Il Boca Juniors campione in carica è chiamata alla prova di maturità e a bissare il meritatissimo titolo dell’Apertura. La nostra guida oggi è a Buenos Aires, quartiere de La Boca, per conoscere le ambizioni degli xeneizes che tornano dopo qualche anno in Libertadores con una squadra di tutto rispetto.

Ok, l’obiettivo primario è riportare in Argentina la Copa Libertadores. Ma il Boca Juniors ha degli obblighi morali verso quei tifosi che si sono visti rinfacciare il fatto che l’Auriazul ha vinto l’Apertura per mancanza di concorrenza. Come visione, va detto, è un po’ superficiale soprattutto se si considera il fatto che la squadra di Julio Cesar Falcioni non ha perso nemmeno una partita, laureandosi campione con la miglior difesa ed il miglior attacco nonostante l’infortunio decisamente grave di Lucas Viatri. Gli xeneizes rimangono comunque la squadra da battere, essendosi rinforzati in maniera decisa in quei reparti che lo scorso semestre necessitavano di ritocchi ma che, con il fatto di giocarsi un solo obiettivo, hanno fatto rimandare tali operazioni alla nuova presidenza.
IL MERCATO - Al Boca servivano come il pane un centrocampista ed un centravanti di primo piano per poter permettersi di prefissarsi due obiettivi importanti come campionato e coppa. In mediana, dal Catania, è arrivato Pablo Ledesma cheoltre ad essere un top player per la categoria, ha già dimostrato in queste prime uscite di aver raggiunto un’intesa chimica con Leandro Somoza, andando a comporre un cerniera centrale da urlo. Davanti, dopo un tira e molla tra FIFA, Federazione ed avvocati sguinzagliati dal Presidente Angelici, il Boca ha messo le mani su un vecchio obiettivo quale Santiago Silva che però, dato che nella stagione 2011/2012 ha già cambiato due maglie, sarà arruolabile solo per la Libertadores. Poco male, perchè il Tanque è da almeno un anno e mezzo sulla lista della spesa di Falcioni.
LA SQUADRA - Il detto “squadra che vince non si tocca” si adatta alla perfezione per questa Boca Juniors che nel semestre scorso si è dimostrato una corazzata. Davanti alla saracinesca Augustin Oriòn c’è l’imbarazzo della scelta: a destra si alternano Facundo Roncaglia – all’occorrenza schierato da centrale – e Franco Sosa mentre la sinistra è competenza di un big come Clemente Rodriguez, che ha rifiutato la chiamata portoghese del Benfica per rimanere al Boca. In mezzo, con le sue quasi quaranta primavere, il Flaco Rolando Schiavi fa coppia con il roccioso Juan Manuel Insaurralde ma in caso di necessità, Falcioni può disporre di due cavalli di razza come Gaston Sauro e Matias Caruzzo. Il centrocampo a tre prevede la coppia ormai insostituibile composta da Pablo Ledesma e Leandro Somoza, e come mezz’ala sinistra sono Nicolas Colazo e Walter Erviti a giocarsi un posto; in alternativa c’è sempre Diego Rivero, che con Cristian Erbes permette ai tifosi di dormire sonni tranquilli. Dato per scontato il posto a Juan Roman Riquelme sulla trequarti, ecco che in attacco il Boca sprigiona un potenziale devastante. Due posti se li giocano Dario Cvitanich, Pablo Mouche, Sergio Araujo e Nicolas Blandi più il Tanque Silva in coppa ed il Puma Lucas Viatri quando rientrerà. Che dire, i gol di certo non mancheranno.
FORMAZIONE (4-3-1-2): Agustin Orion, Facundo Roncaglia (Franco Sosa), Rolando Schiavi, Cristian Insaurralde, Clemente Rodriguez; Pablo Ledesma (Diego Rivero), Leandro Somoza, Nicolas Colazo (Walter Erviti); Juan Roman Riquelme; Nicolas Blandi (Lucas Viatri, Santiago Silva), Dario Cvitanich (Pablo Mouche, Sergio Araujo). All. Julio Cesar Falcioni
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