il reparto ofensivo della compagine capitolina.

Il centravanti nato a Palermo 34 anni fa, di Paesi ne ha girati veramente tanti: da bambino è andato in Inghilterraallo Sheffield Wednesday, ha trascorso qualche tempo in Norvegia raggiungendo la finale di Coppa con l’Odd Grenland, è tornato in Inghilterra al Bristol, è stato il primo italiano a Cipro (vincendo la Supercoppa con l’Apoel, ma frantumandosi un crociato), è finito ancora una volta Oltremanica al Doncaster, ha fatto un salto in Lituania alTauras, ha preso il volo per un Paese insolito come il Myanmar, per giocare con il Nay Pyi Taw.

Nella sua nuova avventura, giocherà con la compagine capitolina il Torneo de Adecuación 2015, Torneo Apertura 2016 e Torneo Clausura 2016.

Appena arrivato in Venezuela ha mostrato tutto il suo entusiasmo e la voglia di esprimere il suo talento con ilMetropolitanos “Porto tutta la mia esperienza, ho giocato in diversi club in Europa ed Asia. Ho ricevuto questa opportunità di giocare in Venezuela ed ho accettato. Adesso voglio trasmettere tutta la mia esperienza aquisita in giro per il mondo. Durante gli allenamenti, ho visto che ci sono tanti giocatori che hanno tanta qualità, dobbbiamo continuare a lavorare come l’abbiamo fatto fino ad adesso. Il mister ci indica come fare le cose correttamente e la nostra meta é fare bene in questa seconda stagione in Primera División”.

L’emigrante del gol, ha risaltato le doti del calcio venezuelano qualificandolo di veloce e físico “Stando a quello visto negli allenamenti, posso dire che ci sono molti calciatori con tanta qualità, se riusciremo a sfruttare le loro doti potremo fare tante cose ed ottenere risultati positivi”.

L’attaccante palermitano é il terzo rinforzo del Metropolitanosin vista della stagione che partirà la prossima settimana, a sua volta Di Piedi é diventato il primo calciatore eurpeo che indossa la maglia viola.

“Il mio obiettivo a livello personale é quello di fare bene a livello di squadra é quello di creare un gruppo competitivo che dia grandi soddisfazioni ai nostri tifosi”.

Intanto il Metropolitanos si sta allenando nel campo di calcio dell’Universidad Santa María per prepararsi al meglio per la gara d’esordio contro l’Atlético Venezuela: l’appuntamento é fissato per il 12 luglio nello stadio Brigido Iriarte del Paraiso.

Il venezuelano Argote nella storia della Coppa America

CARACAS – Con un veloce sguardo verso i 22 in campo, con l’inspirazione dell’aria gelida della sera di Santiago, mettendo il fischietto tra le labbra, è così che ha inizio la storia che vi stiamo per raccontare.

Anche se il percorso della Vinotinto si é fermato nella fase a gironi della Coppa America, c’è ancora un pezzo diVenezuela che sta portando in alto il nome del paese, il personaggi al quale ci riferiamo é l’arbitro José Argote ed il suo asistente Jorge Urrego, che hanno diretto la semifinale tra Cile e Peru.

La gara diretta dall’arbitro nato 34 anni fa a Maracaibo é servita per definire la prima classificata alla finale della manifestazione continentale, ma la notizia più importante é che é diventato il primo venezuelano a dirigere tre gare nella stessa edizione della Coppa America.

“Voglio portare in alto il nome del mio paese e quello dell’arbitraggio venezuelano” aveva detto Argote ai suoi colleghi (nella sua vita extra sportiva fa il veterinario) prima di partire verso il Cile. Nella clínica dove lavora aveva lasciato tutto pronto ed aveva sospeso le sue consulte per tutta la durata del torneo.

Argote, che come direttore di gara ha nel suo curriculum esperienze arbitrali in gare della Coppa Libertadores e Coppa Sudamericana.

Ha fatto il suo esordio nella Coppa America Cile 2015, nel match Uruguay-Giamaica, vinto dai charrúas per 1-0. In quella gara ha sventolato tre cartellini gialli, ma la sua performance non é stata criticata.

Poi, la Conmebol, lo ha designato per dirigere l’incontro tra Messico ed Ecuador, dove a vincere per 2-1 sono stati quelli dell’Altopiano, in questa occasione ha avuto una gara complicata: qui ha tirato fuori sei cartellini gialli (tre per ogni squadra), ha fischiato un rigore ed ha espulso per proteste il tecnico azteca Miguel Herrera. Nel post partita, la stampa ecuadoriana lo ha duramente criticato per la mancata concessione di un calcio di rigore, situazione che forse avrebbe aiutato la loro nazionale a qualificarsi come migliore terza. Ma, nonostante ciò la federcalcio sudamericana era rimasta soddisfatta dalla prestazione di Argote e gli ha assegnato la prima semifinale. A questo va aggiunto la sua presenza come quarto arbitro nelle gare Cile-Messico (3-3) e Brasile-Paraguay (1-1, poi vinta ai calcii di rigore dall’albiroja).

Lunedì scorso, tutti gli occhi del mondo del pallone erano puntati sulla partita Cile-Peru e sopratutto sull’arbitro, il venezuelano José Argote. Quell’incontro é stato il più imporatante diretto nella sua carriera “Quel Cile-Peru avrà un significato molto speciale per me” ha confessato a fine gara l’arbitro maracucho.

“Ero molto emozionato. Per me come venezuelano mi riempe d’orgoglio sapere di essere stato il primo che ha arbitrato una partita di questa caratura”.

Con questa gara, l’arbitro maracucho ha superato nella speciale classifica arbitri i suoi connazionali Bernardo Corujo (1987), Nelson Rodrigues (1989), Álvaro Arboleda (1993) con tre gare fischiate in una stessa edizione della Coppa America. A sua volta, Argote ha eguagliato il primato dell’italo-venezuelano Paolo Borgosano che ha fischiato tre match ma in edizioni diverse.

Borgosano aveva avuto il privilegio di arbitrare la finalina per il terzo e quarto posto nel 1997.

“Non mi sono innervosito. Ho già otto anni di esperienza, ho arbitrato gare con più di 40 mila spettatori. Fortunatamente quella esperienza mi ha aiutato per prepararmi a quella gara”.

Ma, il match storico, non é stato tutto rose e fiori, ha dovuto prendere decisioni importanti, come quella di espellere dopo 27 minuti di gioco il peruviano Carlos Zambrano “Uno deve saper gestire la situazione. Come arbitro uno non vuole mai pregiudicare nessuno. I giocatori vengono e mi urlano io cerco sempre di fargli capire il mio punto di vista ed il perche della mia decisione”. Nelle tre gare disputate, l’arbitro venezuelano ha estratto 10 cartellini gialli e due rossi.

Dopo aver raggiunto il sogno di arbitrare una semifinale della Coppa America, Argote punta in alto “Adesso la meta é crescere a livello professionale, sopratutto in gare internazionali. Mi piacerebbe essere preso in considerazione per le qualificazioni per il mondiale Russia 2018”.

Argote ha avuto un 2015 da favola, arbitrando quattro gare di ‘Copa Libertadores’, tre del ‘Sudamericano Under 20’, tre della Coppa America (potrebbero aumentare, ci sono ancora due gare da disputare) e la finale del torneo locale.

Se l’arbitro maracucho mantiene questa performance, potrebbe materializzare un’altro sogno, quello di scendere in campo per una gara del mondiale. Fino ad oggi, l’unico venezuelano ad arbitrare nella kermese irridata é stato Vicente Llobregat in Germania 1974, dove diresse Italia-Haiti, vinta per 3-1 dagli azzurri.

Coppa America Il venezuelano Baroja tra le rivelazioni della manifestazione

 

CARACAS – A volte bastano delle buone performance in gara internazioli per trovare i colpi di mercato. La CopaAmerica che si sta disputando in Cile, come il Mondiale lo scorso anno, si sa, ha messo in vetrina personaggi inediti nel mondo del calcio che conta.

La nazionale venezuelana dopo la prima partita puntava a bissare la prestazione dell’ultima edizione, dove chiusero al quarto posto alle spale di Uruguay, Paraguay e Peru. Infatti nella gara d’esordio di questa edizione avevano battuto nientemeno che la Colombia di Falcao, James & compagnia. Poi, la vinotinto non é riuscita a timbrare il pass per i quarti di finale perdendo prima con il Peru (1-0) e poi con il Brasile (2-1). Uno dei migliori della nazionale allenata da Noel Sanvicente é stato Alain Baroja, portiere in forza al Caracas, che nel match che ha aperto le ostilità nel girone C si é reso protagonista di parate di altissimo livello e si è ripetuto nei successivi incontri nonostante l’eliminazione finale della sua squadra.

Baroja è un portiere clase ‘89 cresciuto nel vivaio del Caracas e attualmente in forza ai capitolini. Non altissimo (1,81 m), ma sicuro in uscita, bravo a comandare la difesa, compensa la sua alteza con un’ottima elevazione e riflessi felini nei tuffi laterali, molto preziosi per parare i tiri dalla distanza.

Anche buona la prontezza di riflessi per neutralizzare I tiri ravvicinati (ne sa qualcosa il Táchira ed il Brasile). A neanche 26 anni è ormai il portiere titolare della sua Nazionale da un anno. Ha accumulato esperienza anche nellaCoppa Libertadores e nella Coppa Sudamericana ed è pronto a fare il grande salto in un club di prima fascia, sudamericano o europeo.

La sua prestazione gli ha permesso di essere inserito nella speciale top 11 delle rivelazioni della Coppa America, in rosa troviamo Carlos Zambrano (Peru), Bruno Valdez (Paraguay), Kemar Lawrence (Giamaica), Derlis Gonzalez (Paraguay), Charles Aranguiz (Cile), Carlos Sánchez (Colombia), Alejandro Guerra (Venezuela), Jesús Corona (Messico) ed Eduardo Vargas (Cile).

COPPA AMERICA Sanvicente meglio di Páez e Farías

sanvicentemodulo630-CustomCARACAS – Per Noel ‘Chita’ Sanvicente nella Coppa America tutto sta filando per il verso giusto.  L’ex allenatore di Caracas e Zamora é riuscito a materializzare un’impresa mai riuscita ad altri mister vinotinto: vincere nella gara di esordio del torneo continentale.

Dal 1967, allora il torneo si disputò in Uruguay, fino ad Argentina 2011 la nazionale venezuelana di calcio aveva racimolato in 15 gare un magro bottiino di 3 pareggi e 12 sconfitte, con uno score di 4 reti segnate e 42 reti subite.

Domenica, sul campo dello stadio ‘El Teniente’ della città di Roncagua la Vinotinto ha vinto per la prima volta nella sua storia in una gara d’esordio della Coppa America. La vittoria per 1-0 contro la Colombia é servita per interrompere una scia negativa che durava da 48 anni. Poi va aggiunta la ciliegina sulla torta, la vittoria contro icafeteros é stata la prima in Coppa America, prima del match di domenica la storia raccontava un bilancio di quattro ko ed un pareggio.

Chita’, il figlio prodigio di San Felix, nato il 21 dicembre di 51 anni fa, nel post partita ha commentato di aver utilizzato tutte le armi possibili per scardinare l’attacco colombiano dove nientemeno ci sono mostri del calibro di James Rodríguez, Radamel Falcao García, Juan Cuadrado e Jackson Martínez che in totale costano circa 185 millioni di euro.

La migliore performance all’esordio.

Nella Coppa America del 1979, quella si disputò in diverse sedi, il Venezuela esordì con un pareggio 0-0 contro laColombia nello stadio Pueblo Nuevo di San Cristobal. Ventotto anni dopo, la nazionale venezuelana di calcio ha ottenuto un nuovo pareggio 2-2, questa volta contro la Bolivia, nella Coppa America disputata in casa nel 2007. In quella occasione l’allenatore del Venezuela era Richard Paez e la partita si disputò a San Cristobal.

Nel 2011, in Argentina, il tecnico era César Farías e l’impresa fu più grande bllocando sullo 0-0 il più blasonatoBrasile.

Come dice un famoso proverbio “se il buon giorno si vede dal mattino” ci siamo, il Venezuela può sperare in un futuro roseo, in questo caso Vinotinto, sotto la guida di Noel Sanvicente. Non resta che dire lunga vita a Sanvicente Vinotinto. Il prossimo impegno sarà battere il Perù e staccare con un turno d’anticipo il pass per i quarti.

COPPA AMERICA Rondón: “Vittoria meritata contro la Colombia”

foto prensa fvf

foto prensa fvf

CARACAS – In questa Coppa America tre indizi fanno una prova: maluccio l’Uruguay, male l’Argentina, malissimo laColombia. Non è una Copa America facile per le favorite, finora. E sul campo dello stadio ‘El teniente’ della città di Rancagua é arrivata la conferma: fa festa la Vinotinto di Sanvicente, ordinata ed essenziale. Mandata al tappeto una nazionale che aveva incantato al Mondiale l’anno scorso e che ha talento offensivo da vendere.

La nazionale venezuelana ha vinto 1-0 e torna a rivivere i fasti dell’edizione 2011 della ‘Copa’, quando stupì il continente con uno splendido quarto posto. La Colombia, nel gruppo C che comprende anche Brasile e Perù, è già con le spalle al muro dopo la prima giornata.

Per la gara vinta dalla Vinotinto può essere usata una frase pronunciata da Simón Bolívar durante una delle sue bataglie per il sudamerica “Colonello Rondón, salva te la patria!”.  Questa frase sembra aver ispirato il bomber venezuelano Salomón Rondón, l’eroe dei ‘creoli’ nella sfida contro la Colombia. Il bomber nato a Caracas 25 anni fa durante i novanta minuti di gioco ha portato a spasso la difesa dei Cafeteros con le sue movenze da gattone.

Prima del fischio d’inizio le statistiche non erano favorevoli per la Vinotinto: in cinque precedenti si contavano 4 vittorie colombiane ed un pareggio. A questo andava aggiunto che in 15 gare d’esordio in Coppa America i venezuelani avevano un bottino di 12 ko e tre pareggi.

Rondón e compagni erano scesi in campo con la convinzione di riscrivere la storia con lettere di color Vinotinto.

“Lo avevo già detto che sarebbe stata una partita difficile, sapevamo che per vincerla avremmo dovuto battagliare per tutti i novanta minuti di gioco. Durante la gara abbiamo fatto il nostro dovere ed abbiamo meritato la vittoria” ha commentato il bomber in forza allo Zenit.

Convinto dell’ottimo lavoro svolto durante il ritiro della nazionale prima in Argentina e poi in Cile, Salomón ha affermato: “Siamo arrivati in Cile con l’obiettivo di disputare sei partite”. Ricordiamo che nella Coppa America sono sei le partite che servono per disputare la finalissima.

“Questa competizione é una grande obiettivo per noi come nazionale e per me come calciatore, dato che nella passata edizione siamo uscitii fuori ad un passo dalla finale. Siamo arrivatii quarti ed abbiamo segnato un ottimo precedente”.

La preziosissima vittoria contro la Colombia grazie ad un suo gol ha messo alla Vinotinto in una posizione invidiabile e ad un passo dai quarti. Il calendario é favorevole alla nazionale allenata da Noel Sanvicente, giovedì affronteranno il Perù che é stato sconfitto 2-1 dal Brasile.

“Tutte le volte che scendo in campo, scendo con un único obiettivo: quello di fare gol” comenta il calciatore nato a Caracas 26 anni fa.

La Vinotinto di Noel Sanvicente ha approfittato del caos tattico con cui la Colombia si é presentata sul campo dello stadio ‘El teniente’ della città di Rancagua per portare a casa i tre punti. Le stelle cafetere non sono riuscite ad evitare il ko ed hanno permesso a Rondón e compagnia di ottenere la prima vittoria in una gara d’esordio in una Coppa America.

“Contro la Colombia abbiamo disputato una gara perfetta, ci siamo piazzati bene ed abbiamo approfittato dei loro errori colpendoli nel momento opportuno” ha affermato Rondón.

Salomón ha anche un piccolo record personale, negli ultimi due confronti contro i cafeteros é stato lui ha segnare la rete decisiva.

Il prossimo confronto della Vinotinto sarà giovedì a Valparaiso contro il Perù. Una vittoria permetterebbe alVenezuela di staccare il pass per i quarti con un turno d’anticipo, ma i criollos non dovranno adagiarsi sugli allori della recente vittoria, infatti nella sfida contro il Brasile gli incas hanno venduto cara la pelle arrendendosi soltanto nel recupero.

COPPA AMERICA Lazzaro: “Puntiamo sulla coesione del gruppo”

Maurizio Lazzaro

Maurizio Lazzaro

CARACAS – Domenica é stata annunciata la lista definitiva dei 23 vinotinto che parteciperanno alla Coppa America che prenderà il via l’11 giugno con la sfida Cile-Ecuador, mentre per il Venezuela il primo appuntamento é fissato per il 14. Uno degli assistenti di mister Noel Sanvicente é l’italo-venezuelano Maurizio Lazzaro, che ha rilasciato una piccola intervista alla Fvf parlando della preparazione della nazionale.

“Il ritiro di Mendoza ha l’intenzione di intensificare i lavori tattici e per adattarci al clima, che é molto simile a quello che troveremo in Cile. Stiamo cercato di compiere tutto nei minimi particolari anche se abbiamo avuto dei problemi con l’arrivo di alcuni giocatori, ma quelli che sono arrivati, sono al top della forma”.

Il giovane tecnico afferma che nella rosa della vinotinto c’è tanto talento su cui puntare tanto per la Coppa come per le qualificazioni per Russia 2018, che inizieranno nel mese di ottobre.

“Per questo nuovo ciclo ci sono 12 giocatori che non hanno disputato l’edizione 2011, questo aiuta a creare un gruppo con un mix di giocatori veterani e giovani con tanto talento e futuro” spiega Lazzaro.

I giocatori che parteciperanno per la prima volta al torneo continentale sono: Alain Baroja, Daniel Hernández, Wuilker Faríñez, Andrés Túñez, Fernando Amorebieta, Rafael Acosta, Alejandro Guerra, Ronald Vargas, Josef  Martínez, John Murillo, Gelmín Rivas e Wilker Ángel.

Lazzaro ha anche parlato del caso di Wuilker Faríñez.

“Ha solo 17 anni, e non ha ancora fatto l’esordio in Primera División, quello che posso dirvi é che dal primo giorno del ritiro si è mostrato tra i migliori e si é guadagnato il posto”.

La Vinotinto esordirà il 14 giugno, nello stadio “El teniente” della città di Rancagua contro la Colombia. Contro i “cafeteros” il Venezuela ha disputato 6 gare nella Coppa America con un bilancio di un pareggio e cinque sconfitte. I giocatori ‘creoli’ hanno sfondato in due occasioni la porta avversaria e hanno subito 11. L’unico pareggio risale al 1979: in una gara disputata nella città di San Cristobal, il Venezuela riuscì a fermare sullo 0-0 la Colombia.

 “La Colombia é una nazionale che ha avuto una crescita formidabile, lo ha dimostrato sia nelle qualificazioni che nel mondiale che si é disputato l’anno scorso in Brasile. Ha degli ottimi giocatori che giocano titolari in importanti squadre a livello europeo. Durante la competizione dimostreranno tutto il lavoro svolto durante il ciclo del mondiale” comenta Lazzaro telefonicamente.

Tre giorni dopo la sfida contro la Colombia, il Venezuela sarà impegnato contro il Perù. Lo scenario sarà l’”Elías Figueroa Brander” della città di Valparaiso. Contro gli ‘incas’ il bilancio é più favorevole ai ‘creoli’ con un bottino di una vittoria, un pari e quattro sconfitte. Gli arieti Vinotinto hanno segnato sei gol e i portieri venezuelani hanno incasato 15 reti. La vittoria Vinotinto é arrivata durante la Coppa America del 2007, quando il Venezuela ospitò la competizione. Nella città di San Cristóbal, i ragazzi di Páez (allora allenatore della nazionale), sconfissero con uno score di 2-0 gli ‘incas’. Il pari, risale all’edizione del 1989, allora si giocò in Brasile e finí 1-1.

“È vero che la nazionale peruviana non ha partecipato alla Coppa del Mondo, ma sappiamo che da un po’ di tempo si sta ristrutturando per centrare l’obiettivo di tornare al mondiale. Sicuramente farà una bella Coppa America e non sarà facile la sfida contro di loro” afferma il técnico di origine italiana.

Infine, la terza gara della fase a gironi sarà nientemeno che contro il Brasile. A fare da cornice alla sfida con i verdeoro sarà lo stadio Monumental di Santiago. Contro la ‘canarinha’, la Vinotinto ha nel suo palmares un pari e cinque sconfitte. Segnando un gol e subendone ben 25. L’unico pari, é stato ottenuto nella passata edizione della Coppa America disputata in Argentina: lí la difesa criolla bloccò sullo 0-0 il Brasile.

“Il Brasile é una delle squadre più blasonate a livello mondiale. Affrontarla non é mai facile basta vedere il suo palmares” racconta Lazzaro.

Nel torneo della Coppa America si qualificano ai quarti di finale le prime e seconde classificate, più le due migliori terze, che a differenza delle scorse edizioni non potranno però incontrare squadre già affrontate nella prima fase.

“Non vogliamo illudere nessuno dicendo che vinceremo la Coppa America. – spiega la mano destra di Sanvicente, aggiungendo – La nostra meta é fare una bella coppa, che ci servirá come preparazione per le qualificazioni per il mondiale. Fin dal primo giorno, il nostro obiettivo dichiarato é quello di staccare il pass per Russia 2018” spiega Maurizio.

COPPA AMERICA Sanvicente ha definito i suoi 23 guerrieri

Copa-AmericaCARACAS – Il selezionatore della nazionale venezuelana di calcio, Noel Sanvicente, ha aspettato fino all’ultimo giorno per annunciare la lista definitiva per la Coppa America che si disputerà in Cile dal prossimo 12 giugno.

Un totale di 20 giocatori stanno gia lavorando nella località argentina di Mendoza, gli ultimi ad aggregarsi al gruppo sono stati Luis Manuel Seijas e Fernando Amorebieta.

Sanvicente aveva già fatto un primo taglio dove erano riimasti fuori dal grupo: Mario Rondón, Fernando Aristeguieta, Yohandry Orozco e Juan Fuenmayor. Nel secondo ed ultimo taglio sono rimasti out  Cristian Santos, Edder Farias ed Alexander González, quest’ultimo da Quanto é stato riferito dalla Fvf a causa di un problema al ginocchio.

Nei prossimi giorni si aggregheranno al gruppo i giocatori provenienti dal campionato russo ed italiano, questi sono: Salomón Rondón (Zenit San Pietroburgo), Josef Martinez (Torino) e Tomás Rincón (Genoa). Fa parte della lista dei 23 gladiatori vinotinto l’italo-venezuelano Gabriel Cichero, giocatore del Mineros de Guayana.

La lista completa dei convocati di Noel Sanvicente é la seguente:

 

Porteri: Alaín Baroja (Caracas), Wuilker Faríñez (Caracas) e Dani Hernández (Tenerife, Spagna).

 

Difensori: Gabriel Cichero (Mineros), Grenddy Perozo (Ajaccio, Francia), Andrés Túñez (Buriram United, Tailandia), Wilker Ángel (Deportivo Táchira), Roberto Rosales (Málaga, Spagna), Fernando Amorebieta (Middlesbrough, Inghilterra), Oswaldo Vizcarrondo (Nantes, Francia).

 

Centrocampisti: Rafael Acosta (Mineros), Alejandro Guerra (Atlético Nacional, Colombia), Ronald Vargas (Baliskersirspor, Turchia), Franklin Lucena (Deportivo La Guaira), César González (Deportivo Táchira), Tomás Rincón (Genoa, Italia), Luis Manuel Seijas (Santa Fe, Colombia), Juan Arango (Tijuana, Messico), Jhon Murillo (Benfica, Portogallo).

 

Attaccanti: Gelmin Rivas (Deportivo Táchira), Nicolás Fedor (Rayo Vallecano, Spagna), Josef Martínez (Torino, Italia) e Salomón Rondón (Zenit, Russia).

 

Il torneo si svolgerà in Cile tra l’11 giugno e il 4 luglio 2015 e sarà la settima volta che questo paese ospiterà il torneo, superato solo dall’Argentina (9) in numero di competizioni organizzate. Il campione in carica è l’Uruguay, vincitore della Coppa America Argentina 2011. La nazionale venezuelana é stata inserita nel Girone C dove affronterà nell’ordine Colombia (14 giugno), Perú (18 giugno) e Brasile (21 giugno).

Il campione avrà diritto di partecipare alla Confederations Cup che si svolgerà in Russia nel 2017.

 

AMARCORD Dolguetta l’unico capocannoniere venezuelano in Coppa America

CARACAS – La Coppa America é alle porte, i tifosi della palla a chiazze hanno iniziato il loro speciale countdown apettando l’inizio della competizione continentale. Con l’arrivo del torneo più longevo ritorna nella memoria dei fans più acerrimi dellaVinotinto il nome del bomber italo-venezuelano José Luis Dolguetta.

“Sono rimasto nella memoria di molti tifosi, ma ci sono tanti che non sanno nulle delle nazionali vinotinto che hanno preceduto l’era di Pastoriza e quella di Richard Páez ed hanno sentito parlare di me solo per questo record” dichiarò in una occasione Dolguetta.

Il calciatore italo-venezuelano viene citato quando si parla dei goleador della nazionale nella Coppa America, infatti nell’edizione del 1993 appare in vetta alla classifica con 4 gol in appena tre gare disputate.

Nella gara d’esordio la nazionale venezuelana fu strapazzata dell’Ecuador per 6-1. “In quel match le cose non sono andate cosí bene, pero sono stato quello che ha fatto il primo gol della squadra. Quella situazione mi ha dato un’iniezione di fiducia”.

Nella gara sucessiva il Venezuela doveva sfidare il blasonatoUruguay. Nel match disputato nello stadio Bellavista, della città di Ambato la Vinotinto fu capace di fermare sul 2-2 la celeste: uno dei marcatori fu proprio Dolguetta portando in vantaggio i suoi dopo 10 minuti di gioco. “Il gol segnato in quella gara fu il più difficile dei quattro: senza angolo di tiro e con il portiere in uscita riuscii a piazzare la palla alle sue spalle. Quel gol lo celebrai come un pazzo”.

Pochi giorni dopo, la nazionale allenata da Dujkovic, giocò contro gli Stati Uniti. Quella fu una delle più belle rimonte del Venezuela dopo 51 minuti la nazionale a stelle strisce vinceva per 3-0 grazie alle reti Henderson (20’), Lalas (37’) e Kinner (51’). Qui sale in cattedra José Luis Dolguetta che con una doppietta lancia (68’ e 80’) la rimonta ed infine ad un minuto dal termine arriva il desiderato 3-3 grazie ad Echenausi.

“Contro gli Usa, le due reti si sono festeggiate con molt allegria perché sono servite per riaprire l’incontro e poi finalmente siamo risciti ad agguantare il pari. Peccato che la gara non sia durata cinque minuti in più, sicuramente l’avremmo vinta ed avremo superato il turno, che era il nostro obiettivo ad inizio gara”. 

Sicuramente, il 22 giugno del 1993, quando é finita l’ultima partita contro gli Stati Uniti, Dolguetta si sentiva soddisfatto per quello che aveva ottenuto: una doppietta, ma difficilmente gli sarebbe passato per la testa che sarebbe diventato il goleador di quel torneo.

Quando Dolguetta pensa alla sua impresa confessa: “Pensa te, che nonostante sia passato tanto tempo, é una esperienza indimenticabile per me. Non si diventa bomber della Coppa America tutti i giorni”.

Nell’edizione disputata in Ecuador, il brasiliano Palhinha chiuse la fase a gironi con tre reti segnate, e nella fase successiva la sua nazionale fu battuta dall’Argentina dopo i calci di rigore e durante i tempi regolamentari non andò a segno.  L’altro calciatore che poteva spodestare Dolguetta era il peruviano Del Solar, ma fu eliminato nei quarti dalMessico. Gli altri che potevano impadronirsi della vetta erano gli ecuadoriani Avilés ed Hurtado che si erano presentati ai quarti con tre reti ognuno, ma nelle gare contro il Messico (quarto di finale) e la Colombia (finalina per il terzo posto) sono rimasti a secco.

Il 4 giugno, giorno della finalissima tra Argentina e Messico c’erano in corsa gli aztechi Garcia Aspe e Patiñoentrambi con due reti, pero la principale minaccia era una sola un certo Gabriel Omar Batistuta.

Il calciatore nato 45 anni a Valencia scroprì che era rimasto in vetta alla classifica dei cannonieri in diretta televisiva:“Noi eravamo nel ritiro di preparazione per le qualificazioni per il mondiale. Io ero nella stanza con il mio compagno e grande amico Carlos Garcia. Lui mi chiese dove avrei visto la finale della Coppa America ed io gli risposi nella stanza dell’albergo. Venne anche ‘el pochito’ Echenausì a farci compagnia. Quando finí la partita rimasi stupito ed i primi ad abbbracciarmi furono loro. Mai dimenticherò quel torneo”.

Dolguetta racconta che il suo successo non sarebbe arrivato senza la fiducia del mister Ratomir Dujkovic, che tra le altre cose ha allenato il Ghana nel mondiale 2006. L’italo-venezuelano raccontò in una intervista un’esperienza vissuta in una delle amichevoli di preparazione alla Coppa America. “Sfidavamo la Colombia a San Cristóbal ed all’ultimo minuto di gioco sono rimasto a tu per tu con Higuita e mi sono divorato il gol. Tutti i miei compagni volevano ammazzarmi. – confessa l’italo-venezuelano, aggiungendo – Quando siamo arrivati in albergo gli ho detto a Ratomir que volevo abbandonare il ritiro. Sorpreso, mi chiese il motivo della mia decisione ed io gli dissi che gli avrebbero tagliato la testa per colpa mia. Lui mi guardò negli occhi e mi disse che se ce la dovevano tagliare che sia stato ad entrambi perché lui non mi avrebbe lasciato fuori”.

In effetti, il tecnico serbo non si sbagliò, Dolguetta seppe ripagare bene la sua fiducia.  “Devo ringraziare al mister. Lui mi disse quella frase che mai dimenticherò e che mi ha dato quella carica in più: ‘i frutti dei tuoi sforzi li vedrai durante la coppa’ e così é stato, non si é sbagliato”.

Nel 2007, durante l’edizione che si disputò in Venezuela, Dolguetta fu invitato a fare il calcio d’inizio nella gara Venezuela-Bolivia “Sono stato invitato speciale ed ho visto tutte le gare disputate a San Cristobal ed il pareggio contro l’Uruguay a Mérida. La Coppa America sarà un torneo che rimarrà impresso sempre nella mia memoria”.

Mentre nel 2009, la Conmebol ha dato un riconoscimento a tre calciatori della vinotinto: Stalin Rivas e gli italo-venezuelani Luis Mendoza Benedetti e José Luis Dolguetta.

Nei giorni scorsi Dolguetta é stato scelto come allenatore del Deportivo Anzoátegui nel Torneo de Adecuaciónche partirà nel mese di luglio.

COPPA AMERICA 2015 Cichero: “Siamo in un girone difficile, ma ce la faremo”

Cichero festeggia il 2-1 (foto: semana.com)

Cichero festeggia il 2-1 (foto: semana.com)

CARACAS – Mancano 15 giorni al fischio d’inizio della Coppa America, che in questo 2015 si disputerà in Cile. Il destino ha deciso per il Venezuela un girone con Colombia (14 giugno 2015), Perú (18 giugno) e Brasile (21 giugno).

Uno dei protagonista della nazionale allenata da Noel Sanvicente é l’italo-venezuelano Gabriel Cichero. Il difensore della Vinotinto è consapevole che il cammino verso i quarti non sarà facile ma sà che la sua nazionale ha le carte in regola per esserci. “Dobbiamo arrivare bene, uniti e forti: físicamente e mentalmente. Giocheremo contro due nazionali ottime che stanno attraversando un buon momento e con giocatori che sono protagonisti nei migliori tornei in Europa”.

Oltre alle più quotate Colombia e Brasile c’è il Perù, una nazionale in piena fase di ristrutturazione, e che nella scorsa Coppa America ha battuto la Vinotinto nella finalina per il terzo posto. Lo ricorda bene il calciatore di origine ligure, e per questo motivo non si fida della nazionale inca. “In campo é tutta un’altra storia, giochiamo undici contro undici e noi già abbbiamo avuto la possibilità di sfidare e di battere queste nazionali”.

Nella scorsa Coppa America, quella disputata in Argentina nel 2011, la nazionale venezuelana ha sfidado il blasonato Brasile e lo ha bloccato sullo 0-0. Di quella Vinotinto, l’unico assente é il portiere Renny Vega che non figura nella lista dei convocabili per l’edizione 2015. “Una squadra vincente non può essere cambiata, pero bisogna segnalare che ci sono giovani promesse che si sono agreggate alla rosa ed hanno tanta fame di successi” ha concluso l’ex Lecce, attualmente in forza al Mineros.  

 

 

VENEZUELA Lo storico Rey saluta il calcio giocato

tetero despedidaCARACAS – L’ho visto battere delle punizioni da favola e giocare in Primera División appena diciotenne. L’ho visto segnare con le sue squadre soprattutto nelle partite che contavano, negli scontri diretti, nelle gare di Coppa Libertadores.

L’ho visto amare la maglia vinotinto e regalare gioie infinite ad un popolo che poco a poco ha iniziato ad amare il calcio con le vittorie della nazionale e con le sue perle.

Non l’ho visto mollare, mai. Non ho mai letto di lui sui giornali degli scandali. L’ho visto strillare al ragazzo che parlava troppo, perché ci vuole rispetto. L’ho visto segnare una punizione da artista e un rigore da ragioniere.

Mercoledì, il triplice fischio dell’arbitro Juan Soto ha calato il sipario sulla carriera di José Manuel Rey, uno storico del calcio venezuelano.

Un metro e 87 cm di altezza, 115 presenze in nazionale e 11 reti con la maglia della Vinotinto. In Venezuela ha  vestito le casacche di Maritimo, Caracas, Mineros e Deportivo Lara. All’estero era nella rosa di squadre del calibro di Pontevedra (Spagna), Deportivo La Coruña (Spagna), Emelec (Ecuador), Dundee United (Scozia), Atlético Nacional (Colombia), Aek Larnaca (Grecia) e Colo Colo (Cile).Tetero e Pokemon sono alcuni dei soprannomi che gli sono stati assegnati. Fino all’ultimo giorno di carriera é stato uno dei pilastri della difesa del Deportivo Lara.

 “É arrivato il momento, sono 40 anni e 22 di carriera, ho dato il meglio di me a livello di club e con la nazionale, adesso voglio lavorare in altro, cosa che non sarabbe stato possibile fare essendo ancora un calciatore attivo” ha spiegato Rey.

Rey che durante la sua carriera é stato uno dei migliori realizzatori su calci di punizione ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo e vivere il calcio da un’altro punto di vista.

“Durante questa stagione, mi sono goduto al massimo ogni ritiro, ognii allenamento, i viaggi, condividere le giornate con i miei compagni, pero questa é una decisione che ho meditato a lungo. Sicuramente ci sarà molta nostalgia” ha commentato l’ex capitano della nazionale.

Negli occhi dei tifosi sicuramente rimarrà l’immagine della sua punizione contro l’Ecuador, nelle qualificazioni per il Mondiale Sudafrica 2010. Quel giorno, Rey, lancio un missile da circa 40 metri che permise alla Vinotinto di espugnare il fortino dell’Atahualpa di Quito.

El ‘tetero’, come noto tra i suoi tifosi si ritira, ma l’affetto dei suoi fans rimarrà intatto per l’eternità.